i racconti di Milu
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Alla soglia dei quarant’anni, avevo coinvolto e convinto mia moglie ,qualche anno piu’ giovane di me, nel mettere un annuncio su un sito di incontri per coppie scambiste, singoli , bisex ecc.ecc.. giusto per creare un diversivo ed aggiungere un po’ di pepe al nostro rapporto. La cosa era divertente e curiosa e lei cominciava a gradire lo scambio di chiacchierate in chat, sopratutto con singoli. Piero e Paola i nostri nomi convenzionali. Avevamo preso gusto a chattare insieme in stanze dedicate al sesso e dopo diversi contatti e molte mie insistenze abbiamo deciso di rompere il ghiaccio ed incontrare realmente qualcuno dei singoli selezionati meticolosamente da Paola . Siamo stati accorti e fortunati ed abbiamo avuto delle esperienze veramente gradevoli ed appaganti, per me e sopratutto per Paola, inizialmente restia e contraria a spingersi oltre la chat. Esperienze da entrambi giudicate positive e gradevolissime.
Paola aveva scoperto un lato trasgressivo che non sapeva di possedere,
io invece una “resistenza” alla sua “infedeltà” che non avrei mai creduto possibile; risultato: ci amavamo ancora di più’ e diventammo
più complici di quanto già non lo fossimo.
Ci demmo libertà di vivere anche storie personali ma soltanto con maschi, anche per me ,vista la mia tendenza bisex abbastanza consolidata da esperienze pregresse e a lei confessate nel tempo; vietata qualunque storia con donne al di fuori di Paola e questo a me stava più che bene. La nostra preferenza fu da subito quella di incontri a tre con singolo attivo , virile e con curiosità bisex . Il triangolo rendeva entrambi più tranquilli e più sereni,sia per gli orari ,solitamente notturni , ma anche per le variazioni che in tre sono senza dubbio maggiori e di conseguenza molto più eccitanti.

Quell’estate avevamo trovato un tratto di spiaggia nascosta, difficile da raggiungere per le famiglie visto il tragitto impervio da percorrere: si dovevano scendere dei gradini fatiscenti,consumati e scivolosissimi, si raggiungeva quindi una piccola pineta tanto “affascinante” quanto “seducente” e poi ancora una discesa impervia,ripidissima e sabbiosa che ci portava su scogli acuminati e punzuti.
Qualche centinaio di metri su quegli scogli ed eravamo finalmente arrivati alla “nostra spiaggia”: ci sentivamo liberi e padroni in quello che ormai consideravamo il nostro piccolo paradiso terrestre.
Da subito, pur avendo visto chiaramente che da sopra spesso qualcuno sbirciava furtivamente,io avevo preso l’abitudine di mettermi completamente nudo, sia in spiaggia che a bagno, mi dava un senso piacevolissimo ed eccitante.
Paola arrivò con una certa fatica a concedersi il topless (non lo aveva mai fatto nemmeno da ragazzina) e per me era già una favola vederla a seno nudo all’aperto, figuriamoci quando cominciò a prendere un po’ di confidenza e osò mettere degli slip sempre più invisibili; Stava prendendo un colorito dorato praticamente integrale e quindi la soddisfazione aiutava a liberarsi più facilmente di quei piccoli tabù arrivando per qualche ora del mattino a stare totalmente nuda e godere della sua nudità anche a bagno.
Paola non sapeva nuotare, aveva un po’ paura dell’acqua ma quell’estate in quella spiaggia era stranamente più azzardata, forse l’ebbrezza di essere nuda nell’acqua marina, forse il piacere delle esperienze trasgressive vissute insieme a me,la rendevano più coraggiosa, incosciente ed intrigante oltre che consapevole del suo fascino indiscutibile.
Che donna e femmina fantastica e’ Paola.
Ero e sono pazzo di lei da sempre e sempre un po’ di più, amo quella donna.

In quel periodo ci stavamo godendo le meritate vacanze, coi figli per i fatti loro,eravamo tornati due fidanzatini. La sera al posto della tv ci concedevamo un po’ di chat, giusto per passare qualche ora. Ero io a cominciare la discussione e chiamavo Paola soltanto quando avevo l’impressione di aver trovato qualcuno interessante per noi, interessante e rispondente ai nostri parametri, conoscendo i gusti di Paola alla perfezione.
Lei odia la volgarità,il turpiloquio, le persone che vantano esperienze e dotazioni a dismisura ecc..ecc..Per lei le cose devono nascere da sole, strada facendo, senza nessun copione e solo se volute; nessuno e’ preda predestinata e nessuno cacciatore patentato, perciò eravamo molto selettivi sopratutto riguardo la moralità.
Quella sera chattavo con un tipo che da come si esprimeva e da come rispondeva alle mie domande, sembrava rispecchiare in pieno il nostro ideale di maschio percio’ chiamai Paola e dopo averle fatto leggere la conversazione fin li avvenuta con “Alex” , così diceva di chiamarsi e così stava bene a noi , le passai la tastiera.
Paola alla tastiera del PC e’ un demonio; non e’ molto veloce ma riesce a far domande e ad ottenere risposte che io,con più esperienza di lei, non riuscirei mai a fare. In un’ora di chat con me Alex era Alex, maschio, sposato, con il sogno di incontrare una coppia con cui giocare e curioso di provare un rapporto con un lui.
Dopo 20 minuti con Paola, Alex era sempre Alex, ma il nick di Marco Grossi,nato e residente in Piemonte e più precisamente a Torino, 36enne, sposato, due figli piccoli, laureato in Ingegneria e dirigente nell’azienda di famiglia di cui il padre era il titolare. Aveva ramificazioni anche in Sardegna e precisamente a Cagliari e Porto Torres…ecco il perché della ricerca di una coppia sarda.
Chattammo per alcune sere con Alex ed io che non son fesso, dopo i saluti e i convenevoli di rito, passavo la mano a Paola che gradiva molto dialogare col suo Alex.
Una di quelle sere ci disse che a breve sarebbe stato a Porto Torres per lavoro ed avrebbe soggiornato ad Alghero in una villetta messagli a disposizione da un loro anziano dirigente ormai in pensione. L’unica cosa che non era ancora certa, il giorno in cui sarebbe arrivato.
Ci eravamo già scambiati reciprocamente i cellulari, data ormai per scontata l’idea di incontrarci per una conoscenza senza impegni, amichevole,
ma passando noi buona parte delle giornate nella nostra spiaggia dove i cellulari non hanno assolutamente segnale, decidemmo di spiegare dettagliatamente il luogo e la strada da percorrere nel caso avesse voluto e potuto raggiungerci li : unico riferimento dal quale partire per trovarci la nostra auto, posteggiata sulla strada e descritta dettagliatamente.
Quella di raggiungerci al mare era soltanto una possibile ed improbabile opzione, gli accordi erano di sentirci al cellulare quando raggiungibili per stabilire ora e luogo dell’incontro in città.

