i racconti di Milu
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Non sei una porno-diva.
Non sei attrice e nemmeno presentatrice televisiva.
Non fai lap-dance o spogliarelli.

Non fai nemmenmo la ragazza immagine.

Sei una donna come tante altre.
Sei una donna semplice, sorridente, piena di passioni e sogni nel cassetto.


Anche tu però, hai qualche desiderio nascosto, segreto e quasi impossibile da svelare.

Nonostante ciò, ti trovi ad aver diversi occhi puntati su di te. Molti non riescono a distogliere lo sguardo, non riescono a vedere altro e tu li lasci sognar ad occhi aperti.

Paure, preoccupazioni e situazioni contrastanti portano a metter in gabbia quell'essere malvagio che scalpita dentro di te.
Quell'essere che si chiama passione, che si chiama desiderio, che si chiama sfogo e piacere.

Chiudi gli occhi, scorri con le mani lungo i tuoi fianchi coperti dai vestiti.
Senti le tue forme, le tue curve, i tuoi seni che si alzano e abbassano al ritmo del respiro che cresce di intensità.

Con una mano scendi più in basso e raggiunto il bordo dei pantaloni e con delicatezza entri al suo interno.
I polpastrelli sfiorano il pube e scendendo ancora, raggiungi il tuo frutto proibito, colpevole di tutte queste emozioni, di queste situazioni e di questa volontà che non riesci a trattenere.

 

Oppure questa volontà, semplicemente, non vuoi trattenerla ?

Come ti sentiresti ad avermi in ginocchio, di fronte a te.

Imperiosa dea che scombussoli la mia esistenza.

I tuoi piedi nudi, curati, soffici e dalle unghie smaltate abbassano i miei pantaloni fino a liberare la volgare erezione che porto tra le gambe.

Vedi il desiderio nei miei occhi, vedi la volontà di esser tuo strumento di piacere.

Ti liberi dai pantaloni mostrando così ai miei occhi quelle che suppongo essere le tue mutandine preferite.
Stai in silenzio, non parli e osservi il mio respiro sempre più affannato dalle emozioni.

Poni tra noi due un piccolo sgabello su cui appoggio il mio membro.
Ti avvicini, posi una mano sul mio capo mentre con un piede raggiungi il membro schiacciandolo sul freddo sgabello.
Le dita del piede si muovono sulla mia erezione pressata dal tuo peso, mentre con la mano sul capo, mi indirizzi tra le tue cosce.

Diviso dalla semplice stoffa delle mutandine, affondo con il viso sul frutto proibito.

Mi inebrio del tuo profumo di donna, mi inebrio di te e socchiuse le labbra, bacio in ogni dove.

Non resisti a lungo e quando sento un lungo sospiro uscire dalla tua bocca, è questione di attimi prima che mi allontani giusto i secondi necessari a scostare le mutandine.

Questa volta non riesco a trattenermi, non riesco a dar retta alla tua mano che tira i miei capelli ed affondo in te.
Affondo con la bocca e mentre la lingua diventa assai invadente, ti assaporo.

Chiudo gli occhi, respiro a fatica e con ingordigia mi nutro di te, dei tuoi lamenti, dei tuoi respiri e dei tuoi umori che sgorgano con prepotenza.

Il piede sul mio membro è sempre più doloroso ed eccitante e quando raggiungo con le labbra il tuo clitoride, l'urlo che anticipa l'orgasmo richiama anche il mio.

Quasi cadi a terra.

Ti sorreggo, ti distendo con dolcezza e ti bacio sulla fronte prima di andare via.

 

Un sogno di pochi attimi, un desiderio intenso, una fantastica emozione che cambia pochi istanti il corso di una vita intera.

 

 

Note finali:

per commenti, critiche, suggerimenti lokrost@mail.com