i racconti di Milu
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PREMESSA: Il racconto sarà diviso in più parti e questa è solo l'introduzione, di azione ne vedrete relativamente poca in questa parte, però era necessario avere un inizio su cui costruire le situazioni future

Avevate finalmente finito di caricare la macchina, tu, Riccardo e Gregorio e stavate aspettando l'ultimo passeggero prima di poter partire.
Finalmente la vedemmo scendere dalle scale di casa, bellissima, slanciata, vestita con una maglietta bianca attillata e un paio di shorts, i capelli lunghi e biondi le arrivavano fino alle spalle, i suoi occhi verdi mozzavano il fiato anche a metri di distanza e la grazia con cui camminava faceva voltare qualunque uomo la incrociasse, vedendola arrivare sorrisi e dissi:
"Finalmente mamma, ci hai messo un sacco a prepararti."
E Riccardo aggiunse:
"Bene Vanessa, direi che possiamo finalmente partire"
Entrammo in macchina e misi in moto, io guidavo, Gregorio era accanto a me, Riccardo e Mamma erano sui sedili posteriori.
"E' stata proprio gentile vostra madre a lasciarci la sua casa in montagna" disse Vanessa.
"Beh è il minimo che poteva fare, in fonto sei pur sempre sua sorella" rispose Gregorio.
"Questa è l'estate più calda degli ultimi 50 anni, possiamo solo sperare che in montagna la temperatura sia più sopportabile" Aggiunse lo stesso.
"Già, è tutta la settimana che non scendiamo sotto i 35 di giorno, dicono che questa ondata africana durerà ancora per tutto Agosto" Dissi io, ma nessuno sembrò darmi ascolto.
Ero contento che mia madre venisse con noi, però non riuscivo a stare rilassato all'idea, i miei cugini hanno sempre bramato mia madre, ovviamente loro non sanno che io sono a conoscienza di questo desiderio, però bisognerebbe essere idioti per non vedere i loro sguardi bramosi, le loro occhiatine o per non sentire i commenti che fanno quando pensano che io non senta, inoltre mia madre gli semplifica la vita, scegliendo di vestirsi in maniera così leggera, ma probabilmente lo fa in buona fede, alla fine il caldo torrido lo sentiamo tutti.
Il mio flusso di pensiero venne interrotto da Riccardo, il più vecchio tra i due:
"Leopoldo, è questa l'uscita, dopo di qua è tutto dritto e poi saliamo per la stradina, ti ricordi il resto della strada?" chiese lui.
"Certo, certo, saliamo per il sentiero? Quello sterrato" Risposi.
"Beh, che io sappia non hanno asfaltato nuove strade che vanno in una baita persa in mezzo ai boschi, quindi direi proprio di si" Ribadì lui, stavolta con voce decisamente arrogante.
Dopo qualche altro minuto di macchina arrivammo al luogo designato, era una baita in mezzo ai boschi di costruzione abbastanza recente, la caratteristica più interessante era il fatto che era totalmente isolata da tutto e tutti, non si trovava anima viva senza fare almeno mezz'ora di macchina, spenta la macchina Riccardo e Gregorio entrarono a controllare che in casa fosse tutto regolare, mentre mia madre disse che avrebbe fatto un giro intorno alla proprietà per sgranchirsi le gambe dopo il lungo viaggio, senti una voce da dentro la casa:
"Leopoldo, porta dentro le valigie mentre noi sistemiamo un po', siamo al piano di sopra" ordinò Riccardo sporgendosi dall'entrata per far si che lo potessi sentire, dato che ero seduto sul cofano della macchina parcheggiata a qualche decina di metri dalla baita.
Mentre portavo dentro le pesanti valigie, che in realtà sembravano essere molto più grosse di quello che erano a causa del mio fisico esile e della mia ridotta statura, li sentì farfugliare al piano di sopra, pensando che mi stessero organizzando uno scherzo come facevano spesso durante la nostra infanzia e andai ad origliare i loro discorsi, così salì le scale in punta di piedi e mi nascosi dietro la porta di quella che sarebbe stata la loro camera da letto, Gregorio disse al fratello:
"Ma dovevamo portarcelo dietro? Voglio dire, non potevamo invitare sua madre e basta?" E Riccardo rispose:
"Secondo te lei sarebbe venuta da sola? Non sarebbe stata una cosa normale da fare, poi mia madre ha fatto l'invito, mica posso dirle di lasciare il suo nipotino a casa perchè vogliamo scopargli la sorella, come avrebbe reagito secondo te?"
