i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Il mio lavoro all’università dopo quella volta con mia madre prosegue con più serenità. Con Fulvio faccio l’amore e mi accoppio di frequente ma le sensazioni sono diverse seppur piacevoli; niente di dire ma quelle che mi fa provare mia madre sono maggiori in intensità e durata. Con lei passo anche serate intere e se possibile, quando mio padre è furi per qualche motivo, anche la mattina sempre che il mio lavoro me lo consenta.
Con la mia amica del cuore, Greta, ci siamo scambiate delle confidenze a seguito di un articolo su un quotidiano in cui si parlava di incesti.
La mia amica mi fa notare l’articolo sul giornale e mi dice che qualcosa del genere è accaduto a lei anni fa. La cosa mi incuriosisce parecchio; lei lo capisce e data la notevole confidenza ne parliamo.
Le sue parole furono “Certo che se la ragazza avesse avuto la mia età, l’azione non avrebbe avuto la svolta ha assunto! Chissà se il padre era presente?”
La nostra confidenza era tale che ci potevamo raccontare anche di come scopavamo con i nostri maschi e delle nostre voglie ed anche delle scappatelle a sfondo sessuale.
Mi venne spontaneo chiedere “Toglimi una curiosità, a che età hai cominciato a fare sesso? Da quello che dici o dovevi essere piccola oppure eri maggiorenne ma totalmente inesperta! Penso però che poi hai recuperato bene dato che ora sei mamma di due figli”
“Beh! In effetti non ero maggiorenne quando ho scoperto il sesso; me lo ha fatto conoscere un ragazzo che ora è morto per incidente stradale. Da allora mi sono masturbata tanto fino a che, al secondo anno di università, mia madre mi scoprì. Che vergogna! Erano cose mie estremamente intime ed ora, non certo per causa mia, venivano svelate almeno ad una persona. Mi è caduto il mondo addosso ma lei molto gentilmente si avvicinò e le cose cambiarono”
Le chiedo “Come hai fatto a farti sorprendere da tua madre?”
“Sono indecisa se dirti o no la storia. Spero che tu non pensi male di me”
“No, assolutamente. Orami ci conosciamo da molti anni e non è il caso di farsi vedere scandalizzata dopo tutto ciò che ci confessiamo sui nostri pensieri intimissimi, anche perché ormai sei mamma ed hai un marito splendido che si vede bene che ti soddisfa”
“Beh! Se è così allora! ……. Quel giorno non stavo studiando come di solito faccio, quando sento squillare il telefono. Ero troppo impegnata a leggere racconti erotici ed ero intenta a immaginare le scene di quelli che mi piacciono tanto, soprattutto quelli sull'incesto che mi eccitano da matti, quando sento che mi chiama mia madre. Incazzatissima vado a sentire cosa volesse. Appena mia madre mi vede mi dice "Senti, mi ha chiamato tua zia Ada e mi ha detto Marina, tua cugina, è a letto con la febbre ed è necessario che qualcuno le stia vicino. Io non posso andarci perché fra poco devo andare al lavoro e non posso assentarmi. Per favore fai questo sacrificio e falle compagnia per qualche ora, il tempo che tua zia sbriga le faccende fuori casa. Niente di più.
Ad una proposta simile ebbi difficoltà a negarmi ma dissi "Mamma ne ho poca voglia ed a pensarci Marina e poi ha appena compiuto 18 anni e dovrebbe sapersi gestire da sola visto che è sempre così spavalda nei suoi atteggiamenti"
Mia madre mi rispose "Non scocciare! Dai! Una volta tanto lo puoi fare. Non cade il mondo!”
Di mala voglia ho preso il mio telefonino e vado a casa di mia cugina. Debbo dirti che Marina fisicamente non è poi così male, non è certo una miss ma non è neanche talmente brutta da essere vergognosa. E’ più alta di me, ha i capelli biondi e ricci, da come l’ho vista al mare la scorsa estate ha belle gambe affusolate, di seno una terza misura giusta di tette ben sollevate ed anche un bel culetto sodo che scodinzola come se fosse da esporre, beata lei!
