i racconti di Milu
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Lui sta ancora placidamente dormendo dopo una notte che ci ha radicalmente indebolito, infiacchendoci e sfinendoci dal piacere. Amore mio, dato che sei lontano chilometri e chilometri, credo e suppongo fermamente che lui sia molto contento e perfino un po’ stupito di trovarmi se possibile al momento più affamata e maggiormente accaldata del solito, perché se soltanto sapesse che nel nostro letto il tuo viso s’appoggia tanto spesso al suo, che sono le tue mani che m’accarezzano con tenerezza, che è la tua lingua che dalle mie labbra con studiata lentezza percorre il ventre morbido e abbandonato arriva a quelle altre labbra là di sotto: ebbene sì, quelle labbra rosse già bagnate di te, pronte per essere baciate con abilità e con maestria insieme a quel rubino di carne indurito dall’attesa dell’orgasmo.

Se al presente semplicemente sapesse, che è il tuo sesso a penetrarmi con forza mentre mormori le parole benevole, soavi e ingiuriose del piacere che coglie me e lui impreparati tant’è violento nel suo insieme, facendoci radicalmente urlare e lasciandoci stanchissimi l’uno sull’altra, assieme ai vostri due semi mescolati nel mio ventre famelico. Amore mio, adesso devo confidarti che mi trovo sotto la doccia, l’acqua calda scorre, il sapone è morbido e profumato, mentre io comincio a massaggiare la pelle così gradevole al tatto mentre ti penso intensamente.

In quel momento le mie mani diventano le tue, perché sei di nuovo tu che m’accarezzi, però questa volta siamo da soli, tenuto conto che le tue labbra indugiano attardandosi sulla mia spalla e sul mio seno, nel tempo in cui il sapone continua a scivolarmi sul corpo. Io sono frastornata e intontita dal profumo e dal caldo, ti amo e ti voglio come non mai, la mia mano trova il sesso morbido e pronto, tenuto conto che io devo appoggiarmi al muro per non cadere, laddove un inedito e sconosciuto piacere m’acchiappa sorprendendomi irrimediabilmente. Io ripeto il tuo nome mentre l’acqua continua a scorrere dolcemente su di me, poiché adesso sono le tue braccia forti che mi stringono mentre tu sussurri bonariamente:

“Sono qui amore mio, sono sempre stato qui”.

Il cellulare nel frattempo squilla, io chiudo l’acqua della doccia che scorre e vado a rispondere, nel tempo in cui il vapore umido si disperde per l’aria insieme al tuo viso, alle tue mani e a te, mentre io smetto sgarbatamente di sognare.

{Idraulico anno 1999}