Quella mattina io e Paola andammo al mare presto come al solito, la giornata era splendida, non un filo di vento.
Il mare era stupendo e pulitissimo come raramente capitava nella nostra spiaggia, qualche alga in riva e sul bagnasciuga non mancava mai ma quella mattina zero, tutto splendido, come Paola, splendida e solare.
Paola al sole e’ uno spettacolo: adora essere abbracciata dal sole, che comunque rispetta e dal quale si protegge con creme solari che partono da una protezione 30 per calare gradualmente; esposizioni sempre nelle ore giuste; non l’ho mai vista scottarsi, mai, ne far prendere sole in orari sbagliati ai nostri figli quando erano piccoli.
Facemmo la nostra solita camminata di mezz’ora sulla battigia come tutte le mattine per tenerci in forma, poi spogliarello, bagno rinfrescante (nudi chiaramente) e quindi tintarella. Io non amo sdraiarmi, preferisco stare in piedi o sotto l’ombrellone a fare enigmistica o leggere qualcosa. Paola mette invece molta cura nel distendere il telo da spiaggia in modo che non ci vada a finire nemmeno un granello di sabbia, si spalma la crema sul davanti e dopo aver guardato con cura l’orologio si sdraia esponendo al sole la parte protetta. Uno spettacolo guardarla completamente nuda pur consapevole che senz’altro da sopra qualcuno sta a guardare magari masturbandosi , ma forse e’ proprio questo a dare più gusto a questo naturismo recentemente scoperto, quel pizzico di sale che rende il tutto più gustoso ed eccitante.

Erano già le undici quando vidi camminare sugli scogli in direzione della nostra spiaggia, un tipo, un giovanotto alto circa 1.85 1.90 cm , ben messo fisicamente, grosso ma non grasso, capelli cortissimi quasi rasati a zero, maglietta Lacoste azzurrina e boxer blu con righine celesti.
Chissà chi è questo intruso, visto che raramente avevamo avuto visite dal basso (guardoni a parte appunto, ma sempre dall’alto).
Decisi di avvisare Paola di quella presenza perché ,conoscendola, si sarebbe coperta un po’ e così fece.
Ci guardammo, io e lei , chiedendoci con gli occhi: chi sarà questo rompi? Che ci viene a fare nella nostra spiaggia? ma con un lampo anche di speranza ci dicevamo tacitamente……sarà Alex???
La risposta non avrebbe tardato ad arrivare, era ormai a pochi metri da noi, ci superò, andò ancora avanti e poi tornando indietro educatamente e con molta discrezione si rivolse a me chiedendo: Piero? e si io ero Piero come lui era Alex, che bella sorpresa; mi alzai con l’asciugamano legato in vita e gli strinsi la mano salutandolo e dandogli il ben venuto e così fece Paola che si era alzata coprendosi anche lei con l’asciugamano a mo’ di pareo e lo salutò con due baci sulle guance quasi arrampicandosi per arrivarci.
Non dicemmo niente per qualche lunghissimo secondo, poi le solite banalità di circostanza : “bel mare”, “bel sole”, “bella giornata” ma ci studiavamo l’un l’altro e credo di poter dire che ci piacemmo a vicenda da subito, a giudicare i sorrisini e gli sguardi tra Paola (lei era per me l’unico metro di misurazione del gradimento, riuscivo a capire al volo le sue sensazioni, le sue emozioni, dalla luce o meno dei suoi occhi e dalla serenità del suo sguardo,dalla rilassatezza del suo bel viso) Alex e me.
Il riscontro da parte di Alex era palese, pur conoscendolo poco sembrava gradire il nostro aspetto.

Finite le presentazioni convenzionali e la fase di studio passammo a sederci vicini e sentire Alex che ci parlava dell’orario in cui era arrivato , degli impegni lavorativi durante i giorni di permanenza in Sardegna e del piacere di averci potuto raggiungere in un posto così bello , isolato e sopratutto intimo.
Io feci il primo passo e togliendo l’asciugamani dissi ad Alex che qui era bellissimo anche perché potevamo prendere la tintarella integrale e godere il naturismo, nonostante qualche guardone dall’alto che si palesava ogni tanto.
Alex non si fece pregare e si spogliò subito per darmi man forte. Tolse prima la maglietta ,poi i boxer e rimase con uno slip tradizionale blu scuro che tolse soltanto dopo aver guardato Paola quasi a chiederle il permesso; permesso che giunse con un sorrisino malizioso ed ammiccante. Alex aveva un pene che da “addormentato” era già più grosso e più lungo del mio quando è in “tira”. La cosa mi creò un eccitazione che notai non passò inosservata a Paola che conosceva i miei gusti in fatto di uomini, ma notai anche un sorrisino malizioso nei suoi occhi come se dicesse: hai visto Alex??? (sott’inteso : me lo pappo io)
Che moglie intrigante era diventata Paola, non che non lo fosse da ragazza, ma ora era più consapevole, più sicura di se più porcellina.
L’unica vestita col “pareo” era rimasta lei ed Alex non tardò a chiederle di mettersi in libertà: Paola si disimpegnò con un semplice :- che fretta, dai aspettate un po’, sono timida!!!
L’ilarità di Alex a quella risposta piacque sia a Paola che a me e così io invitai Alex a fare un bagno e lui a sua volta coinvolse Paola:- dai vieni anche tu, su , ma non così coperta, ti bagneresti. Il garbo di Alex sembrava aver conquistato mia moglie che non si fece pregare e ci raggiunse a bagno lanciando via il telo da mare solo all’ultimo momento.
Alex pur parlando con me non staccava gli occhi da Paola ,ne era stregato, la seguiva in ogni suo movimento pronto ad intervenite in suo aiuto sapendo che non sapeva nuotare: attenta Paola, piano, vieni vicino a noi, l’acqua è abbastanza bassa, vieni. Lei non si faceva pregare e ci raggiungeva mantenendosi ad entrambi. Non ero per niente infastidito da quella complicità istantanea nata tra loro due, faceva parte del gioco, era giusto così, anzi meglio. Alex e Paola ridevano molto prendendosi in giro scherzosamente, si piacevano ma dovevano ancora rompere meglio il ghiaccio e visto che la lasciavo in mani sicure decisi di allontanarmi un po’ con la scusa di fare una nuotata:- Alex ci pensi tu a Paola? Tranquillo Piero, ci sono qua io, vai pure.
Mi allontanai un bel po’ ma rimanendo ad una distanza che mi permettesse di controllare la situazione.
Alex stava vicinissimo a Paola ,parlavano non so di che, ma ridevano spesso, vidi poi lei dargli la mano come per proteggersi da eventuali onde che non c’erano assolutamente, e lui non disdegnava la sua vicinanza così prossima, anzi a quanto vidi prese coraggio e forse con la scusa di insegnarle a nuotare la prese prima per le mani facendola distendere a battere i piedi e poi, furbacchione, la mise in posizione dorsale mantenendola non so come , con che cosa e in quali parti del corpo,fatto sta che Paola stava a galla!
Io quando lo facevo, mettevo una mano sul collo e l’altra nel culetto , chissà se anche lui faceva nello stesso modo e considerato che Paola era nuda mi eccitava da morire pensarla con la mano di lui tra le chiappe.
Stavano bene insieme, era troppo evidente per negarlo e la cosa un po’ mi ingelosiva e un po’ mi intrigava, come al solito, mi faceva impazzire Paola intrigata e attratta da altri maschi ed Alex era un maschio da sballo, me lo sarei fatto subito anch’io, figuriamoci.
Decisi di uscire dall’acqua e passando sott’acqua vicino a loro potei notare che la mano di Alex era veramente tra le chiappe di Paola e il suo cazzone era praticamente in erezione quasi totale : che bestia, che cazzo aveva.
Uscii dall’acqua mi asciugai un po’ e mi misi a sedere al sole nella sdraio fingendo indifferenza ma non perdendo nemmeno un istante i loro movimenti fino a che non vidi che Alex l’aiutava a mettersi in piedi facendo attenzione che non perdesse l’equilibrio. Paola poggiò le sue labbra su quelle di Alex in segno di gratitudine per averla salvaguardata non si sa da che cosa e uscirono insieme dall’acqua tenendosi per mano (per sicurezza, dissero loro ridendo), ed una volta sul bagno asciuga io porsi loro gli asciugamani che adoperarono asciugandosi l’un l’altro: che confidenza, che feeling c’era già fra quei due.
Io ormai caldo ed asciutto me ne stavo sotto l’ombrellone e loro invece si sdraiarono al sole vicini.
Il tempo di asciugarsi bene dall’acqua e Paola chiese ad Alex di spalmarle la crema solare nella schiena.
Guardando quella scena raggiunsi l’erezione, le mani di Alex sul corpo nudo di mia moglie, sulle spalle, sul culetto, sulle cosce…..che massaggi , praticamente una pomiciata; vedevo anche il membro di Alex che cresceva mentre spalmava la crema tra l’interno cosce e in prossimità delle grandi labbra della patata di Paola e per nascondere la sua erezione decise di sdraiarsi a pancia in giù al fianco di Paola : tutto tornò tranquillo, il mio pene e anche quello di Alex , almeno credo.

