i racconti di Milu
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Indice
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Salutarono il padre all'areoporto. Sarebbe mancato 6 mesi, un lavoro importante all'estero, e poi sarebbe dovuto ripartire. Il lavoro durava 3 anni e solo ogni 6 mesi poteva fare ritorno a casa. Era un bell'uomo e lei pensò che certamente non sarebbe stato in celibato per 6 mesi, lo conosceva, sapeva quanto gli piacesse. Pazienza, se la sarebbe spassata con altre donne.
Tornarono in macchina lei ed il figlio, una ragazzo appena diciottenne na che mostrava molto meno della sua età.
- Che c'è Giovanni? non mi parli?
- Ma no, mamma. Pensavo che siamo rimasti da soli io e te.
- Beh? Non ti piace stare con la tua mamma?
Passò una settimana, il marito le mancava, soprattutto la sera nel letto.
Lei era Angela, quaranta anni, bruna, non bellissima per la sua magrezza, i seni piccoli. Era bella nel viso ma portava capelli cortissimi che le indurivano i lineamenti e vestiva un pò a maschio.
La sera lei ed il figlio si sedevano insieme sul divano a vedere la televisione o qualche film. Lei lo teneva sulla spalla e spesso lui si distendeva poggiandole la testa sulle gambe.
Una sera si addormentò e lei per aggiustarne la posizione prendendolo per i sianchi, sfiorò la sua patta. Nel sonno il ragazzo aveva il cazzo duro e lei si soffermò a sfiorarlo di nuovo.
" Ha una bella dotazione il mio ragazzo - pensò - chissà quanto piace a quelle ragazzine con le quali esce di sabato."
Quella sera nel letto si masturbava e le venne in mente ciò che le sue dita avevano sentito sotto la stoffa dei pantaloni di Giovanni. Scacciò quel pensiero ma non fu più capace di finire di masturbarsi.

- Esci, Gianni? Con le ragazze?
- Si, mamma, con Elsa e Carla. Andiamo a pub.
- E te ne porti due per volta?
- Mamma, ma anche tu porti la ruota di scorta in macchina.
- E quale delle due è la ruota di scorta, delinquente?
- Dipende da come va la serata. Torno un pò tardi, non stare in pensiero.

- No, Gianni, no - disse Elsa - così non lo voglio fare. L'altra volta ho avuto disgusto, in bocca no. E poi tu pensi solo a te.
- Dimmi cosa vuoi fare.
Per tutta risposta lei si alzò la gonna e scostò le mutandine.
- Bravo, Gianni, mettimelo tutto dentro, lo sai che mi piace questo.

