i racconti di Milu
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Trilla il campanello di casa

Vado allo spioncino e vedo due carabinieri un uomo ed una donna
- La signora Laura Cellini?
- Si - rispondo
- Ci fa entrare per cortesia?
Apro la porta , entrano, - la signora Laura Cellini - chiedono ancora - Sì rispondo io - ci dovrebbe seguire in ospedale, suo marito ha avuto un incidente in autostrada.
La bocca dello stomaco mi si chiude, vado in apnea, la donna mi si avvicina mi prende per un braccio, mi sostiene: - si faccia forza signora - non capisco dove sono ,ho perso il senso dello spazio e del tempo, la donna mi sollecita ancora gentilmente - un momento - dico, vado in camera mi rassetto un po’, prendo impermeabile e borsetta e mi avvio con loro.
Un momento –dico- telefono a mia figlia – faccia pure signora –mi risponde il carabiniere, chiamo Giulia –papà sta male vado in ospedale, fatti accompagnare dallo zio subito - chiudo ed entro in macchina.
Sala mortuaria – un lettino- un lenzuolo bianco- mi avvicino –sollevano il lenzuolo- sì è mio marito – dico con voce flebile – coprono il cadavere.
Un ufficio bianco una scrivania una sedia ,un uomo in camice- si segga signora,- mi siedo- un pc , scrive, stampa – legga signora e firmi- leggo, ma non capisco, firmo.
Mi alzo esco trovo mia figlia e mio fratello, non parliamo, un abbraccio stretto. mio fratello ci accompagna a casa. Apro la porta mi sembra una casa immensa , entriamo. Un abbraccio stretto tra me e mia figlia ci unisce, non una lacrima. Silenzio che urla. Ci sediamo sul divano strette, non una parola . L’immensità del vuoto. La stanchezza ci prende. Nella notte mi sveglio e sveglio Giulia per andare a letto, ci prepariamo in fretta, Giulia mi fa –vengo nel tuo letto- si dico io, ci addormentiamo abbracciate. I giorni seguenti ci vedono impegnate nelle pratiche burocratiche : è così difficile morire per la burocrazia. Il funerale, strette di mano, sorrisi, parole di convenienza. Finalmente a casa io e mia figlia , ci sediamo, la voce ci manca oppure abbiamo paura che faccia troppo rumore , è stata una giornata difficile, un thè bollente, lo sorseggiamo in silenzio e poi dico –Giulia io crollo ,vado a letto – anch’io sono stanchissima - dice e poi - ci facciamo compagnia? Si - dico - vieni.
Ci prepariamo e ci mettiamo a letto. Il sonno ci prende.
Col tempo che passa lentamente riprendiamo il nostro tran tran di vita ,Giulia con i suoi studi liceali, io il mio lavoro di ufficio, lei 18 anni ,io 43.
La sera ci troviamo a casa ,la cena, riassettare, un po’ di tv e poi a letto, da quel momento tutt’e due nel lettone, parliamo della giornata trascorsa, dei suoi studi , del mio lavoro, un pò di gossip sui compagni di scuola, delle cose da fare in casa e quindi, bacino della buona notte, ci accoccoliamo su un fianco abbracciate e ci perdiamo nelle braccia di Morfeo.
Alle volte mi sorprendo a guardare mia figlia in pigiama, è una bella ragazza ormai più alta di me, capelli ed occhi corvini come i miei, fisico asciutto e sportivo, seno ben pronunciato.
Una notte, passata la mezzanotte, sento Giulia fremere un pò e poi lentamente portarsi una mano nei pant del pigiama , la sento perché le facevo seggiolina e la mia mano sinistra la abbracciava, percepivo il movimento della sua mano che la masturbava.
Il fiato mi si è fermato in gola, non sapevo cosa fare, d ‘accordo era nell’incoscienza del sonno, ma sentire mia figlia che si masturbava accanto a me era inconcepibile, non sapevo se svegliarla o lasciar perdere, far finta di niente. Sentivo sulla mia mano il suo movimento ritmico accompagnato dal ritmo del su bacino appoggiato sul mio ventre, ad un certo punto mi ha messo una gamba sopra le mie per allargarsi meglio e cosi percepivo i suoi movimenti in maniera completa. Una situazione surreale che mi impediva di pensare e reagire, sentivo comunque una grande tenerezza nei suoi confronti, mi sono accoccolata più stretta ,in fondo era mia figlia e le volevo un bene immenso, la mia mano sul suo fianco ha incominciato ad accarezzarla, volevo farla star bene, che si sentisse tranquilla , il giorno dopo le avrei parlato e la avrei invitata ad andare nel suo letto.
Nei suoi movimenti convulsi la maglietta del pigiama le si è alzata ed io ho sentito la sua pelle serica e calda, mi è venuta spontanea una carezza sul ventre piatto, una carezza leggera con i polpastrelli che sfioravano la sua pelle, ho sentito il suo ombelico e con la punta del dito l’ho sfiorato leggero facendo dei piccoli cerchi, ero tesa , ma non volevo interrompere questo suo momento magico, poverina aveva avuto un periodo veramente stressante e doloroso ed , al di là di tutte le remore che mi si affacciavano alla mente, volevo che nella sua masturbazione scaricasse tutta la tensione accumulata e la mia ancora di salvataggio mentale era che domani ne avremo parlato risolvendo la questione.
La mia carezza sul suo pancino sembrava rilassarla ancor più, si è girata supina ed ha allargato la gamba sopra le mie ed ho sentito che si abbassava i pant del pigiamino, ora percepivo chiaramente il movimento della sua mano e le vibrazioni che il suo corpo trasmetteva al mio. Non mi eccitavo, ma mi sentivo bene perché mia figlia stava bene.