"Non posso non darti ragione" Disse Gregorio, il più giovane dei due facendo spallucce e aggiunse:
"Quindi come facciamo, voglio dire, mica possiamo scopargli la madre sotto al naso, poi lei si farà dei problemi, voglio dire, già il fatto di scoparsi i suoi nipoti potrà non andarle a genio e frenarla, poi sapere che suo figlio è in zona potrebbe farle tenere chiuse le gambe per tutte e due le settimane e poi cosa facciamo? 15 giorni di seghe? Non abbiamo nemmeno internet qua"
"Non preoccuparti fratellino" Lo rassicurò Riccardo:
"Io trovo sempre la soluzione, poi ti ricordi cosa ti dico sempre, la chiave per aprire ogni donna ci è stata gentilmente regalata dal nostro carò papà" detto ciò si diede una strizzata al pacco e fece l'occhiolino al fratello, che rispose dandogli una pacca sulla spalla e scoppiando a ridere.
Rimasi sconvolto dalle loro parole, tentando di non fare rumori scesi le scale e continuai a sistemare le valigie, mentre mi davo da fare rientrò mia madre che chiese subito dove fossero gli altri due, con un groppone in gola le dissi che erano al piano di sopra, preoccupato per le loro intenzioni, mentre saliva le scale per vedere cosa facevano gli altri due diedi un'occhiata a mia madre e al suo fisico perfetto, mi persi guardandola sculettare mentre andava a cercare i suoi nipoti e la immaginai mentre veniva scopata dai due in ogni maniera possibile immaginabile, quella che doveva essere una fuga dall'afa si riverò presto un incubo che sarebbe durato due settimane, nel quale mi sarei dovuto dar da fare per poter riportare a casa la mia dignità e mia madre.
Terminato il mio lavoro da facchino e mi affrettai a salire le scale, tutta questa situazione mi faceva salire l'ansia e mi resi conto che con non avrei dovuto lasciare Vanessa da sola con quei due nemmeno per un secondo.
Arrivato nella stanza dove si trovavano li trovai ad armeggiare con l'impianto di condizionazione, infatti, nonostante fossimo in montagna l'aria in casa era irrespirabile, sia perchè la casa è rimasta chiusa per mesi sia perchè la calura non accennava a placarsi, arrivato si girarono tutti e tre verso di me e Riccardo mi disse:
"Abbiamo una brutta notizia da darti" e Gregorio concluse:
"Il condizionatore è rotto e non abbiamo ventilatori, ci sarà da soffrire un po'"
"Beh, questa non ci voleva proprio, cosa facciamo? Torniamo a casa?" Dissi, speranzoso nel riuscire a concludere questo incubo prima che iniziasse.
"Non essere idiota, staremo bene così, faremo girare un po' di aria in casa e vedrai che la situazione migliorerà, per ora diamoci una sistemata." Disse Riccardo.
Detto ciò ci dividemmo, avevamo già deciso in precendenza la composizione delle stanza, io avrei dormito in una singola, come mia madre e i due fratelli avrebbero usato la matrimoniale, tutte e tre le stanze erano vicine tra loro e sullo stesso piano.
Detto ciò ognuno portò le proprie cose nelle rispettive stanze e ci dettimo appuntamento per cenare, in maniera da avere qualche ora per riposarci e lavarci, ogni stanza aveva una propria doccia e tutti i servizi, eccetto quella di mia madre, che per l'occasione si fece subito la doccia nel mio bagno personale, subito dopo mi feci la doccia io e decisi di riposarmi qualche ora, essendo esausto dopo tutto il tempo passato a guidare.
Mi svegliai che era ormai il tramonto e scesi le scale, nonostante mi fossi lavato e cambiato qualche ora prima ero già coperto da sudore, mi cambiai la maglietta e appena scesi al piano terra mi si formò un nodo in gola, i tre erano già li, stavano cenando in salotto sul divano ed erano mezzi nudi, i due fratelli erano in bermuda e a petto nudo, mentre mia madre era in costume da bagno, seduta in mezzo a loro, col suo fisico perfetto messo in risalto dal bikini minimo nelle dimensioni, con i due ragazzoni ai suoi lati che mettevano in mostra i loro fisici scolpiti, Gregorio mi salutò e disse:
"Visto che fa caldo abbiamo deciso di metterci in costume, dovresti farlo anche te, altrimenti finisce che ti sciogli uno di questi giorni, se hai fame abbiamo lasciato un piatto di pasta dentro il microonde".
