i racconti di Milu
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Se le guardi attentamente vedi due amiche che ridono fino alle lacrime rallegrandosi ed esultando sdraiate sul letto disfatto, tenuto conto che la biondina con i capelli corti ha la schiena appoggiata al muro con le gambe incrociate anche se in abbandono, per il fatto che sue mani giocano ignare e inconsapevoli con l’orlo della maglia morbida, mentre le spalle fregano la parete a cui ora offre rassegnata l’ennesimo sospiro. Sono da parecchi mesi che ci pensa ormai, eppure non vede ancora il soggetto, perché guarda in maniera accanita il muro dietro i cuscini aspettando che il disegno esca da sé, che si riveli in un istante, dal momento che ha già pronti i colori nella stanza accanto:

“Dovrai solamente avere pazienza e sopportazione, perché prima o poi ti verrà un’idea e allora dipingerai la testiera più bella che si possa avere” - la rassicura l’altra cercando di rinfrancarla.

In quella circostanza le sorride dolce mentre parla e intanto forse senza nemmeno accorgersene le sfiora leggera i piedi nudi. Le lenzuola sono in uno stato pietoso ormai, perché ambedue ci stanno giocando da ore, attorcigliando le estremità tra le dita inventando e reinventando. Ridono inanellando chiacchiere leggere, a volte invece diventano di sorpresa serie, raccontandosi di quanto sarebbe bello mollare tutto e vivere insieme, una camera a testa, beninteso, ognuna con il proprio spazio, però insieme.

La ragazza bionda approfitta d’un ritaglio di silenzio per posare gli occhi sull’altra: è più bassa di lei, flessuosa e sottile con i fianchi stretti e le forme sode senza tuttavia essere nervose. Ha i capelli lunghi che in questo momento porta sciolti sulla schiena, in balia dei continui cambiamenti di posizione sul letto. Più giovane dell’amica, ma di poco, perché in realtà hanno scoperto tardi l’età l’una dell’altra interessate più che altro a ricordare i rispettivi compleanni, per architettare in tempo un regalo che sapesse meravigliare e sorprendere. Nel silenzio di cotone che le avvolge la voce della ragazza bionda irrompe, fa un balzo e poi scende intimorita, il suono delle parole spezza il bianco sfiorarsi del tempo e insinua una vibrazione diversa, un nuovo colore. Lei stessa s’accorge lestamente della violenza del proprio tono e lo abbassa all’istante modulando la voce come se fosse una carezza premuta:

“Hai mai avuto esperienze lesbo?”.

L’altra femmina alza il viso e trattiene la smorfia che le sale sulle labbra nel sentire quell’inconsueta quanto maneggiona e ostacolante espressione. Con tutto l’affetto che avverte, rallenta manifestamente la risposta cercando le parole adeguate d’affrontare:

“No, però ho amato una donna, se è questo che vuoi indubbiamente sapere”.

“Davvero?” - chiede l’altra incredula e al tempo stesso coinvolta e incuriosita. Adesso lei sorride e con modo di fare complice aggiunge:

“Sì, e in tutti i sensi, amata con il cuore, con il cervello, con l’anima e con il corpo”.

La frase termina in un sussurro, tuttavia non si spegne, resta ferma tra loro due galleggiando in quell’avvincente, intrecciante e stuzzicante bizzarra atmosfera.

“Com’è? Me lo mostri? M’interessa per davvero”.

Ileana allunga le mani sulla nuca, si raccoglie i capelli con un gesto antico e sensuale portandoseli sulla spalla.

“Non posso Giulia, io non ti amo”.

“Mi stai ripetendo e sostieni che lo fai solamente per amore?”.

Lei riflette con cura prima di rispondere, poi osserva incuriosita e stimolata gli occhi trasparenti dell’amica e decide di mettersi in netta discussione:

“In effetti sì, intendo, con una donna l’ho fatto unicamente per amore, con gli uomini è tutto difforme”.

“Allora mostrami che cosa le facevi” - e dicendolo Giulia scivola con le anche sul letto ritrovandosi supina e con le braccia aperte.