Inattesa giunse l’offerta di Paola di spalmare la crema sulla schiena di Alex perché non si ustionasse vista la calura del sole.
Chiese anche a me se volessi un po’ di crema conoscendo già la risposta negativa e così cominciò a massaggiare l’ormai “suo Alex” con la crema solare e come ci stava lui a farsi carezzare dalle mani magiche di Paola che io conosco a memoria per la loro soavità di movimento e per la dolcezza nelle carezze. Paola cominciò dalle spalle scendendo pian piano sui fianchi di Alex e soffermandosi volutamente sul suo bel culo sodo e muscoloso sotto il quale io intravedevo due palle enormi che lei quasi sfiorava massaggiandogli la crema sulle chiappe ed io le immaginavo belle piene di quegli umori maschili da me tanto amati, poi giù a spalmare le cosce belle tornite e risalire ancora sui glutei e sulle spalle. Che massaggio erotico. Invidiavo la sabbia sotto il pene di Alex a godere per le pulsazioni di quell’arnese senz’altro durissimo in quel momento. Paola concluse il massaggio con un bacio delicato sul collo di Alex che ricambiò carezzandola e baciandole la spalla vicinissimo al seno destro. Non resistevo più a quella visione e decisi di buttarmi in acqua per spegnere i miei bollori arrivati al limite, ancora un po’ e sarei venuto come un ragazzino tanto ero eccitato.
I due si misero fianco a fianco, lui con una mano intorno alla schiena di lei e lei con la mano sinistra sui capelli di lui e la destra non so dove, come non so dove Alex tenesse l’altra sua mano. Le loro bocche erano troppo vicine, perciò non ci voleva molto a capire che si stessero baciando e Paola quando bacia, bacia con ardore ; le mani erano diventate invisibili agli occhi ma era palese che fossero dove era giusto ,cioè nelle reciproche intimità.
Un po’ infreddolito decisi di tornare in spiaggia anche se dispiaciuto di interrompere l’idillio tra quei due colombi che stavano legando alla grande.

Mi chiesero se l’acqua fosse ancora calda ed io risposi che a me era venuto freddo e così se avessero avuto l’idea di buttarsi a bagno per raffreddare anche loro i bollenti spiriti ancora visibilissimi in Alex, cambiarono idea.
Alex allora chiese se nelle vicinanze ci fosse qualche bar per comprare qualcosa da bere e vista la risposta negativa si accontentò di un po’ di te che noi portavamo sempre con noi nel thermos e si diede pace.
Paola , pur consapevole di essere andata già abbastanza oltre il previsto nell’approccio col nostro amico, guardandomi con occhi colpevoli e conscia di quanto palese fosse la gran voglia che aveva del suo amante, propose con tono invitante : Piero che ne dici di accompagnare Alex a vedere tutto il nostro podere?
- Ma dai Paola che gli frega ad Alex di vedere qualche scoglio e la pineta?
risposi, alche’ Alex :- ma dai Piero ,tanto per muoverci un po’!!
Feci due conti velocissimi : che ci faccio io con Alex che non ha occhi che per Paola? decisi d’istinto: dai, andate voi, io do un’occhiata alla roba, tanto anche Paola sa bene dove passare.
Piuttosto non andate in giro nudi,non si sa mai.
Misero gli asciugamani ,come pareo Paola e come gonna Alex, senza nient’altro addosso e si avviarono con un cenno di saluto.
Non potei fare a meno di notare che mia moglie aveva preso con se il borsello dove teneva trucchi e salviette…..chissà perché, per abitudine? Mmmmh.

Li vidi allontanarsi e quando erano già ad un centinaio di metri prendersi per mano ;
Morivo di gelosia, avevo voglia di seguirli e guardare tutto ciò che avrebbero combinato, ma non sarebbe stato giusto. Volevo gridare al guardone la sopra di scendere o di invitarmi lui su per scopare , (quando sono molto eccitato mi viene una voglia pazzesca di maschio, di cazzo ) e sapevo che quello era ancora li a guardare me anziché seguire la coppia di amanti per guardare cosa facessero, invece stava ancora li a guardare , credo fosse anche lui un passivo e con me non avrebbe combinato un bel nulla, peccato.
Loro erano scomparsi alla mia vista, mi vergognavo di me ma mi prese forte la tentazione di seguirli, e seguii quell’istinto che consideravo ingiusto e sleale nei confronti di Paola. Portai con me soltanto il borsello dove avevo soldi , documenti e chiavi, misi lo slip e corsi a cercarli furtivamente.
Raggiunsi la pineta dove ero certo si sarebbero imboscati e così fu.
Arrivai col fiatone e feci in tempo a nascondermi grazie ad una loro risata che mi fece capire dove stessero.
Mi nascosi dietro un pino in modo da non essere visto : Alex di spalle faceva pipì e Paola li vicina che lo imitava passandogli anche una salvietta e prendendone una per se stessa; già questo era indice di una grande intesa tra quei due, conoscendo Paola poi, una vera novità.
Alex si avvicina a lei, le mette delicatamente le mani sul viso e poggia le sue labbra carnose su quelle di Paola che non si allontana ed anzi porge la lingua in modo che lui possa divorarla nella sua bocca. Si baciano e si toccano in tutto il corpo lasciando cadere entrambi i teli da bagno. Sono nudi e nulla e’ più da immaginare, la mano destra di Paola stringe il membro eretto di Alex
che con le sue mani possenti le carezza le chiappe con erotismo sfrenato, le carezza i seni senza mai staccare la sua lingua da quella di mia moglie, li sento ansimare dal desiderio, Alex fruga delicatamente tra le gambe di Paola, verifica forse lo stato di lubrificazione poi la fa sdraiare dolcemente sugli asciugamani messi in terra come stuoia e allargandole con delicatezza le cosce comincia a baciarle la patata leccandola poi golosamente.
Paola geme dal piacere ,a lei piace da morire essere leccata li, ma ha voglia di Alex e così lo invita a risalire per poterlo ancora baciare in bocca, prende con le mani il membro ormai enorme di Alex e se lo porta delicatamente alla bocca per ricambiare i baci alla sua patata calda, poi ancora la lingua di lui in bocca appassionatamente, che porcellona mia moglie con gli amanti.
Ormai pazzo di desiderio Alex prende in mano il suo attrezzo possente e lo accompagna verso la boccuccia desiderosa della patata bollente e pronta di Paola che quasi urla nel sentirlo entrare.

