i racconti di Milu
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Si sente molto parlare dei cambiamenti cui vanno incontro le donne con l’arrivo della menopausa: rilassamento dei tessuti, calo della libido, secchezza vaginale …. tante piccole catastrofi che ci si aspetta segnino l’inizio della fine di ogni attività sessuale: devo ammettere che ero preoccupato di come sarebbero cambiate le cose per una donna come mia moglie, 50 anni ad ottobre, che non essendo mai stata quella che si dice “una tigre da letto” temevo sarebbe diventata completamente disinteressata al sesso, che a me invece, pur di qualche anno più anziano, continuava a interessare eccome … confesso che ero già rassegnato all’idea di dover ricorrere a qualche professionista prezzolata, mentre con mia grande sorpresa e, non lo nego, soddisfazione, ho finito per trovarmi in una situazione di tutt’altro genere: infatti, quella che oggi è a tutti gli effetti una grandissima troia, una volta raggiunta la menopausa aveva inaspettatamente manifestato un soprendente aumento del desiderio sessuale, tanto da prendere spesso l’iniziativa e da farmi capire che avrebbe gradito qualche novità nel nostro rapporto, novità che per i primi tempi fu rappresentata da un discreto assortimento di cazzi finti, tutti accomunati da una caratteristica: le dimensioni, che nei mesi avevano continuato a crescere fino a diventare, a dir poco, imponenti.
Confesso che Franca, mia moglie, ha sempre rappresentato il mio ideale femminile: pur essendo alta non più di 1,60, è sempre stata dotata di un “davanzale” cospicuo, che negli anni era aumentato di volume fino a raggiungere le dimensioni di una notevolissima “coppa DD”, invidiabile anche da parte di una porno star siliconata, cui faceva da contrappeso un “lato B” sicuramente un po’ abbondante, ma che, a meno di non essere degli appassionati del “sederino a mandolino” non era poi così fastidioso, il tutto accompagnato da un viso con un’espressione un po’ arrogante che un amico aveva definito “da puttana navigatissima”….
Forse vi sorprenderà sentire che uno che si prendeva la libertà di descrivere mia moglie con dei termini così crudi io lo definisca “un amico”, ma a questo punto è bene spendere due parole sul mio, appunto, amico Fulvio: pressappoco coetanei, lui da sempre scapolo, una volta pensionato, si era trasferito in Kenia dove se la spassava con le bellezze locali e non solo. Ci eravamo conosciuti sul web, perché entrambi appassionati frequentatori di certi siti i cui partecipanti amano mostrare le mogli in atteggiamenti tra l’esibizionistico e lo sconcio, sollecitando i commenti dei vari “guardoni”: anch’io avevo postato qualche foto di mia moglie, foto di almeno una 20ina di anni prima, scattate, le prime con una storica Polaroid e più tardi con una primissima digitale, un aggeggio che mi era costato 300mila lire, con una risoluzione di 3 Mega Pixel…meno del più economico smartphone odierno!
Le vecchie foto avevano riscosso un certo successo, ma scontavano il fatto di essere state scattate in un’epoca in cui non si badava a certi particolari: niente depilazione intima, niente trucco “forte” con ciglia finte e ombretti sofisticati, anche l’intimo era piuttosto datato…comunque chi aveva dimostrato il maggior gradimento per il mio contributo era stato proprio questo Fulvio, tanto che mi aveva contattato in “privato” facendomi i complimenti per la porcaggine che le foto di Franca lasciavano trasparire e chiedendomi di pubblicarne altre: gli spiegai che non avevo altre foto di quando era giovane, e che quelle più recenti non mi sembrava il caso di pubblicarle, un po’ perché le foto di una quasi cinquantenne non mi sembravano molto appetibili, ma anche perché ero abituato, con le vecchie foto, a non nasconderle il viso, ritenendo che dopo 20 anni fosse decisamente difficile che qualcuno, per strada o al supermercato, potesse riconoscere nella Franca cinquantenne la giovane donna in deshabillè che aveva visto sdraiata su un letto a gambe larghe in una foto del 1995…comunque sapendo che il mio interlocutore viveva all’estero decisi di correre il rischio e gli mandai alcune foto che avevo scattato un paio d’anni prima con un telefonino: Fulvio apprezzò molto il segno della mia fiducia, e si lasciò andare a commenti decisamente forti: lodò la faccia di Franca, che come ho già detto aveva definito “da troia navigatissima”, le sue grosse tette, che