i racconti di Milu
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Tutto era cominciato con un regalo, un innocente, semplice e smaliziato regalo che Rossana aveva fatto a Tony: una telecamera digitale, visto che a lui sembrava non servisse a nulla. Alla fine, sebbene le proteste di Rossana diventavano sempre più accanite e indelicate, lui aveva cominciato a filmarla nella stanza da letto, giacché lentamente sia modestia che il pudore avevano gradualmente abbandonato lo stato l’animo alquanto impensierito e ombroso di Rossana, dal momento che lui riusciva a inquadrarla sempre più con atteggiamenti e movenze che sembravano sempre più intriganti e stuzzicanti.

Fu lei, invero, in maniera inattesa e a dir poco sorprendente appena rincuorata, che volle essere fermamente ripresa mentre facevano l’amore, visto che quel poco che si riusciva a inquadrare le piaceva sempre di più. Un giorno arrivò da lui con un altro piccolo pacchetto contenente un piccolo cavalletto, per poter bloccare la telecamera su d’un mobile in maniera tale d’essere più liberi e sciolti nei movimenti, per favorire in tal modo riprese più accattivanti, seducenti e di qualità. Lei a casa adorava di fatto ristudiare e rivedere quelle scene nel suo computer e quando ritornava da lui glielo raccontava, in quanto voleva ripetere alcune panoramiche che erano risultate troppo corte, magari una che era stata inquadrata male, oppure un’altra dove non si vedeva bene. Insomma, al momento quell’inaspettato ma utile aggeggio era diventato inaspettatamente indispensabile, perché Tony in ugual modo gradiva rivedere i filmati assieme a Rossana in casa mentre erano distesi sul letto, ma non soltanto, anche quando lui era da solo se li ristudiava molto volentieri. Loro due si vedevano abbastanza raramente, non sempre a casa di Tony, per via degl’impegni continui e per la lunga distanza. Quando Tony andava da Rossana non sempre riuscivano a fare l’amore, in quanto lei abitava con la madre e il fratello e anche la piccola casa nel ghetto spesso non poteva essere adoperata né sfruttata per via della cantina nella quale la madre o il fratello spesso trafficavano con le loro cianfrusaglie, impedendo in tal modo l’utilizzo della camera appena sopra. In camera sua lei non voleva farlo, benché la madre sapesse benissimo che trascorreva la notte con Tony spesso e con piacere.

Capitava quindi che parlassero di sesso se non potevano farlo, più di quanto ne facevano quando potevano parlarne. Era però lei che lo provocava stuzzicandolo adeguatamente a puntino, dato che lo riscaldava al punto giusto, dal momento che gli raccontava d’aver rivisto il filmato più volte, d’aver stoppato l’immagine, d’averle rallentate, naturalmente nuda seduta sulla poltroncina dove si faceva le coccole da sola. Nuda, da sola nella sua camera siccome pudore non ne aveva, per il fatto che suo padre da quando era andato via di casa, lei non aveva mai avuto problemi nel girare senza avere nulla addosso. A casa di Tony era diventato tutto più lineare e semplice: lei arrivava, lui l’aspettava spesso con un chimono nero e nient’altro, in quanto lei era sempre contenta di ritrovarlo già nudo, tanto che non vedeva l’ora di spogliarsi anche lei. Fu proprio in casa di Tony, facendo un giorno l’amore davanti alla telecamera che gli venne quell’idea, mentre lei era già prossima all’apice dell’orgasmo, proprio in quella circostanza volle sapere se quella realizzazione le sarebbe potuta andare a genio:

“Tesoro, sai una cosa? La videocamera ha una deforme e sgraziata mancanza: pensa, se io mi sposto alla fine non si vede più nulla. Immagina quanto bello sarebbe fare l’amore in funzione di quel trabiccolo e se ci potesse almeno riprendere qualcuno. Che cosa ne pensi?”.