L’ho trovata in pigiama nel suo letto al caldo, mi ha salutato e ringraziato per la mia presenza dicendomi "So che è una rottura a stare qui da me che sto male e che non ho voglia di parlare e né di ascoltarti visto il mal di testa che ho, ma se vuoi nello studio c'è il mio PC e puoi farti un giro in Internet o guardare dei film. Fai come fosse casa tua"
Già ero andata mal volentieri perché avevo interrotto la mia navigazione in rete, in più avevo una voglia che non ti dico, ed allora ho preso la palla al balzo e mi sono allontanata dicendo che se avesse voluto qualcosa l’avrei accontentata; l'importante era che lei non prendesse freddo.
La mia testa da quel momento non pensava ad altro che a quel sito che avevo lasciato sul mio PC ed avevo l’occasione di riprendere la lettura del racconto e masturbarmi proprio là dove mi ero fermata.
Ad un certo punto, però, mi chiama Marina per controllare la temperatura così come chiesto da mia zia prima di uscire. Mi precipito da lei e noto con piacere che la febbre le sta scendendo ma c'è un odore nella stanza che mi colpisce ed è istintivo pensare che sia puzza di chiuso anche se ho dei dubbi. D’altra parte la ragazza non poteva prendere freddo ed era logico che le finestre si aprissero poco e solo al mattino.
Faccio notare che nella stanza c’è aria viziata e lei mi risponde di non preoccuparmi aggiungendo che le appena fosse passata la febbre si sarebbe fatta bella"
Cosa c’entrassero quelle parole finali non so e data la parentela e la confidenza ho replicato "Guarda che è una questione di igiene! Anzi sto pensando ad una cosa. Non ti muovere, torno subito"
Sono andata in bagno, ho preparato la doccia, le ho portato il suo accappatoio e tornata da lei l’ho sollevata ed involta per bene e aiutata ad andare in bagno.
In un primo momento lei, un po’ recalcitrante, mi ha detto che non voleva fare la doccia perché era imbarazzata a spogliarsi davanti a me, ma subito l’ho incoraggiata dicendole che siamo cugine e che tra ragazze non c’era niente di male.
Convincerla non è stato facile ma alla fine ci sono riuscita. L’odore che aveva era veramente sgradevole.
In bagno, ovviamente, Si è levata la vestaglia da camera ed è rimasta con le mutandine e reggiseno.
Le ho levato il reggiseno e le ho lavato la schiena.
A quel punto, cara mia, non so come ho cominciato a fantasticare su mia cugina e la mia eccitazione maggiore è stata quando ad un certo punto mi sono trovata con le sue tette in mano. Lei, come se fosse abituata, subito mi ha detto "Ed ora cosa vorresti fare?"
Ed io di rimando "Devo lavarti per bene. Il lavoro fatto bene vale il doppio, se no è meglio non farlo!"
Così ho proseguito a lavarle le tette ed il torace.
Il bello arriva ora con il doversi levare le mutandine che lei non voleva togliere facendo resistenza ma alla fine sono riuscita nell’intento continuando a sfiorarla ed a lavarle la passera.
Nel passarle mano tra le gambe mi sono accorta che Marina si stava eccitando, me ne accorgevo chiaramente, e debbo confessarti che io non ero da meno.
Alla fine del risciacquo era tutta nuda e coprendola siamo tornate in camera sua.
Lei si è sistemata sul suo letto sul quale avevo disteso la biancheria pulita.
Improvvisamente senza che potessi prevederlo, lei che fa? Mi salta subito al collo per ringraziarmi ma la interrompo bruscamente dicendole "Dai! Lascia a dopo per queste cose!" ed ho continuato a porgerle gli indumenti e ad asciugarla ulteriormente indugiando sulle splendide tette che non avevo mai visti così bene da vicino e sulla sua passera che grondava umori.
Quando le ho detto che avevo finito lei mi ha abbracciato ancora una volta ma con la variante di un bacio stampato sulle labbra.
Ora mi vuoi dire come potevo resistere ad un assalto simile?
La mia figa, scusa il termine, impazzì di colpo e le mie gambe finirono tra le sue incrociandole. I miei pantaloncini si inumidirono e le feci notare "Continui a bagnarmi, sei un lago tra le gambe! Vieni che ti asciugo a modo mio" e per farlo l’ho massaggiata con maggiore insistenza finché ho sentito un suo gemito soffocato, allora le ho preso il grillettino ed iniziato a fare sul serio.