Io ho visto e provato nella mia esperienza cazzi grandi,di tutte le forme e misure, ne ero e ne sono un estimatore, sia oralmente che analmente, ma non avevo mai visto Paola alle prese con un membro di tali dimensioni: grosso quanto una melanzana bislunga e lungo oltre una ventina di cm, un vero super calibro per lei, temevo che avrebbe sofferto ma vedevo che nonostante la penetrazione fosse quasi totale gemeva già di piacere e questo mi tranquillizzava.
Alex era entrato ormai del tutto, vedevo il suo culo indietreggiare e avanzare per entrare in modo totale in Paola che con le mani aiutava il movimento di Alex per riceverlo totalmente,le loro lingue erano sempre attorcigliate tra loro, ardenti dal desiderio,le mani di lui variavano dai seni bellissimi al culetto tondo e sodo della sua caldissima amante aiutandosi a spingere sempre più dentro il suo enorme cazzo ormai bagnatissimo degli umori di Paola , riuscivo a vederlo quando lo toglieva quasi totalmente per rimetterlo poi generosamente tutto dentro, lasciando fuori soltanto i testicoli ancora molto gonfi.
Paola odia questo termine, ma loro due scopavano da matti, gemevano, si scambiavano dolcezze, si amavano come due liceali in ferie scolastica, ma con più esperienza e voluta’. Con nessuno l’avevo vista tanto presa, così porcellona , così sensualmente troia.
Io mi toccavo come un pazzo, ero eccitatissimo quanto loro, ma stavo bene attento a non venire, non avrei potuto gustarmi quello spettacolo con la stessa foga una volta venuto.
Ad un tratto vedo che Alex aumenta, accelera i colpi, bacia ancora più golosamente Paola che lo asseconda agevolando coi suoi fianchi la penetrazione totale che Alex vuole farle sentire; gemono come forsennati, scappa ad entrambi un ti amo, ti amoooooooooooo e sento Alex quasi urlare dando un’ultima spinta inaudita prima di fermarsi e pulsare il suo enorme membro dentro Paola. Era venuto, aveva inondato la patata della mia amata, che lo stringeva a se ansimante e fremente dal piacere e dalla consapevolezza di aver provato qualcosa di estremamente piacevole e nuovo con quel maschione appena conosciuto.
Si baciarono ancora un po’ prima di ricomporsi; Alex tolse il suo cazzo ancora abbastanza grosso e sgocciolante e potei intravedere la patata di Paola aperta e bagnatissima degli umori densi e caldi di Alex che cominciavano a scendere generosamente dalle sue labbra apertissime.
Paola chiese con una vocina leggera e sensuale ad Alex di avvicinarle il borsello e Alex ubbidì porgendole le salviette ed aiutandola a pulire per benino la patata inondata dal suo enorme cazzo e dagli schizzi di sperma ingravidanti.
Lei a sua volta passò con dolcezza una salvietta sul membro ancora umido di Alex pulendolo delicatamente e baciandolo con dolcezza. Si baciarono ancora un po’ con amore e poi si aiutarono a sistemare gli asciugamani intorno a quei corpi innamorati e caldi di desiderio, di sesso appena condiviso.
Io dovetti scappare veloce per non farmi cogliere in fallo come un coglione guardone e quasi mi ruppi il collo nel correre via furtivamente.
Li vidi tornare ancora mano nella mano mentre io sedevo come se non mi fossi mai mosso di li, mentre in realtà ancora ansimavo per la corsa ma loro non potevano sentirmi.
Quando arrivarono erano ancora un po’ rossi dai vapori dell’amore appena consumato, ma dissero di essere stanchi per la lunga camminata, erano arrivati a piedi non so sino a dove.
Normale che mentissero, ma come non perdonare a Paola quelle piccole bugie : si era appena scopata un vero maschio,uno stallone di razza, che c’era di male?rientrava nei nostri accordi.
Mi sentivo più in colpa io per averli spiati, ma pensate che cosa mi sarei perso????
Lo spettacolo più naturale del mondo: due persone che si sono amate dolcemente e non è trascurabile per niente che una di quelle due persone fosse “la persona più importante della mia vita”.
Si erano fatte le 15,30 ed era ormai ora di andar via.
Facemmo la strada tutti insieme sino alle macchine, Paola un po’ mano nella mano con Alex un po’ con me. Si salutarono con un bacio a stampo e noi con una stretta di mano.
L’appuntamento era per quella sera a cena con Alex ad Alghero.
Altro bacio tra Paola ed Alex e un cordiale arrivederci tra noi e lui a quella sera.


Serata ad Alghero

Tornando a casa ,durante il viaggio, scambiammo pochissime parole: Paola mi chiese cosa pensassi di Ale (aveva già tolto la x dal nome del suo fresco amante) ed io risposi che mi sembrava una persona in gamba, educata e rispettosa; su quanto potessimo essere in sintonia in un eventuale triangolo, non potevo esprimermi e così feci a Paola la stessa domanda: tu che un po’ ci hai parlato e sei stata più a contatto che mi dici?
- Sinceramente mi piace e credo di piacergli anch’io, vorrei che nascesse una bella amicizia ed intimità tra noi tre, mi intriga – fu la sua risposta schietta.
Feci un cenno di compiacimento e non chiesi altro perché non volevo metterla in condizione di mentirmi e mentire a mia volta, non era nelle nostre abitudini.
Riposammo un’ oretta dopo aver mangiato qualcosa, poi ci alzammo per prepararci per la serata ad Alghero.
Feci la doccia per primo e poi aiutai Paola lavandole la schiena. Mi piaceva farlo, ammirare il suo corpo nudo e la sua pelle vellutata soffermandomi soprattutto sul suo fantastico culetto mmmmhhhhhhh che culo ha Paola.
Ci vestimmo in contemporanea, ma io terminai prima come al solito, non dovendo mettere creme, rossetto e trucchi vari, così lasciai che lei terminasse sola soletta la scelta delle cose da indossare, adoravo scoprire solo nel momento giusto ( se quel momento fosse capitato), che cosa avesse indossato di intimo sul suo seno dolcissimo, sul culetto tondo e carnoso e sulla patatina come al solito liscia e priva di peli.
Quando uscì dalla camera da letto, vestiva una gonna blu leggermente al di sopra delle ginocchia, non aderente, una maglietta molto bella che avevamo acquistato insieme nel negozio dove solitamente andavamo per l’intimo, sul celeste con un disegno molto bello e fine sul davanti, scollata al punto giusto per la stagione estiva, e scarpe nere con tacchi alti.
Vedere Paola vestita e pronta per uscire era per me sempre uno spettacolo, veniva voglia di spogliarla anziché accompagnarla verso l’uscio: aggiunse i nostri spazzolini in borsa e via.
Tra Sassari e Alghero ci sono circa 35 km di distanza, una 30ina di minuti; scambiammo poche parole durante il tragitto, ero eccitato e curioso di come sarebbe andata la serata a tre e sapendo ciò che avevo visto al mattino al mare, chiesi con un tono tranquillissimo: - Paola, hai paura o speri che stasera si finisca a letto tutti insieme,che cosa speri?
Lei quasi arrossendo : - sinceramente? Mi piacerebbe fare l’amore con lui e con te - .
Credo che il mio pisello stesse già sgocciolando di piacere; le sue risposte rischiavano di eccitarmi ancora di più e temevo che mi venisse un mal di testicoli pazzesco.
Per fortuna la strada era breve ed eravamo già sotto la casa di Ale (ormai era ufficialmente Ale senza la x anche per me).
Come da accordi feci uno squillo col cellulare per far capire che eravamo arrivati.
Ci raggiunse dopo soli due minuti, ancora bacini tra lui e Paola e stretta di mano e pacca cordiale sulle spalle con me.
Ci chiese che cosa preferissimo mangiare e concordammo tutti e tre per una pizza, veloce e più digeribile.
Passammo un’oretta circa in quel locale,dialogando del più e del meno, cordialmente, come vecchi amici, non mi sfuggivano gli sguardi bollenti tra Paola e Ale, l’unica paura era che ci fosse nel locale qualcuno che ci conoscesse e potesse intuire qualcosa, per il resto era tutto ok, in quel gioco dei ruoli prestabilito tacitamente.
Bevemmo il caffè prima di andar via dal ristorante e camminammo un po’ a piedi prima di tornare alla macchina. Paola in mezzo che prendeva sotto braccio me e Ale, l’aria era gradevolmente respirabile.
Erano circa le 22,00 quando Ale propose di andare a casa per bere qualcosa e sia io che Paola annuimmo portandoci verso la macchina (chissà di che aveva sete il nostro Ale?).
Salimmo pochi gradini dopo aver varcato il cancello d’ingresso, Ale aprì la porta e ci trovammo in un ampio soggiorno con annesso un bel salottino.
Ci fece vedere il resto della casa per soddisfare la curiosità di Paola: sulla destra una porta conduceva ad un cucinino, un'altra al bagno, con vasca e doccia. Dalla parte opposta la camera matrimoniale con annesso un bagno di servizio.
Nell’insieme una villetta estiva dove non mancava nulla, arredata con gusto, ben areata ma soprattutto con nessun vicino di casa a cui badare per eventuali rumori.