Quando tornò a casa si mosse silenziosamente per non svegliare la madre. Passò davanti alla sua stanza in punta di piedi e vide sotto la porta la lice della lampada del comodino. Si lavò, indossò il pigiama ed andò in cucinaa bere e quando ripassò davati alla stanza di Angela, pensò che era meglio spegnere quella lampada, sicuramente si era addormentata senza spegnerla. Entrò sileziosamente in pounta di piedi e la vide; stava fuori dalle coperte, vedeva le sue cosce e guardò il suo corpo. Poi la coprì e spense la lampada. Ma gli rimase in mente il suo corpo quasi nudo.
Gianni si alzò tardi quella mattina, appena in tempo per il pranzo.
- Che ora hai fatto ieri sera, Gianni?
- Saranno state le due o le tre, non ricordo.
- E stasera esci di nuovo?
- No lunedì ho lezione alla prima ora. Stasera rimango a casa. Tu esci mamma?
- Dovrei, ma voglio restare a farti compagnia.....se mi aiuti a fare i piatti.
- Ve bene...uffa....ho ancora sonno.
- Ho capito, vai a dormire, vengo io a svegliarti.
PAssarono un paio di ore, lei entrò silenziosamente nella stanza di Gianni. Era al buio, aveva abbassato tutte le tapparelle, filtrava solo un poco di luce. Si avvicinò aò letto. Gianni stava disteso, la coperta per terra e lei notò la patta del pigiama che si apriva. Era stordita e confusa dalla tentazione di toccarlo di nuovo; allungò pianissimo la mano. Il cazzo del ragazzo aveva la rigidità del sonno ed era in parte fuori dal pigiama. Sfiorò la sua carne con un dito e lo lasciò dormire, ma quel contatto con la carne calda e dura la eccitò facendola vergognare.
Gianni si alzò quasi a sera. Più tardi cenarono e si sedettero sul divano a vedere un film sul un canale locale della TV. Lui si distese e mise la testa sulle cosce di Angela.
- Sembra che le mie cosce siano il tuo cuscino preferito - gli disse mentre gli accarezava i capelli.
- Mi piace stare così - disse Gianni.
- Sei ancora sonnolento. Ma quanto ti hanno spremuto quelle bimbine?
- Mamma !
- Beh? cosa ho detto di male? O forse parlare di sesso è un delitto.
- Non ne abbiamo mai parlato io e te.
- Si, ci siamo sempre vergognati a parlarne e forse abbiamo fatto male. Tra mamma e figlio si dovrebbe parlarne. Ti senti in imbarazzo?
- No, con te no. Ma sai come cominciano queste cose...un bacio.
- Beh, anch'io ti bacio.
- Ma non in quel modo.
- Che ci sarebbe di male a farlo? Avanti, fatti baciare da me. Ti insegno io come si fa veramente.
- Ma no, dai, mamma....ok, va bene, vediamo com'è.
Angela mise le sue labbra aventosa su quelle di Gianni e gli spinse la lingua in bocca, poi gli succhiò e mordicchiò il labbro inferiore; comtinuò a lungo, le conosceva che effetto faceva sugli uomini quel tipo di bacio lungo e sensuale.
- Mamma...che bello...ti prego ...ancora.
Lei lo baciò di nuovo, ma le venne spontaneo sentire che effetto faceva sul ragazzo, allungò la mano e gli strinse sulla patta sentendo il cazzo duro del ragazzo.
Si fermarono imbarazzati. Angela si alzò ed andò in camera sua, si spogliò ed indossò il pigiama.
Gianni bussò alla sua camera:
- Mamma, non finiamo di vedere il film?
- Va bene, ora vengo.
Era un film di amanti e ad un certo punto si vide la protagonista che oscillava la testa e stringeva i pugni.
- Cosa le sta facendo? - disse Gianni.
- Scemino, dov'è la sensibilità femminile più forte? Vedi? Stava con la testa fra le sue cosce.
- Tu l'hai mai fatto,mamma?
- Ma di quante cose ti interessi? Le tue ragazze te lo hanno mai chiesto? O devo insegnarti anche come si fa?
Si abbassò e lo baciò di nuovo in bocca; fu un bacio lunghissimo, molto sensuale, sembrava che non volessero smettere di baciarsi..e lei gli toccò la patta.
- Ti è venuto qualche desiderio? No, non andare in bagno da solo, ti aiuto io. Tu vuoi venire, vero?
Allungò il bracio e spense la luce lasciando solo quella dellaTV. Lo carezò amcora sulla patta e poi lentamente abbassò la cerniera, misa la mano nei jeans, prese il cazzo nel pugno e lo tirò fuori. Allora spense anche la TV e nel buio si abbassò fino al figlio e glielo prese in bocca.
Gli fece un pompino lentissimo, carezzando il glande con la lingua, facendo strusciare il glande sotto il suo palato, deglutendo e succhiando forte quando andava indietro. E Gianni venne in un modo che non aveva mai provato, venne nella bocca della madre che trattenne quello sperma giovane in bocca e lo ingoiò.
Angela si alzò, andò in bagno a sciacquarsi la bocca ed andò in camera sua. Sentì bussare; allora prima spense la luce e poi aprì la porta.
- Mamma, io....
Non riuscì a finire, le lo prese e lo baciò in bocca, a lungo, mentre lui la spingeva contro il muro, le abbassava i pantaloni del pigiama e glielo metteva tra le cosce, in mezzo alle labbra della fica passando sul clito.
- Continua ancora, Gianni, così.
Glielo prese in mano per guidarlo a farelo passare sul clito.
- Mamma, ti piace?
- Ah, tantissimo, ancora, continua ancora.
Poi lei capì che il ragazzo cominciava ad essere troppo eccitato, lo prese per mano e lo portò vicino al letto, si distese, gli aprì le cosce e nel buio lo guidò sopra di sè.
- Forte, Gianni, fammelo forte, spingilo dentro.
- Mamma, mi sento venire.
- Vieni, amore di mamma, non avere paura, puoi venirmi dentro.
Lo baciava nell boccam sul viso, sulla spalla mentre lui stava venendo e lei sentì il calore dello sperma nella fica.
Lo portò in bagno e lo lavò sotto il lavandino, lo prese per mano e lo riportò nel letto. Prese il suo cazzo moscio, lo scappellò e si masturbava con glande sul clito. Gianni acconsentiva cercava di aiutarla e a poco a poco sentì che il suo cazzo diventava di nuovo duro; ma non era ancora del tutto duro quando lei ansimò, stava venendo e lo perse e lo baciò il bocca mentre continuava a masturbarsi col col glande del cazzo oramani duro.
- Mettimelo adesso, mi prolunghi il piacere.
E Gianni, nella sensazione della fica caldissima si accanì a chiavarla forte.
- Bravo, piccolo, così. Chiava la tua mamma, prenditi piacere nel mio corpo.
E lei era felice di sentire il figlio che arivava all'orgasmo nel suo corpo, di entire il suo sperma giovane nel corpo, di vedere come si rilassava dopo l'orgasmo tenendo ancora il suo cazzo dentro di lei.

