i racconti di Milu
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Questa è una storia che mi ha inviato una mia lettrice qualche tempo fa e parla della suo graduale sottomissione ad un uomo, che scriverò come se fosse lei a scrivere. Questa è la mia storia, una storia di perversioni, erotismo, sottomissione e pensieri. Mi chiamo Anna ho 37 anni vivo nel nord Italia lavoro in un negozio come commessa. Fisicamente sono una donna piacente a quello che dicono. Sono alta 1.70, mora capelli lunghi lisci, fisico tenuto in forma da anni e anni di palestra, ho una terza misura piena e un sedere a mandolino sodo. Ero a lavoro, era una giornata come tutte le altre, quando entrò in negozio un uomo distinto sula cinquantina anni più anni meno. Era alto fisico atletico curato, capelli brizzolati corti. Era il ritratto dell'uomo affascinante con quell'aria di mistero che lo avvolgeva ad intrigare il tutto ancora di più. Chiese il mio parere su delle camicie e devo dire che anche la sua voce profonda, calda mi attirava sempre di più tanto che iniziai a fissarlo lui se ne accorse e mi rivolse un tenero sorriso che ricambiai. Feci il conto, lui pagò e se ne uscì lasciandomi il suo numero di telefono dicendomi di chiamarlo. Rimasi a pensare a lui fino alla fine del turno ed iniziai a sentire un calore provenire dal mio basso ventre così mi decisi a chiamarlo e fissammo una cena per la sera stessa. Una volta staccato da lavoro mi recai a casa cominciando i preparativi: doccia, trucco, capelli e vestiti. Mi misi un completo intimo nero di pizzo, un tubino che esaltava le mie forme ed un paio di décolleté nere tacco 12. Mi guardai allo specchio pronta e fiera del risultato. Mi squillò il telefono era lui, chiusi casa e scesi raggiungendolo nella sua auto sportiva di lusso. Arrivammo in un ristorante di classe e molto legante dove ordinammo una bottiglia di vino rosso. La cena prosegui bene tra una chiacchierata l'altra, lui era single perche non aveva trovato quello che voleva e per la prima volta mi guardò in un modo strano, intenso, uno di quegli sguardi che ti penetrano e complice anche il vino mi sentii sottomessa a lui ma stranamente eccitata. Terminata la cena, andammo a casa sua. Arrivati nella sua residenza mi fece accomodare, aveva una casa bellissima, curata e tenuta molto bene. Mi disse di accomodarmi sul divano, lui si diresse in cucina e tornò con un paio di calice e del buon vino che gustammo allegramente. Continuammo a parlare delle nostre vite fino a quando per la seconda volta mi lanciò uno sguardo intenso ed io abbassai lo sguardo perche ancora una volta mi sentivo intimorita. Fu la reazione che aspettava, mi prese i polsi, me li mise dietro la schiena mi baciò. Un bacio lungo e interminabile, le nostre lingue danzavano nelle nostre bocche, ed il fatto che io ero costretta con i polsi dietro la schiena mi stava tremendamente eccitare. Passò a baciarmi il collo ed io iniziai ad ansimare, mi lasciò un polso e passò la sua mano tra le mie cosce esclamando che ero tutta bagnata e che sarei dovuta essere stata punita. Non detti peso più di tanto a quelle parole anche perché non avevo idea di quello che stava per accadere. Mi prese per mano mi portò nella sua camera da letto, lui si sistemò seduto sul letto e mi ordinò di mettermi con la pancia sulle sue cosce. Lo ordinò con voce ferma e complice anche il vino accettai. Una volta adagiata mi tirò su il tubino scoprendo il mio bel culo e... CIAAAF. La sua mano si abbattee con forza sui miei glutei provocando in me un urlo di dolore. Lo guardai come a dirgli di smetterla e in tutta risposta i arrivarono altri dieci