Il suo respiro si faceva affannato, ansante, il bacino cadenzava il movimento della mano e lo modulava, era il buio della notte, ma vedevo, e vedevo mia figlia sbracata che si toccava, la agevolavo quasi e senza pensare ho sfiorato il seno di mia figlia , i capezzoli erano turgidi ,irti , duri tesi, li ho presi tra le dita e li ho accarezzati, un fremito ha scosso mia figlia , la sua mano si muoveva rapidamente in modo compulsivo, ho accentuato la mia carezza ai suoi seni così giovanili e morbidi ed in quel momento il suo bacino si è alzato ed è esplosa in un orgasmo pieno, intenso, forte, le ho stretto i seni nel sentirla venire, i suoi gemiti flebili, le mie labbra sul suo collo, l’orgasmo la squassava e non finiva più, il respiro affannato ed ansante, il suo corpo mi trasmetteva attraverso i suoi seni l’intensità ed il fervore del suo godimento che mi riempiva di gioia ed era liberatorio anche per me. La accarezzavo sempre ora con voluttà e partecipazione, i suoi seni erano duri, caldi, pieni, si gonfiavano col suo respiro ed io li accarezzava a mano piena soffermandomi sui capezzoli che titillavo fra le dita , le mie labbra sul suo collo, vivevo il suo orgasmo intensamente.
Il respiro di Giulia si piano paino regolarizzava ,il battito del cuore riprendeva il suo ritmo e d'improvviso si è svegliata ha preso coscienza di sé ed è sbottata in -oddio mamma cosa ho fatto mi vergogno da morire - e si è portata le mani sul viso, io la tranquillizzo dicendole che era tutto normale data la sua età e lo stress degli ultimi tempi, le accarezzavo sempre il seno per metterla a suo agio, sento che è agitata, le parlo dolcemente di stare tranquilla, che le voglio bene da morire , che è normale quello che ha fatto.
Ad un certo punto si gira verso di me e mi chiede all’improvviso se anch’io l’ho fatto, la domanda è a bruciapelo e mi coglie di sorpresa , respiro profondo e le dico che anch’io quando ero ragazza l’ho fatto, lei di rimando a che età ho incominciato ed io le ho detto verso i quattordici anni e lei mi ha detto che ha incominciato alla mia stessa età quando era al mare con la nonna ed io di rimando davanti allo specchio del bagno e allora Giulia mi domanda particolari che faccio fatica a riportare nella mia memoria, faccio domande a lei, il nostro colloquiare diventa sempre più intimo : come ci piace, quante volte ecc. ed io sento qualche cosa che si muove dentro di ,un calore che mi avvolge. Ad un certo punto Giulia mi rovescia supina mi prende la mano destra e la porta sopra il mio pube e la muove sotto la sua e mi dice -dai fallo - io mi ribello dicendole che non è bello che una madre lo faccia difronte alla figlia, che non posso, che non è giusto e mia figlia a sollecitarmi - sì dai mamma, voglio sentirti - ed intanto premeva la mia mano sul mio pube con movimento lento e ritmato.
Ero tesa , non sapevo dove parare, incominciavo anche ad eccitarmi sotto la mia mano guidata da mia figlia, il mio respiro si faceva più pesante e la mia mano incominciava a muoversi autonomamente, erano setto otto mesi che non facevo sesso. Giulia mi stringeva a se sentivo il suo corpo con i suoi pant del pigiama ancora abbassati, la maglietta su, il calore della sua pelle e le sua paroline dolci mi portavano nel nirvana a poco a poco. La mia resistenza si faceva sempre più debole stavo lentamente scivolando in uno stato confusionale , ormai la mia mano aveva trovato il ritmo che il mio desiderio imponeva.
Mi sono abbassata i pant ed ho cercato il mio sesso che ormai era fradicio. sentivo sulla mia coscia il calore della coscia di mia figlia che si strusciava sulla mia, mi sono allargata il sesso ed ho cercato il bottoncino del piacere, ero un lago.
Giulia mi si stringeva sempre più, mi copriva il viso ed il collo di mille bacetti che io a stento riuscivo a ricambiare, i nostri seni si comprimevano , sentivo i suoi capezzoli duri contro i miei, ad un tratto ho sentito la mano di mia figlia che mi accarezzava il ventre e poi la coscia e si insinuava tra le cosce mie e le sue cercandosi il sesso, praticamente eravamo mano nella mano che ci masturbavamo assieme, la mia coscia fra le sue dorso della mano contro dorso della mano nei nostri toccamenti ritmici , i nostri respiri diventavano sempre più ansanti , le mani acceleravano per cercare il piacere troppo a lungo represso, ad un certo punto il mio corpo si irridi nel preorgasmo e poi dei tocchi veloci mi fecero scoppiare in un orgasmo pieno che mi scuoteva tutta, il fiato ansante, gemiti di piacere seguivano gemiti di piacere e sentivo anche il corpo di mia figlia scosso nei tremiti dell’orgasmo,i suoi gemiti si sommavano ai mie, mano nella mano ci davamo il piacere a lungo represse, un orgasmo lungo, squassante fatto di mille tremori , sentivo i suoi umori che mi bagnavano la coscia mischiandosi ai miei. nei respiri profondi i nostri seni si comprimevano , si accarezzavano , ci scambiavamo il calore attraverso la pelle. Le carezze lentamente ci accompagnavano verso la calma postorgasmica , i nostri respiri si facevano più regolari. Ci siamo abbracciate strette strette,sentivo sulla mia coscia i suoi umori, con un dito li ho raccolti e me li sono portati alla bocca per sentire il suo sapore di donna che non avevo mai provato.
Senza dire un parola cosi abbracciate ci siamo addormentate.