i racconti di Milu
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“Nora, cazzo slegami!” Simone è infuriato, respira affannosamente, si agita e tira. Nora cerca di slegare i nodi ma le mani le tremano e non riesce neanche a parlare. In più l’agitazione di Simone non l’aiuta. Alla fine recupera un po’ di lucidità nonostante la situazione concitata. Si alza dal letto e afferra le forbici di sicurezza, recide la corda e libera Simone. Lui si alza di scatto ed esce dalla stanza come un fulmine.
Nora rimane sola, si siede sconsolata sul letto fissando il pavimento. Simone. Con tutti quelli che potevano capitarle, doveva capitarle proprio lui. E avrebbe dovuto riconoscerlo, il suo fisico, le sue labbra, il suo cazzo! Nella mente le torna vivida l’ultima volta che si sono visti, quel momento orribile è marchiato a fuoco nella sua memoria ma in questo anno era quasi riuscita a scostare lo sguardo da quelle immagini dolorose. Non sa cosa dirgli, non sa che fare, rimane così per un tempo che non riesce a calcolare. In automatico comincia a recuperare le sue cose, lentamente le ripone nella borsa. Non vede l’ora di uscire da questa casa e allo stesso tempo sente di dover dire qualcosa. Ma non riesce a fiatare dallo sgomento che la pervade. Si alza e recupera i suoi vestiti, si infila la gonna tirandosela sui fianchi con aria mesta.
“Questo non lo considererei uno dei tuoi migliori aftercare…” Nora ha un sussulto, si volta verso la porta e vede Simone appoggiato allo stipite che la osserva con le braccia conserte. Ha messo un telo attorno ai fianchi e sembra appena uscito dalla doccia. Sembra più calmo ma lo sguardo è ancora teso mentre la osserva meglio, come si guarda una persona che non si vede da tanto tempo. Nora rimane impietrita in mezzo alla stanza, seminuda, la gonna ancora sotto i fianchi, scalza, lo sguardo smarrito e colpevole.
“Simo… mi dispiace… io non potevo sapere… ”
“Già, vorrei ben vedere. Nessuno dei due poteva immaginare una cosa del genere…” Simone abbassa lo sguardo sul corpo di Nora, adesso capisce perché le sue foto gli erano piaciute così tanto. Lei si sente scrutata e non sa se tirare su la gonna o lasciarla cadere, è così a disagio che comincia ad arrossire vistosamente.
“Forse… questa volta… il destino… ha preferito essere più incisivo… la prima volta fu più semplice, gli bastarono… due spazzolini… vicini… ” Abbassa sensibilmente la voce, mentre pronuncia la frase si rende conto di quanto stupida possa suonare. Rimane in silenzio qualche istante aspettando la reazione rabbiosa di Simone. Non la sente arrivare. Solleva titubante lo sguardo e trova quello di Simone, rasserenato, sorridente, la guarda con indulgenza.
“Forse hai ragione. Nessuno dei due sarebbe mai arrivato a questo incontro se non ci si fosse messo di mezzo il destino… ” Si avvicina a lei, afferra le sue mani, fa scivolare giù la gonna, ai suoi piedi. Accarezza i glutei, la schiena, la abbraccia. Nora si stringe a lui, si riempie le narici del suo odore.
“Nora, mi hai fatto morire dentro quel giorno. Ero così arrabbiato, così disperato, ferito. Eppure durante questo lungo anno non c’è stato giorno che non ti ho pensata, mi sei mancata da morire… da morire Nora…”, le sussurra le parole nell’orecchio. Nora si stringe a lui, non sa cosa rispondere, chiude gli occhi e trattiene a stento un singhiozzo.