Presi il mio piatto e mi misi a mangiare sulla poltrona, isolato dal resto del gruppo.
Dopo qualche chiacchiera per far passare il tempo Riccardo prese la parola:
"Ok, dopo la brutta notizia che abbiamo ricevuto al nostro arrivo ve ne devo dare una buona, siamo riusciti a far funzionare il ventilatore in camera da letto, essendo attaccato al muro lo lasceremo li, quindi almeno 2 di noi riusciranno a dormire al fresco." Al che intervenne Vanessa dicendo:
"Beh, ma il letto matrimoniale è King Size, volendo ci potremmo dormire anche tutti" al che Riccardo rispose:
"Ci abbiamo già provato a dormirci in quattro e fu un disastro, però penso che per tre persone siano adatto"
Mia madre allora disse:
"Beh, voi tre ragazzi dormite pure la allora, così starete al fresco, io posso sopportare il caldo", ma Riccardo prese le redini del discorso e disse:
"No, mi offro io per dormire al caldo, mi trasferirò qui in salotto per dormire, visto che con le finestre aperte l'aria è respirabile, come padrone di casa e fratello più vecchio è il mio dovere" e seguitò con:
"Tu, il mio fratellino e Leopoldo dormite pure la, dovreste avere spazio sufficiente, io non mi faccio problemi per un po' di afa"
In tutto questo discorso non dissi una parola, erano troppe le emozioni dentro di me, da un lato dormire nello stesso letto con mia madre mi eccitava da morire, dall'altro però ci sarebbe stato Gregorio con il suo fisico da gladiatore e se già girava mezzo nudo per casa ora chissà come si veste per dormire.
Passammo qualche ora a parlare e Gregorio fu il primo a dirigersi in camera da letto per dormire, dopo un po' seguimmo io e mamma, mentre Riccardo preparava il divano per la sua nottata, saliti al piano di sopra entrai nella stanza con mamma e trovai il minore dei miei cugini a dormire al centro del letto, indossava solo dei boxer grigi estremamente aderenti che mettevano in risalto la sagoma del suo enorme cazzo, nonostante non fosse in erezione era veramente enorme, forse più lungo del mio al massimo dell'eccitazione, mi resi conto che aveva scelto di vestirsi così di proposito, per tentare mia madre, mentre pensavo a ciò notai che anche mamma stava guardando Gregorio, disteso, col suo fisico atletico e l'enorme pene e si mordicchiava le labbra, provai a distogliere il suo sguardo lussurioso da suo nipote e le chiesi:
"Come ci mettiamo per dormire?" Era la prima cosa che mi venne in mente, sparai giusto per dire qualcosa.
"Beh, io mi metto da un lato tu dall'altro, lo spazio c'è" Rispose lei, ricomponendosi dallo stupore della vista di tale stallone e aggiunse:
"Ora devi uscire che mi cambio" detto ciò io uscì dalla stanza lasciando la porta socchiusa.
Appena mia madre pensò di essere sola si tolse la parte sopra del costume con cui girava fino a poco fa e cominciò a toccarsi i capezzoli, io la sbirciavo dall'apertura. Dopo qualche secondo di toccata si tolse anche la parte sotto del costume, rimanendo totalmente nuda di fronte al letto dove era sdraiato Gregorio, iniziò a passarsi una mano tra le gambe e cominciò a toccare il proprio clitoride, allargò le gambe permettendo anche a me che la vedevo da dietro di vederla giocare col suo stesso corpo, ben presto, nel giro di qualche minuto circa raggiunse l'orgasmo e ansimò nel buio della stanza, quando si girò per prendere finalmente la biancheria dalla sua valigia mi ritirai dalla mia posizione di spionaggio, temendo di venire scoperto e dopo qualche secondo mi chiamò da dentro la stanza dicendomi di entrare.
Io ero già vestito per dormire e mi sdraiai alla sinistra di Gregorio mentre mamma, che indossa della biancheria di Calvin Klein si mise dal lato apposto del letto, ben presto mi addormentai senza notare nulla di strano, pensai che l'altro ragazzo dormisse già e che non avrebbe comunque tentato nulla con me così vicino.