Avresti dovuto vedere come godeva; sembrava una matta in preda ad una crisi. Godeva e gridava che la stavo portando in paradiso. Tutto ciò solo per averle fatto un ditalino ma la cosa non finì lì perché abbiamo proseguito per un’ora.
Quando tornò mia zia trovò tutto ordinato e sua figlia nel letto che riposava o perlomeno faceva finta di dormire.
La cosa finì lì ma dopo una settimana non mi sentivo tanto bene. Avevo febbre alta e sono stata costretta a stare a letto.
Mia madre telefonò alla sorella e mia cugina Marina si offrì di farmi compagnia per ricambiare il favore.
Era ovvio che accettassi la sua proposta; la volevo vedere di nuovo nuda per godere nel fare sesso lesbico.
Al solo vederla mi passò la febbre. Si era messa in tiro ed era molto carina, anche se non molto alta ma ben proporzionata, lunghi capelli castani, occhi splendidamente truccati, le tette sorrette da un bel reggiseno che lasciava sporgere i capezzoli e due belle chiappette sode e alte.
Non appena restammo sole mi propose di farmi una doccia per rinfrescarmi.
Parlammo del più e del meno come se ci fossimo viste solo il giorno prima, io e lei avevamo un feeling speciale.
Il dopo doccia è stato speciale. Mia madre era rientrata mentre eravamo sotto l’acqua e non ci siamo accorte della sua presenza a casa.
La sorpresa è stata nel trovarla sdraiata sul suo lettone completamente nuda e si capiva che non era la prima volta che lo faceva perché non si è degnata di chiudere la porta e né di chiedere scusa.
Marina è rimasta lì basita a guardarla; sua zia a 57 anni era ancora una donna stupenda e ne dimostrava tranquillamente 10 di meno, non molto alta,  ma perfetta nelle proporzioni, con le gambe snelle, il ventre piatto senza ombra di ciccia superflua, il seno un po’ più grande di quello della nipote ed ancora bello sodo coi capezzoli bruni che si confondevano con l’abbronzatura ed il pube depilato eccettuata una strisciolina di pelo appena sopra le grandi labbra.
Insomma, Marina aveva davanti agli occhi una figa incredibile.
Lei si è avvicinata e mia madre accortasi della sua presenza le fa “Vieni Marina accomodati” indicando il posto di fianco al suo solitamente occupato da mio padre “Se vuoi puoi stenderti mi farà piacere. Spero che non ti vergogni di farti vedere da tua zia”
“Assolutamente no” rispose slacciandosi il reggiseno ”Ti trovo veramente splendida zia. Se non ti conoscessi ti avrei scambiata per una mia coetanea”
“Ti ringrazio ma non esagerare. Piuttosto tu sei veramente tu sei molto bella. Chissà che stragi di cuori!”
Marina si tolse anche la mutandina brasiliana che indossava e si sdraio sul letto.
“Cara ti posso spalmare un po’ di crema? Hai una pelle così bianca!”
“Si mi piacerebbe. La tua crema ha un profumo ottimo che mi piace veramente tanto. Mi aiuteresti per favore?”
“Faccio io non preoccuparti, però potresti chiamarmi Ada invece che zia, mi fa sentire vecchia invece a vederci sembriamo coetanee!”
“Certo zia…. cioè Ada”
A spalmare la crema Ada iniziò dalle spalle per poi scendere verso il culetto e le gambe. Aveva le mani vellutate, leggere e forti, nel passare sulle mie natiche si è fermata un po’; le ha allargate con le dita ed ha sfiorato il mio buchino. E’ stato inevitabile che mi eccitassi.
Mi ha detto “Girati ora” e dopo averlo fatto mi ha massaggiato le spalle, poi il seno e poi più giù l’inguine completamente depilato. Al contatto con le dita i miei capezzoli si sono induriti e dalla mia bocca è uscito un gemito di piacere mentre la fighetta cominciava a colare.
Non era la prima volta che mi facevo toccare da una donna. Io e Luisa, la mia amica, avevamo fatto più per gioco che per altro, più di una volta l’amore lesbico con grande soddisfazione di entrambe, ma ora era mia zia che mi toccava e mi eccitava da morire.
