i racconti di Milu
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Sono un classico ragazzo universitario fuorisede che ha deciso lasciare il suo paesino del sud per andare in una prestigiosa università del nord iniziando una vita completamente diversa. Non è il mio primo anno universitario e quindi non sono una matricola, sono al terzo anno di giurisprudenza e ho da poco compiuto 23 anni. Negli anni sono riuscito a creare una sorta di delicato equilibrio nella mia nuova vita, riuscendo a far incastrare vita sociale e studio, rendendo la propria vita piena di soddisfazioni ma senza far mancare quel pizzico di divertimento e svago necessario.
Sembrava un giorno come tanti, finché una mattina mia madre mi chiamò al telefono dicendomi, a sorpresa, che sarebbe arrivata mia sorella a trovarmi e che doveva stare con me minimo una settima, poiché, lei insieme a mio padre avevano approfittato di un’offerta last minute e sarebbero partiti in una crociera proprio oggi. Sinceramente non reagii molto bene a quella forzata richiesta nell’ospitare mia sorella, ma non avevo scelta visto che era già in viaggio e fra circa un’ora sarebbe arrivata.
Io e mia sorella abbiamo sempre avuto uno strano rapporto, probabilmente dovuto anche alla differenza netta dei nostri caratteri. Secondo molti ha il carattere uguale a mio padre, invidiosa, possessiva e direi anche poco socievole, mentre io, al contrario, sono un ragazzo molto socievole e solare a cui piace sempre scherzare e fare amicizia. L’unica cosa positiva che compensava il suo carattere era il suo aspetto fisico, motivo per cui non nego di essere stato sempre geloso nei suoi confronti anche se qualcuno si avvicinava a lei anche per salutarla. Lei è più piccola di me, ha 17 anni e frequenta ancora il liceo. Per essere una ragazza la sua altezza è sopra la media, 1.73 di pura eleganza e femminilità, fisico perfetto, magra e sportiva con una seconda abbondante di seno, pelle color olivastra per via dell’abbronzatura estiva, un viso molto delicato e sensuale con occhi verde smeraldo e capelli mossi castani con colpi di sole biondi.
Guardai l’orologio e in fretta e furia provai a sistemare un po' la mia camera. Abito da solo in un bilocale spazioso e, avendo finito gli esami della sessione estiva, spesso facevamo feste con la mia comitiva numerosa di amici a casa mia, e ancora vi erano residui e disordine dell’ultima dello scorso weekend. Provai a nascondere più prove possibili, tra cui bottiglie di alcolici semivuote, bicchieri e anche dei preservativi dentro la mia stanza, conoscendo mia sorella era capace di andar a spifferar tutto ai miei genitori riguardo a ciò che facevo invece che studiare, e già immaginavo questa lunga e interminabile settimana con lei da recluso in casa. Visto le tempistiche a disposizione non sono riuscito a fare un granché, e nel bel mezzo delle pulizie suona il citofono, era lei.
Entrò in casa mia come se il nostro rapporto fosse perfetto, era sorridente e stranamente felice di vedermi, quasi non la riconoscevo. Era come se fosse diversa, la vedevo più cresciuta e non più tanto una bambina. Presi la sua valigia e la posizionai in camera mia, visto che l’unica stanza disponibile era la mia e dovevamo dividere il letto matrimoniale. Lei si accorse subito del mio finto sorriso nel vederla ma stranamente mi disse una cosa che mi stupì: “ stai tranquillo non ti sarò d’impiccio, sarai libero di fare quello che vuoi, so che non sono molto gradita ma prometto di non dire nulla a mamma” Sinceramente non sapevo se fosse una sua tattica oppure se diceva la verità, l’unica cosa era che in serata c’era in programma un’altra festa a casa mia e con il suo avvento avrei voluto disdire, ma quasi quasi dopo le sue parole l’avrei fatta ugualmente.
Nel pomeriggio io rimasi in cucina a studiare mentre lei riempiva il mio armadio dei suoi vestiti, ne aveva tantissimi e solo per una settimana! Mentre studiavo pensavo alle parole che avrei potuto usare con lei per dirle della festa di sta sera, e dopo qualche ora mi decisi a farlo. Lei accettò senza fare una piega, era stranamente entusiasta di questa mia proposta ribadendo che non era mai stata in una festa universitaria in casa e che era curiosa.
Le ore seguenti le passai a parlare con i miei amici al telefono per organizzarci riguardo ad alcolici, gente che doveva venire, musica e altre piccole sciocchezze, dandoci appuntamento a casa mia per le 22:00.
La presenza della mia sorellina iniziava a farsi sentire, erano le 21:45 e lei era da un’ora chiusa in bagno, le bussai più volte per spronarla a darsi una mossa ma la sua risposta era sempre la stessa “Tranquillo ho quasi finito”. Quando lei uscì dal bagno io ero ancora in condizioni penose, andavo in giro per casa in mutande portandomi dietro i vestiti da indossare, lei invece era fantastica. Non avevo mai visto mia sorella sotto questa luce, era bellissima e non sembrava neanche quella ragazzina impertinente che io ricordavo, indossava una gonna larga nera ad altezza della coscia accompagnata da calze a rete a maglia larga con tacchi neri abbastanza alti, una maglia bianca elegante molto leggera senza spalline. Io ero in mutande e sinceramente ero anche un po' imbarazzato alla vista dei suoi abiti che creava quella sorta di “vedo non vedo" e il mio corpo iniziò a dare qualche reazione, fortunatamente avevo sul braccio i vestiti da indossare, e senza fare movimenti troppo palesi, li posizionai sul mio bacino per nascondere quella che sembrava l’inizio di un’erezione.
