i racconti di Milu
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Capitolo 7

La mattina il citofonò gracchiò puntualissimo, Chiara rispose poi prese il trolley e si chiuse la porta alle spalle.
Dopo i saluti, e averle sistemato il bagaglio nell’auto, Maurizio si sedette al posto di guida e partì.
Chiara: “Immagino che neanche ora vorrà dirmi dove stiamo andando, giusto?”
Maurizio: “Si è giusto. Non le piacciono le sorprese?”
Chiara: “Dipende, quelle belle si….”
Maurizio: “Ovviamente!”
Nei chilometri successivi parlarono di diversi argomenti e più passava il tempo più le palline che aveva nella vagina la stimolavano e lei cercava, muovendo le gambe, in moda da stringere o allargare i muscoli, di limitarne il piacere.
Si meravigliava, tra se e se, che non le dicesse nulla in merito alle palline, era sicura che una delle prime cose che le avrebbe chiesto, non appena in auto, sarebbe stata se le avesse inserite o meno, invece niente.
Il tempo passava, i chilometri percorsi erano sempre di più eppure sembrava che lui si fosse dimenticato della cosa, fin quando si fermò in un autogrill per fare una sosta, aprì lo sportello e scese dall’auto mentre Chiara rimase all’interno del mezzo.
“Non scende?” le chiese lui.
Chiara: “Ehm….no, preferisco aspettarla qui…..”
Maurizio: “Venga che le offro qualcosa al bar, se non vuole nulla almeno faccia due passi per sgranchirsi le gambe.”
Chiara: “La ringrazio ma preferisco rimanere in auto….”
La ragazza si era resa conto che il liquido vaginale le era sceso sulle cosce lasciando un segno sui pantaloni e la cosa la faceva vergognare anche in considerazione della gente che era presente al momento nell’area di sosta.
Maurizio chiuse il suo sportello e fece il giro dell’auto portandosi dalla parte di lei, le aprì lo sportello e poi si chinò verso di lei e le disse: “Vedo con piacere che ha fatto quello che le ho chiesto.”
Chiara: “………….e queste sono le conseguenze……..”disse facendogli vedere i pantaloni.
Maurizio: “Questo è solo l’inizio…..”
Chiara: “Ah……ora cosa mi devo aspettare?”
Maurizio: “Non sia precipitosa, ogni cosa a suo tempo….”
Chiara nel sentire quelle parole era sia preoccupata che eccitata al tempo stesso, l’impressione che aveva avuto sin dalle prime volte che lo aveva incontrato si stava rivelando esatta, un uomo risoluto che sa quello che vuole e sa come ottenerlo.
Maurizio: “Per cui ora si alzi e vada in bagno a togliersele.”
Chiara: “Preferirei rimanere in auto a toglierle.”
Maurizio: “Forse non mi sono spiegato bene, ora si alza e verrà con me all’interno dell’autogrill per poi andare in bagno e togliere le palline.”
La ragazza dopo alcuni secondi di titubanza usci dall’abitacolo della vettura, sentì il proprio umore scendere lungo le cosce fino ad arrivarle ai piedi.
L’imbarazzo era tantissimo, camminava a testa bassa e il più velocemente possibile, aveva l’impressione che tutte le persone la stessero guardando sentiva su di lei mille occhi puntati e immaginava i commenti.
Arrivata ai bagni femminili trovò la fila, davanti a lei aveva tre ragazze in attesa, il tempo che trascorse prima di entrare le parve infinito, come se ogni secondo durasse un minuto.
Quando due delle tre ragazze furono entrate nei bagni e lei rimase con l’altra questa le disse: “Se hai bisogno vai tu…” e con lo sguardo andò sui pantaloni di Chiara.
Lei, imbarazzatissima, rispose: “Ehm……si….si grazie, molto gentile.”
Non appena si aprì la porta del bagno e ne uscì una signora Chiara si affrettò ad entrare e richiudere la porta alle sue spalle.
Si tolse i pantaloni, gli slip, completamente bagnati, poi tirò fuori le palline dalla vagina nel farlo ebbe un godimento che la scosse per tutto il corpo e fece fatica a contenere l’urlo di piacere che le venne fuori.
Dopo essersi data una ripulita e una risistemata uscì raggiungendo Maurizio che l’aspettava all’interno dell’autogrill.
Maurizio: “Tutto bene?”