Non ci crederai ma le sue dita sono andate sempre più giù e quando giunse alla figa ho aperto le gambe istintivamente e lei ha anche insinuato le dita nella fessurina bagnatissima.
“Sei bellissima Marina” mi ha detto e immediatamente si è avvicinata con le sue labbra alle mie che si si sono aperte in un bacio languido pieno di erotismo e molto voglioso di provare sensazioni nuove. Ci siamo baciate a lungo mentre le nostre mani esploravano i nostri corpi nudi. Ada è andata a titillare un capezzolo con la lingua mentre con le dita esploravano la mia fighetta ed io, presa nel vortice della lussuria e della seduzione, gemevo sempre più forte sentendo arrivare il momento del massimo piacere.
Il massimo l’ho avuto quando la sua lingua è arrivata sul mio clitoride gonfio di desiderio; allora sono esplosa in un orgasmo squassante inarcando la schiena verso di lei e spingendo con le mani la testa di Ada tra le mie cosce.
Ada ha, poi, continuato a leccare entrando nella mia fighetta con la lingua che mi sembrava bollente. Mentre si girava e si metteva su di me, metteva la sua figa a portata della mia bocca. Con le dita le ho allargato le grandi labbra e ho iniziato a leccare quella figa molto bella.
Ciò che lei produceva era profumatissimo e buono. Il sapore era migliore di quello della mia amica. Per tutta la situazione che si era creata e per la bravura di zia, abbiamo raggiunto in pochi minuti un orgasmo travolgente che ci ha fatto urlare di godimento.
“Marina, amore mio, sei stata fantastica!” è stato il suo commento appena ripresa
“Anche tu. Ti devo confessare che non ho mai goduto così intensamente. Però non sono lesbica” mi affrettai a chiarire sorridendo, baciandola e guardandola negli occhi come se fossi innamorata di lei.
“Neppure io cara, ma ciò non toglie che ci si possa divertire anche fra donne. Non ti pare?” ed ha anche aggiunto “Devi sapere che io e tuo nonno non ci siamo mai fatti mancare nulla in fatto di sesso. Infatti lui era un bel mandrillone ben dotato e mi ha insegnato molte cose sul sesso; prima fra tutto che bisogna godersela senza tabù o vergogna. Perciò ho voluto fare l’amore con te anche se sei mia nipote”
In quei momenti Marina aveva scoperto di avere una zia eccezionale. Avevano fatto l’amore e lei l’aveva fatto sembrare la cosa più naturale del mondo, come fu naturale mettendola a suo agio. Il caldo della giornata è stato complice ed allora hanno deciso di stare in casa senza nulla addosso sempre pronte a baci, carezze ed orgasmi travolgenti.
Entrambe però avevamo bisogno di quel qualcosa in più che mancava; era l’assenza di un bel cazzo che ci stantuffasse le fighette.
Nel parlarne il pomeriggio a letto mentre ci baciavamo senza sosta, abbiamo deciso che era necessario farci scopare e la migliore occasione sarebbe stata nell’uscire per farci rimorchiare da qualche bel maschietto.
Io ero a letto con la febbre e la scusa della compagnia era per farsi la lesbicata tra zia e nipote.
Nonostante la febbre mi sono levata dal letto con la scusa di andare in bagno e le ho viste mettersi ben in tiro indossando gli abiti più striminziti o per meglio dire quasi inesistenti. Quando furono pronte, guardandosi, si misero a ridere, praticamente senza accordi si erano vestite, se così si può dire, quasi allo stesso modo: gonna corta svasata, un top di cotone che a malapena copriva il seno e sandali col tacco altissimo. Sembravano due troie e forse lo spirito era quello.
Il trucco era appena accennato e la leggera abbronzatura dava loro una bella aria tanto che sembravamo quasi sorelle anziché zia e nipote.

Ciò che ti dico, cara Emma, me l’ha raccontato Marina qualche settimana dopo, quindi non sono fatti che ho visto con i miei occhi.


Per non fare le cose tanto sporche e mantenere la riservatezza, in auto sono andate in una vicina località e, dopo aver parcheggiato si sono messe a passeggiare sul lungomare. Erano circa le undici di sera e c’era parecchio movimento di giovani e anche meno giovani con cui camminando incrociavamo gli sguardi, preferendo quelli dei ragazzi.