avrebbe desiderato vedere sobbalzare mentre veniva scopata selvaggiamente, e si espresse in termini ancora più entusiasti quando ricevette la foto di mia moglie mentre si tirava le gambe sul petto, mettendo in mostra una figa lucida di umori e di un suggestivo rosa acceso: in effetti il riflesso lucido del flash era dovuto ad una robusta dose di gel lubrificante e l’aspetto arrossato ed aperto della figa di mia moglie era dovuto all’uso, che nel tempo era diventato abituale, di quei grossi cazzi di gomma che ormai da un po’ di tempo Franca gradiva sia come preludio ad essere penetrata dal mio modesto cazzetto, sia come conclusione “post coitum”, quando, evidentemente non totalmente saziata dalle mie modeste prestazioni, prolungava il suo piacere facendosi letteralmente sfasciare la figa da cazzi finti che erano la copia, forse anche esagerata, del cazzo di qualche noto re del porno: pian piano era diventata la norma che, dopo aver fatto godere me, Franca si facesse infilare uno di questi cazzi smisurati e, dopo averlo accolto dentro di sé e essersi fatta letteralmente sfinire dagli orgasmi che l’oggetto le procurava, finisse per crollare addormentata con il cazzone ancora saldamente sprofondato dentro di lei che, ovviamente, si risvegliava al mattino con la figa in condizioni a dir poco deplorevoli: ci fu perfino un risvolto semicomico quando Franca si recò dal ginecologo che la conosceva dai tempi delle gravidanze, che con un certo imbarazzo le chiese se “le sue abitudini sessuali fossero radicalmente cambiate”, alludendo ad un possibile nuovo partner, viste le dimensioni che la sua vagina aveva raggiunto, con appena un principio di prolasso che lasciava perplesso, ma forse non troppo, il serio professionista.
Quando spiegai a Fulvio il motivo dell’aspetto della figa di Franca l’amico si entusiasmò ancor di più, dichiarando che lui c’aveva visto giusto, che “quella” era una vera troia e che sicuramente si sarebbe potuto portarla, assecondando le sue naturali inclinazioni, a fare cose ancora più eccitanti…
Quando gli chiesi cosa intendessi mi rispose senza nessun giro di parole che secondo lui “quella troia” avrebbe sicuramente gradito qualcosa di più di un cazzo di gomma, che, sempre secondo lui, e se a me non fosse dispiaciuto, con i dovuti modi, sarebbe stato possibile farle fare esperienze con partner superdotati in carne ed ossa e che tanto per cominciare le avrebbe fatto omaggio di un formidabile nuovo giocattolo: un cazzo finto gonfiabile, in grado, a suo dire, di portarla a fare un vero scempio della sua figa, rendendola talmente larga da potervi accogliere un’intera mano, finendo per raggiungere orgasmi talmente potenti da farla diventare una vera maniaca del sesso.
Confesso che se in tutta la mia vita non ero mai stato particolarmente geloso di mia moglie, più che altro perché non me ne aveva mai dato motivo, nel mentre che Fulvio mi prospettava per lei un futuro di trasgressione mi resi conto di essere eccitato…ma che dico eccitato, il cazzo mi si era indurito fino a farmi male, lo sentivo rigido come un pezzo di legno, come ormai non mi veniva più tranne, ma forse nemmeno, che con robuste dosi di Viagra: come è noto il sangue che affluisce all’uccello….proviene dal cervello e io, in quella per me nuova situazione, non ero più in grado di ragionare: finii per dirgli che certo, ero d’accordo, che mi mandasse il cazzo gonfiabile, che l’avrei usato per allargare la figa a Franca finchè non mi sarebbe stato possibile “fistarla” correntemente, e che poi…. Non sapevo proprio cosa sarebbe potuto succedere poi…ma nella mia eccitazione mi immaginavo scene confuse in cui mia moglie era al centro delle attenzioni di maschi nudi ed eccitati, dotati come asini, che la possedevano trattandola senza alcun riguardo, ma facendola godere come mai prima.
Rimanemmo d’accordo che il giocattolo sarebbe stato spedito direttamente dal fabbricante americano, che le spese di dogana sarebbero state a mio carico mentre lui avrebbe pensato al costo dell’oggetto e della spedizione: in cambio Fulvio mi chiedeva solo di potere vedere qualche foto di mia moglie mentre si beccava il formidabile manufatto che io avrei dovuto gonfiare il più possibile e in un secondo tempo girare anche un video in modo di poter apprezzare il famoso movimento delle tettone oltre che il sonoro particolarmente eccitante, che secondo lui avrebbe sicuramente accompagnato la performance.
