i racconti di Milu
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Note:

Ero stanco della solita vita, volevo qualcosa di diverso, ma non senza avere lei al mio fianco

Tutto è incominciato circa tre anni fà.

Siamo una coppia regolarmente sposata ,lei 35 anni io 42.

Lei è sempre stata una donna bellssima , ed, all'epoca dei fatti, stava raggiungendo la maturità del suo giovane corpo, con le curve, tutte al posto giusto, che si addolcivano  al punto da mettere in risalto una sensualità sconosciuta all'epoca del nostro primo incontro avvenuto circa 15 anni fà.

Posso assicurarvi che il tempo trascorso assieme aveva trasformato il suo giovane e bellissimo corpo di ragazza in quello di una giovane donna, che tutti giudicano una gran figa

Il suo aspetto fisico, esuberante e prorompente, contrastava , purtroppo per me, con il suo carattere , timido e puritano, , risultato di un'educazione severa e bigotta, ricevuta in un collegio femminile, come si conveniva ad una famiglia facoltosa, come quella da cui lei proveniva.

La nostra vita matrimoniale si è, così, consumata tra alti e bassi, dall'iniziale entusiasmo per quel corpo perfetto ed eccitante, alla successiva monotonia di un rapporto sempre uguale a se stesso, che, sul piano sessuale, incominciava a palesare tutta la sua stanchezza per la mancanza di ogni seppur piccola trasgressione, insopportabile per me, che nel sesso trovavo la mia ragion di vita.

Questo sino a tre anni fà quando, giunto al limite dell'impotenza per astinenza, decisi di giocare il tutto per tutto, anche a rischio di arrivare ad una separazione.

Incominciai a “ portarmi in casa” il lavoro, ossia di parlarne, cosa che non avevo mai fatto sino a quel momento, confessando inesistenti difficoltà per la nostra azienda , difficoltà che stavamo incontrando sul mercato a causa della crisi economica attraversata, negli ultimi tre anni, dal nostro Paese.

Tutti i discorsi che si sentivano quotidianamente in televisione, rendevano credibile questa mia preoccupazione, soprattutto a lei, che del mio lavoro non conosceva praticamente nulla.

Tutti i discorsi avevano come sottofondo il pericolo che il nostro tenore di vita subisse, come conseguenza di questa crisi, , un tracollo, una battuta d'arresto dalle conseguenze imprevedibili

Giorno dopo giorno constatai che i miei discorsi incominciavano a far breccia nella sua mente e la vidi preoccuparsi , abituata com'era , a considerare il denaro come un bene sempre disponibile in quantità illimitata.

Quando ritenni che la sua angoscia fosse arrivata al punto giusto, incominciai a parlarle di un affare che avevo in piedi e della cui riuscita dipendevano sia il mio che il suo futuro in quanto avrebbe risolto , in buona parte, i nostri problemi economici.

Anziché tranquillizzarsi, la vidi agitarsi ancora di più e , dai suoi discorsi , capii che tutta la sua preoccupazione era dovuta alla paura che quell'affare potesse non andare a buon fine .

Colsi l'occasione al volo ed incominciai a parlarle sempre più spesso di quell'affare, di cos'era in ballo, di come fossi disposto a tutto pur di riuscire a portarlo in porto ed incominciai a parlarle della controparte , degli uomini che avevano, praticamente, in mano il nostro futuro.

Fu lei a facilitarmi il compito chiedendomi se poteva in qualche modo essermi utile.

La sua proccupazione era sempre più evidente

Con mille giri di parole le feci capire, tra l'altro, che quelli con cui stavo trattando, erano uomini di potere, convinti che tutto fosse a loro dovuto.