Si percepiva un certo imbarazzo iniziale, anche quando Ale chiese cosa volessimo bere; capii che dovevo intervenire per cercare di rompere quel sottile ma ingombrante ldisagio che frenava un po’ tutti e dissi:-
ma ragazzi, stamattina eravamo nudi nudi ed all’aperto e si scherzava tranquilli, non saranno i vestiti a frenarci?
Ale scoppiò a ridere e disse che forse era proprio così ed avvicinandosi a mia moglie disse : tu che dici? Lei gli cinse le mani sui fianchi e lo baciò a stampo sulle labbra, al che lui rispose aprendo la bocca e lasciando che le loro lingue si unissero sfacciatamente in un bacio irrefrenabile e caldissimo, un solo sguardo di Ale verso me, sperando in un segno che non mancò di trovare:- vai tranquillo .
Paola cominciò a sbottonare la camicia di Ale e a sfilargliela senza trascurare la sua bocca, cominciando a carezzare il petto e le spalle nude del suo amante che così delicatamente ma con decisione le sfilò la maglietta lasciandola in reggiseno , gonna e tacchi a spillo, continuando a baciarla su collo, guance e bocca. Guardavo eccitatissimo la scena aspettando le evoluzioni prima di spogliarmi a mia volta.

La cosa sembrava comunque evolvere al meglio e questa volta io non dovevo nascondermi per guardarli.
Paola eccitatissima dai baci e dalle palpatine di Ale cominciò a sbottonare i calzoni del suo omone, uno..due..tre..quattro…..ed ecco i calzoni cadere a terra e Ale restare un po’ impedito nel muoversi, con gli slip già belli gonfi da quel membro in tira che Paola già aveva preso a carezzare da sopra la mutanda con la sua manina sapiente e curiosa. Ale riuscì a togliere i calzoni che gli bloccavano i piedi e ricominciò a baciare la bocca di Paola con ancora più foga ,cominciando anche lui a frugare sotto la gonna. Di colpo vedo Ale quasi bloccarsi e guardare Paola negli occhi con stupore, io non riuscivo a capire il perché di quello sguardo fulmineo, vedevo Paola ammiccare furbescamente agli sguardi di Ale che continuava a tenere le sue grandi mani sotto la gonna di lei, e soltanto quando le sollevò la gonna e la girò nella mia direzione, vidi che mia moglie non aveva indossato le mutandine, era nuda.
Ecco il perché di quello sguardo di Ale , sorpreso ma certamente non in negativo, visto che il suo membro non riuscendo più a stare dentro gli slip fece capolino finendo nella mano minuta di Paola ed era diventato ancora più grosso e lungo di quanto non fosse sembrato al mare.
Ale riuscì finalmente a sfilare la gonna a Paola che rimase in reggiseno, tacchi a spillo e niente più, uno spettacolo anche per me che ero abituato a vederla così ma che ero rimasto a bocca aperta nello scoprire che era uscita di casa senza gli slip , nascondendolo anche a me.
Voleva sorprenderci e ci era riuscita, intrigante di una Paola, femmina trasgressiva e provocante come non mai.
Ale sembrava impazzito dall’eccitazione, non riusciva a togliere la lingua dalla bocca di Paola, le mani dalle intimità ormai nude e visibilissime di lei che abbassò finalmente gli slip di Ale per impossessarsi meglio del suo membro e anche per agevolare, conoscendomi, la visione di quell’enorme giocattolo d’amore ai miei occhi: uno spettacolo per un goloso come me in materia di super cazzi, invidiavo Paola che lo aveva già provato e lo teneva caldo in mano.

Ale sbottonò il reggiseno e lo lanciò verso di me, cominciando a palpare, baciare, succhiare e carezzare quei seni turgidi coi capezzoli visibilmente durissimi dal piacere che provava.
La accompagnò delicatamente verso di me che stavo sul divano e la mise a sedere sulle mie gambe; Lei mi strinse forte e mi baciò in bocca focosamente, sussurrandomi che aveva tanta voglia , tantissima voglia, mentre continuava a baciarmi invitandomi a spogliarmi .
Ale che era scomparso per qualche istante ritornò nudissimo,si era liberato di tutto , anche delle scarpe e aveva in mano un piumino che mise sul tavolo dopo aver spostato il vaso di fiori, finti ma delicati, che stava al centro: praticamente stava dichiarando aperte le ostilità?