Ci vollero diverse settimane perché il pacco arrivasse e il portinaio egiziano si dimostrò alquanto perplesso quando dovette pagare quasi 20 euro di dazio e Iva per un pacchetto misterioso proveniente dagli States, ma la sua curiosità se la sarebbe dovuta tenere per un bel po’!
Nell’attesa della consegna del pacchetto Fulvio, su Skype, continuò a scrivermi, descrivendomi gli scenari, certe volte davvero esagerati, che secondo lui Franca avrebbe finito per apprezzare se si fosse dimostrata quella che lui era convinto che fosse e io continuai ad eccitarmi alle sue previsioni, finendo per rivelarne alcune, presentate come mie fantasie, a Franca stessa mentre si sgrillettava freneticamente con la figa occupata dai suoi abituali compagni di letto.
Appena lo ebbi aperto provai a gonfiarlo: con 4 o 5 pompate l’aggeggio, imballato completamente sgonfio, si irrigidì, assumendo più o meno le dimensioni di uno dei giocattoli a cui Franca si era abituata, ma quando provai a dare altre 3 o 4 pompate mi resi conto che mia moglie avrebbe finalmente trovato il cazzo, sia pure finto, in grado di soddisfare il suo bisogno di sentirsi veramente “piena”: con una quindicina di pompate la lunghezza sfiorava i 23 cm, ma a spaventare era la circonferenza, di 8 cm di diametro, e non mi sembrava che ci sarebbero stati problemi se avessi voluto gonfiarlo ancora di più: insomma si trattava di un formidabile oggetto che non solo avrebbe potuto soddisfare la proprietaria della figa più sfasciata, ma anche contribuire ad aumentarne le dimensioni se la signora avesse voluto, con un uso costante,spingersi oltre i suoi limiti.
La sera stessa, quando ci ritrovammo a letto, mia moglie manifestò una certa disponibilità, dopo i soliti preliminari, giusto il minimo indispensabile per farle bagnare la figa, Franca, con il suo tono più innocente mi chiese “un giocattolino”, e ovviamente io non mi feci pregare, rifilandole subito il nuovo arrivato: mia moglie si accorse subito che si non si trattava di uno dei suoi soliti “amici” e mi chiese: “Abbiamo un nuovo amico? Non sembra male…forse un po’…”leggerino”…”
Visto che la porcona sembrava a suo agio decisi di farle capire in che cosa consistesse la “dote nascosta” del suo nuovo “amico” e diedi un paio di pompate: Franca fece un leggero sobbalzo…
“Ehi, ma…CRESCE!”
Mi volevo togliere subito la soddisfazione di vedere mia moglie finalmente alle prese con un cazzo, sia pure finto, che le facesse abbassare la cresta, e quindi diedi altre due pompate dicendole con tono innocente “Ma va? Si vede che glielo fai tirare…” frase seguita da altre due pompate: se i miei conti erano esatti la nerchia che Franca si stava godendo era già più grossa di qualunque altro aggeggio si fosse presa fino ad allora.
“Argh…ehi, vacci piano, questo me la sfascia….”
“Ma senti senti la signora … hai trovato il cazzo che ti ci voleva…goditelo porcona, mi sembra già di notare che la figona ti si stia aprendo…si vede che lo apprezza…”
“Si, sì, non sembra male..ma vacci piano con quella pompetta….pompa solo quando te lo dico io….”
Il fatto che Franca avesse detto “quando” e non “se” me lo fece diventare di marmo, per un pò lasciai perdere la pompetta, limitandomi a muoverglielo sempre più energicamente dentro e fuori, in modo che se lo sentisse bene in fondo alla figa e contemporaneamente lo sentisse entrare ed uscire: infoiato come un toro ovviamente non aspettai che mi dicesse di pomparlo e diedi tre o quattro ulteriori gonfiate: con la mano destra spingevo il cazzone dentro e fuori, e lo potevo sentire crescere impercettibilmente ad ogni pompata, diventando oltre che più largo sempre più lungo, oltre che duro, e con una forma ovale, con la parte centrale decisamente più larga delle estremità: …Franca era letteralmente in delirio, si sgrillettava ferocemente, ansimava, e continuava a ripetere “Sìì, sìì, così, sìì, sìì ancora non ti fermare…sìì, sfondami la figa gran cazzo, siì, cosìì, così….aah ahh…sìì…ancora, ancora, non fermarti…..”