Il giono dopo venne la zia, sorella del marito di Angela. Si sarebbe trattenuta un paio di giorni. Non potevano fare nulla e si scambiavano occhiate passionali.
- Mamma, voglio venire.
- Piccolo mio, sapessi come ti sto desiderando, ma non possiamo. Masturbati pensando a me. Ah , come vorrei guardarti mentre te lo fai. Poi dimmelo che sei venuto, voglio saperlo.
Quando lui uscì dalla stanza le fece un cenno, lei capì e sorrise.
La zia ripsrtì la sera del giorno dopo. Appena furono soli si baciarono quasi con disperazione.
- Mi sei mancata due giorni, mamma.
- Beh, adesso puoi rifarti. Stasera. - Lo disse mentre gli stringeva il cazzo sulla patta.

Angela stava seduta in cucina. Gianni arrivò e le andò di fronte; lei allargò le ginocchia per averlo più vicino.
- Ah, mamma, ti chiaverei così come stai, qui, adesso.
Lei per tutta risposta si sollevò la gonna; era senza mutandine.
- Non dai un bacio alla tua mamma?
Lui si avvicinò e la baciò in bocca.
- Non è qui che lo volevo; ricordi quel film? Devo insegnartelo.
Si mise in ginocchio sulla sedia col petto alla spalliera e la gonna alzata. Gianni la penetrò da dietro:
- Mamma, è molto bello così.
- Si, amore, piace molto anche a me. Lentamente, fammelo lentamente, mi dà piì piacere se lo fai piano e lo spingi lentamente tutto dentro. Vieni, amore, godi.
Ma Gianni era troppo eccitato, lo tirò fuori e cominciò a masturbarsi. Angela si voltò, lo guardava affascinata.
- Fammi vedere come ti esce, amore, schizzamelo in bocca.
Andarono nel letto grande di Angela, stavano nudi a baciarsi e caezzarsi.
- Ti piace toccarmela, piccolo, vero?
- Si, mi dà piacere toccartela.
- Anche a me dà piacere toccarti; lo hai bellissimo e molto grosso, più di tuo padre. Un bell'ometto e tutto mio. Dobbiamo fare ancora tane cose io e te, ti insegnerò tutto.
- Cosa ad esempio?
- Come chiavarmi, amore. Devi fare così: tre colpi ed un attimo di pausa, e così via, ma lentamente, la fica lo deve sentire. Ogni volta tiralo fuori ed allargami di nuovo, lentamente.
- SAi qual'è adesso il mio desiderio?
- Lo immagino, il culo.
- Si, mamma, facciamolo.
- Va bene
Gli passò un pò della sua crema per le mani sul glande.
- Però devi fare pianissimo, è molto tempo che non lo faccio e tu ce l'hai molto grosso. Piano, facciamolo entrare nel mio culo piano piano.
Gianni fece come lei aveva detto. Ebbe una sola reazione di dolore quando il glande passò dilatando l'ano.
- Ecco, adesso aspetta, mi metto in ginocchio così lo puoi spingere tutto dentro ed io posso toccarmi. Piano, mi fa un pò male.
Gianni la penetro nel culo e lei gli disse:
- Resta così, non muoverti.
Passò quanche minuto e lei disse:
- Ora si, mi puoi chiavare forte, dai, fammelo. Ha un bel culo la tua mamma, vero amore?
- Mamma, è stretto, mi dà piacere.
- Devi venirmi nel culo,come un vero uomo, lo voglio. Fammelo sentire forte. Spingi.