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Tina di zarina New!
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Indice
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Saranno le dieci, forse le undici.... Le palpebre non vogliono aprirsi. Oh, se invece del trillo fastidioso di un telefono ci fosse qualcuno a svegliarla con un bacio....
E invece è da sola. Dalla finestra non filtra un fil di vento, solo il frastuono dei convogli e dei gabbiani che passano più tempo alle discariche che al mare.
Il sole secca tutto, il suo corpo pare incollato al letto, deve raggiungere la doccia prima di svenire.

L'acqua si porta via tutto, scorre giù dalle spalle e da ogni curva forma una cascata, lava via l'insonnia e l'emicrania, l'odore del fumo e dell'orgasmo.

Non avrà voglia di rifare il letto, lascia tutto sfatto e butta un vestito giallo addosso, getta polvere rosa sulle guance, intreccia ciocche scure ancora bagnate ed è già in strada.

Il bancomat è vicino, riuscirà a raggiungerlo anche se ha male alle gambe in questi giorni ma il centro le appare lontanissimo, ha dimenticato gli orari delle linee già da anni, il marito l'accompagnava dappertutto.

Meglio prendere il taxi.

Sale senza far caso a chi lo guida, s'accascia accavallando le cosce sul sedile e poi si parte.
"Dove la porto?"
"In centro. "

L'attrito delle ruote sull'asfalto brucia e tra le gambe lei già suda, la radio spande una sinfonia di pianoforte nell'abitacolo, lei immagina dita lunghe che premono sui tasti e senza trovare pace. Pare che anche il suo respiro disturbi l'autista che alza il volume e il ritmo aumenta.
Buongiorno.

Buongiorno a te, Tina.

Ancora in banca?
Si, sono ancora in fila.

E poi dove andrai?

Vuoi che venga da te?
Ci provi?

Si, a provocarti.

Provocazione accolta.

Devo venire?
E dove mi porti?

Tu dove vuoi andare?

Cosa c'è da vedere da te?

La spiaggia.

La spiaggia?

Si la spiaggia di sera.

C'è gente?

Non molta di notte ma noi ci appartiamo se vuoi.

Com'è quella riva?

La sabbia è bianca e l'acqua è fredda, alta e bassa.

Tina sospira e il seno si alza e si abbassa, non ha mai fatto il bagno di notte.

Non entrerei mai, troppo freddo.

Ma io sono caldo.

Ah, vero.

Se entri tu prima entro anche io.

Ti vedo, hai i capezzoli duri e coli di acqua.

come colo di acqua se ancora non entro?

Ti tiro a me.

Ok, trascinami.

Cosa senti in mezzo alle gambe?

Un brivido caldo e gli schizzi dell'acqua.

ti piace?

Si ma può piacermi di più se mi dai una mano. Sussurra piano al telefono tentando di inviare l'audio.

"Te la do io una mano se ti serve."
Solleva la testa sorpresa ma non tanto tanto, si vede nel retrovisore, ha aperto le cosce e quasi bacia il telefono. L'autista stilla un'intensa colonia di fiori che interferisce con le fragranze dei bar. Ha le guance in fiamme e gli occhi mandano fulmini.

Tina cerca svelta il portafogli, arrotola un biglietto fresco di banca e glielo allunga da sopra il sedile ma al posto di quella banconota lui osserva tutte le altre. Non ha bisogno di contarle per sapere quante sono.

"Hai ritirato stamattina tutto quello che mi spilli dal divorzio?"
"Prendi e basta. "
Due dita le affondano dentro senza preavviso.
"Tieniteli e compraci un paio di mutande zoccola."

"Grazie, allora risparmio."

"Tu non hai mai avuto i fili del cervello a posto Marta."

"Oggi vado dell'elettricista e me li faccio sistemare."

"Vai a farti sbattere da chi ti pare ma senza più sfasciare i coglioni a me."


Tina, in banca ho finito e adesso vado a lavorare, ci sentiamo stasera.

Va bene, io vado a comprare vestiti.

Perché sei nuda?

Quasi.

Va bene.

Lavori di notte?

È capitato, per emergenza. alberghi senza corrente, antifurti impazziti, calamità naturali... Cose così.

Qualcuna che ce l'ha elettrica e non sa come fare contatto?

No, magari succedessero di queste.