Avevano notato ed anche commentato l’aspetto di alcuni giovani ma fino a quel momento non si erano fatte abbordare da nessuno.
Poi decisero di sedersi all’esterno in un bar bere una bibita. Non è passato molto tempo ed ecco che due ragazzi che avevano già visto si avvicinano e restando in piedi si rivolgono a loro “Ciao ragazze, possiamo offrirvi qualcosa da bere? Io mi chiamo Luca e lui è Andrea”
Ada ed Marina si sono scambiate uno sguardo d’intesa sorridendo felici di avere quei due maschietti coraggiosi davanti a loro; i due erano due bei esemplari di maschio. Luca era biondo Andrea capelli scusi, entrambe con gli occhi castani, il loro fisico era muscoloso ma non erano i classici palestrati, la loro pelle abbronzatissima. Indossavano pantaloni lunghi leggeri e delle magliette eleganti e non appariscenti o volgari.
Dagli sguardi di intesa con Ada si capiva benissimo che non potevano certo deluderli.
“Accomodatevi pure, io sono Ada e lei è Marina” disse Ada
Andrea si è seduto vicino a Marina mentre Luca vicino ad Ada. Da come si comportavano e da come si sono accomodati, credo che avessero deciso in anticipo la divisione delle prede ignorando che le prede erano loro, poveri ragazzi!
“Siete molto carine, siete sorelle?” chiesero
Prima che Ada potesse rispondere la nipote disse “Si, Ada è mia sorella” e Andrea “Pensavamo foste gemelle, siete vestite uguali!”
Tra sorrisi e piccole frasi carine ma anche stupide sono andate avanti con la reciproca conoscenza.
I ragazzi hanno fatto tanti complimenti di circostanza ed i loro sguardi si perdevano spesso tra la loro cosce generosamente esposte mentre i gli sguardi di zia e nipote erano interessati ai pantaloni che si ingrossavano sul davanti.
Sono rimaste lì in quel bar sin dopo la mezzanotte ed in quel periodo di tempo quei ragazzi allungarono le mani ed accennarono qualche bacio che le due donne non hanno certo rifiutato.
“Che ne dite di andare in un locale un po’ meno affollato?” ha suggerito Andrea.
L’invito sembrava opportuno e abbracciate ai cavalieri si sono avviate verso la loro auto.
Ada si è sistemata dietro con Luca mentre Marina era davanti a fianco ad Andrea che guidava.
Durante il tragitto, che fu abbastanza breve, ogni tanto Marina si voltava per scambiare sguardi di approvazione con Ada ed ha notato che Luca si era già dato da fare baciando Ada ed infilandole una mano sotto la gonna; Andrea ogni volta che cambiava marcia allungava la mano sulle cosce di mia cugina finché arrivò finalmente alla fighetta bagnata che non aspettava altro.
In una delle volte in cui si è voltata per fare un sorriso complice alla zia ha visto che Luca le aveva tolto il perizoma, le aveva messo due dita dentro e con il ditone della mano la stava sgrillettando.

E’ stato un miracolo che non siano andati fuori strada perché Andrea aveva più le mani addosso a Marina che sul volante.

Comunque bene o male sono arrivati tutti sani e salvi. Ada era nuda nell’intimità e Marina, per non essere da meno, prima di scendere ha sfilato il perizoma appendendolo allo specchio retrovisore.
Il locale era una specie di Club privé con discoteca e salottini più o meno appartati, il gestore ha accolto Luca ed Andrea come vecchi amici, evidentemente li conosceva, e li ha fatti accomodare accompagnando il gruppo in uno dei salotti più defilati.
Nel passare tra i tavolini e le poltrone hanno lanciato, dove possibile, lo sguardo per familiarizzare con l’ambiente ed hanno notato che c’era parecchia gente che ballava; erano giovani e meno giovani e notarono anche che in alcuni salottini c’era una certa ‘attività’ un po’ spinta, in particolare gli occhi furono catturati da una donna che, inginocchiata, aveva in bocca il grosso cazzo di un uomo che se ne stava seduto su un divano.
