i racconti di Milu
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Note:
Mi eccita infinitamente leggere i commenti, anche più spinti, dei miei racconti, non potendo commentare qua sotto vi invito a lasciarlo al mio indirizzo arte_midemilu@libero.it

mi farebbe piacere scrivervi anche su facebook,https://www.facebook.com/profile.php?id=100015746409678 ecco il mio profilo
Il vapore è sempre più denso, sono sola nella sauna… Come nel mio sogno mi avvicino alle pietre roventi, la tanica con l’acqua è lì accanto e anche il piccolo mestolo di legno.

Lo prendo, lo riempio d’acqua e lo riverso sulle pietre, l’effetto è istantaneo, la stanza si riempie ancora di vapore. Mi arrampico sulla panchina superiore, il mestolo lo tengo ancora in mano, lo appoggio sulle mie gambe, la mia testa si appoggia al bordo della parete dietro di me e mi lascio andare al relax.


Mi addormento, o meglio, sono in quella fase di dormiveglia, un po' stordita dal troppo vapore, sono completamente libera, dallo stress e da tutto il resto, sono libera anche dal mio corpo.
Dopo secondi, o ore non lo so, avverto quella strana sensazione di cadere nel vuoto. Istintivamente stringo il mestolo tra le dita della mia mano destra, sento la durezza del legno, avverto le forme sinuose nel manico. Il mio pensiero, sempre assopito dal vapore, mi riporta subito al mio stupendo cazzo finto, quello nascosto tra gli asciugamani dei capelli in bagno, fortunatamente sono l’unica ad avere i capelli tanto lunghi da averne bisogno tra le mie coinquiline.

Il mio bel cazzo finto, un regalo scherzo da parte delle mie amiche, che di scherzoso ha ben poco fortunatamente. Bello e possente, è blu notte, vibra, ruota e spinge, un perfetto sostituto in periodi di siccità come questo che sto vivendo.

Proprio ieri notte mi sono concessa una ventina di minuti, un bel porno lesbo e subito a letto, la figa ancora fradicia e apertissima.
La mia mente è assolutamente andata, per qualche minuto penso anche di essere svenuta, il mio unico punto fermo era quel mestolo…

Iniziai subito a strofinarlo, movimenti automatici, me lo posiziono in mezzo alle gambe, proprio adiacente alla mia farfallina e massaggio su e giù e ancora e ancora. Passa poi nella mia bocca. E ancora dentro e fuori e ancora dentro, sempre più giù e poi fuori, di colpo.

Mi libero istintivamente dell’asciugamano, sono sempre nuda mentre mi masturbo e ricomincio, il mestolo in mano, ma stavolta non è dentro la bocca, mi avvicino alla mia passera, come al solito la trovo pronta e bagnatissima. Stringo con la mano entrambe le labbra, sento tra le mani i miei umori viscosi, li avvolgo intorno al manico e continuo a segarlo, in bocca e ancora tra le mani, succhio e risucchio.

La mano sinistra va alle mie tette, forse è la parte del mio corpo che preferisco, non troppo grandi, non troppo piccole, e poi i miei capezzoloni, come mi piace chiamarli, belli grandi e piatti, leggermente sporgenti rispetto alle tette. Iniziano gli schiaffi, le torture ai capezzoli, ormai turgidi e duri.
Dopo pochissimi minuti inizio a muovere i fianchi; sento quel desiderio, sempre lo stesso.
Un desiderio di un pisello vero, duro, non mi importano le dimensioni, non mi sono mai importate, anzi, quella dimensione perfetta che mi permettere di succhiare palle e pisello insieme. Le palle belle piene, leggermente pelose, solo per trattenere l’odore di cazzo, l’odore di maschio.

Il desiderio di avere la bocca piena, la saliva che cola, la mascella che fa male, la gola piena, il conato di vomito che sale, io stesa sul letto, la testa contro il materasso, lui al contrario rispetto a me che mi ficca il cazzo in bocca, soffocandomi con il suo corpo, le palle sugli occhi e anche il naso tappato dalle palle.
Soffocata e immobile, come piace a me.

I minuti scorrevano non so dire se lenti o veloci. Il mestolo ormai era dentro, la forma leggermente curva aderiva al mio pube e agevolava enormemente la manovra, il manico era dentro, usciva ed entrava, molto più doppio all’estremità si rastremava alla base, e io avevo la parte più doppia dentro ovviamente, entrava e usciva, poi in bocca e poi in figa.

Ormai l’altra mano era completamente immersa nella mia figa, sfregava fortissimo sul mio clitoride. Il mio desiderio di cazzo cresceva e cresceva, iniziai a gemere “aaaaah, aaaaah aaaaaaaah” continuavo e continuavo, nessuno poteva sentirmi. Schiaffi ed insulti iniziarono a volare, non ero in me, ero andata completamente, ero in uno stato che raramente ho raggiunto nella mia vita sessuale, e sapevo che l’orgasmo che derivava era straordinario, non vedevo l’ora di venire, ma niente.
Qualcosa mancava e nonostante tutti i miei sforzi, l’orgasmo non arrivava.
Rientro nel mio corpo, resto ancora qualche minuto con gli occhi chiusi, la bocca aperta e senza forze.

Sono ancora nuda, la schiena e sul gradone freddo ma non mi interessa. Sono sconvolta, madida di sudore e completamente intontita. Le gambe spalancate piegate, il mestolo ancora dentro la mia lurida figa da troia, che cola e cola, sento anche il sedere bagnato tra sudore e liquidi.

Una lacrima mi riga il volto e sento che sto per scoppiare in lacrime quando apro gli occhi, metto a fuoco e lo vedo.
Note finali:
Mi eccita infinitamente leggere i commenti, anche più spinti, dei miei racconti, non potendo commentare qua sotto vi invito a lasciarlo al mio indirizzo arte_midemilu@libero.it

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