i racconti di Milu
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Indice
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Ho creduto di sognare, invece sono proprio Tua.
Mi stringi fra le Tue braccia. Stiamo sognando tutti e due. Me lo fa capire il calore con cui mi tieni stretta al tuo petto. Mi coccoli. Mi baci sulla bocca. Ti sento mio come io sono dolcemente Tua, per sempre Tua!

Mi sembra impossibile, ma il miracolo è avvenuto. Dopo tanti ripensamenti,tante apprensioni, tante titubanze, ho ceduto e tu sei corso a me. Non credevo che, dopo tanto tempo, fosse ancora possibile. Non sei bello, ma sei fieramente maschio. Hai raggiunto il tuo scopo e mi hai fatta cadere. Ti ho stregato, legato e avvolto nelle mie spire. È stato facile legarti a me, amore mio!

Le tue braccia fanno corona al mio corpo. Mi abbandono sazia di tanto amore. Il capo si adagia contro il mio, mentre riposi dopo la lunga battaglia d'amore. Sogniamo entrambi, mentre moriamo di felicità.Finalmente Tua! Non mi hai delusa, sono Tua, tua tua, tua... per sempre tua! Sto andando fuori di testa mentre rivedo gli amplessi che si sono succeduti. È come in un film. Rallento e accelero le scene a mio piacimento.

Rivedo te che, mentre mi baci,mi accarezzi,scendendo dalla bocca alla gola, dalla gola al petto. Ti soffermi sui capezzoli inturgiditi. Mi fai fremere di piacere. Ti sollecito a mordicchiarmeli, prima di riprendere la tua esplorazione. Quel fremente torrente di piacere che è la tua lingua discende ancora. Sempre più giù. Baci il mio ombelico prima di infilarvi la punta del muscolo linguale che spunta dalle tue labbra.

Mi fai penare, mi danni! Finché non lasci quei lidi per giungere al punto cruciale, all'incrocio delle mie gambe. Nel delta di venere sai cosa trovare e lo imbocchi. Crus in ore ferente! Lo assumi nell'alveo capiente e lo succhi. Turgido, s'ingrossa il mio piccolo cannolo. Ho la febbre! Ma non è quella solita, da raffreddore. È un malessere generale che mi prende; è la mancanza di qualcosa che la ingenera; è il desiderio di essere posseduta che mi manca!

Ed ecco mi accontenti. Mi prendi. Rapisci la mia verginità, girandomi nel verso giusto. Il tuo penducolo da venti centimetri da Solenidae scava nella mia sabbia, penetrandomi. Si gonfia, aumenta di dimensione prima di forarmi l'orifizio infero. Avverto la tua consistenza, la tua tensione e mi sfibro nel tentativo di favorire il tuo assalto. Finché non mi bagni.

Tra le braccia tue per sognare in due, per morire così, finalmente Tua, così, così, così..!
Note finali:
Scrivimi!