La risposta non tardò ad arrivare; si inginocchiò vicino a noi e prese a leccare la patata di Paola che ancora baciava me, sentii gemere mia moglie dal piacere e agevolai la sua posizione in modo che potesse godere pienamente di quella lingua senz’altro bollente che Ale le stava passando tra le piccole e grandi labbra ora ben aperte nella nuova posizione assunta.
Io la baciavo sul collo e le sussurravo nelle orecchie: - come va? Ti piace? E lei sensualissima: siiii….siiiiiii:- e allora diglielo, le dissi io.
E lei senza farselo ripetere : Aleeeee mi piace, mi piaciiiiii;
Lui ancora più infoiato me la tolse dalle ginocchia e la tirò a se baciandola nuovamente in bocca con ardore e palpandole spudoratamente le belle chiappe e mentre la baciava la accompagnava senza mollarla verso il tavolo agevolandone la posa su di esso a pancia in giù.
Cominciò così a leccarla tutta : patata , buco del culetto e ancora patata, al ritmo dei gemiti di Paola che grazie ai tacchi riusciva ad arrivare e star comoda in quella posizione sul tavolo con il culo a 90 gradi,tondo e liscio.
Decisi di passare anch’io all’attacco e inchinandomi presi a carezzare il gran cazzo di Ale portandomelo alla bocca e cominciando così a baciarlo e succhiarlo: era buonissimo,già insaporito dalla sua eccitazione.
Cominciai a fargli un pompino leccandogli per bene anche le grosse palle e sfiorandogli il buco del culo. Lui sembrava gradire ed io ero pazzo di felicità nel condividere almeno con la bocca quel ben di Dio che mia moglie aveva già gustato con la sua gran figa.
Contemporaneamente Ale non trascurava Paola e si soffermava sul suo forellino delicato e stretto , non vergine ma quasi , non essendo mai stata molto amante dei rapporti anali e concedendoli perciò abbastanza di rado e solo in casi di eccitazione estrema, mai in assoluto sino ad allora con un cazzo di quel calibro.
Ale leccava a fondo, bagnava il più possibile, entrava piano un dito e poi ancora lingua, si rileccava il dito appena tolto da quel buchetto prezioso e lo reintroduceva con fermezza ma altrettanto garbo, sempre attento alle reazioni di Paola che sembrava apprezzare e gradire visti i movimenti del corpo che agevolavano i movimenti della mano di Ale e i gemiti sempre più caldi.
Io continuavo a succhiare quel cazzo enorme, sempre più duro e sempre più bagnato di umori densi e dolcissimi, facendo comunque in modo di non impedire che Ale potesse muoversi con facilità e pronto a mollare la presa appena fosse stato il caso.
Lui apriva il dolce nascondiglio di Paola con le dita e lo lubrificava con gusto con la sua lingua, risaliva per baciarla sul collo e mordicchiarle i lobi delle orecchie per tornare poi a palpare il suo culetto che in quella posizione era eccitantissimo, e giù a bere ancora gli umori della patata e a leccare con insistenza il buchetto del suo culetto. Chissà perché avevo l’impressione che si stesse interessando in modo morboso piu’ a quel bellissimo buco del culo della nostra femmina che non all’altrettanto bellissima figa di Paola.
Continuavo a spompinarlo con gusto, eccitatissimo ma seguendo il tutto con gli occhi attento a tutto cio’ che accadeva intorno a me, sempre succhiando con ingordigia il cazzo di Ale enorme, grosso, e arrapatissimo che mi regalava continuamente gocce densissime e dolcissime del suo umore.
Ed ecco d’un tratto l’evoluzione: Ale mi tolse il suo cazzo dalla bocca tenendolo con la sua mano destra , lo puntò sul buchetto di Paola ormai ben lubrificato ed ammorbidito dalle ditate e dalle sapienti e copiose leccate di lui, lo poggiò sull’ingresso stretto rimanendo fermo e controllando le reazioni della sua donna.
Paola stava ferma gemendo e credo non sapendo nemmeno lei come reagire; era chiaro che Ale voleva inchiappettarla, maialone sfacciato.
Sapientemente cominciò a spingere con delicatezza ma anche con decisione, era cosciente che il suo arnese fosse molto grosso per quel buchetto che aveva ben esaminato con dita e lingua, ma voleva possederla e perciò continuò nel suo intento.
Io dovevo essere rossissimo in viso, sia per l’eccitazione ma anche per la paura che lei potesse sentir male e quindi seguivo il tutto molto teso ; decisi di alzarmi e mettermi vicino al suo viso baciandola dolcemente sulle guance e chiedendo nuovamente : come va? Tutto bene? E lei : si, amore, siiii…
Guardai Ale dandogli con lo sguardo l’ok perché continuasse a spingere con cautela, sempre carezzando Paola e osservandone le reazioni; il grosso glande era ormai dentro di lei, grosso e duro e così Ale mise le sue mani sui fianchi di Paola e dicendole tesoro le chiese : ti prendo amore? Vuoi? Continuo? Dimmi tu tesoro.
Lei fremente di voglia e di paura allo stesso tempo rispose: dai Ale, dai,ti voglio amore mioooo….siiiiiii, fammi tua.
Ale spinse facendo leva con le mani messe sulle le spalle di Paola e capii dagli occhi spalancati di mia moglie e da un gridolino che le sfuggì che Ale era entrato in lei totalmente. Il suo grande membro aveva sverginato (viste le dimensioni non abituali assolutamente per lei) lo strettissimo culetto di Paola, la stava inculando alla grande, me la stava sfondando anche nel culo povera piccola e lei intanto aveva ripreso colore e gemeva di piacere. Ale aveva preso a muoversi con foga per possederla pienamente ed anche lei cominciava a muoversi all’unisono, facendo in modo di sentire bene tutto quello stantuffo che ormai entrava ed usciva dal suo culo con ritmo cadenzato; la stava montando come si deve, che inculata spettacolare, avrei voluto essere al suo posto su quel tavolo ma ero felice per lei sentendola godere e sapendola felice.
Guardavo il tutto da ogni posizione possibile : Ale era totalmente dentro di lei,vedevo solo le sue palle che sbattevano sulle belle chiappe di Paola e le grandi labbra della bellissima patata in bella mostra vista la posizione: che fantastica femmina avevo sposato, che compagna favolosa.
Ale entrava e usciva ormai con ritmo sempre più insistente e Paola urlava ora di piacere chiamandolo alternativamente: tesoro, Alee , amore mio, che cazzo fantastico hai, continua, rompimi tutta.
Ale era a sua volta eccitatissimo e capii che era vicino all’orgasmo da come chiudeva gli occhi ed affondava sempre con più decisione i suoi colpi, chiamando a sua volta amore e tesoro la sua Paola; un urlo e le sue pulsioni col sedere irrigidito mi fecero capire che stava spruzzando fiotti di sborra dentro il culo di quella caldissima amante, le stava venendo dentro inondando l’ano di mia moglie bello aderente a quel troncone enorme che l’aveva posseduta così intimamente e pienamente sfondandole il culo praticamente vergine.
Quel culetto che ora Paola muoveva per accogliere tutto quell’umore caldo che Ale le stava donando; la vidi stringere le sue natiche per strizzare sino all’ultima goccia il frutto proibito e delizioso che il membro di quell’ adorato amante le aveva incorporato.
Quando Ale tolse la bestia dal culo baciò Paola sulle spalle salendo poi sino al colle e quindi alla bocca, baciandola con amore e dolcezza ringraziandola per il piacere donatogli e lei chiamandolo amore, lo ringraziava a sua volta .
L’aiutò a rimettersi in piedi stringendola forte a se baciandola e carezzandola tutta mentre faceva in modo di avvicinarla a me che mi ero seduto in una sedia li vicino.
Paola mi baciò sulle labbra dolcemente dicendomi : - Piero, quanto mi piace Ale, mi piace tanto…hai visto come mi ha amato? E indirizzando il suo bel culetto alla mia vista prese la mia mano e la portò sul suo bel culo in modo da mostrarmi il capolavoro compiuto dal suo Ale.
Io non me lo feci dire due volte: baciai quelle amate natiche e frugai con le dita tra le chiappe caldissime; quasi provai l’orgasmo completo nel toccare la rotondità ,la dilatazione esagerata del suo buchetto , era larghissimo, apertissimo e bagnato copiosamente dagli umori densi e caldi del suo abile amante. Mi leccai le dita bagnate di quegli umori e presi a leccare quel buco amato e desiderato con avidita’ e piacere, passando la lingua dalla figa bagnatissima di suo umore al buco del suo culo aperto leccando tutto lo sperma che colava da quel gioiello ,assaporando a pieno la mescolanza degli umori dei due amanti. Non avevo mai trovato cosi’ saporita e bagnata la figa di mia moglie se non dopo gli accoppiamenti e il suo bel buchetto di culo così grondante di sborra : che buon sapore aveva. Eccitatissimo mi venne naturale girare la testa e dare prima un bacio e quindi una famelica leccata e succhiata al bellissimo e saporitissimo cazzo di Ale che un po’ ancora sgocciolava. Baciai quindi mia moglie con infinito amore seguendola poi con gli occhi mentre si dirigeva verso il bagno dove Ale la stava precedendo per lavarsi.
Vedevo lui in piedi lavarsi il cazzo nel lavandino e lei sedersi nel bidè affianco al suo amante:quell’intimità tra i due mi preoccupava un po’, Paola non faceva mai il bidè davanti a nessuno , a parte me; non glielo avevo mai visto fare, ma Ale ormai era Ale, il suo maschione.





