i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Quel giorno la solita telefonata pomeridiana che Nicole faceva a Mattia mentre era lui in azienda, non lo lasciò contento e sorridente come le altre volte, poichè Nicole chiese al suo amico di andare a una pizzata coi suoi amici sabato sera al quale era stata invitata.
Mattia era perplesso:
" Non lo so Nicky. Mi presenteresti come il tuo fidanzato?"
" A questo punto direi di sì. Anche se non è ufficiale possiamo dire di essere una coppia ormai, o no?
" Sì, questo è vero, siamo una coppia. Ma la cosa non mi convince lo stesso perchè..."
Nicole non lo lasciò finire:
" Perchè ti imbarazza rendere la cosa pubblica? Hai vergogna di me?'"
" Ma che dici, Nicky!. Sai qual'è il problema , vero? I 10 anni di differenza tra me e te, immagino che i tuoi amici avranno la tua età e io potrei sentirmi fuori luogo.
" Matti, guarda che ho anche amici più grandi. Per esempio le due con cui mi hai visto fuori dalla scuola di danza, Lara e Paola, hanno un anno più di me".
" Capirai Nicky, un anno".
" C' è anche il tipo a cui avevo fatto una sega, lui ha 4 anni più di me".
" Va già meglio ma di quello potrei essere geloso".
" C'è mia cugina col suo moroso, lei ha 3 anni più di me e il suo ragazzo tre più di lei, quindi 6 più di me. Comunque Matti, guarda che non saremo un' orda selvaggia. Saremo 10-12 persone, tutte piuttosto tranquille. E poi naturalmente tu sarai sempre vicino a me, anche perchè se le altre ti guardano troppo le sgozzo".
" Va bene, dai Nicky- mi hai convinto".
" Ti prometto che il dopo-cena, quando saremo soli io e te, sarà indimenticabile. Ciao".


... mentre tornavano in macchina dalla cena una arrabbiata Nicole stava sgridando Mattia scimiottando la sua voce:
" Non vengo, non vengo... siete tutti piccolini... poi è bastato che Paola ti dicesse una parola carina per cominciare a fare lo stupido"
" Ma che dici Nicky.? Mi ha solo fatto sciogliere un po'..."
" Sì sì... intanto non le staccavi gli occhi di dosso mentre facevi il brillante con le tue barzellette del cazzo". A Mattia veniva da ridere mentre guidava perchè si sentiva innocente e provò a fare una carezza ai capelli di Nicky.
"
" Non mi toccare"- strillò lei " E non ridacchiare sotto i baffi che mi fai incazzare ancora di più quando non mi prendi sul serio".
" Cavolo Nicky- commentò Mattia - Non pensavo che fossi così gelosa". La ragazza si avvicinò al volto di Mattia sussurandogli: "Sono una belva. Ricordati che ho sangue caldo del sud nelle mie vene".
Vedendo che non accennava a calmarsi Mattia decise di fare il primo passo:
"Ok Nicky. Un po' avevo bevuto, un po' Paola è una bella ragazzina e mi ha saputo prendere bene, forse mi sono lasciato prendere la mano e ti chiedo scusa se ti ho fatto star male". Nicole in silenzio fece un cenno di assenso e Mattia pensò che fosse quello il momento giusto per dirle una cosa:
" E comunque Nicole, sei tu la ragazza che amo!"
Nicole pensò di non aver capito bene:
" Cosa hai detto?" urlò
" Ho detto- rispose Mattia inchiodando nella strada deserta per poterla guardare neglio occhi- che ti amo!" Si fissarono a lungo, senza parlare, poi Mattia le prese il volto tra le mani, accarezzandole i capelli, e la baciò. Un baciò che a Nicole ricordò il loro primo bacio nel salone di Mattia, di una tenerezza unica e indescrivibile. Mattia, sempre accarezzandole i capelli, le chiese: " Sono perdonato?"
Lei fece cenno di sì e poi gli chiese:
" Portami nel tuo castagneto". Mattia ubbidì: non era la prima volta che andava nel suo castagneto in notturna ma andarci con una ragazza era una cosa magica. Nicole si appoggiò con la schiena a un castagno, si slacciò la cintura e il primo bottone dei jeans attillati che indossava prima di rivolgersi a Mattia che la osservava: " Matti, il perdono per essere completo, richiede che tu ti dia fare in questa maniera.
Mattia aveva capito perfettamente il desiderio di Nicole, diede un rapido ma intenso bacio alla ragazza, si tolse la giacca, la buttò a i piedi di Nicole e vi si inginocchiò sopra: a quel punto con gesti lentissimi slacciò gli altri bottoni dei jeans di Nicky scoprendo le sue mutandine. Prese i lembi dei pantaloni stretti e li abbassò pian piano lasciando scoperte poco alla volte le gambe tornite da ballerina sulle quali posò le labbra dando dei teneri morsi prima su una e poi sull'altra. Poi le abbassò le mutandine fino alle caviglie lasciando scoperto il sesso desideroso di Nicole, che guardava Mattia con attenzione ossessiva ai suoi gesti. Mattia inspirò prima l'odore di femmina di Nicole, un gesto che faceva sempre prima di usare la sua lingua sulla vagina della ragazza. Quella sera Mattia percepì più forte l'odore di Nicole: era l'odore dell'eccitazione, del desiderio e della voglia speciale di quella sera. Come sempre cominciò a baciarle le grandi labbra centimetro per centimetro prima di immergere la sua lingua nelle profondità bagnate di Nicky. Nicole ansimava, le parole "ti amo" avevano fatto un effetto sconvolgente sia sulla sua mente che sul suo corpo, che rispondeva proliferando copiosi umori. Non ci mise molto a venire e quando lo fece tenne la testa di Mattia, seppur con delicatezza, attaccata al suo organo, era una cosa che non faceva mai ma che quella sera voleva ribadire il legame speciale tra i due. Mollata la presa, Mattia ancora in ginocchio guardò Nicole, ancora nuda dalla vita in giù, negli occhi. La ragazza gli parlò con franchezza: " Me la lecchi sempre bene ma stasera ho goduto come una pazza. Scusa se ti ho tenuto la testa, mi è venuto istintivo, magari ti ha fatto anche schifo". Nicky-. disse Mattia rialzandosi e aiutandola a rivestirsi- di te non mi fa schifo niente!