i racconti di Milu
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Non so dirti esattamente dove mi trovo, però d’una sola cosa ora ho veramente il discernimento e realmente il giudizio, sennonché quello d’essere nel mio letto nuda, confusa e scompigliata tra le lenzuola. Attualmente avverto in modo spiccato il rumore del rifrangimento delle onde e l’odore di salato, infine svogliatamente socchiudo un occhio e vedo un mare dal colore turchese che s’infrange sulla sabbia cristallina, adesso è mezzogiorno, eppure ho ancora sonno, sicché mi volto piegata con il cuscino calato sul capo.

La tua mano mi sfiora, indugiando fra i miei capelli un dito scende accarezzando dolcemente la nuca, scendendo lieve e quasi impercettibile, leggerissima fino a incontrare la barriera del lenzuolo adagiato sui miei fianchi. Un bacio m’accarezza fra le scapole, la tua mano s’introduce sotto il mio corpo in cerca d’un seno da vezzeggiare, labbra calde mi sfiorano disegnando con la lingua umidi cerchi sulle mie spalle mordicchiando nel contempo la nuca, scendendo più giù fino all’attaccatura delle mie natiche che si sollevano offrendosi e donandosi morbidamente. Socchiudendomi le cosce fai penetrare un dito all’interno del mio corpo, spandendo dappertutto la mia voglia impregnata oramai incontrollata al sopraggiungere della tua lingua. Sussultando a ogni tocco esaurisco il mio desiderio gridando con la testa affondata sotto il cuscino, tu ridi, poi sospiri felice, anch’io sorrido ansimando sudata nel lenzuolo umido, dopo sollevi il cuscino sottolineando:

“Adesso voltati e tieni gli occhi chiusi, rimani così”. Io ubbidisco, frattanto tu cominci a baciarmi amabilmente, ribadendomi nuovamente di non guardare in maniera risoluta.

In una modalità imperiosa e inarrestabile la tua lingua s’insinua dispotica e sopraffattrice in cerca della mia, io in quell’occasione mi sento precipitare, mentre il cuore comincia a battermi incontrollato, che sento sussultare mentre mi stringi oramai quasi violento al ritmo delle ondate di calore che ci pervadono facendoci sudare. Rotolando cadiamo dal letto, adesso siamo sulla sabbia rovente che s’attacca sui nostri corpi bagnati. Siamo in spiaggia, sollevandomi io t’osservo con gli occhi socchiusi annunciandoti:

“Dai, su, non fare la sciocca”.

Dopo li richiudo e scendo per baciare la tua bocca sorridente mentre le nostre mani s’intrecciano in dolci carezze reciproche. Scendo per leccarti i capezzoli, la mia lingua prosegue fino all’ombelico, durante il tempo in cui con le unghie ti sfioro il corpo sorridendo a ogni brivido che hai:

“Così però non vale, dai smettila, altrimenti mi farai diventare matto”.

Sorridendo in maniera allusiva io t’ignoro continuando a torturarti con le dita, oltrepassando la tua erezione scendo per leccarti l’inguine, mordicchiandoti delicatamente a ogni sussulto che capto. Tu cerchi di guidare i miei baci posandomi una mano sui capelli, appoggiando la mia mano sulla tua ti lascio comandare, mentre tu cominci ad agitarti ansimante nella mia bocca. Sento che sei vicinissimo per sborrare, però non voglio, in tal modo rallento il ritmo facendo scorrere la lingua umida fra le tue natiche. In seguito riprendo accarezzandoti in maniera lieve, io osservo che tu non resisti più. Adesso ti sto guardando, ma tu non te ne accorgi, perché hai gli occhi socchiusi, completamente persi e abbandonati nel nostro piacere. Gustando piacevolmente i tuoi lamenti io mi sfioro con la mano libera, un dito affonda nel mio corpo bagnato, in quanto quelle contrazioni violente lo mordono, finché non godo un’altra volta assaporando la voglia con cui tu m’hai riempito la bocca schiacciandomi la testa contro il tuo corpo gridando.

A rovinare tutto ci pensa sennonché lo squillo del telefono, per il fatto che mi sveglia rudemente spezzando eccezionalmente e inaspettatamente il fascino e l’incanto di quell’appassionata delizia.

Tu non ci sei, il mare in compenso sì, ed è quello il mare, precisamente quello che guardo fuori dalla finestra del bagno, mentre ripensando e riesaminando al sogno faccio la doccia, accarezzando con la spugna morbida il mio corpo ancora così arroventato, passionale e straordinariamente profumato di te.

{Idraulico anno 1999}