Per un bel dieci minuti continuai a sbatterla con il cazzone, che ormai facevo fatica ad estrarre e a ri-infilare da tanto era grosso al centro, ma una volta che la parte più grossa era dentro veniva quasi risucchiato in fondo alla abnorme cavità che era diventata la figa di mia moglie: quando dopo una serie incalcolabile di orgasmi Franca disse “Basta, non ce la faccio più, toglilo ma prima….” la troia avrebbe voluto aggiungere “sgonfialo” ma io volevo vedere con calma, e far vedere anche a lei, che cosa si era appena presa, quindi afferrai saldamente per il tubo di gonfiaggio il diabolico arnese e lo tirai fuori di forza: “AAAAARGH…..noooo…….” la gran vacca si lamentò dopo che per almeno cinquanta o sessanta volte in tre minuti io glielo avevo fatto uscire e rientrare: per gratificarla le inondai la figa ancora spalancata di gel lubrificante fresco, mentre mi “complimentavo” con il nuovo articolo per signora: “Bravo il nostro amico, è finalmente riuscito a farti sentire bella piena, vero porcona? Beh, vedrai che d’ora in avanti non sentirai più il bisogno degli altri aiutanti, scommetto che ti sei già innamorata di questo, mi sbaglio?”
Franca era ancora stravolta, ma io non ero intenzionato a darle tregua ( e volevo anche sentire come le aveva conciato la figa il giocattolo…) così mi piazzai tra le sue gambe e senza tanti complimenti le ficcai dentro il mio modesto cazzetto, che poteva vantare solo la durezza tipica di chi, preso un Viagra un’ora prima, si è poi goduto lo spettacolo della propria moglie in estasi sotto i colpi di un notevole simulacro di “bull”.
Com’era facile prevedere … non c’era granchè da sentire: primo perché la lunghezza dell’aggeggio aveva letteralmente sfondato la figa della troia, rendendo impossibile, a chi non fosse stato dotato in maniera asinina, di arrivare a toccarle il collo dell’utero, secondo perché le pareti, dilatate da quella specie di pallone da rugby erano rimaste liscissime e lontane tra loro, infine anche nell’ultimo possibile punto di contatto dove la muscolatura è più robusta, con termine tecnico la vulva, era stata talmente aperta dai rudi passaggi del giocattolo da presentarsi spalancata come una bocca priva di denti…i succhi vaginali e la dose supplementare di gel lubrificante contribuivano poi a dare veramente la sensazione di una cavità infinita, dove solo la punta del mio cazzo si immergeva in un laghetto osceno, che dava letteralmente la sensazione della figa di una porno star appena uscita da una gang bang!
Per cercare di “caricarmi” abbastanza da poter aggiungere la mia sborra a quel laghetto non mi rimaneva che il sesso parlato, per cui gratificai la porca con una serie di complimenti vari:
“Mmmm..senti che roba…ma da chi ti sei fatta montare, stasera, da un asino? Ma lo sai vero che stavolta te l’hanno sfasciata del tutto…non ci torni più come prima…sei dilatata permanentemente, resterai aperta vita natural durante…e mi sa che metterai a dura prova anche quel cazzone che è riuscito a conciarti così al primo incontro!!”
Mentre facevo questi complimenti a mia moglie, la porcona era in evidente imbarazzo, visto che era abituata il mio cazzo, almeno un pochino a sentirlo, ma stavolta … letteralmente non sentiva … un cazzo! La poverina cercava di contrarre i muscoli della figa ma con poco risultato, allora la troia prese a fare dei movimenti a pendolo del bacino, facendomi strusciare con il cazzo alternativamente a destra e a sinistra, la cosa più spassosa era che non sapeva cosa ribattere alle mie “rimostranze”, ma quando finalmente riuscii a venire, la troia si mise una mano sulla figa per cercare di capire come le era diventata! Io avevo ancora una cosa da fare: fotografarla per far vedere a Fulvio che il giocattolo che mi aveva mandato aveva già avuto un notevole successo.
Con le cosce spalancate, le due mani a tirarsi le grandi labbra, la figa di Franca era un tunnel roseo, grondante di umori e con il tipico rivoletto di sborra che finiva sul buco del culo: rispetto ad un tempo poi, il fatto che, dopo molte insistenze da parte mia, si fosse decisa a farsela depilare contribuiva a darle un look da professionista del porno, categoria tra “Mature” e “Granny”.
“Ecco fatto, mia bella porcona, adesso abbiamo un documento certo: se il tuo nuovo amichetto continuerà a farti visita ne vedremo delle belle”.