Era la prima volta che mi capitava ciò, non avevo mai avuto una reazione del genere nel guarda mia sorella e sinceramente tutto ciò mi turbava un po', ma dopo una doccia fredda questi strani pensieri sparirono. Uscii dal bagno indossando un semplice pantaloncino azzurro e una camicia bianca, vedevo mia sorella in salotto che sistemava sul tavolo le birre in modo da creare più spazio possibile.
Erano le 22:15 quando sentii suonare il campanello, finalmente quei ritardatari dei miei amici sono arrivati, pensai. La cosa positiva era che erano venuti tutti insieme, quindi non dovevamo aspettare più nessuno e potevamo già iniziare a fare baldoria. Quella sera eravamo in 16 fra ragazzi e ragazze, compresi me e mia sorella, molti miei amici non si aspettavano di vedere già una ragazza a casa mia, pensando che fosse una mia nuova conquista, visto che da come era vestita e dal suo fisico non dimostrava affatto gli anni che aveva ma sembrava quasi nostra coetanea, ma, appena venuti a sapere che era mia sorella fra incredulità e sguardi fugaci, iniziarono a osservarla con più interesse. Tutto ciò mi mandava in bestia, ero geloso ma non potevo fare scenate quindi ci passai sopra senza aggiungere altro.
La festa procedeva bene, come di consueto c’era musica per creare una certa atmosfera, fiumi di alcol e fumo giravano in abbondanza creando di conseguenza un ambiente festoso e vivace. Lasciai spesso mia sorella sola con dei miei amici mentre io scherzavo e bevevo con delle ragazze, ma spesso l’occhio cadeva su di lei, dove minuziosamente, osservavo le gesta e le carezze di troppo di qualche mio amico. Come sospettavo almeno sulla timidezza mia sorella non era cambiata molto, non parlava un granché e si limitava a rispondere a discorsi con qualche parola o risatina, ma più passava il tempo più la vedevo ridere, la cosa strana era che aveva sempre il bicchiere pieno pensando che fosse sempre lo stesso ma invece mi sbagliavo, i miei amici glielo riempivano di continuo.
I livelli di sobrietà avevano passato ormai da tempo i limiti di coscienza, e un mio amico nel mezzo dell’euforia propose un gioco che stupii a tutti. Si alzò dal divanetto mentre era seduto accanto a mia sorella, la guardò, abbasso la musica con il telecomando per attirare la nostra attenzione, e rompendo il silenzio propose con un’aria da giullare:” Ragazzi! Ho una proposta! Che ne dite di fare il gioco dell’armadio!?”
Per chi non lo conoscesse, il gioco dell’armadio, è un gioco che principalmente si fa da adolescenti scambiandosi i primi baci, dove ragazzi e ragazze si dividono in due gruppi distinti, si fa un sorteggio e i fortunati entrano dentro uno stanzino stretto e buio per circa 10 minuti, senza parlare e far capire la propria identità simulando di essere perfetti sconosciuti.
C’era uno stupore generale visto che non eravamo più dei quindicenni per questo genere di giochi, ma stranamente tutti erano interessati, soprattutto le ragazze. Vedendo l’approvazione di tutti e non mi rimase che sistemare lo sgabuzzino da usare come stanzetta, ma sentivo come se c’era qualcosa che dimenticavo, ed era proprio la presenza di mia sorella a quel gioco! Mi ero completamente dimenticato di lei! Non sapevo come la pensasse se era d’accordo o meno, visto la nostra età di certo non ci si limitava a qualche bacio dentro lo stanzino! Iniziai a cercarla preoccupato ma era troppo tardi, le ragazze l’avevano trascinata nell’altra stanza per iniziare il sorteggio, e i miei amici fecero lo stesso con me senza darmi possibilità di voltarmi per chiamarla.
Colui che propose il gioco prese una bottiglia di vodka vuota, lo posizionò a terra e iniziò a farla ruotare per decidere il fortunato prescelto a iniziare questo intrigante gioco. Io avevo lo sguardo perso, ero solo preoccupato per mia sorella senza badare a quella bottiglia che ruotava velocemente, fumavo nervosamente finché la bottiglia non si fermò di botto. Contemporaneamente una nostra amica urlò dalla stanza adiacente “ Ragazzi.. a che punto siete? La nostra fortunata è già dentro lo stanzino che aspetta!!!” Senza aggiungere altro il fortunato si alza da terra con uno sguardo da vincente, uno sguardo di colui che sa che già andrà in buca. Nell’entusiasmo generale i miei amici iniziano ad incitarlo con frasi del tipo “ Vai e castigala!” o “ Divertiti e farla urlare! Vogliamo sentirla gemere!” Io lo guardavo dal basso verso alto mentre speravo che all’interno non ci fosse mia sorella, pensavo che le ragazze erano 8 e la probabilità che uscisse lei erano basse. Appena sentimmo la porta chiudersi a chiave, tutti incuriositi ci recammo dietro alla porta dei due prescelti per capire chi ci fosse all’interno per esclusione, io mi guardavo attorno per provare a capire quale ragazza era entrata, e sfortunatamente mia sorella non era all’esterno con le altre ragazze, era dentro.

Continua
Note finali:
PS: scusate per gli errori, sfortunatamente scrivo di getto e difficilmente riesco a rileggere attentamente prima di pubblicare, (se volete segnalarmeli fatelo via email sia per questo che per altri miei racconti e io provvederò a sistemarli)
Commenti, critiche o consigli sono graditi!
Inoltre volevo proporre alle ragazze, che se qualcuna fosse interessata nel creare un roleplay o solo scoprire come funziona di scrivermi in privato e io sarò lieto di darvi tutte le informazioni possibili!
EMAIL: roleplayer1.93@gmail.com