“Perdonami… ti prego…”, sente le lacrime rigarle il volto, l’emozione e il senso di colpa la travolgono all’improvviso senza darle via di scampo. Le mani di Simone ripuliscono il suo volto, lo afferrano, lo tirano al suo, la bacia. Ora le riconosce le sue labbra, le labbra di Simone, ora si accorge di quanto le siano mancate. Si lascia guidare docilmente, la fa stendere sul letto. In un attimo Simone si sistema fra le sue gambe, scosta leggermente lo slip, la guarda in attesa di un suo cenno, Nora gli accarezza i capelli e lo accompagna dolcemente sul suo sesso. Si attacca famelico, socchiude gli occhi al contatto con quelle labbra, il sapore familiare lo riporta indietro nel tempo. Si muove con la lingua tra le pieghe, succhia, afferra con le labbra, spinge la lingua. Nora lo afferra delicatamente per i capelli, muove il bacino sulla sua bocca seguendo il ritmo del suo piacere, i gemiti riempiono la stanza. Simone si afferra alle sue cosce sentendo crescere l’intensità dei movimenti del bacino. Nora si agita più veloce, si irrigidisce poco prima di rilasciare un lungo gemito gutturale. Simone la sente venire nella sua bocca e si affretta a recuperare tutto il suo orgasmo. Prende a baciarla lieve per farla riprendere dagli spasmi, risale sul suo corpo lasciando baci sul ventre, fra i seni sul collo, sotto il mento e finalmente raggiunge la sua bocca e Nora si assaggia dalle sue labbra.
“Mi accorgo solo ora di quanto mi mancasse il tuo sapore… “, glielo sussurra sulle labbra mentre lei lentamente riprende a respirare ad un ritmo regolare. La bacia teneramente sul viso, sugli occhi socchiusi, le accarezza i capelli. Nora apre gli occhi per trovare il suo viso. Lo guarda per qualche istante in silenzio poi parla con voce ferma.
“Franz… ho portato lo strap on. Prendilo dalla mia borsa e portamelo.” Simone si stacca da lei, la guarda serio negli occhi.
“Sì Miss…” Si alza dal letto e recupera l’oggetto dalla borsa. Si inginocchia al lato del letto e glielo porge chinando il capo. Nora è in piedi e lo osserva, non può trattenere un sorriso di compiacimento, le piace quella scena, le piace e le arriva nel profondo.
Afferra lo strap on e lo indossa, sotto gli occhi attenti di Franz che non perde un movimento. Stringe le cinghie per posizionare lo strap on all’altezza giusta, sul suo pube depilato e ancora gonfio del recente orgasmo. Il lungo dildo in silicone nero svetta sul suo monte di venere, segnato da venature ultra realistiche. Nora afferra un profilattico dal comodino, ne strappa con i denti la busta, lo tira fuori e lo srotola sul dildo.
“Dai Franz, mettiti in posizione, a quattro zampe sul letto” Nora gli parla senza guardarlo, mentre distribuisce una generosa quantità di lubrificante sul dildo e comincia a massaggiarlo con la mano per cospargerlo completamente. Franz è pronto, completamente esposto, Nora deve tirarsi un po’ su per arrivare a raggiungere l’ingresso, appoggia appena la punta e spinge con delicatezza, con piacere nota che l’ano cede immedatamente facendo scivolare dentro il dildo con velocità e senza resistenza. Si trova completamente dentro di lui. Lo sente ansimare appena. Riesce completamente per poi affondare con più energia. Franz ansima più sonoramente. Inizia a scoparlo, con decisione ma senza metterci troppa forza. Sente crescere l’eccitazione, non le è mai piaciuto usare lo strap on ma ora si sente molto più coinvolta. Si china in avanti per afferrare il suo cazzo, lo sente duro e teso, lo stringe in mano mentre continua a scoparlo con un ritmo crescente, prende a masturbarlo. I gemiti di Franz aumentano mentre Nora sbatte pube contro di lui, il rumore echeggia nella stanza.
“Oh… Miss… ti prego… posso venire Miss?”, ansima e implora.
“No, non ancora Franz”
Nora esce e lo sistema supino, gli solleva le gambe portando il bacino praticamente sul bordo del letto.
“Tieni su le gambe Franz, ho voglia di sbatterti come una troietta” Nora lo guarda con un sorriso sprezzante. Franz obbedisce e sente il dildo affondargli dentro in un colpo, ha un sussulto che gli spezza il fiato. Nora gli afferra le gambe per agevolarlo nella posizione mentre inizia a muovere il bacino e a scoparlo energicamente. Franz la guarda adorante, le labbra schiuse, deboli gemiti, poi una vampata di piacere più forte lo investe, stringe gli occhi e si irrigidisce.
