i racconti di Milu
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Voi due in fondo se vi confrontate attentamente v’assomigliate molto, dal momento che siete more e avete gli occhi blu, venite entrambe da Mérignac nel distretto di Bordeaux in Francia, però non vi conoscete. Lei non sa nemmeno che tu esisti, poiché lei non sa che le labbra più consistenti e polpose che abbia mai visto sono le tue, lei non immagina minimamente che l’altra sera io t’ho riaccompagnato e che quelle labbra si sono sciolte sulle mie. Lei non sa, che in effetti io t’ho afferrato dietro la nuca per tenerti incollata a me, lei non presume che t’ho leccato il collo e in conclusione t’ho annusato per bene.

In verità lei non sa che la mia mano ha percorso ogni centimetro della stoffa del tuo vestito color smeraldo lucente fino ad afferrarti un seno, lei non suppone che io ho provato a resisterti e a trattenere la mia mano, e non sa nemmeno che non l’ho fatta. Lei non crede che tu hai le tette così grosse e dure, troppo calda ed esageratamente dolce è la tua pelle, assai buono e troppo travolgente il tuo profumo di sudore e di vaniglia, abbondantemente calda la tua bocca che mi succhiava il dito e lo stringeva tra le labbra, inoltre assai lascivo e libidinoso persino il sapore di quel vino rosso e il fruscio della tua gonna che risaliva sopra le tue cosce, perché lei non sa quello che è realmente successo.

Lei non t’ha visto appoggiata al tavolo con le gambe divaricate e non ha controllato quei lembi di pelle bianca nuda scrupolosamente tra il velo delle tue calze autoreggenti e il pizzo nero delle tue mutandine. Lei non sa che sono finita in ginocchio e ho sfregato il viso sul tuo pube, per questo motivo non conosce il tuo profumo, dal momento che non è per nulla consapevole che io t’ho scostato le tue mutandine umide, che ho accarezzato la tua foltissima peluria disegnata e ho leccato la tua splendida fica, per questa ragione non conosce né distingue il tuo sapore. Lei non sa tu che mi tenevi la testa tra le mani, mentre io ti stringevo le chiappe con le mie, nel momento in cui la lingua mi scivolava nella tua pancia scaldandoti il cuore. Non sa neppure quanto t’ho bevuto e non sa quanto hai goduto, non sa che mi sei venuta in bocca, che sei colata sul mio mento e sulle mie guance. Non ha nemmeno visto quanto eri incantevole mentre ti scuotevano le contrazioni muscolare del piacere, non ha visto quella lacrima di benessere e di felicità velare il blu dei tuoi occhi, mentre mi tiravi a te per baciarmi e leccare la dolcezza della tua fica.

Lei non può giammai sapere che ti sei messa a piangere mentre io ti spogliavo e ti portavo sul letto, dato che non ha mai saputo quanto mi volevi e quanto io fino a quella sera avevo eccessivamente resistito. Lei non sa che io nuda accanto a te ho leccato le tue lacrime e le tue tette, che t’ho detto che ti volevo anch’io, mentre appoggiavo in maniera indecente e spudorata la mia eccitazione sul tuo viso. Per tutte queste cose lei non saprà mai quello che m’hai fatto, non conoscerà mai l’attaccamento né la dedizione con cui lo hai fatto, perché soltanto io t’ho visto, mentre con gli occhi chiusi ti sei presa in bocca tutto di me e m’hai mangiato e succhiato fino a farmi tremare, non saprà mai quello che t’ho fatto e la voglia con cui l’ho fatto.

Soltanto io ho dilatato in quel modo il tuo sedere e t’ho chiesto come ti sentivi, mentre dietro di te lo guardavo con grande ammirazione, perché unicamente io ho sentito la tua risposta e non la scorderò mai, in quanto soltanto io t’ho leccato il sudore lungo la schiena mentre ti scopavo con quel dildo prediletto a te tanto gradito, nel tempo in cui la tua fica si scioglieva attorno a me. Esclusivamente io t’ho visto in tal modo, abbandonata, adagiata e sottomessa mentre con il viso sul cuscino, con i gomiti appoggiati sul materasso e con il sedere all’aria mentre ansimando pronunciavi appassionatamente il mio nome. Lei non saprà che sei stata nuda, abbracciata e stretta a me per parecchie ore dimenticando tutto il resto.

Lei, invero, non saprà mai effettivamente che tu mi ami, visto che non saprà in nessun caso che per una notte intera io t’ho profondamente amato, vivamente ammirato e svisceratamente apprezzato realmente sul serio anch’io.

{Idraulico anno 1999}