Passò circa mezz'ora ed ormai ero quasi addormentato quando sentì del movimento vicino a me, Gregorio, che dormiva a pancia in sù si era girato verso mamma, che dormiva dandogli le spalle e lentamente si spostò verso di lei, attaccandole ben presto il pacco al culo, allora sentì lei sussurrare:
"Gregorio sei sveglio? Che fai?"
Lui non rispose, al che Vanessa continuò:
"Smettila, c'è Leopoldo dietro di te"
Finalmente in ragazzo diede una risposta:
"Ti ho visto prima, sai?" e aggiunse:
"Non riesci proprio a trattenerti di fronte ad un cazzone?"
Lei tacque per qualche secondo e rispose:
"Era da molto che non vedevo un cazzo sai e probabilmente uno così grosso non lo avevo mai visto"
"Lo so zietta, aspetta di sentirlo quando cresce" e iniziò a strusciarsi su mia madre mentre io ero totalmente immobile a letto, a mezzo metro di distanza da loro.
"Senti come cresce, ti piace? Certo che ti piace troia"
"Dai Gregorio, non posso con mio figlio qui"
Lui non diede ascolto e continuò a muoversi avanti e indietro sul corpo pallido di mamma finchè lei non iniziò ad ansimare finchè non disse:
"Tiralò fuori Gregorio, tiralo fuori di prego"
Lui obbedì aggiungendo un:
"Presto fatto zoccola" e tirò fuori il cazzo dai boxer, mamma lo prese in mano e cominciò a toccarlo e sentirlo in ogni suo splendido centimetro, il tutto senza smettere di ansimare:
"E' bellissimo, come ho fatto a vivere una vita senza un cazzo del genere" Gregorio nemmeno rispose, iniziò a baciare mamma dietro il collo e mordicchiarle l'orecchio, lei prese il suo arnese e lo infilò tra le gambe poco sotto la sua figa e le chiuse col pene in mezzo le sue coscie, al che lo stallone inizio a fottere l'interno coscia di mamma, stando sdraiato a pancia in su riuscivo a vedere tutto con la mia visione periferica e vedetti mia madre che si toccava il clitoride mentre tutto questo accadeva, mi dissi che sarei dovuto intervenire, o fare qualcosa, che sarei dovuto saltare e dividerli, che avrei dovuto fare le valigie e riportare mamma a casa, ma qualcosa mi teneva bloccato, non la rabbia per ciò che stava succedendo ne la paura, ma l'eccitazione che causava tutto ciò, sapere che mia madre, sulla quale fantasticai per anni era una tale troia da non riuscire a resistere ad un bel cazzo nemmeno se fosse stato di suo nipote e che era così incontrollabile da non fermarsi nemmeno con un figlio nel letto, però non potevo lasciare che tutto ciò andasse avanti, per quanto mi eccitasse avrei dovuto tentare di salvare la dignità di mia madre, decisi quindi che avrei lasciato scorrere per questa volta, ma che avrei impedito in ogni modo incidenti futuri.
I due continuaro il loro petting per qualche minuto finchè Gregorio con vari grugniti non esplose in un orgasmo tra le coscie di mamma, macchiando lei e le lenzuola del letto, lei ebbe un orgasmo qualche attimo dopo, ma continuava a giocare col suo clitoride con una mano anche dopo che l'uomo aveva rimesso il suo cazzo grondante di sperma dentro i boxer e con la mano libero raccoglieva sulle dita parte della sborra schizzata sul letto e la portava alla bocca gustandola e raccogliendola con la lingua dalle sue labbra carnose quando le colava fuori per non perderne nemmeno un goccio, si girò verso lo il nipote e gli disse:
"Prossima volta eviteremo disastri del genere, vero? La prossima volta tutto questo nettare dovrai spruzzarmelo dentro"
Gregorio restò in silenzio, contemplando soddisfatto ciò che era appena accaduto e il prospetto delle future scopate che sognava di farsi e disse:
"Avremo un sacco di occasioni in queste due settimane per fare tutto quello che vorremo, sta tranquilla"
"E con Leopoldo cosa facciamo, è un problema" disse lei, al che lui rispose con:
"Tranquilla, io e mio fratello abbiamo già delle idee per lui"
"Intendi levarlo di torno?"
"Intendo dire che lo useremo come ci pare e piace, lui non è un problema, ora però dormiamo, non vorremmo svegliare il coglione"
continua...
Note finali:
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