i racconti di Milu
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Io mi trovo nella sala d’attesa dell’aeroporto e aspetto Gianbattista, un affettuoso amico che m’ospiterà a casa sua per un paio di giorni. Questi, invero, saranno dei giorni nei quali aspirerò di riposarmi il più possibile, perché cercherò di riconquistare e di riprendere in mano questa vita che mi è scivolata via. Durante il tragitto una sensazione mi preannuncia che ci sarà una sorpresa per me, il pensiero corre veloce, però non ne sono sicura.

Quando arriviamo nel giardino della sua villa la vedo correre verso di me, eccola, è lei, il solito sorriso partecipe, mi prende e mi stringe con una festosità e una letizia tale che non m’aspettavo stampandomi un bacio sulle labbra che non finisce più come per voler sancire la nostra insaziabile intesa. Gianbattista sorride, ci abbracciamo tutti e tre, il mascalzone sapeva di farmi felice facendomela trovare lì, perché immaginavo che pure lei non aspettava altro che io arrivassi dopo tanto tempo. Quanti mesi al telefono a ridere, a piangere, a scherzare, a desiderarci e in questo momento siamo una davanti all’altra, un po’ emozionate e un po’ tremolanti, ma con il desiderio di sentire nuovamente le sensazioni che potremo regalarci.

Io l’osservo, in quanto è come sempre magrissima, esamino la sua pelle che è abbronzata e liscia, i capelli sono racchiusi in un codino, la sigaretta tra le mani, quei jeans che non vedo l’ora di toglierle e che porta come sempre in modo stupendo. In ultimo ci racchiudiamo in un abbraccio senza fine, ci sfioriamo in un bacio senza fine, gli occhi s’illuminano, un sussulto di passione ci attraversa la mente, tenuto conto che pensiamo alla stessa cosa. Gianbattista nel mentre ci saluta, perché lo attende il suo amante e sorridiamo. Ambedue siamo da sole in quest’enorme villa sul mare, in quest’atmosfera incantata dal rumore delle onde e dal sapore della salsedine, rapite dalle luci sull’acqua e conquistate dai profumi delle conchiglie, dato che è un meraviglioso spettacolo.

La nostra camera è splendida, enorme, in perfetto stile moresco, con gl’incensi e i profumi orientali in ogni parte, tutto si svolge in penombra, la luce soffusa forma dei giochi di luce sulle pareti, guardo la sua figura muoversi verso la stanza da bagno. A un tratto, velocemente spegne tutte le luci ed è buio assoluto, non vedo nulla, posso soltanto percepire il suo corpo dal profumo, giacché sale sul letto e non capisco. Con una spinta mi sdraia, in quanto è già cavalcioni su di me, mi spoglia, mi toglie la cintura dai jeans e inizia a legarmi le mani, io la lascio fare in silenzio. Sento il suo corpo addosso al mio, ma non è nuda, non riesco a percepire che cosa abbia addosso. Voglio vederla, voglio esaminare la sua nudità, con un movimento deciso accende la lampada accanto a noi, uno spettacolo che riesce a togliermi il respiro.

Lei indossa un completo dal colore nero molto semplice, con un bellissimo reggicalze di pelle e un paio di stivali alti sino alla coscia se non di più, i capelli sciolti con ancora tra le mani, una sigaretta che continua a fumare, mentre io spalanco sempre di più gli occhi. Al presente ho le mani legate dalla mia stessa cintura che prontamente mi tolgo, rimango affascinata e sbalordita da tanta meraviglia, poiché l’eccitazione e il desiderio crescono di pari passo.

E’ bellissima, l’afferro e finisce sotto al mio corpo desideroso d’averla così, al momento non capisco più niente. E’ un amplesso totale, armonioso, libero e passionale, addirittura brusco e grezzo in certi momenti, eppure bellissimo ed equilibrato. Sento la voglia di sesso puro con lei, nulla di romantico, due animali che si amano, bevono, si cercano e si vogliono persino allo sfinimento e allo strapazzo.

Gemiti, respiri, sospiri e urla, l’agguanto così in tutti i modi e per tutta la notte, lei ricambia con un desiderio inarrestabile di sentirmi e d’avermi, bella femmina perversa, grazia smodata di donna, mia complice indiscussa. Era quello che volevo e l’ho avuto.

Io l’avevo già avuta, aspettavo di riaverla così, un animale nelle mie mani, io nelle sue grinfie, incontinenti, ingorde e vogliose di piacere, due bestie affamate d’amore, assettate, bramose e fameliche di sesso.

Io ho assaporato l’estasi e il piacere intenso d’una notte indimenticabile, incancellabile e memorabile, credo che in futuro proseguirò di questo passo se pure lei lo vorrà.

{Idraulico anno 1999}