i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Quando i suoi amici Jack e Terry l’avevano convinta a vedere una partita di lacrosse insieme a loro, Lisa aveva accettato non tanto per interesse verso quel tipico sport nordamericano, ma quanto per vedere quanto reale fosse il detto sui giocatori di lacrosse, definiti < cool kids>, i fighi. E poi… era qualche tempo che Lisa non aveva storie, né serie né meno serie: chissà se nelle due squadre avrebbe potuto esserci qualche ragazzo intrigante con cui provare a intessere una relazione. Quando era in tribuna insieme ai suoi due amici, Lisa aveva notato soprattutto il numero 5 della squadra con la casacca bianca: pur capendoci poco di quello sport, le era sembrato che stesse giocando piuttosto bene, come confermatole da Jack e Terry, tifosi da molto tempo. Quando il numero 5 segnò il punto decisivo per la vittoria della sua squadra, andò ad esultare sotto la tribuna di Lisa togliendosi il casco e salutando i propri supporters. Quando lo vide senza la protezione del volto, e così vicino alla sua postazione, Lisa non potè fare a meno di pensare dentro di sé: “Porca miseria, che figo”. Il suo volto dai lineamenti ben definiti e il suo fisico atletico la colpirono immediatamente. Certo, Lisa non era meno bella di lui: 23 anni, alta 1 e 75, capelli neri, lunghi e lisci, un seno che era contenuto in una seconda ma che , anche se non troppo grande, era ben fatto e talmente sodo da sfidare la forza di gravità. Andava in palestra due volte alla settimana e le sua forma fisica era sottolineata anche dalla tonicità dei glutei, che stretti nei leggins potevano apparire di marmo. Insomma, un bel bocconcino desiderabile e desiderato da molti ragazzi del suo campus. Ormai aveva raggiunto l’ultimo anno e qualche esperienza l’aveva avuta: storie più o meno durature ma anche diverse avventure di una sera. Fu Terry a distoglierla dai suoi pensieri:
“ Guarda che la partita è finita, Lisa. Dobbiamo andare”
“ Eh? Ah sì sì. Andiamo”.
“ Mi sa che il numero 5 ti ha ipnotizzato”- commentò Jack
“ Cavolo, ma voi avete mai visto un ragazzo così bello?”
“ Io sono molto meglio” scherzò Jack prima di ricevere una manata nella nuca da Terry.
Lisa se ne tornò a casa. In quei giorni era presa dallo studio ma nonostante la buona volontà era distratta e ciò che leggeva sui libri non le entrava in testa. Stava pensando a quel favoloso numero 5 della squadra bianca di lacrosse e fantasticava su come avrebbe potuto soddisfarlo se fosse mai entrato nel suo letto. Ma al momento non sapeva nemmeno il suo nome e dove cercarlo. Lisa se lo ritrovò fra i piedi prima di quanto si aspettasse: il giorno dopo al campus lo incrociò casualmente nel giardino. Dopo averlo sorpassato rimase immobilizzata nei suoi pensieri: “ Frequenta questo posto e non l’ho mai visto. Come è possibile?”. Tornò indietro e utilizzò tutta la spudorataggine tipica dei suoi primi approcci:
“ Ehi. Scusa”.
Lui si girò e la guardò interrogativo:
“ Sì?”
“ Ciao. No, noi non ci conosciamo ma ieri ti ho visto alla partita e…. volevo farti i complimenti. Hai giocato benissimo”
Il ragazzo si sciolse in un sorriso:
“Grazie. Ma tu… sei una nostra tifosa? Non mi sembra di averti mai visto sugli spalti”.
“ No. Abitualmente non seguo il lacrosse ma ieri sono venuta con due miei amici e … mi sono divertita”. Mi chiamo Lisa” aggiunse tendendogli la mano”
“ Zack” si presentò lui. “ Ora spero che ci seguirai un po’ di più”.
“ Sicuramente. A presto, allora”.
“ Tra due settimane giochiamo nuovamente in casa alla solita ora. Però se ti fa piacere vedere la squadra, il mercoledì e il giovedì pomeriggio ci alleniamo a porte aperte, in modo che anche il pubblico possa supportarci un po’ di più durante la settimana”.
“ Bene. Allora ci vedremo mercoledì pomeriggio. Ciao Zack”.
“ Ciao Lisa”.
Era stato più facile del previsto per Lisa sapere dove trovarlo e sicuramente non sarebbe mancata all’allenamento del mercoledì. Ora toccava a lei sfoderare tutto il suo fascino.