colpi. Avevo il culo in fiamme e le lacrime agli occhi mi fece alzare e sdraiare sul letto legandomi mani e braccia alla testiera e sul fondo del letto. Mi guardò dritto negli occhi, sembrava una persona trasformata, faceva quasi paura adesso e mi disse che avrei dovuto acconsentire a tutto quello che mi faceva senza dire una paroloa altrimenti sarebbero stati guai e dicendo ciò prese un paio di forbici e mi libero del mio vestito tagliandolo e buttandolo via. Ero in intimo, legata a casa di un semi-sconosciuto che avrebbe potuto farmi di tutto e la cosa sconvolgente e che tutto questo mi eccitava. Mi libero del reggiseno, sempre con le forbici ed iniziò a leccarmi i capezzoli fino a farli diventare turgidi. Si staccò e si diresse verso un armadio, lo apri, prese una benda con la quale mi legò gli occhi e quindi mi proibì della vista, così facendo non avevo idee di quello che potesse accadermi. Si rituffo a giocare con i mie capezzoli e quando furono turgidi e dritti applico due pinze per capezzoli che mi fecero gridare di dolore. Erano legate l'una all'altra da una catenella di ferro che si divertiva a muovere e tirare per provocarmi più dolore. Mi veniva da piangere quando mi sentii strappare le mutandine. Adesso ero veramente nuda ed esposta al suo volere. Mi ripassò la mano tra le grandi labbra e sentì che ero bagnata. Mi mise la gag ball sulla bocca e con un massaggiatore clitorideo iniziò a masturbarmi. Stavo godendo per tuta la situazione anche perche ogni volta che avevo una scossa di piacere le pinze sui miei capezzoli facevano effetto creando il giusto mix di piacere e dolore. Raggiunsi tre orgasmi uno più forte dell'altro. Mi slegò e mi fece mettere a quattro zampe e mi rilegò agli angoli del letto. Mi disse che per venire avevo bisogno del suo permesso. Sentii che stava armeggiando qualcosa fino a che non sentii uno sputo sul mio buchino e un dito introdursi e farsi strada. Nel culo ero vergine e on potevo urlare per via della gag ball. Da un dito diventarono prima due e poi tre, quando fui sufficientemente pronta, introdusse un oggetto nel mio culo. Capii che era una candela quando sentii il rumore di un accendino. Dopo poco la cera iniziava a sciogliersi e colore sui miei glutei e sulla mia vagina. Era doloroso ,ma il peggio doveva ancora venire, sentii un colpo forte e secco sui miei glutei. Mi stava colpendo con un frustino, lo fece per trenta volte facendo colare sempre piu cere sulle mie parti intime ad ogni colpo. Ero dolorante, umiliata, inerme sfilò la candela e mi penetrò il culo col suo cazzo. Non l'avevo ancora visto ma potei dedurre che era bello grosso e lungo perche quando lo infilò tutto mi sentii aperta in due. Mi tolse la benda e mi tirò i capelli per vedere i miei ochi pieni di lacrime. Questa cosa lo fece eccitare tanto che mi tolse la gag ball e aumento i la potenza dei colpi per sentirmi urlare. Urlavo per il dolore-piacere, mi scopò per una ventina di minuti si sfilò dal mio ano e si mise davanti al mio viso iniziando a masturbarsi fino a ricoprirmi la faccia di sperma. Mi slegò. Mi prese in braccio e mi portò nella sua vasca in bagno dicendomi che mi avrebbe lavata. Prese il suo pene in mano ed iniziò ad urinarmi in faccia. Una volta finito mi fece vedere che la casa era piena di telecamere che avevano filmato tutto e che se non fossi diventata la sua schiava avrebbe divulgato queste immagini sul web. Non mi lasciò altra scelta che accettare. Questa è la storia di come sono entrata nel mondo della sottomisione.
Continua...
Note finali:
Per commenti, suggerimenti o altre cose contattatemi ala mia mail:: lorenzomeoni@icloud.com