“Qualcuno? Vuoi dire una persona che sta qui con noi, nel tempo in cui noi due siamo all’opera?”.

“Sì, hai capito bene, prima ci guarda e poi ci riprende. Queste tue espressioni non le possiamo perdere, perché tu sei così attraente e incantevole mentre vieni. Ti piacerebbe?”.

“Certo che sì, sarebbe troppo interessante e anche stimolante. Sei proprio una canaglia di prim’ordine, lo sai questo?”.

“Dimmi, ti piacerebbe di più se fosse presente un maschio o una femmina?”.

“Un maschio naturalmente, tassativamente sì, ma che discorsi”.

In seguito ambedue pigliati più dal fare che dal pensare, si smarrirono uno dentro l’altro senza neppure finire il discorso, che però era rimasto ben impresso e stampato nella memoria della telecamera. Fu perciò Rossana a ritirarlo fuori alcune sere dopo mentre erano a cena, perché su quella fantasia e su quella genialità lei aveva fatto frullare le dita molte volte durante quei giorni.

“Dimmi la verità, ma pensi davvero che sia possibile farsi riprendere da qualcuno?”.

“Se tu lo vuoi possiamo farlo benissimo. Preferiresti uno sconosciuto o un amico?”.

“A dire il vero ancora non saprei. Onestamente lo sconosciuto mi spaventa un poco, forse è meglio un amico”.

“Hai in mente qualcuno in particolar modo?”.

Tony immaginava che lei fantasticando si fosse già fatta una figura, cosicché la pungolò.

“Sinceramente penso che potrei compierlo davanti a Gaetano. Io gli racconto sempre tante cose, in quanto è come se già m’avesse visto”.

“Gaetano? Immagino vorrai scherzare?”.

Gaetano era un amico di Tony che vedevano spesso, forse il migliore amico di Tony, lui si era appena separato dalla moglie perdendo ragionevolmente un poco del suo buonumore, ma era sempre Gaetano, quindi perché no?

“Molto bene, è un’ottima scelta: lui non si farà certo dei problemi, stanne certa. L’importante è che tu sia convinta”.

“No, aspetta, è solamente un’idea. Se dovessi farlo, meglio di lui al momento non c’è nessuno”.

“Ecco, per l’appunto: l’importante è che tu sia decisa. Se non sei convinta ne riparliamo”.

“Ascolta, se non lo fossi? Mi ci vedresti a far l’amore davanti a Gaetano?”.

“In verità non è che tu sia a tal punto composta e pudica. A me personalmente l’idea piacerebbe molto”.

“Dipende da me, lo so, perché il pensiero già mi eccita parecchio, vedi sono già un lago”.

“Accarezzandomi da sola l’ho anche visto che mi guardava lì. Francamente ci dovrò pensare un pochino, nel contempo ne ho però una voglia esagerata”.

“Allora chiedo il conto?”.

Passarono altri giorni, periodi nella norma, usuali, lui non le chiese mai nulla, dato che la sentiva bollire forse più forte del solito, ma non le implorava nulla, aspettava e basta. Riuscirono a far l’amore anche a casa di lei fugacemente sopra la cantina, talvolta nella sua camera ma in quell’occasione suonarono alla porta e quell’incantesimo s’interruppe di colpo. Lei continuava a esaminare sovente lo stesso filmato in cui lui le chiedeva di farsi ispezionare da un altro e ogni volta godeva più forte. Le venne quasi voglia di chiedere a una sua amica se l’avesse potuta aiutare filmandola e inquadrandola mentre erano in azione, eppure era sempre più irremovibile l’idea che fosse Gaetano a dover maneggiare quella telecamera. Era un assillo, un tormento che non sopportava più: lei doveva compierlo, perché quel tarlo continuava a scavarla dentro scompigliandola, pertanto una sera a casa di Tony mentre lui la baciava affettuosamente lei esplose sbottando:

“Adesso sono pronta: facciamolo, dai chiamalo, diglielo che lo voglio, non ne posso più”.

