i racconti di Milu
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Ero appoggiato al muro di un camerino in un centro commerciale mentre osservavo Marika cambiarsi. Non ho mai capito il motivo per cui molti ragazzi odino fare shopping insieme alla loro amata. Non soltanto si ha la possibilità di passare un pomeriggio rilassante senza troppe preoccupazioni, ma si può anche godersi lo spettacolo di lei in camerino che cambiandosi e ricambiandosi mette in mostra tutta la "merce". Come se non bastasse vedi lei nuda davanti a te, mentre di fianco passano persone intente a svolgere le faccende del posto. Loro sanno che tu sei lì a guardare, che la stai guardando e che puoi farlo perché quello schianto di ragazza è tua. La situazione è sempre emotivamente piacevole. Poco prima Marika aveva provato in un negozio di intimo un babydoll di seta nera con i ricami rossi e tre diversi tipi di mutandine da poterci abbinare. Anche se l'intimo va sempre provato con il proprio sotto, era stato piacevole vederla in abiti così succinti ma sofisticati, sembravano studiati per mettere il mostra e lasciare libere le zone erogene. Erano vestiti funzionali a scopare più che a coprire. Comunque che sia non rimanemmo soddisfatti dal risultato finale, materiali e linee che non calzavano troppo bene, per non parlare del prezzo. Inoltre con l'arrivo dell'inverno ci capitava sempre più spesso di scopare sul letto con un bel pigiamone addosso, erano abiti che avremmo sfruttato poco. Per questo avevamo cambiato target di negozio, ed ora Marika stava provando qualcosa da potersi mettere per l'evento di una sua amica. Nello specifico stava provando una minigonna nera, di quelle large e vaporose, che se ci si siede o ci si muove troppo si rischia di mostrare le mutande ed una camicetta azzurra di un materiale molto fine. Marika è una ragazza di 22 anni bassina ma comunque slanciata, con le ossa dei fianchi alti che vanno a disegnare un'invitante V sulla pancia che sembra indicare il suo tesoro più prezioso. Sopra ha un piccolo seno sodo ed alto. La schiena è magra e definita, con un culetto che sporghe quel tanto da farla sembrare sempre pronta per l'amore. Ha la pelle olivastra che comunque crea un contrasto con i suoi lunghi capelli scuri ed occhi di un liquido e profondo castano. Nel suo viso il tutto è illuminano da un sorriso perfetto, con denti bianchi come perle. Osservandola vestita con questi abiti mi fece pensare a quei sogni erotici dei ragazzini giapponesi. Quelle liceali con la divisa in minigonna che aspettano soltanto qualcuno che le castighi.

"Amore come sto?" Mi chiese interrompendo i miei pensieri.
"Mari, sei elegante ma al tempo stesso provocante, senza essere eccessivamente elegante. Insomma non è proprio un abito da cerimonia..."
"Però tu non mi sembri convinto..."
"No no, stai bene, è che mi sembra un vestito molto adatto anche ad altro.. soltanto che ti manca ancora qualcosa."
"Ho capito, stai pensando alle calze che ho comprato prima" disse sorridendo. Ed ovviamente aveva ragione. Aveva deciso di comprare un paio di quelle calze lunghe che arrivano sopra il ginocchio. Le ho sempre trovate erotiche e provocanti, una variante moderna e meno impegnativa delle autoreggenti. Dopo aver aperto la busta se le infilo per la prima volta ed uscì dal camerino per farsi guardare. Ora il quadro era veramente completo. Quelle che lasciavano intravedere soltanto uno strato di pelle delle cosce erano ciò che mancava per rendere un outfit particolare in un outfit spinto. Non ci pensai due volte e le dissi che sembrava proprio una liceale zoccola, sogno erotico di milioni di giovani ragazzi. Decidemmo che per uscire avrebbe messo sotto la gonna delle calze normali, ma per me, nei nostri momenti, avrebbe potuto indossare la versione più porca. Appena la mia erezione scese concludemmo il nostro pomeriggio di spese, mangiammo qualcosa e tornammo a casa sapendo che la parte forte della giornata doveva ancora iniziare.