Finalmente ben rinfrescatasi, Paola mi raggiunge sul divanetto e si siede sulle mie gambe abbracciandomi con dolcezza; e’ felice, si percepisce chiaramente e la bacio con amore.
Ci raggiunge anche Ale coperto in vita da un asciugamanino, ci sorride e ci chiede se gradiamo qualcosa da bere: si opta per un po’ di spumante fresco.
Brindiamo alla nostra amicizia, al nostro incontro , senza mai toccare tasti pericolosi: cio’ che e’ accaduto e che accadrà non sara’ mai oggetto di commento, e’ la cosa migliore.
Bevuto lo spumantino e’ Paola a prendere l’iniziativa dicendo che avrebbe gradito sdraiarsi un po’ nel letto per riposare e Ale prendendola per mano apri’ la porta della camera da letto e indicandole il lettone matrimoniale le disse: vuoi stare da sola o vuoi anche noi?
- Chi mi vuol bene mi segua disse lei sorridendo e lanciandosi su quel letto e Ale chiamandomi buttò via l’asciugamanino che lo copriva appena e si mise al fianco di lei, già coperta da un lenzuolo di tela celestino.
Andai un attimo nel bagno per far pipi e sciacquarmi un po’ anch’io e raggiunsi i due sdraiandomi dall’altro lato del letto in modo che Paola risultasse al centro.
Eravamo tutti e tre nudissimi e ridendo io ed Ale buttammo via quel lenzuolo col quale Paola cercava di coprirsi “maliziosamente”; sembrava che ci conoscessimo da tempo, era veramente una atmosfera gradevole, spontanea
ed intrigante al tempo stesso, era palese in tutti il piacere di stare insieme , il desiderio, e la voglia di trasgressione latente.
Io girandomi di fianco verso Paola cominciai a baciarla il bocca carezzandole i seni turgidi e dalla sorpresa sobbalzai quasi nel sentire la mano di Ale carezzarmi il cazzo; che figata inaspettata vista la sua manifesta virilità. Fingendo indifferenza continuai a baciare mia moglie con ancora piu’ calore e dal seno passai a frugare dolcemente fra le sue cosce cercando la patatina che trovai bella e bagnata.
Ale carezzava sempre il mio uccello avvicinandosi sempre piu’ ad esso ed io adeguavo i miei movimenti facendo in modo che la mia posizione fosse ideale per essere ben masturbato da quel maschione, cosi’ quando sentii il calore delle sue labbra e della sua lingua sul mio glande già bello duro tirai un sospiro di piacere che Paola percepi’ immediatamente bisbigliandomi all’orecchio: Ale e’ veramente un amore, un amante favoloso ; quanto mi piace,a te?
- da morire ,risposi baciandola ancora con piu’ ardore e bagnandomi le dita dalla sua patata eccitatissima e vogliosa.
Ale succhio’ per qualche minuto il mio pene poi sali’ verso di noi infilando la sua lingua tra le nostre: sapeva di buono, era bollente e saporita delle mie gocce di sperma, ci baciammo a lungo in tre con le lingue impazzite nell’inseguirsi, nell’intrecciarsi, un emozione unica, mai provata prima.
Paola gradiva anche lei questo miscuglio di lingue ,di sapori ; era sempre piu’ bagnata ed io non potevo perdermi quelle gocce preziose del suo piacere: lasciai loro a baciarsi ed mi misi comodo ai piedi del letto per leccare quella figa magnifica , la patata bagnatissima della nostra fichissima amante: un nettare, una delizia gli umori densi e bollenti della sua figa aperta e desiderosa; di quella femmina fantastica che e’ Paola quando coinvolta dall’intrigo . Aveva tardato a cedere, a seguirmi nella ricerca di queste esperienze, ma ora gradiva e credo che per niente al mondo avrebbe rinunciato a vivere una situazione come questa, era in estasi. Passavo la lingua dalla figa al buchetto del culo ancora bello cedevole al passaggio della lingua e della saliva,dilatato e saporitissimo: sotto il delicato sapore del sapone intimo era percettibilissimo ancora il gusto magnifico dello sperma e del cazzo che glielo aveva “sverginato” e ben riempito poco prima ; era tutto fantasticamente reale e perciò più eccitante e quando riportando la mia lingua sulla fighetta incrociai la lingua di Ale che cercava anche lui i dolci umori della nostra amante, ci baciammo come maialetti infoiati e poi continuammo a leccare insieme la figa condividendo gli umori dolcissimi e abbondanti, facendo gemere di immenso piacere la nostra donna : era favoloso sentirla urlare dalla goduria, sembrava impazzire . Io mollando la presa da quella gustosissima figa succosa , presi a succhiare il cazzone di Ale già maestosamente in tira: gli feci un pompino in piena regola ma attento a non farlo venire, riuscivo a metterlo quasi tutto in bocca spompinandolo con ingordigia: era duro come un cazzo duro, duro come il cazzo di Ale quando incula e ingravida in figa mia moglie!!
Aspettai che lui si muovesse un po’ e quando cambiando posizione riprese a baciare in bocca Paola , vista la posizione ora ideale , accompagnai quel grandissimo cazzo in mezzo alle cosce di mia moglie e con la mano e contemporaneamente con la lingua feci in modo che quel grosso tronchetto della felicità aderisse all’ingresso della caldissima patata affamata di Paola.
Ale cominciò a muoversi penetrandola lentamente ma con decisione; spinse finché non sentì i suoi coglioni sbattere sulle sode chiappe di lei che lo stringeva forte alla schiena per sentirsi un tutt’una con lui. Il cazzo era ora totalmente dentro di lei ed io con la lingua leccavo cazzo e figa in movimento : situazione irripetibile e gustosissima, i loro sessi erano già belli ricchi di umori che io gustavo con immensa volutà; mi adeguavo chiaramente anche alle loro posizioni e movimenti, perciò quando Ale girandosi di 180 gradi se la porto’ su di se, io continuai a leccare da dietro, uno spettacolo: la patata di Paola era piena di cazzo sino all’anima, la sua carne aderiva a quella bestiolona che andava su e giù possedendola con foga e maestria .
Ansimavano dal piacere ed io non ero da meno, avevo il cazzo durissimo e bagnatissimo di miei umori.
Leccavo e carezzavo, palpeggiando ora le chiappe di Paola , ora il culo di Ale controllandone con un dito anche la circonferenza e la cedevolezza del suo buco: era strettissimo, vergine senza alcun dubbio, peccato ,mi stava balenando l’idea di provarci ma la scartai subito, non era il caso e forse avrei rovinato tutto. Spostando un po’ il collo per godere dello spettacolo vidi mia moglie riempita totalmente da quel cazzo enorme e tosto che la prendeva andando su e giù alla grande e lui la teneva stretta a se baciandola in bocca con passione ricambiata. In quella posizione il buco del culo di mia moglie faceva capolino mostrandosi a me in tutta la sua rotondità : quale occasione migliore?
