i racconti di Milu
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Stavamo chiavando sul letto da oltre un'ora. Mia zia Olga in calze a rete e body era davvero magnifica e non si tirava mai indietro in più c'era mia nonna, sua sorella Norma anche lei con le autoreggenti color carne da gran puttana.
In quel momento zia se ne stava seduta a gambe larghe mentre la nonna a pecora sopra di lei le leccava ben bene la figa e al contempo mi offriva il culo in cui avevo infilato il mio grosso uccello sempre duro.
Sborrai nel culo poco dopo e decidemmo che ci voleva una pausa. Andammo in bagno a lavarci. Io feci la doccia e la nonna si sciacquò il culo nel bidet.
Zia Olga, come nulla fosse si sedette sulla tazza e si mise a pisciare.
“Zia lo sai che vederla che piscia me lo fa venire più duro” dissi.
“O nipotino bello calmati un po' dai. Adesso facciamo una pausa che ho anche preparato un bel pranzetto. Mangiamo tutti assieme e poi verso ora di merenda...” ammiccò.
“Tutte e due assieme” proposi fissando mia nonna.
“Mi pare ovvio” annuì la zia.
A quel punto notai che solo all'idea mia nonna anziché lavarsi il culo si stava sgrillettando ben bene sul bidert con due dita ficcate dentro che si muovevano a tutta forza.
Erano due vere vacche. Da quando rimasto orfano mia madre mi aveva affidato a loro ero diventato una macchina da sesso. Forte sia del mio bell'aspetto, di un cazzo davvero grosso e di due donne che mi facevano fare tutte le esperienze che volevo.
Ci era voluto poco ma alla fine che le due fossero segretamente lesbiche da anni venne fuori e con mio sommo piacere ora potevamo fare tutto quello che volevamo.
“Ti ho fatto un bel pranzetto pieno di vitamine così avrai più forza” disse la zia.
“Speriamo mi basti per tapparvi bocca e culo a tutte e due” dissi.
“Sono certa che non ci deluderai” annuì Olga certa del fatto suo.

Dopo pranzo la zia mi consigliò di farmi un giretto mentre loro facevano un riposino per recuperare un po di forze e le obbedii ma, più passeggiavo da solo nei boschi alpini di quel paesino ai piedi delle Alpi e più mi veniva in mente quante porcate avrei potuto fare con le due donne. Così dopo nemmeno mezz'ora ero già a casa col cazzo in tiro e voglioso di ogni porcata.
Entrai in salotto. Come tutti i pomeriggi la zia era seduta sulla sua poltrona e faceva un sonnellino.
Iniziai a fissarla. Le grosse tettone ballonzolavano sotto alla camicetta e potevo quasi vedere la durezza dei suoi capezzoli eccitati che pulsavano domandando solo di essere succhiati.
La gonna grigia aveva un lungo spacco laterale e vedevo un abbondante porzione delle sue grandi cosce lussuriose nonché il reggicalze da porcona. Desideravo ardentemente palparla. Sentire la consistenza delle sue gambe, salire fino al pube, agguantarle la fica e infilarle due dita fino in fondo.
Così iniziai a spogliarmi restando nudo davanti a lei con il cazzo dritto come un palo.
Presi a strofinarglielo sulle labbra perchè ne sentisse l'odore e ne gustasse il sapore...
Lei nel sonno fece appena un sussulto e intanto la mia mano le scivolò fra le cosce. Come al solito non aveva le mutande e fu facile agguantare la sua fica, accarezzarle un po' il pelo vellutato e finalmente arrivare alla vulva già umida iniziando a giocarci con un dito.
Quando Olga aprì gli occhi risvegliandosi bruscamente avevo già il medio nella sua fica e la sgrullavo a tutta forza sentendola bagnarsi ad ogni colpo. Ero bravo a fare i ditalini, me lo aveva insegnato la nonna.
“Allora?”.
“Ho visto la strada aperta e ho approfittato. Ti dispiace?”.
Pareva di no. Anzi dai sospiri era ovvio che quella vecchia maiala se ne stava venendo alla grande.
“Avevamo detto che fottevamo stanotte mi pare?” gemette
“Ma zia farti un grilletto non è mica fottere”.
