i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Note:
Racconto di fantasia. Potrebbero esserci dei seguiti.
Fatemi sapere cosa ne pensate scrivendo a amantedellemilf@outlook.it
Note dell'autore:
Scrivetemi i vostri pareri, se vi va

amantedellemilf@outlook.it
All'età di ventitré anni, non pensavo che avrei scoperto un nuovo lato di mia madre. Era mattina presto ed ero seduto attorno al tavolo, in cucina, insieme a lei a fare colazione; lei indossava una vestaglia che metteva in risalto il suo fisico formoso che, purtroppo, attirava l'attenzione di molti uomini, compresi i miei amici che non si risparmiavano qualche battutina su quanto fosse una MILF. La sua quarta di seno era contenuta in un reggiseno piuttosto stretto che non riusciva a coprirlo tutto (la vestaglia era un po' trasparente).
Vivevamo da soli io e lei perché le cose tra lei e mio padre non andavano più bene, ma si lasciarono in buoni rapporti.
Quella mattina il discorso andò a finire sul mio amico dell'università che si era appena lasciato con la sua ragazza e, per questo motivo, era un po' triste.

"Mamma, tra poco vado a prendere il mio amico e lo porto qui a svagarci un po'. Ha bisogno di distrarsi... sai, la sua ragazza l'ha lasciato".
"Quanto mi dispiace per lui! Eppure è così un bravo ragazzo".
"Sì, ma non dirgli che te l'ho detto, ok? Non vuole che si sappia che la ragazza lo ha lasciato".
"Non ti preoccupare, manterrò il segreto".

Detto questo, mi diede un bacio sulla guancia e mi disse che, nel frattempo, si sarebbe fatta una doccia. Io sparecchiai la tavola mettendo tutto al suo posto.

"Mamma", la chiamai da dietro la porta del bagno, "io vado a prendere il mio amico, ok?".
"Sì, va' pure. Io resterò qui a farmi il bagno nella vasca".
"Pensavo volessi farti la doccia".
"Sì, ma... mm... ho cambiato idea. Ora va'!".

Il tono della sua voce era strano, quasi che si stesse trattenendo dal dire qualcosa. Senza farmi troppi pensieri, andai a casa del mio amico con la macchina e tornai di nuovo indietro, a casa mia. Mentre guidavo, gli dissi che avremmo passato una giornata diversa e che mia madre ci avrebbe preparato un bel dolce.

"Tua madre è sempre così gentile".
"Eh, vallo a dire a quello stronzo di * (un altro mio amico) che non si risparmia a fare battute su di lei".
"Non lo pensare, è solo geloso perché sua madre è bruttarella".

Avevo dimenticato le chiavi di casa, quindi fu mia madre ad aprirci. Rimasi sorpreso perché indossava dei pantaloncini stretti e, sopra, un pezzo di un bikini piuttosto scollato che indossava durante le vacanze estive.

"Ehi, bentornato! Ma guarda chi c'è!", disse accogliendo il mio amico dandogli due baci sulla guancia.
"Scusate la tenuta, ma fa caldo e non ce la faccio a stare con la maglietta".
"Signora, si figuri!", le disse il mio amico chiaramente contento di quella visione.

Io ero imbarazzato ed incavolato, ma per evitare litigi decisi di non dirle nulla.
Mentre lei era in cucina a finire di preparare il dolce, io e il mio amico eravamo in camera mia a chiacchierare.

"Senti, stasera andiamo in disco e vediamo se c'è qualche ragazza che ha voglia di scoparci", dissi al mio amico cercando di tirarlo su di morale.
"Eh, magari! Non scopo da quando mi sono lasciato".
"Sì, quindi sarai arrapato" dissi cercando di trattenere le risate.
"Eh, soprattutto dopo aver visto tua m... ehm... dopo aver passato tanto tempo a masturbarmi".
"RAGAZZI, VENITE UN ATTIMO QUI!".

Sbuffando, andai in cucina seguito dal mio amico.

"Mamma, cosa c'è?".
"Senti, ho dimenticato il latte per il dolce. Mi sa che devi andare a comprarlo".
"Cosa? E non potevi dirmelo quando sono uscito stamattina?".
"Me ne sono accorta ora".

Dissi al mio amico di accompagnarmi, ma mia madre subito si intromise dicendo che voleva che rimanesse per aiutarla a preparare la crema.

"So che sei bravo a fare dolci".
"Signora, ho lavorato in una pasticceria per mantenermi gli studi, quindi non si preoccupi".
"Dai", disse mia madre rivolgendosi a me, "va' a prendere il latte, prima parti, prima ritorni".

Fidandomi di lei, non mi feci nessun problema a lasciarla da sola insieme al mio amico: non potevo mica immaginare che sarebbe successo quello che vidi.
Mentre scendevo le scale, mi ricordai che il latte c'era! Lo avevamo bevuto la mattina io e lei e lo avevo rimesso nel frigo mentre lei si stava facendo il bagno. Sollevato, ritornai sopra e aprii la porta di casa. Mentre attraversavo il corridoio, notai che la cucina era deserta. Insospettito, avanzai ancora e, nascondendomi dietro la porta, vidi che il mio amico e mia madre erano seduti sul divano a conversare.

"Mi dispiace per quello che è successo con la tua ragazza".
"Signora, suo figlio mi aveva promesso che non l'avrebbe detto a nessuno!".
"Non ti preoccupare, lui è preoccupato per te perché stai passando un brutto periodo e quindi me l'ha detto. Sono pur sempre sua mamma".
"Sì, una mamma piuttosto bella...".
"Davvero lo pensi? Ti ringrazio", disse lei con un tono che non le avevo mai sentito prima e pulendo una macchia di farina che aveva sul seno.
"Sa, io e altri amici di suo figlio parliamo sempre di lei".