Una volta a casa accendemmo il camino e ci sedemmo davanti al fuoco a bere vino ed a chiacchierare della giornata. Quando il fuoco c'aveva ormai scaldati senza pensarci troppo mi alzai in piedi davanti a Marika e tirai fuori il mio membro che si stava indurendo. Marika sorrise ma mi chiese di aspettare ancora un Po, che ci stavamo rilassando, ma io non l'ascoltai. Mi piace forzarla in certe situazioni, così le presi la testa e tenendola ferma le spinsi contro il viso il mio sesso ormai duro. Era grande al punto di coprirgli quasi tutta la faccia in lunghezza, così, dopo qualche lamentela, annuso l'inizio dell'asta ed iniziò quel lento lavoro che ormai le viene spontaneo. Succhiò le palle e leccò l'asta. Arrivata alla cappella se la mise tutta in bocca, scendendo fin dove poteva, mentre con una mano stimolava lo scroto. Per essere più comoda si era messa in ginocchio, così potevo osservare tutta la scena dall'alto. Era suggestivo essere scaldati ed illuminati dal fuoco e vederla lì mentre con calma e passione usava la bocca per occuparsi del mio cazzo. Era tutto così bello che decisi di farle un breve video, ma durò poco perché mi era venuta un'idea con cui avremmo reso ancora più erotica la serata. Le proposi di cambiarsi mettendosi gli abiti di quel pomeriggio, portare delle coperte da mettere a terra davanti al fuoco e di scopare lì. Accettò subito, e decidemmo, già che c'eravamo, di immortalare il tutto facendo un bel video. Ci ricomponemmo quel minimo che ci permetteva di essere operativi, e ridendo come ragazzini eccitati andammo a prendere quello di cui avevamo bisogno. Mentre Marika si cambiava io presi alcune vecchie coperte e un piumone e aggiungendovi un cuscino sistemai tutto a terra davanti al fuoco. Ora la stanza era diventata molto calda ed anche Marika che dei due è la più freddolosa non ebbe problemi a rimanere in minigonna e camicetta così ci stendemmo in quel nido d'amore improvvisato e mentre fuori imperversava un vento molto freddo per essere novembre, noi pomiciavamo come ragazzini stesi sopra le coperte, godendo della mano infilata sotto la sua gonna ormai sollevata.
La masturbai finché non sentii che era abbastanza bagnata, poi le chiesi di alzarsi e di posare per me. Mi inginocchiai le feci diverse foto. I toni rassicuranti di una camino acceso in una cucina era in contrasto con le sue pose provocanti, lei era in piedi con le parigine che le fasciavano le gambe, e dandomi la schiena si sollevava la gonna fino a scoprirsi il culo, poi girata verso di me per mostrarmi le mutande sotto la gonna ed infine la gonna a coprire il suo sesso nudo perché si vedevano le mutandine che si stavano sfilando all’altezza delle ginocchia. Amo fotografarla, lei è la mia musa e nonostante i toni accesi e la forte volgarità ed animalità che si accende tra noi nei momenti erotici cerco sempre di rendere quegli scatti artistici ed armoniosi piuttosto che volgari. Ormai Marika era senza mutande e sapevo che tutte quelle foto non avevano eccitato soltanto me, aveva bisogno delle mie attenzioni. La aiutai a togliersi camicetta e reggiseno, la me chiesi di non togliersi né la minigonna che ormai svolazzava senza nascondere assolutamente nulla, né le parigine che la rendevano così provocante e la facevano sembrare quello che era soltanto per me: una zoccola. La stesi sopra le coperte, il suo corpo nudo era illuminato e riscaldato dal fuoco, mi spogliai completamente ed appoggiai il telefonino in un angolo che permetteva alla videocamera di riprenderci. Mi stesi di fianco a lei e le dissi di aprire le gambe, volevo che chiunque vedesse quel video potesse vederle la fica aperta e bagnata. Sorrise della mia allusione, sapevamo entrambi che quel video era soltanto per noi e nessun’altro l’avrebbe mai visto, ma era eccitante pensarlo. Era come immagine un occhio che ci osservava. Le dissi inoltre, mentre iniziavo a penetrarla con 3 e poi 4 dita, che era tutto così eccitante che avremmo sicuramente avuto del materiale per scrivere un racconto.
“Ti eccita pensare che racconteremo tutte queste cose?” Le dissi mentre continuavo ad aumentare le dita. Conosco la sua fantasia del sentirsi completamente riempita e le piace quando provo ad inserire tutta la mano.
“Oddio si amore… quante dita hai?”