“Si ma adesso cosa vuoi fare? Col cazzo così duro pensi di resistere fino a stasera?”.
“Magari mi faccio una sega che dici?”.
Pareva arrabbiata. “Ma vuoi sprecare quell'erezione con una sega? Dai su che te lo meno io”.
Non me lo feci ripetre due volte.
La mano della zia me lo afferrò secco iniziando a dare lunghi colpi fino ai coglioni. Faceva quasi male ma era stupendamente eccitante tanto che a un certo punto non resistetti più e spingendomi in avanti provai a passarglielo vicino al viso... “Ciuccia zia dai”.
“Maiale avevamo detto stasera”.
“Ma dai che problema ti fai lo vedi che tanto mi resta sempre duro no?”.
“Non per quello che avevo in mente io”.
Smisi di masturbarla e lei smise di segarmelo.
“Spiegati?”.
“Ma niente dai era solo un'idea”.
“Cosa zia. Dai spiegamelo che le tue idee mi piacciono davvero”.
Restia me lo confessò. “Volevo fare un 69. Un 69 con ingoio”.
“Bhe puoi farlo cosa te lo impedisce”.
“Bel cazzone della zia non ti sei accorto che ad ogni sborrata ne spari di meno?”.
“Sarebbe a dire?” domandai
“Schizzi poco. Giusto qualche goccina come stamattina. E' normale visto quante volte la spari fuori”.
“Ovviamente non sono un geyser ho bisogno di ricaricare”.
“Appunto. E' questo che intendevo. Io stasera avrei voluto una doccia di sborra. Un litro buono giù per la gola....”.
“Come mai? Non ti è bastata la doccia di ieri sera”.
“La volevo bere... Berla tutta. E tu non hai nemmeno idea di quanto io sia brava a farlo...”.
“Zia se mi dici così mi fermo subito”.
“Ma no ormai ce l'hai così duro. Quasi quasi...”.
“Anche io quasi quasi... La fica è sempre meglio della mano no?”.
Sorrise. Si divaricò un po' e sollevata del tutto la gonna mi mostrò la vulva pelosa e bagnata. “Infila dai”.
Mi chinai sulle ginocchia e presi la mira. Con un colpo le fui dentro. Era davvero rovente.
Lei vide quanta foga ci mettevo e mi accarezzò la testa sussurrandomi “Pompa pompa bello della zia”.
“Si zia ti sfondo... Ti sfondo tutta”.
“Si aprimi dai. Fammelo uscire dalla bocca”.
“Si zia... si troiona” sussurrai ma quasi subito mi bloccai capendo di avere forse esagerato. “Ti da fastidio se ti chiamo troia?”.
Lei fece un sorrisetto malizioso “Quando scopiamo puoi chiamarmi come vuoi basta che pompi”.
Così lesto ripresi a fotterla anche con più foga di prima “Si bella tettona maiala, si vacca, si troia...” Il cazzo mi si indurì ancora di più. Lei lo sentiva e se la godeva venendo a sua volta con lunghi rivoli di sbroda che mi colavano sul cazzo.
Stavo quasi per arrivare anche io al dunque quando ancora una volta le chiesi “Esco?”.
“Esci esci mica vuoi ingravidare la zietta”.
“Perchè? Con 60 anni suonati pensi di poterlo fare ancora?”.
“Non si sa mai. Mi sono già fatta tre aborti da giovane e non vorrei tu fossi il quarto...”.
“Cazzo zia tre aborti?”.
Intanto continuavo a spingere.
“Con tre cazzi diversi... -precisò- la zietta sai era un po allegra capisci”.
“Capisco e constato di persona vecchia porcona...” ed eccitato dai suoi racconti velocemente lo tirai fuori in fretta dalla fica e puntai al viso “Comincia a berti questa se ti va” dissi velocemente.
E lei obbedì.
Due colpi di mano e subito eccolo sparire nella sua gola dove ingoiò fino all'ultima goccia come se fosse la cosa più buona del mondo mentre con la mano mi massaggiava i coglioni per spingermi fuori più succo possibile.
Era vero ci sapeva davvero fare....
Quando finimmo ero seriamente svuotato di tutto lo sperma che avevo in corpo.
L'uccello mi si ammosciò paurosamente, per qualche ora sarei stato tranquillo. O no?