Marina di ciò che aveva visto e dell’idea che si era fatta non le ha fatto nessuna impressione, anzi pensò che era proprio l’ambiente adatto a due troie come lei e la zia. Non so cosa pensasse Ada ma suppongo che abbia avuto lo stesso pensiero.
Per sciogliere l’imbarazzo si sono date alle danze coi loro accompagnatori ma dopo circa venti minuti la voglia di sesso le ha prese nuovamente e sono tornate al loro salottino arrapate più che mai.
Si sono sdraiate sul divanetto con le cosce spalancate e visto che erano senza slip, i ragazzi hanno iniziato a baciarle, ad accarezzare le tette ed a leccare la figa; era il loro desiderio ed alle due non restò che mugolare andando in calore.
La lingua di Andrea lappava la fighetta di Marina godendosi i succhi che uscivano abbondanti mentre Luca infilava tre dita nella vagina di Ada succhiandole il clitoride gonfio.
Ben presto raggiunsero l’orgasmo che le trovò allacciate in un bacio lussurioso con le lingue che saettavano all’interno delle nostre bocche.
I ragazzi man mano che le manipolavano si erano spogliati ed ora presentavano i loro cazzi duri da succhiare.
Con Ada ci fu uno scambio di sguardi per dirci senza parole “Ecco il nostro oggetto del desiderio”. Ovviamente le due troie non hanno fatto passare neanche un secondo per prendere in bocca le grosse cappelle.
“Forza troie fateci un bel pompino!” disse Luca infoiatissimo “Non ho mai trovato due sorelle così troie. Scommetto che ve la leccate tutti i giorni, vero?”
“E’ vero” rispose Ada prima di imboccare il cazzo di Luca. Ciò che lì per lì poteva essere una fantasia erotica era la realtà.
”Però preferiamo i vostri bei cazzi” ha aggiunto Marina.
Il cazzo di Andrea era piuttosto grosso anche se non molto lungo ma grosso al punto che Marina ha avuto difficoltà a farlo entrare nella boccuccia; quello di Luca invece, oltre che grosso, era pure un bel cazzone lungo, snello e con due palle gonfie che Ada, da esperta pompinara, riusciva ad ingoiare quasi per intero senza avere conati.
I ragazzi erano veramente super eccitati e non ci misero molto a venire riempiendo le bocche di nipote e zia con abbondanti fiotti di sborra calda talmente abbondanti che Marina non riuscii ad ingoiare tutto e parte di quella bontà le colò dalla bocca sul mento e sul petto su cui si è avventata Ada che ne ha approfittato per leccare le tettine della nipotina ingoiando il dolce seme per poi andare a baciarla lascivamente mischiando i sapori dei due maschietti.
I due, che nonostante la recente sborrata non avevano perso l’erezione a causa della scena piuttosto arrapante che avevamo messo su, le sollevarono come fuscelli facendole mettere l’una di fianco all’altra alla pecorina per poter poi affondare i loro uccelli nelle fighe che dire fradice era poco.
L’ingresso dei quei grossi cazzi causò in entrambe un altro orgasmo squassante con relativa sbrodata.
Ora ci sentivamo finalmente piene ed appagate con un bel cazzone dentro.
Le scopate con quei due non finirono lì.
Di solito i maschi dopo l’orgasmo hanno il cazzo moscio; così è stato anche per loro ma non tardarono a ringalluzzirsi ed hanno regalato altri orgasmi.
Andrea si è sfilato dalla vagina sdraiandosi sul divano, Marina gli ha accarezzato i coglioni per poi prenderlo nuovamente in bocca sentendo così il sapore dei suoi umori misto a quello dello sperma. Nel frattempo la voglia era tornata a anche a lei ed allora ha pensato bene di ripulirlo ed impalarsi sul suo bastone, cavalcandolo.
Ada, vedendo la posizione presa dalla nipote, le ha leccato il buchino del culo inserendo un dito e poi un altro; lei leccava allargandole le natiche lubrificandole l’ano che palpitava come una piccola bocca.

La zia si stava dimostrando una vera troia navigata evidentemente con il marito lo avevano fatto altre volte.

Poi Marina l’ha sentita dire “Vieni Luca, incula questa bella troietta, non aspetta altro!”