Le dissi che, alcune volte, loro avevano avuto modo di vederla quando capitava che lei venisse nel mio ufficio mentre mi intrattenevo con loro e le assicurai che aveva certamente fatto colpo su quegli uomini, perchè mi avevano detto quanto fossi fortunato ad avere una donna così bella ed affascinante al mio fianco

Le dissi, ma con tono scherzoso, che, se lei sfosse stata quel tipo di donna disposta a mostrarsi gentile ed accondiscendente con gli uomini pur di ottenere la loro riconoscenza. allora non avremmo certamente avuto problemi di riuscita nella trattativa

La vidi perdersi nei suoi pensieri

Ebbi paura di aver fatto il passo troppo lungo e mi affrettai a rassicurarla che erano persone per bene che probabilmente non si sarebbero mai prestate ad un gioco del genere e che la mia era stata solo un battuta che avevo voluto fare perche mi aveva chiesto come potesse aiutarmi .

A quel punto, però, temetti di averla tranquillizzata troppo, tanto da toglierle dalla mente il sospetto, che quegli uomini potessero. in qualche modo. essere interessati a lei , e farle delle advances di tipo sessuale,cosa che in tutti questi giorni di condizionamento mentale. avevo cercato di far balenare nella sua mente come possibile prezzo da pagare, da parte sua, perchè io ottenessi lavoro.

Aggiunsi , quindi ,che , per quanto fossero persone per bene , non escudevo che qualcuno di loro avesse messo gli occhi su di lei , ma che lei non correva alcun rischio, anche perchè non sarebbe mai stata presente ai nostri incontri

Conclusi, dicendo che lei era talmente bella che non ci sarebbe stato nulla di strano se qualcuno, abituato ad ottenere tutto, si fosse fatto qualche idea particolare sul suo conto, ma che io speravo di nò, perchè, se ciò fosse accaduto, avremmo avuto qualche probabilità in meno di concludere l'affare ,per la delusione che quel qualcuno avrebbe provato nel non riuscire ad averla.

Lasciai passere qualche giorno.

Ogni sera lei mi chiedeva come stava procedendo quei contatti. sino a quando, una sera, le dissi che l'indomani mi sarei incontrato a casa di uno dei soci per una cena di lavoro, presenti anche i tre concorrenti che ambivano ad accaparrarsi quella fornitura

Aggiunsi, ma senza rimarcare la cosa, che , probabilmente, qualcuno dei concorrenti si sarebbe fatto accompagnare dallla moglie.

Quella sera di venerdì non facemmo neanche la solita sveltina settimanale e durante la notte fui svegliato da lei che si rigirava per il letto insonne o in preda ad incubi.

Quel sabato facemmo le solite cose di sempre, fino all'ora in cui incominciai a prepararmi per andare a cena con i miei possibili clienti, quando lei venne in camera nostra e mi chiese, con estremo imbarazzo, se pensavo che fosse utile che anche lei mi accompagnasse, visto che gli altri sarebbero venuti con le loro mogli.

Tutta la manfrina che avevo fatto negli ultimi tempi l'avevo fatto sperando che si verificasse quello che si stava verificando in quel momento.

Lei era consapevole che avrebbe potuto correre qualche rischio, ma la sua paura di dover cambiare il suo stile di vita era talmente forte che dentro di sè si convinse che doveva correre quel rischio

Le dissi tutto ed il contrario di tutto, osssia che la sua presenza sarebbe stata importantissima, ma che non era obbligata a farlo , che mi avrebbe aiutato, ma che non volevo metterla in imbarazzo e tante altre cose del genere, concludendo che era lei che doveva decidere se accompagnarmi o meno.

Quando alle 20 uscii dalla camera per avviarmi all'appuntamento, era lì ad aspettarmi elegantissima e provocante in un attilatissimo e corto abito nero , una profonda scolatura, tacchi altissimi e, come lasciava chiaramente intendere la mancanza di ogni più piccolo segno sul vestito, senza intimo.

Le sorrisi e, prima di avviarci all'uscita, misi una mano in tasca e le appuntai sul vestito,  all'altezza del cuore .un bellissimo e prezioso gioiello, come ringraziamento per la sua dedizione.

Non sapeva che in quel fiore era nascosto un microscopico microfono.

 

 

 

 

Note finali:

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