Chiara: “Più o meno……”
Maurizio: “Bene ……. Cosa le posso offrire?”
Chiara: “Un caffè…forte molto forte, grazie…”
Terminata la sosta risalirono in auto e ripresero il viaggio verso l’ignota destinazione finale.
Dopo circa un’ora giunsero alla meta, si trattava di un hotel con all’interno una spa e una piscina termale.
Effettuato il check in ognuno andò nella propria camera, una di fronte all’altra.
L’albergo era molto bello ed elegante, la camera spaziosa e ben rifinita con un piccolo balconcino dal quale Chiara poteva godersi un bellissimo panorama del luogo.
Il tempo di farsi una doccia calda, cambiarsi d’abito e truccarsi leggermente che Maurizio bussò alla porta, era l’ora del pranzo.
“Allora che ne dice, le piace il posto?” le chiese Maurizio una volta che si erano seduti al tavolo loro assegnato.
Chiara: “Caspita! E’ bellissimo!”
Maurizio: “Bene, mi fa piacere.”
Chiara: “Ecco spiegato il perché mi disse di portare il costume….immaginavo che andassimo al mare!”
Maurizio: “Avevo pensato anche a quello poi, per il clima non ottimale per il mare, ho optato per qui.”
Chiara: “Saggia scelta” rispose sorridendo.
Terminato il pranzo andarono al bar dell’hotel per prendere un caffè e mentre erano seduti al tavolino organizzarono il pomeriggio che avrebbero passato nella piscina termale al che Maurizio le disse: “Benissimo, allora indosserà le palline sotto il costume.”
Chiara: “Sta scherzando?”
Maurizio: “Assolutamente no, sono serissimo. Ha problemi nel farlo?”
Chiara: “ Bhe direi di si……….”
Maurizio: “Non vedo quali……in piscina non si usano pantaloni……”
Il tono dell’uomo era molto cordiale, pacato ma deciso.
Chiara: “Ci penserò…….”
Maurizio: “Ci pensi e prenda la decisione giusta.”
Tornati nelle rispettive camere, Chiara si sdraiò sul letto riflettendo sulla situazione e su cosa fare.
Senza rendersene conto si addormentò.
Quando riaprì gli occhi, guardò l’ora e si alzò subito mancavano pochi minuti all’appuntamento che aveva con Maurizio per la piscina per cui prese il costume dalla valigia se lo mise sistemò i vestiti in modo ordinato e poi tirò fuori dalla borsa il contenitore con le palline e lo guardò.
Maurizio bussò alla porta in perfetto orario e dopo pochi secondi Chiara aprì e insieme andarono verso la piscina.
S’immersero nell’acqua calda e fumosa, subito un piacevole rilassamento si propagò nei loro corpi.
Maurizio: “Ha fatto come le avevo chiesto?” le chiese dopo alcuni minuti che erano immersi.
Chiara: “Si….l’ho fatto….”
Maurizio: “Bene mi fa piacere.”
Chiara: “Cos’altro devo fare ora?”
Maurizio: “Nient’altro …….. per adesso, si goda quest’acqua meravigliosa….”
Terminato il bagno andarono verso i lettini che si trovavano ai lati della piscina.
“Ora si sdrai tenendo le gambe aperte in modo tale che si veda il filo delle palline che le esce dal costume…”
Chiara, sorpresa, guardò subito in basso e in effetti il filo, che lei aveva messo all’interno del costume prima di uscire dalla camera, usciva e si vedeva bene.
“Non pensi minimamente di rimetterlo dentro” le disse Maurizio con la solita voce pacata ma decisa.
La ragazza fece come le aveva detto, si sdraiò sul lettino, che era a bordo piscina, tenendo le gambe aperte in modo che si vedesse quello che voleva Maurizio.
Chiara cercò di rilassarsi e tenere gli occhi chiusi per evitare di incrociare gli sguardi delle persone che erano nella piscina e che avrebbero potuto rendersi conto della situazione.
“Ieri sera lei e la sua amica avete usato lo strapon?” le chiese a bruciapelo Maurizio.
Chiara riaprì gli occhi e senza guardarlo rispose, con voce flebile, di si.
Maurizio: “Sono sicuro che stasera la sua amica saprà sostituirla degnamente.”
Chiara: “Ne sono sicura” disse mentre ora, con gli occhi aperti, non poté fare a meno di osservare le persone che erano intorno a lei.