Che bastardo! Il mio amico, come gli altri, parlava di mia madre alle mie spalle e lei sembrava pure contenta!
Volevo intervenire, ma il gonfiore che avevo in mezzo alle gambe me lo impediva.

"Senti, il supermercato è lontano e tu hai bisogno di svagarti. So io come".
"Signora, ma cosa sta... WOW".

Mia madre si era appena tolta la parte di sopra, mostrando una quarta di seno sodo con un areola grossa e capezzoli corti e turgidi che me lo fecero indurire all'istante. Quel bastardo del mio amico, senza farselo ripetere due volte, ci si fiondò sopra, palpandole e succhiandole.
Ero incazzato ed eccitato allo stesso tempo. Non potevo fare a meno di segarmi mentre li guardavo.

"Tocca a me succhiare, ora", disse mia madre lasciandomi a bocca aperta.
Si inginocchiò in mezzo alle sue gambe mentre lui era seduto sul divano e, lentamente, cominciò a spogliarlo.

"Togliti la maglia", gli disse mia madre.

Quando gli abbassò il boxer, mia madre si trovò davanti il cazzo cicciotto del mio amico davanti alla sua faccia. Con uno sguardo provocante, lo prese tutto in bocca cominciando a succhiarlo, mentre il mio amico alzò la testa al cielo godendosi la pompa che gli stava facendo mia madre.

"Ahh, signora, ho sempre desiderato quanto momento".
"Quale? La mamma del tuo amico che te lo prende in bocca?", disse lei sorridendo e leccando una macchia di presborra dalle labbra.
"Sì... pensa che tuo figlio manco si immagina che fai queste cose", le disse dandole del tu.
"Anche una madre ha le sue esigenze".
"A questo punto sono contento che... mmm... ah, sì... che ti abbia detto che mi sono lasciato".
"Visto? Ora la mamma del tuo amico si sta prendendo cura di te".

Detto questo, lo riprese in bocca succhiandolo più velocemente, mentre il mio amico teneva la sua mano sulla sua testa, accompagnandola nel movimento del pompino.
Non potevo crederci: mia madre stava pompando un ragazzo della mia età e per di più mio amico, dimenticandosi di me che avrei potuto beccarla da un momento all'altro. Dai gemiti del mio amico, capii che era una brava pompinara: leccava tutta l'asta del cazzo per poi prendere la cappella in bocca e succhiarla, scendendo sempre più giù lentamente e succhiandolo aumentando il ritmo in base ai gemiti del mio amico. Dalla sua bocca le colava la presborra del mio amico che, preso dall'eccitazione, cominciò ad insultarla.

"Che troia che sei a succhiare il cazzo dell'amico di tuo figlio!"
"Mmmm, mi piace il cazzo giovane... mmfp...".
"Prima di sborrare, lo voglio mettere in mezzo alle tue tettone".

Rimanendo sempre in mezzo alle sue gambe, mia madre si mise il cazzo del mio amico in mezzo alle sue tettone e cominciò a fargli una spagnola da sogno con quelle tette che, purtroppo, non avrei mai toccato o succhiato.

"Mmmmm... voglio sborrare prima che arrivi tuo figlio e veda quanto è troia sua madre".
"Non ti preoccupare, abbiamo un altro po' di tempo, il supermercato è lontano".

Faceva scorrere le due tette lungo tutto il suo cazzo, leccando la presborra dalla cappella che gli usciva durante la spagnola.

"Non ce la faccio più, sto per sborrare".

Lei, mostrando di saperci fare con le pompe, lo fece alzare mentre lei continuava a rimanere inginocchiata. Lo prese in bocca succhiandolo sempre più forte mentre il mio amico teneva una mano sulle sue tettone e l'altra dietro la sua testa, spingendola sempre di più verso di lui per far entrare tutto il cazzo nella sua bocca.
Mentre il mio amico sborrava, lei continuava a succhiarlo facendosi scorrere tutta la sborra sul mento. Staccandosi dal cazzo, aprì la bocca per fargli vedere la sborra che era rimasta e, da grande pompinara quale era, ingoiò tutto per poi riprendere in bocca il cazzo barzotto del mio amico.

"Bisogna ripulirlo tutto... mmmm".
"Che troia che sei!".
"Mi raccomando, mio figlio non deve sapere nulla".
"Sarà il nostro segreto".
"Sì, magari potrebbero esserci altre cose oltre ai pompini".
"Davvero?", disse il mio amico strusciando il suo cazzo sulle tettone di mia madre.
"Sì, ma ora dobbiamo rivestirci prima che lui torni".
"Già, non gli farebbe mica piacere vedere sua madre inginocchiata davanti al suo amico".

Ciò che mi fece incazzare fu lei che rise della battuta e continuò a ripulirglielo con la bocca.
Tornai giù e feci rumore per fargli capire che ero tornato e dando loro il tempo di rivestirsi.

"Ma come? Non hai preso il latte?", mi disse mia madre contrariata.
"No, appena arrivato al supermercato mi sono ricordato che lo abbiamo ancora in casa".
"Ah, scusami...".

Il mio amico uscì dal bagno con un'aria soddisfatta.

"Scusa se ti ho fatto aspettare", dissi al mio amico.
"Scherzi? Tua madre è stata gentilissima. Continuava a parlarmi sempre del latte che mancava. A tua madre piace tanto il latte".

Facendo finta di non cogliere il doppio senso, ritornammo in camera mia a chiacchierare, ma la mia mente era proiettata da un'altra parte, al tradimento di mia madre che aveva spompinato e fatto una spagnola al mio amico.
Note finali:
Fatemi sapere se vi è piaciuto e se volete il seguito

amantedellemilf@outlook.it