“Miss… Oh ti scongiuro Miss… posso?”, sibila la supplica fra i denti. Nora afferra il suo cazzo turgido e inizia a masturbarlo mentre continua a scoparlo sempre più forte.
“Ancora qualche colpo Franz… dai resisti per me…”, lui inizia a emttere un lungo lamento sincopato, interroto dalle spinte di Nora.
“Oh!! Miss!! Vengo… oh… scusami… Miss…” Nora osserva il suo addome percorso dagli spasmi dell’orgasmo, sente il seme colargli fra le dita mentre continua a masturbarlo. Vorrebbe continuare a torturarlo, ma la voglia di abbracciarlo vince. Esce da lui e si sgancia lo strap on lasciandolo cadere a terra, si adagia sul suo corpo sudato e tremante per baciarlo, accarezzarlo e tranquillizzarlo.
“Sei bravissimo… Franz… il mio bellissimo Franz.”

Nora riapre gli occhi, si ritrova sul letto di Franz, le sue braccia che la cingono, la sua testa sul seno, pesantemente addormentato. Ci mette qualche istante a capire dove si trovi poi tutto le torna alla mente, guarda il volto di Franz pacificamente addormentato sul suo petto, gli accarezza i capelli spostandoli dalla fronte. Non è cambiato di molto, i capelli forse sono tenuti leggermente più lungi, li tagliava sempre molto corti. Mentre si perde nelle pieghe dei suoi lineamenti sente un miagolio tenue. Tende l’orecchio per capire la provenienza e sembra essere proprio in casa. Scivola via dall’abbraccio di Franz e si alza, cammina in punta di piedi per la casa cercando la provenienza del miagolio. Arriva a una porta e sente grattare piano. Apre ed ecco che un gattino sbuca fuori con la codina alzata e subito si struscia sulle sue caviglie.
“Hey! Ma tu chi sei?” Nora si china a prenderlo in braccio, il piccolo non sembra affatto intimorito e si lascia prendere senza protestare. È di un bel nero cupo, occhietti gialli e pelo morbidissimo, appena si trova fra le braccia di Nora comincia a fare le fusa. Nora si dirige verso la camera da letto, trova Franz seduto sul letto che si stropiccia gli occhi.
“Ah cavolo! Avevo dimenticato di averla lasciata nel bagno…”
“Ah allora sei una femminuccia!” Nora sorride mentre parla alla gattina rumorosa fra le sue braccia.
“L’ho trovata qui sotto il giorno che sono arrivato, mi si è praticamente attaccata, non me la sono sentito di lasciarla per strada, era sola e piccola, ormai ce l’ho da qualche settimana… ”
“E glielo hai dato un nome?”
“Certo… ehm…”
“Beh? Che hai, non me lo vuoi dire?”
“Mmm… l’ho chiamata… Nora…” Franz risponde arrossendo leggermente.
“Ah, Nora… beh, devo esserti mancata molto eh Simo?” Nora lo guarda con espressione seria mentre continua ad accarezzare la gattina. Si siede al suo fianco sul letto e la piccola Nora felina salta via dalle sue braccia per accoccolarsi sul cuscino.
“Sì, te l’ho detto, mi sei mancata ogni giorno. Prima ero così adirato, non potevo crederci che fossi proprio tu. Mi è bastato andare sotto la doccia per lavare via la rabbia e sentire la felicità di averti in casa con me… di nuovo… In questo anno non sai quante volte ho provato a chiamarti, mi sono davvero violentato per non farlo. Mi hanno detto che eri a Milano e ho accettato questo nuovo lavoro anche per la sede, in cuor mio speravo di incontrarti in qualche modo, avevo anche pensato di venire direttamente sotto la tua azienda… Ma ci ha pensato il destino.” Finisce la frase con un sorriso. Nora gli accarezza il viso teneramente.
“Anche tu mi sei mancato, tantissimo”
“E… Ste?”
Nora si blocca, chiude gli occhi e scuote appena la testa. Li riapre e risponde con voce serena.
“Non c’è nessuno, Ste è andato. Sono sola da più di un anno ormai e non c’è stato nessun altro in questo periodo”, Franz la guarda sorridente, allunga la mano fino a toccare il suo fianco nudo.