Tirò un sospiro di sollievo quando vide che nessuno/a sembrava essersi accorto/a della sua situazione.
L’eccitazione stava salendo a livelli di “guardia”, sentiva il liquido colarle di nuovo sulle gambe in questo caso si confondeva con le gocce d’acqua.
“Posso toglierle?” chiese lei.
Maurizio: “E per quale motivo?”
Chiara: “Perché voglio godere, non ce la faccio più”
Maurizio: “Come siamo frettolosi……abbia ancora pazienza.”
Chiara: “Per lei è facile parlare di pazienza.”
Maurizio: “Ricordi che la pazienza è la virtù dei forti.”
Chiara: “Evidentemente io non lo sono allora…”
Maurizio: “Lei si sottovaluta Chiara”
Chiara: “Sarà come dice lei però resta il fatto che io tra poco devo venire e non mi pare il caso di farlo qui!”detto questo fece per alzarsi dal lettino.
Maurizio: “Vada in acqua.”
Chiara: “Cosa?”
Maurizio: “Le ho detto vada in acqua.”
Chiara: “Non ce la faccio più la prego mi lasci andare in camera.”
Maurizio: “Le ho detto vada in acqua!”
A questo punto Chiara, lentamente si alzò e si diresse verso le piscina entrandovi.
Il tepore dell’acqua le rifece lo stesso effetto della prima volta, guardò verso Maurizio che le fece cenno di camminare su e giù.
Dopo averle fatto fare avanti e indietro per alcune volte le fece cenno appoggiarsi al bordo della piscina di fronte a lui dove c’erano dei bocchettoni per l’idromassaggio.
Lei ubbidì, dal viso si capiva che fosse “sofferente”, passarono una trentina di secondi durante i quali i loro sguardi furono fissi uno sull’altro fino a quando Maurizio con un gesto le fece capire che poteva toglierle.
Chiara con una mano scostò il costume e con l’altra, lentamente, tirò fuori le palline dalla fica, il suo viso si deformò dal piacere, si piegò su se stessa per sopperire al fatto di non poter urlare emettendo una profonda e rumorosa espirazione a tal punto che la donna seduta accanto a lei le chiese se si sentisse male.
Dopo essersi ripresa, con un viso rilassato, alzò lo sguardo verso Maurizio che la guardava compiaciuto e la raggiunse in acqua.


Capitolo 8

La sera dopo cena fecero una passeggiata nel paese, arrivarono in pochi minuti alla piazza principale dove svettava il campanile della chiesa e l’orologio del comune, il clima era abbastanza freddo e di gente in giro ce n’era molto poca.
Decisero di prendere qualcosa nel bar che si trovava in un lato della piazza, entrarono, si sedettero in un tavolo e ordinarono.
Nell’attesa che arrivasse quanto ordinato Chiara rivolgendosi a Maurizio gli chiese: “Cosa vuole da me?”
Maurizio: “Cosa intende dire?”
Chiara: “Perché mi ha invitata a fare questo week end? Perché mi ha “regalato” quelle cose? Perché mi dice quando e come indossarle? Mi dirà anche quando e come, eventualmente, scoparmi?”
L’uomo fece passare alcuni secondi prima di rispondere: “Tutte le sue domande sono giuste e legittime, anche se non si fa io le rispondo con altre domande: perché ha accettato la mia proposta per il week end? Perché fa come le dico? La risposta a queste domande è variegata: perché le piace, perché la eccita, perché la stimola, perché è quello che cerca.”
Chiara: “E’ sicuro di queste cose?”
Maurizio: “Io si ….. e lei?”
Non ebbe modo di rispondere perché il cameriere portò loro quanto ordinato.
Una volta andato via Chiara, con lo sguardo sul bicchiere fumante, disse: “Si ha ragione lei, amo queste cose, mi eccitano tantissimo. Sono sempre alla ricerca di situazioni stimolanti e questa che sto vivendo con lei lo è … pienamente.”
Maurizio: “Bene, mi fa piacere sentirglielo dire.”
Chiara: “Le posso chiedere una cosa?”
Maurizio: “Certo, mi dica.”
Chiara: “Se non le dispiace potremmo darci del tu, il dare del lei mi fa sentire “più distante” mi sembra sempre di aver a che fare con un cliente.”
Maurizio: “Attendevo che me lo chiedesse …. Ops che me lo chiedessi.”