Ileana guarda attentamente l’amica sorridendo, insolitamente indecisa, perché solitamente è l’altra a tentennare, giacché lei per carattere si muove in maniera esperta, efficiente e sbrigativa, eppure stavolta c’è qualcosa che la smuove da dentro. Guarda Giulia mentre divertita abbassa di poco gli slip, appena sotto l’osso sporgente del bacino e sente il sangue arroventarsi scendendole infuocato nel ventre, allunga una mano sulla pancia dell’amica e le sfiora la pelle attorno l’ombelico, Giulia sorride mostrandosi allegra, festosa e inconsapevole come un bambino di fronte a un gioco nuovo. Ileana preme il palmo appena sopra il monte di Venere e s’avvicina con le labbra alla pelle chiara dell’amica, poi l’ispeziona un’ultima volta negli occhi cercando l’ombra di un’esitazione, però Giulia giace in abbandono con gli occhi curiosi bene aperti per nulla intenzionata a tirarsi indietro:

“L’hai voluto tu, bada bene” - ribadisce Ileana con voce ferma, sennonché cosciente e lucida d’essere già oltre.

Attualmente non sorride più, non c’è scherzo né gioco, nel tempo in cui le sue mani iniziano a scorrere sul corpo dell’amica senz’indugi. L’accarezza lungo i fianchi, poi scivola sulle gambe, arriva ai piedi e aumentando la pressione risale tenendo i pollici all’interno delle cosce. S’inerpica lenta e decisa fino ai bordi degli slip, spiana in maniera leggera le cuciture e poi scioglie le dita sul tessuto sottile lasciandole disegnare spirali sulla fica coperta. Giulia chiude gli occhi senza ritrarsi e spinge il bacino contro le mani dell’amica e Ileana amplifica gradualmente i tocchi e li prolunga fino ad arrivare a posare tutta la mano immobile sul sesso.

Ora sente il suo monte di Venere caldo nell’incavo della mano e le labbra umide gonfiarsi sotto i polpastrelli in attesa, Giulia sospira e Ileana inizia senz’allentare la stretta a muovere le dita unite in cerchi appena percettibili, poi senza rompere il ritmo posa la bocca schiusa sulla gola dell’altra e con la lingua digrada attraverso il collo fino ai seni. I capezzoli già svegli rivelano la loro forma sensuale tendendo la maglia sottile trasparente, sotto la lingua che li tormenta. Ileana scende fino al ventre scoperto e infila la lingua nell’ombelico per poi salire sollevando la maglia. Chiude gli occhi quando sente la forma piena del seno dell’amica, fa passare la lingua sotto quel peso dolce e intanto aumenta la pressione della mano. Giulia ora respira forte sospesa in un altro mondo, dimentica di sé e di chi la sta toccando, Ileana sorride di fronte a quel piacere noncurante, sente la bocca piena di saliva e senza smettere di toccare l’amica inizia a sfregare la propria fica sulla sua gamba.

L’eccitazione sale, Ileana entra negli slip dell’altra e senza delicatezza le infila due dita nel sesso, la schiena di Giulia diventa un arco perfetto mentre offre la gola, Ileana infila il braccio sotto la sua schiena e fa scivolare l’altra mano nella spaccatura soffice dei glutei. La lingua gocciola smaniosa sulla pelle dell’amica mentre frena il desiderio di invaderla subito senza delicatezza, perché intrappola la voglia nelle volute fitte dei polpastrelli e li libera poco a poco sfiorandole le fessure più nascoste, violando piano ogni sua resistenza. Ileana avverte le contrazioni nel sesso di Giulia e le ritrova nel proprio così simili, così sorelle, dal momento che lascia che la propria pelle si fonda con l’altra, mentre slega ogni remora e penetra Giulia anche nel suo anfratto più stretto.

Il contatto più intimo innesca il piacere e nel tempo in cui guida l’orgasmo dell’amica sente il proprio esplodere incontrollato, erompere spontaneo rivelandosi poderoso e travolgente: una bolla chiara si gonfia a dismisura e scoppia senza rumore, mentre i polpastrelli scivolano bagnati tra le pieghe lucide di Giulia. Ileana abbandona il capo sul petto dell’amica e ascolta quel cuore impazzito frenare i battiti, diluirli rendendoli in conclusione innocui.

Ileana chiude gli occhi calmandosi e proprio quando l’idea d’aver sciupato e sprecato tutto inizia a pungere, sente la mano di Giulia scivolarle sulla nuca, allargarle le dita tra i capelli e carezzarla dolcemente.

{Idraulico anno 1999}