“Ricominciamo Nora?”
“Simo… Sì… ma…”, Nora è titubante, non sa come dare corpo al pensiero che le gira per la testa.
“Cosa?”, la guarda preoccupato.
“Io vorrei che fossimo… così… come oggi. Ti voglio mio come ti ho avuto oggi… Franz.”
Lui la ascolta con attenzione, lo sguardo si accende. Si inginocchia a terra davanti a lei, le cinge i fianchi e affonda il volto nel suo ventre. L’emozione lo fa quasi balbettare.
“Miss Nora, per me sarebbe una gioia immensa servirti… e continuare ad amarti”
Nora lo stringe a sè senza riuscire ad aggiungere niente.

“Per che ora dobbiamo essere là Miss?”, Franz entra in camera mentre si friziona i folti capelli, appena uscito dalla doccia, un telo stretto ai fianchi. Nora lo guarda entrare e sorride al ricordo di quella stessa situazione, ma di qualche tempo prima.
“Per le 21, inizia più o meno alle 21. Siamo in perfetto orario. Io ora finisco di prepararmi”
“Oh Miss, ma metti questo corsetto viola? È bellissimo!”, Franz solleva il corsetto con entrambe le mani per ammirarlo meglio.
“Sì, anzi mi devi proprio aiutare a metterlo, va stretto molto bene”, Nora si sistema davanti a Franz che le appoggia il corsetto sul seno nudo, gira attorno a lei per posizionarsi alle sue spalle e inizia a tirare i lacci per stringere il corsetto.
“Troppo stretto Miss?”, Franz chiede preoccupato.
“No no, puoi stringere ancora un po’ riesco ancora a respirare”, Nora sorride. Si guarda allo specchio e da uno stop con la mano.
“Ok così, puoi legare”, Franz obbedisce. Nora appoggia le mani sui fianchi.
“Pronta, quasi… le scarpe”, infila i piedi in un paio di zoccoli neri, alti. Una gonna nera appena sopra il ginocchio completa il tutto.
“Sei proprio bella Miss…”, Nora gli sorride e lo guarda, allunga una mano per spostargli una lunga ciocca di capelli dagli occhi.
“Vuoi tenerli ancora lunghi?”
“Non ti piacciono Miss?”, chiede in tono preoccupato.
“Mi piacciono moltissimo Franz, ti stanno bene, sopratutto quando mettiamo il collare, il capello un po’ lungo sulla nuca… non so, mi piace proprio tanto, forse vanno solo un po’ sistemati, ma sì, devi lasciarli lunghi”
Nora sorride e si avvicina per dargli un bacio, Franz ricambia felice.
“Dai preparati… ah devi indossare anche un’altra cosa. È arrivata proprio in tempo, ieri sera… “, Nora porge un sacchetto di plastica a Franz. Lui lo afferra e tira fuori una scatoletta rivestita di velluto grigio, come un cofanetto per anello ma più grande, la apre schiacciando il bottoncino davanti.
“Oh Miss…”, l’espressione di Franz è a metà fra lo stupore e il terrore. Un sorriso incerto gli increspa le labbra.
“Devo metterla subito Miss?”
“Sì, se vuoi ti aiuto… “, Nora sorride maliziosamente mordendosi il labbro.
“Miss, ti ringrazio ma ho paura che il tuo aiuto possa essere controproducente”, Franz afferra la gabbietta luccicante, prende anche il piccolo lucchetto con la chiave inserita nella serratura e lo porge a Nora.
“Ecco, magari questo Miss, dovrai sistemarlo tu… Ehm… credo di non essere nelle condizioni giuste per indossarla… scusami Miss, vado a fare una doccia fredda e torno subito…”
“Ahahaha, sì vai, altrimenti facciamo tardi”, Nora ride divertita notando il rigonfiamento sul pube di Franz.
Ritorna qualche minuto dopo, completamente nudo, vestito solo della gabbietta sul pene.
“Beh, come sembra?”, Nora soppesa l’arnese in mano, carezzando lievemente con le dita la pelle del cazzo intrappolato.