“Devo chiamare Gaetano? Adesso?”.

“No, non adesso, però avvisalo e preparalo. Fammelo trovare qui proprio come una bella sorpresa”.

La sua pretesa fu acutamente accontentata. Qualche giorno dopo, appresso che altri giorni erano passati senza sorprese, senza più sapere, senza che lei avesse mai rinunciato a carezzarsi da sola con il suo film, Tony l’accolse come di consueto nudo con il chimono nero felice di vederla come sempre. Come di frequente lei cominciò a spogliarsi in salotto, lì già mezza nuda ed eccitata si trovò Gaetano che le sorrideva seduto dalla poltroncina. Il fatto d’essere già a metà dell’opera le diede una mano nel cancellare le sue inibizioni che ormai erano state gettate alle ortiche. Gaetano l’aveva vista in spiaggia con lo slip e i seni al vento, Gaetano aveva raccolto un sacco di sue confidenze, Gaetano aveva ricevuto talmente tanti dei suoi tributi solitari che non si poteva più fermare. L’occhio freddo e imparziale della telecamera un pochino la schermava facendole da filtro, certo lui parlava, apprezzava, filmava e commentava; da una parte lei si eccitava molto, ma qualche freno indosso ancora lo aveva. I baci di Tony però aiutavano. I baci, le carezze, le parole, insomma nel giro di pochi minuti non le pareva più nemmeno così inverosimile starsene nuda davanti a Gaetano con le cosce spalancate mentre lui le mangiava il grembo.

Il suo primo orgasmo non tardò molto a sopraggiungere e i commenti di Gaetano furono un bel carburante per tutta la sua energia. Scompigliata e sconvolta, ma con uno splendido sorriso Rossana stese Tony sulla schiena e cominciò uno dei migliori manufatti che avesse mai fatto al suo cazzo: se lo passò sulle labbra, lo baciò, lo leccò dolcemente poi con avidità cominciò a succhiarlo andando su e giù con la testa in preda a un crescendo come una sinfonia musicale, sempre però con lo sguardo rivolto verso l’obiettivo. Il suo era uno sguardo famelico, felice, estasiato ed estasiante, che avrebbe potuto rivedere centinaia di volte nello schermo. Quando lo ritenne sufficiente e senza dir nulla a nessuno, ma sempre guardando Gaetano si mise cavalcioni sopra di Tony e s’infilò il cazzo in grembo comodamente in maniera che tutto restasse ben impresso, perché istintivamente cercava con ogni gesto di favorire la ripresa e la vista di Gaetano che fremeva mentre proiettava la scena.

Quell’uomo che la guardava scopare con il suo fidanzato, era un inatteso stimolo che non avrebbe mai supposto di poter vivere. Tony era solamente concentrato nel far bene, Gaetano commentava illustrando senz’essergli di peso, Rossana era così eccitata che avrebbe dovuto farla venire almeno altre quattro volte per poterla placare. Voleva cambiar posizione spesso, voleva sentire la telecamera infilarsi in lei da ogni parte, avrebbe voluto non una, ma dieci, cento telecamere. Dopo un paio d’ore, svuotata dall’ultimo orgasmo, mentre stava in ginocchio sul letto e con lui che la pompava violentemente da dietro, lei s’accasciò rimanendo quasi esanime e ansante per alcuni minuti. Tony la rovesciò sulla schiena, le cavalcò i fianchi, le strofinò il cazzo sul seno e poi fu lei stessa a porsi in attesa con la lingua guizzante e il sorriso estasiato.

Il suo premio non tardò però ad arrivare: fu inondata sulle tette e invasa dal quel bianco getto denso di sperma, mentre contemplava i suoi due uomini interamente realizzata, soddisfatta e stremata.

{Idraulico anno 1999}