Immaginati la felicità di quel ragazzo! Luca non se lo ha fatto ripetere due volte e sfilato il cazzo dalla figa di Ada ha appoggiato la cappella sul culo della ragazza.

Marina mi ha detto che prima di allora non aveva già fatto sesso anale e l’idea di farlo non le dispiaceva.
Certo che quel cazzo che si preparava ad invaderle l’intestino non era somigliante per le dimensioni a vibratori o dildo provati in precedenza.
Per fortuna gli abbondanti succhi della zia sul quel bastone e la lunga leccata in cui si era prodigata gli permisero di penetrare con una certa facilità e non molto dopo Marina si trovò piena del suo cazzo che cominciò ad allargarle lo sfintere oltre misura.


Ecco, in quell’occasione mi ha detto che ha provato qualche dolorino che ha sopportato e che subito le è anche passato lasciando posto al piacere. Pensa tu che non ha avuto neanche perdite di sangue, evidentemente ha lo sfintere ben elastico!
“Che bel culetto stretto, vedrai che poi potrai prenderne quanti ne vuoi troietta” ha chiesto Andrea a Marina che era impalata su di lui e col cazzo di Luca nel culo godeva come una cagna in calore mugolando e urlando frasi sconnesse. In pratica era stata presa a sandwich. Che bella posizione! Ti fa sentire femmina nel vero senso della parola. Hai delle sensazioni animalesche, credimi Emma!


…. e Marina ha proseguito a farsi chiavare?

Eccome! Tanto che ha detto “Siii scopatemi come una vacca! Sono piena di cazzo! godoooooo!!”
“Godi piccola godi!” sussurrava Ada “Sei stupenda, sei proprio una troietta come tua madre”
A quelle parole Marina non fece caso; la frase sembrava così enigmatica anche perché avendo dentro i due stalloni che le riempivano figa e culo di sborra bollente quasi in contemporanea, non è che avesse il tempo di capire bene ciò che si diceva.
Comunque in lei stava montando l’ennesimo orgasmo che la lasciò sfinita, distrutta.
Zia Ada, da persona esperta, si affrettò leccare rivolo di sperma che scendeva nonostante quei cazzi meravigliosi dentro.
I cazzi si ammosciarono e si sfilarono dai miei buchi.
Ero a pezzi e per ringraziarla non volevo lasciare Ada senza cazzo. Quindi mi sono affrettata a prendere in bocca i due cazzi per riportarli all’erezione. Non ci ho impiegato tanto e passati pochi minuti, non so se sia stato l’ambiente oppure la voglia repressa, i due pali svettavano in attesa di far provare ad Ada il sandwich.
Ora Ada era impalata su Andrea che si era disteso sul divano e mia zia si è messa su di lui volgendole la schiena impalandosi sul grosso cazzo nel culo, quindi Luca si è messo tra le sue gambe invadendole la figa col suo cazzo.
La zia ha iniziato a godere non appena il sandwich è stato completato con i due cazzi dentro; iniziarono lentamente ed alla fine l’hanno scopata a lungo facendola godere più e più volte ed infine l’hanno riempita di sborra calda.
Avendo visto Ada, Marina ha imparato all’istante la lezione ed allora quando i due si sono sfilati, lei è andata a leccare lo sperma che colava dalla figa e dal culo e poi baciarla.
“Che scopate ragazzi!” ha esclamato Luca.
“E che troie le sorelline!” ha aggiunto Andrea e Ada intervenendo “Veramente non siamo sorelle ma solo zia e nipote e per essere troie dobbiamo confermarvelo: si, siamo delle vere troie, vero Martina?” e tra loro due scoppiò una sonora risata
“E’ vero zia siamo proprio delle belle troione!” rispose ridendo Marina e la zia che ancora rideva “Chissà se tuo zio, mio marito, sarà d’accordo a farti partecipare?”
I ragazzi erano lì incantati a bocca aperta e credevano che fosse una fantasia.

Cara Emma chi è rimasta sorpresa sono stata io quando ho scoperto che le due troie, in senso buono, erano amanti.
Mi rimane una curiosità: chissà se lo zio ha accettato Marina sul suo cazzo oppure se ha assistito alla leccata di Ada?