“Miss, è un po’ più pesante di quella di plastica… la sento di più…”
“Devi solo darti il tempo di abituarti”, mentre parla sistema il lucchetto a bloccare la gabbia, lo chiude e toglie la chiave. Prende una lunga catenina dal comodino e ci infila la chiave e la idossa, il ciondolo-chiave si adagia giusto all’inizio dell’insenatura del suo seno.
“Ecco… Adesso sei mio Franz”, Nora lo guarda con soddisfazione.

Arrivano alla festa qualche minuto dopo le 21. Nora si ferma poco prima dell’ingresso.
“Dammi il collare Franz”, lui tira fuori dalla tasca dei jeans un sottile collare di pelle rossa e glielo porge. Nora sposta leggermente il colletto della camicia e glielo sistema al collo, stringendolo il tanto necessario per non farlo risultare troppo largo. Tira fuori dalla borsetta una lunga catena sottile e scintillante con una maglia elegante. Attacca il moschettone al collare di Franz, distende la catena e prende il piccolo laccio di pelle rossa per infilarselo al polso.
“Pronti, entriamo”, Nora avanza tirandosi dietro Franz che la sovrasta in altezza eppure la segue docilmente. Avanzano in un locale ampio, luci soffuse, arredi in tema. Ci sono diverse persone nella sala, sistemate fra il bancone e i divanetti distribuiti lungo le pareti.
“Miss Eleonora!! Che piacere è riuscita a venire!!”, vengono accolti dalle grida festanti di Sonia, una sissy molto affezionata a Nora. Si ferma a qualche passo da lei per fare un inchino da manuale.
“Ciao Sonia, ma sei splendida, bellissima questa divisa!”, Nora accarezza il pizzo del perfetto abito da cameriera di Sonia.
“E questo deve essere…”
“Il mio Franz”, risponde prontamente Nora, raddrizzando la schiena in una postura di orgogliosa presentazione.
“Davvero splendido Miss, un bellissimo esemplare…”, Sonia osserva con apprezzamento il corpo di Franz.
“Se posso permettermi Miss, forse possiamo togliere la camicia, fa caldo qua e non si vede spesso uno slave così bello… la invidieranno tutte!”, così dicendo Sonia inizia a slacciare i bottoni della camicia di Franz. Nora la ferma.
“Aspetta un attimo, per ora la lasciamo, poi vedremo, grazie comunque per il suggerimento Sonia…”
“Come preferisce Miss… accomodatevi da qualche parte, vi porto subito qualcosa da bere e da sgranocchiare”, Sonia sparisce verso il bar mentre Nora ha avvistato un divanetto abbastanza appartato.
“Miss se vuoi posso toglierla la camicia”, Franz prova a parlarle senza che altri la sentano.
“No… non sei bestiame alla fiera del paese e ti ho portato qui per passare una serata insieme, non devo metterti in mostra”, Nora si accomoda sul divanetto, Franz automaticamente si sistema ai suoi piedi su alcuni cuscini.
“Franz… non devi per forza…”
“Miss, a me piace così, davvero…”, Franz le risponde adorante. Nora gli accarezza i capelli.
“Ah Miss, siete splendidi, che fortunato questo slave ad avere lei come Miss”, Sonia arriva con un vassoio ricolmo di stuzzichini e due bicchieri di birra, appoggia tutto sul tavolino davanti al divano.
“Miss, sapendo che le piace la birra scura mi sono permessa di portargliela…”
“Hai fatto benissimo, non sono Miss da Champagne e lo sai benissimo!”, le due ridono divertite.
“Beh non so cosa avete contro lo Champagne…”, una voce femminile bassa e roca frena la loro allegria. Si voltano in tempo per vedere una donna sedersi nel divanetto a fianco di Nora.
“Oh Miss Clara, ma qui si scherzava… ci mancherebbe”, Sonia si scusa come può, visibilmente imbarazzata.
“Beh allora vai a portarmi un calice, velocemente”
“Subito, con permesso”, Sonia sparisce velocemente dalla vista di Nora e Franz, lasciandoli in compagnia della nuova arrivata.
Stivali a mezza coscia, neri e lucenti con tacco a spillo vertiginoso e appuntiti. Capelli color platino, lisci e lunghi, il viso tradisce appena la vera età che il corpo difende con grande onore.
Note finali:
INCOMPIUTO...