Mi sollevai, mi misi in posizione e col mio cazzo bello duro puntai la preda penetrando quel culo ambito ed adorato con un sol colpo.
L’urlo di Paola si tramutò subito in un siiiii, siiiiiii ..due cazzi , vi voglio tutti e due, vi amo.
Mentre mi muovevo avanti e indietro in quel culo, sentivo lo sfregamento del cazzo di Ale che andava e tornava dentro la sua figa e allora un po’ per l’eccitazione ed anche per la gelosia inculai mia moglie con più forza, quasi con cattiveria, senza pieta’: sapevo che non le stavo sfondando il culo perché già bello aperto dal rapporto avuto con Ale , ma saperla con due cazzi dentro di lei contemporaneamente e sentendola godere spudoratamente dal piacere di quella situazione fecero in modo che raggiungessi l’orgasmo in pochi minuti, riempendo di sborra quel buco fantastico, adorato ed infedele.
Iniettai dentro il suo intestino tutto lo sperma che avevo incamerato in tutte quelle ore di eccitazione,con schizzi fortissimi e credo bollenti; rimasi dentro di lei ancora qualche istante dandole sino all’ultima goccia e poi ripresi a leccare la sua figa sempre aderente al cazzo di Ale imperiosamente dentro di lei e che ora, avendo il culo libero, stava cavalcando seduta sopra a spegni moccolo: una penetrazione totale, inaudita, sfacciata: quasi volesse farmi vedere quanto amava essere posseduta dal suo maschione davanti ai miei occhi e forse anche per impedirmi di leccare il cazzo del suo uomo.
Palpavo il suo bel culo, lo guardavo premere contro il bacino del suo amante per riempirsi la figa totalmente e quando finalmente raggiunsero l’orgasmo, ero li pronto a leccare tutto quel nettare: fiotti di sborra mescolati cadevano sulla mia lingua, piu’ leccavo e piu’ ne scendeva; non trascuravo nemmeno il buco del culo, bevendo il mio stesso frutto,era tutto fantastico.
Ale pian piano uscì e trovai opportuno accogliere con la mia bocca quel cazzo saporitissimo e ancora bello tosto ; ripulii per bene quel membro succoso spompinandolo e bevendone le gocce sublimi che ancora lo pervadevano; avrei continuato sino a farmi sborrare nella gola perché lo sentivo diventare più duro per il gradimento , ma non era il momento. La patatona di Paola mi attendeva vogliosa ed io volevo bere il più possibile il frutto di quella figa apertissima abeverandomi di quello sperma che ancora colava; credo di non aver mai più leccato una figa cosi’ buona e non riuscivo a staccarmene. Ale stava li a guardare e godere lo spettacolo con la mano sul suo gran cazzo e timidamente passava l’altra mano sulle mie chiappe sfiorando di tanto intanto il centro,il mio buco di culo.
La cosa mi piaceva da morire e sfacciatamente portai piu’ su il culo incurvando la schiena per mostrarglielo meglio, sempre leccando la fantastica figa di Paola sempre più bagnata e dilatata.
Muovevo contemporaneamente le mie chiappe perche’ volevo fosse palese che gradivo quelle palpate e quando sentii un dito di Ale poggiarsi sulla mia apertura anale ebbi dei brividi da paura e ansimai . Lui prese coraggio e cominciò prima ad inumidirlo con la saliva e poi ad entrare lentamente il suo dito frugando e forse valutando sin dove avrebbe potuto spingersi. Io da gran puttana come son sempre stato in fatto di inculamenti, spingevo il mio culo contro il dito ottenendo che mi passasse ancora un po' di saliva nel buco famelico e poi finalmente il dito fu sostituito dall’inconfondibile calore del cazzo, si il suo glande era poggiato sul quella bocca pronta a riceverlo, tra le mie chiappe.
Non fu delicato ed accorto come con Paola: si era senza dubbio accorto che non vi era bisogno e così con una spinta imperiosa mi fu dentro in un sol colpo cominciando a montarmi per bene.
Urlai, urlai forte ma dal piacere; dissi gridando a Paola che avevo il cazzo dentro il culo, che Ale mi stava sfondando e che ero felice e lei stringendomi forte le mani mugolò spingendo la sua figa verso la mia lingua invitandomi cosi’ a continuare a leccarla.
Situazione fantastica, non avevo mai preso cazzo in presenza di mia moglie, non avevo mai condiviso i suoi cazzi se non con la bocca e la cosa era per me pazzescamente eccitante, anche perché pur essendo abbastanza abituato a prendere cazzi in culo, quello di Ale era abbastanza considerevole anche per il mio buco di culo.
I colpi dentro di me erano ormai forti e veloci; sentivo quel bel cazzo bollente frugarmi dentro in tutta la sua lunghezza roteando per aprirmi il piu’ possibile il buco del culo ed io gli andavo incontro per non perdere nemmeno un centimetro di quella carne prelibata.
Leccavo famelicamente la figona di mia moglie partendo dal buco del suo culo, risalendo sino alla sua figa adorata . Ero pazzo di voglia di lei, felice di poter godere con la lingua di quelle grazie e potendolo fare finalmente con quel cazzo piantato e stantuffante nel mio retto sfondato, quante volte lo avevo sognato ed ora avevo realizzato quella fantasia. Credo di aver goduto almeno due volte col culo quando alcune scosse del bacino di Paola mi regalarono un suo orgasmo da oscar; spinsi la lingua il piu’ dentro possibile: la sentivo contorcersi e venire nuovamente mentre la leccavo e l’inondazione dei suoi succhi nella mia bocca era eccezionalmente abbondante e saporita; non persi una sola goccia di quel ben di Dio .
Ale continuava a scoparmi aumentando sempre piu’ il ritmo, anche lui cosciente della goduria di Paola e generale: due colpi inauditi e poi si fermò spingendo ancora piu’ in profondità quel cazzo che si era fatto ancora più grosso e cominciò a pulsare dentro di me : Ale mi stava sborrando dentro il culo, stavo condividendo anche lo stesso sperma che aveva inondato il culo di mia moglie, pazzescamente erotica per me questa novità e ineguagliabile il godimento, tanto che venni anche col cazzo spruzzando sulle belle cosce di Paola.
Eravamo tutti e tre pazzescamente eccitati anche se esausti, io e Ale ci buttammo a corpo morto sul materasso ai fianchi di Paola: ancora palpatine per tutti e alla fine baciandoci ancora in bocca tutti e tre, felici ed
appagati , stretti stretti con la nostra Paola in mezzo ci lasciammo cullare da Morfeo, addormentandoci.