“Ne ho messe 5, compreso il pollice, ma la mano non entra oltre alle nocche. Aspetta, mi aiuto con l’altra mano…” E così dicendo, dopo averle lubrificate, riuscii ad inserire addirittura altre 4 dita. I tempi della sua verginità con la fica stretta sono finita da un pezzo. Anni di sesso spinto, penetrazioni con quasi tutta la mano, oggetti molto grandi ed anche il mio cazzo non proprio piccolino (anzi) l’anno resa dilatata. O come ci piace dire mentre lo facciamo: sfondata. Ma non è tanto una questione di meccanica o di sue particolari doti, tutto dipende dalla sua fantasia erotica di essere riempita sempre di più, la stessa fantasia che la porta ad eccitarsi mentre scopiamo immaginando di essere violata contemporaneamente nella fica da me e nel culo da uno sconosciuto, la stessa fantasia che c’ha portato a sperimentare sempre di più spingendoci ogni volta un grandino in avanti.
“Amore perché non metti anche il gioco?” Mi chiede Marika.
“Ok, ma vuoi quello grande o il vibratore piccolo?”
“Quello grande” La sua risposta arrivò accompagnata da un sorriso luminosissimo con quei suoi occhi scuri e resi ancora più liquidi dall’eccitazione. Un diavolo con le fattezze di un angelo.
Presi dal beouty case l’astuccio contenente gli accessori che siamo soliti usare nel sesso. Ed estrassi entrambi i giocattoli. Il giocattolo piccolo è un vibratore di dimensioni ridotte, quanto un pene non troppo grande, poco più lungo del dito medio di un uomo ma comunque più largo. È rosa formato come da 5 palline di gelato che abbiano iniziato a fondersi tra loro. È un accessorio quasi elegante, con il suo astuccio e 3 diversi livelli di vibrazione, più un’opzione con le pulsazioni ritmiche. Il “giocattolo grande” invece non è altro che un contenitore per il lubrificante al quaranà, è lungo quanto un pene, sui 18 cm, ma è estremamente più “toccio” con un diametro almeno il doppio di un cazzo di tutto rispetto. La prima volta che l’abbiamo utilizzato quasi non credevamo di riuscire a farlo entrare, ma con un po’ di pazienza Marika si è abituata a quella sensazione di estrema e quasi dolorosa pienezza (vedi racconto “Il piacere di Marika”).
La feci godere ancora ed ancora, prima la scopandola a missionario, lei incrociava le gambe dietro il mio sedere cercando di farmi entrare il più possibile, poi infilandole il giocattolo grande nella fica e facendo usare a lei il vibratore sul clitoride. Si stava praticamente masturbando il clitoride con il vibratore mentre io la penetravo con un oggetto grande il doppio di un cazzo. Il tutto mentre il video la riprendeva con una perfetta visuale della fica ed io la offendevo oscenamente chiamandola puttana, troia e con mille altre frasi ed epiteti con un significato analogo. Ad un certo punto non ce la fece più, mi disse di toglierle il giocattolo che le faceva male e quasi mi implorò di scoparla. Mi stringeva le braccia con voce suadente cercando di mettermi sopra di lei. Prima di accontentarla le chiedi di aspettare ed appena estratto il gioco grande presi il cellulare e feci una ripresa in primo piano della sua fica oscenamente aperta. Era veramente sfondata. Appena rimesso il cellulare al suo posto mi misi in ginocchio davanti a lei, poi in malo modo, continuando ad offenderla le dissi che le avrei fatto vedere come si trattano le puttane come lei. Quella sua gonna alzata e quelle parigine mi facevano venir voglia di una posizione diversa da missionario, così la costrinsi in ginocchio e la feci mettere a pecora. La penetrai senza riguardi, trovandola così bagnata ed aperta che entrò tutto fino in fondo con una velocità disarmante producendo quel rumore di due cose bagnate che entrano a contatto. Come uno stivale in una pozzanghera. Continuai con le mie angherie, sculacciandole con forza il sedere ed offendendola. Lei godeva da impazzire, adora quando la tratto male nel sesso. L’eccitazione caricata dal pomeriggio era troppa, sentivo che continuando con quel ritmo forsennano sarei esploso troppo presto, così iniziai a rallentare, dandole però dei colpi molto decisi. Mi appoggiai alla sua schiena leccandole lentamente la spina dorsale, allungai le mani dai suoi fianchi che usavo come maniglie per stringerle con forza seni e capezzoli, poi passai anche al clitoride. È piacevole masturbarla mentre ha il mio cazzo dentro, perché agitandosi presa dall’eccitazione fascia e massaggia lentamente il mio cazzo. Le sputai anche sopra il culo per penetrarla come siamo soliti fare in questa posizione con un pollice, ma mi chiese di non farlo per quella sera. Prima di ricominciare a pomparla con forza iniziai a penetrarla fino in fondo, per poi uscire lentamente e completamente da lei, per poi rientrare completamente e velocemente fino alle palle. Era un giochino sexy che riusciva perché lei era ormai completamente dilatata e bagnata, così continuai a farla godere ritardando il mio orgasmo. Quando però iniziai a sentire quella familiare sensazione che dallo scroto sale fino alle gambe capii che era finito il tempo di giocare. Le stringi così forte i fianchi da farle male, volevo farle male. Pompandola il più forte possibile le dissi che tra poco sarei venuto. Lei godeva e quasi urlava soddisfatta da questo trattamento al punto che se non avessimo una casa separata ci avrebbero sentiti tutti i vicini.