Consumarono quanto ordinato e fecero rientro in hotel.
Arrivati davanti alle porte delle loro camere si augurarono la buonanotte con la “raccomandazione” da parte di Maurizio di indossare la mattina successiva per colazione le palline, poi ognuno entrò nella propria stanza.
Chiara rimase sorpresa, e anche male, del fatto che lui non l’avesse invitata nella propria stanza o fosse entrato con lei nella sua di stanza, aveva voglia di essere scopata.
Si sedette sul letto pensierosa cercando di capire se, eventualmente, avesse sbagliato in qualcosa, se si fosse comportata male ma non riusciva a trovare nulla che non andasse.
Si spogliò, mise il pigiama e si infilò sotto le coperte ma la voglia era tanta, ripensò al viaggio, all’autogrill, alla piscina e all’indomani mattina per cui decise di agire: si alzò dal letto, uscì dalla sua camera fece pochi passi e si trovò davanti la camera di lui fece per bussare ma si fermò.
Rimase alcuni secondi ferma non sapendo cosa fare, indecisa se bussare o non bussare, come avrebbe reagito? Era la cosa giusta da fare oppure no? I suoi pensieri vennero interrotti dall’avvicinarsi di alcune persone per cui decise di tornare nella propria stanza.
Chiusasi la porta alle spalle si sedette sul bordo del letto, delusa e anche un pochino scoraggiata ma molto vogliosa per cui decise di soddisfarsi da sola usando anche le palline di Maurizio.
Dopo alcuni minuti ebbe un orgasmo molto intenso.
Più tranquilla e rilassata si addormentò molto velocemente.
L’indomani mattina venne svegliata dai raggi di sole che entravano dalla serranda lasciata semi aperta, guardò la sveglia era presto ancora per andare a colazione per cui decise di rimanere ancora qualche minuto a letto.
Prese dal comodino il suo cellulare e lo accese, tempo di caricare tutte le impostazioni e le applicazioni che le arrivarono diversi messaggi e foto in particolare da Sabrina.
Immediatamente collegò la cosa alla serata che doveva aver avuto con Alberto e la moglie, incuriosita aprì immediatamente il collegamento con la sua amica e le apparvero delle foto inequivocabili di lei che scopava e succhiava uomo e poi di lei che baciava Annalisa sulla bocca e le leccava la fica, sotto queste foto c’era scritto: “Alla grande!” con tante faccine sorridenti.
Chiara fu molto contenta di leggere e vedere il tutto e subito rispose: “Sapevo che mi potevo fidare di te, che non mi avresti fatta rimpiangere!!” con la faccina che fa l’occhietto.
“Come buongiorno non è male” pensò tra se e se anche pensando alla giornata di oggi curiosa di sapere cosa le avrebbe riservato o meglio cos’aveva in mente Maurizio.
Diede un’altra occhiata all’orologio era quasi ora di andare per cui si alzò si fece una veloce doccia e prima di indossare l’intimo infilò le palline come richiesto da Maurizio.
Quando l’uomo bussò alla sua porta era pronta per la colazione.
Dopo i saluti si diressero verso l’ascensore con il quale raggiunsero il piano dov’era posizionata la sala colazione.
Trattandosi di un buffet scelsero quello che più gradivano, si sedettero in un tavolino vicino ad un angolo della sala e iniziarono a consumare il primo pasto della giornata.
Maurizio: “Hai fatto quello che ti ho chiesto?” le chiese mentre imburrava le fette biscottate.
Chiara: “Certamente” rispose mentre sorseggiava il suo cappuccino.
Maurizio: “Bene…… allora adesso devi prendere il filetto e tirarlo leggermente…”
Chiara: “Stai scherzando, vero?”
Maurizio: “Perché dovrei?”
Chiara: “Vedi quanta gente c’è? E se mi vede qualcuno, che figura ci faccio?”
Maurizio: “Secondo te perché ho scelto questo tavolino un po’ più appartato? Se fossi stato più stronzo avrei scelto uno di quei tavolini più centrali, non ti pare?”
Chiara: “A grazie allora! Comunque resta il fatto che ho paura a farlo.”
Maurizio: “Hai paura ma anche tanta eccitazione, sbaglio?”
Lei non rispose e non riusciva a guardarlo negli occhi per più di pochi secondi.
Maurizio: “…non sbaglio…..”