“Troia.. sei una puttana schifosa, ti sfondo tutta… dove vuoi che vengo?
“Oddio amore si… sono la tua puttana… la tua troia.. sfondami… sporcami dove vuoi…”
Le dissi che stavo per venire e che le avrei sporcato la schiena, lei se possibile sembro ancora più eccitata dalla cosa e accompagnando con foga i movimenti del mio bacino con il suo culo si sistemo più in alto che poteva la gonna, pensando che non glie l’avrei sporcata. Quando l’orgasmo arrivò fu forte e copioso. Il primo schizzo lo feci mentre ero ancora dentro di lei, poi uscì quando era troppo tardi per interromperlo e la colpii per tutta la schiena. Fu così forte che arrivo addirittura alla sua nuca sporcandole oltre a tutta la schiena anche i capelli e la gonna nuova. Era così eccitata e felice di farsi sporcare che anche quando uscii dalla sua fica lei continuò in modo più lieve quei movimenti sinuosi di una scopata. Appena presi fiato mi abbassai per darle un bacio casto e tenero sul sedere, dove era arrossato per via di una sculacciata calata con troppa foga. Poi facendola rimanere a pecora presi il cellulare che aveva ripreso tutto e lo avvicinai alla fica, al culo, alla schiena, alla gonna ed ai capelli. Erano tutti macchiati di sperma. Infine inquadrai il suo viso, sfatto ma disteso ed eccitante, lei si imbarazzo e rise quando le dissi di salutare i nostri fan che l’avevano guardata immaginando di essere al mio posto. Spento il video mi distesi di fianco a lei e rimanemmo nudi, sporchi e puzzolenti di sesso a coccolarci davanti al fuoco. La serata non era finita e sapevamo che più tardi, a letto, avremmo scopato ancora una volta. Quella era soltanto la quiete tra due tempeste. La pace nell’occhio del ciclone.
Passati 4 giorni da quella serata, uscii dal lavoro e come al solito presi il cellulare per contattare Marika, ma mi ricordai che era impegnata all’evento di quella sua amica. Così aprii le notifiche e vidi che aveva pubblicato una foto con due amiche. In mezzo a loro Marika era splendida con il rossetto ed i capelli lisci. Sotto era vestita con la camicetta azzurra e quella gonna nera comprata insieme quel pomeriggio. Ovviamente non aveva le parigine, ma delle semplici calze nere con un tacco largo su degli stivaletti. Era chiaramente bellissima e sofisticata e fui orgoglioso che fosse mia. Sentii anche un movimento dentro le mie mutande quando mi ricordai che non soltanto avevo marcato la mia preda, il mio trofeo, per migliaia di volte con gli schizzi del mio piacere ovunque nel suo corpo, ma che lo avevo fatto anche in quella stessa gonna che ora indossava così sicura di se.
Note finali:
Grazie per averci letto. Vi chiediamo scusa se troverete errori grammaticali e disattenzioni lessicali, ma con il tempo abbiamo deciso di scrivere sempre più di getto facendoci accompagnare dalla passione pubblicando le nostre creazioni sul momento. Abbiamo ricevute diverse email da alcuni lettori e questo ci ha fatto più piacere di quello che avremmo immaginato quando abbiamo iniziato a scrivere, quindi non siate timidi e scriveteci per pareri e feedback vari al nostro indirizzo email:
fiancodivenere@gmail.com