E non sbagliava, le palline e la situazione l’avevano eccitata in maniera “esagerata” sentiva di nuovo il liquido che iniziava a scendere.
Lentamente, con non curanza portò una mano dentro il perizoma e, con qualche piccola difficoltà, arrivò a prendere il filo e tirarlo leggermente verso l’esterno.
Questo piccolo movimento le provocò un brivido di piacere talmente intenso che fece fatica a mascherarlo.
Ripresasi dal piacere si accorse che dal tavolino posizionato alle spalle di Maurizio, quindi fronte lei, uomo, seduto al tavolo con una donna, probabilmente la moglie, la stava guardando incuriosito, lei distolse lo sguardo da lui facendo come se nulla fosse accaduto ma l’uomo, in modo discreto, continuava a guardarla.
Maurizio: “Dovevi essere più discreta, poi va a finire che ti farai scoprire prima o poi……”. Sull’angolo della sala c’era uno specchio da cui poteva vedere parte dei tavoli alle sue spalle per cui stava guardando tutta la scena tra l’uomo e lei.
Chiara: “La colpa è tua.”
Maurizio: “Mia? E perché mai?”
Lei non rispose e bevve il cappuccino che ancora era nella tazza.
Dopo l’ennesima occhiata verso il loro tavolo Maurizio, che faceva da “barriera” tra Chiara e l’uomo si alzò, di proposito, per andare a prendere qualcosa al buffet lasciando la visuale completamente libera.
Chiara che non si aspettava questa cosa rimase sorpresa e imbarazzata, sentiva gli occhi dell’uomo su di lei e non sapeva cosa fare.
Spostava continuamente la sua attenzione su vari punti della sala finendo inevitabilmente per incrociare lo sguardo dell’uomo, poi con grande sorpresa si girò anche la donna che era con lui a guardare verso Chiara.
Maurizio si godeva la scena defilato.
Tornato al suo posto Maurizio le chiese: “Tutto ok? Quanto ti sei bagnata in questi pochi secondi che non sono stato qui?”
Chiara: “Sei un cretino …… comunque tanto…..”
Dopo poco la coppia del tavolo si alzò dirigendosi verso l’uscita della sala.
Maurizio: “Ora sei più tranquilla?” disse non appena l’uomo non fu più visibile.
Chiara: “Vogliamo andare anche noi?”
Maurizio: “Hai fretta?”
Chiara: “Voglio lavarmi i denti.”
Maurizio: “Finisco di mangiare e andiamo subito ………. A proposito, nel caso in cui fossimo soli nell’ascensore, nel tempo che ci vorrà per salire al piano voglio che ti togli le palline.”
Chiara: “In ascensore?”
Maurizio: “Esattamente.”
Chiara: “E’ uno scherzo?”
Maurizio: “No, assolutamente no.”
Chiara: “E come farò? Il tempo è poco.”
Maurizio: “Organizzati….se vuoi non guardo e mi giro dall’altra parte…”
Terminato di bere il caffè Maurizio si alzò dirigendosi verso l’uscita, Chiara rimasta, in un primo tempo seduta, lo seguì.
Nel breve tragitto dal tavolino agli ascensori non sapeva cosa sperare, da una parte aveva “paura” di fare quello che le aveva chiesto ma dall’altra la cosa la eccitava troppo.
Arrivata trovò Maurizio ad attenderla tra le porte aperte di uno dei due ascensori, non c’erano nessun altro, per qualche secondo lei fu titubante se entrare, sperava che arrivasse qualcun’altro, alla fine, vedendo che non c’era nessuno nei paraggi, si decise.
Entrati all’interno Maurizio schiacciò il tasto del piano, le porte si chiusero e l’ascensore iniziò la salita.
Lui non disse nulla, lei neanche, lui la guardava, lei guardandolo negli occhi si abbassò leggermente i pantaloni, il perizoma ed estrasse le palline, il piacere che le procurarono le fece cedere leggermente le gambe per cui si spostò leggermente in avanti finendo tra le braccia di Maurizio che la sorresse.
Quando la porta dell’ascensore si aprì Maurizio e Chiara, ricompostasi, con le palline chiuse in una mano e bagnata dalla fica ai piedi, uscirono dall’ascensore salutando con un” buongiorno” una coppia che entrò nell’ascensore per poi andare ognuno nella propria camera.
La mattinata la trascorsero nella piscina e dopo pranzo ripresero la strada di casa.