i racconti di Milu
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Indice
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Io e Giulia stavamo pensando ad un viaggio al mare in periodo invernale da quando era finita l'estate lasciandoci uno strascico di nostalgia per il mare, il sole e il caldo.
Giulia trovò un'offerta nel periodo natalizio per Tenerife, i biglietti aerei costavano pochissimo ed eravamo entrambi euforici di andare alle Canarie lasciandoci alle spalle il gelo di Milano.
Non prenotammo subito l'albergo perché io avevo l'incognita del lavoro, non sapevo se avrei avuto le ferie e quindi mentre i soldi per l'aereo erano una perdita di poca importanza perdere anche i soldi dell'albergo sarebbe stato molto pesante. Quindi decidemmo di aspettare la certezza della partenza.
La sfortuna associata al pessimo atteggiamento del mio capo nei miei confronti fece sì che ottenni le ferie solo 5 giorni prima della partenza,
Giulia iniziò a cercare posti economici dove dormire ma i B&B migliori erano tutti occupati, trovammo però un'offerta Interessante in un paesino non lontano da Los Cristianos, le recensioni del proprietario erano ottime e decidemmo  di bloccarlo subito.
Arrivammo a Tenerife la seconda domenica di dicembre, ci colpì subito il clima caldo in pieno inverno, eravamo estasiati.
Giulia aveva il contatto telefonico del padrone di casa e si erano sentiti soli via messaggio ma si era mostrato molto cordiale disponibile. Spiego a Giulia quali mezzi prendere per arrivare all'appartamento e dando l'indicazione che si sarebbe fatto trovare in strada davanti casa sua.
Giulia aveva un dolore alla spalla quindi mi sobbarcai io di tutti i bagagli, ero in effetti carico come un mulo ma ero felicissimo per la vacanza che mi aspettavo, amavo pazzamente Giulia, lei era una meravigliosa ragazza di trent'anni, bionda capelli mossi, occhi verdi, solare, altezza media ma esile di corpi, seno piccolo e un culo che mi faceva uscire di testa, era inoltre molto focosa e passionale.
Anche io sono un ragazzo piacente , forse un po' timido, fisico atletico e curato, capello neri corto e altezza leggermente sopra la media. Le donne non mi sono mai mancate ma Giulia era diverso, fu il primo e vero unico grande amore.
Il proprietario era davanti all'ingresso di casa che ci aspettava, noi arrivammo dalla fermata del Bus molto trafelati, impossibile non notare come l'aspetto del proprietario era difficilmente associabile alla persona garbata e gentile con cui Giulia aveva scambiato dei dei messaggi. Alto, molto massiccio con una pancia imponente, era impressionante la grandezza del collo e delle braccia. Aveva le braccia piene di tatuaggi, di quelli poco definiti che fanno pensare ai carcerati di un tempo. Capelli brizzolati, barba folta, entrambi grigie chiare, avrà avuto un sessantina di anni mal portati.
Ci accolse molto freddamente al nostro saluto caloroso rispose glaciale
"Eccovi finalmente, seguitemi"
Lo seguimmo stupiti e anche preoccupati perché la nostra vacanza che tanti sognavamo avremmo dovuto rapportarci ad un proprietario così scorbutico.
Ci accompagno fino all'ingresso dell'appartamento che si trovava all'interno di un residence. Notai che altre persone del residence come ci incontravano abbassavano lo sguardo e e nessuno salutava il nostro proprietario che come camminava con atteggiamento da boss mafioso. Arrivammo davanti alla porta e mentre stavamo entrando sia io che Giulia lui la blocco sull'ingresso.
"Tu aspetta qui" mettendole la mano possente sulla spalla, entrò in casa insieme a me e dopo richiuse la porta. Io e Giulia non avendola forza e la prontezza di dire nulla tanto era lo stupore e la paura.
Mi prese per un braccio e quasi mi sollevò di peso come se fossi una piuma, mi porto al centro della stanza dove finalmente mi liberò
"Ascoltami bene coglione. Qualsiasi danno facciate in questa casa lo pagherete dieci volte di più. Vi conviene comportarvi bene.
In questo paese io sono il più temuto e ti auguro di non capirne il motivo"
Abbozzato un
"Ma come si permette, andiamo subito via da qui...'
Mi arrivo uno schiaffo che mi fece cadere in terra, il tipo era di una forza e una cattiveria che non potevo pensare di competere
"Non hai capito nulla, voi restare qui e alla fine mi scrivete davanti a me anche una recensione di quanto vi siete trovati bene, hai capito?"
Mi guardava fisso negli occhi, mi resi conto che tremavo di paura, mi ridisse ma con voce più forte
"Hai capito?"
Risposi tremante di Si.
"Bene, ora fai entrare la tua troia, vai al bar a bere qualcosa, sei mio ospite, ti daranno anche del ghiaccio per quel labbro.fai mettere tutto nel conto di Guito.muoviti"
Mi alzai spaventatissimo,avrei voluto scappare portando via Giulia ma non avevo idea di dove andare o di cosa ci avrebbe fatto.
Come aprii la porta Giulia era davanti, rossa in viso che non capiva cosa stava succedendo, appena mi vide il labbro si spaventi ancora di più e mi abbraccio
"Amore ma cosa è successo? Andiamo via da qui"
"Nulla tesoro, entra che ti vuol parlare, tra poco dovrebbe andarsene"
Giulia si inviperì al pensiero che quel tipo mi aveva picchiato ed entrò decisa per dirglielo quattro, dopo pochi secondi, sentivo solo Giulia urlare ma poi la porta mi si chiude davanti, sentii poi un giro di chiave. Poi il silenzio che durò diversi istanti... Non sapevo cosa fare,mi sanguinava il labbro, alla fine decido di andare al bar.
Come dissi che dovevano mettere nel conto di Guito mi guardarono con commiserazione e mi offrono una birra.
La bevetti quasi a goccia, avevo fretta di tornare da Giulia.
Quando arrivai la porta era ancora chiusa ma non si sentivano rumori di persone... Sentivo rumori che venivano da dentro ma non capivo. Alla fine bussai e sentii la voce del tipo urlarmi con vigore
"Ti ho detto di andartene al bar coglione. Ti chiamo quando abbiamo finito".
Ero terrorizzato, andai al bar.
Aspettai circa 40 minuti quando finalmente arrivò il proprietario di casa, mi si affianco e mi diede una pacca sulla spalla.
Si rivolse gentilmente a me
"Tua moglie ti sta aspettando a casa. Stasera siete ospiti a cena a casa mia. Ora vai a rilassarti"
Corsi da Giulia, la porta era aperta ed entrai correndo,Giulia era nuda nel letto, aveva il viso rosso con delle chiare e abbondanti chiazze di sperma sul viso. Era coricata a pancia in giù.. non piangeva e non dormiva... Era solo devastata. Non parlava. Notai il rossore nelle chiappe e mi cadde l'occhio nel suo ano, era completamente aperto... Era chiaro che il tipo l'aveva brutalmente stuprata.
Aspettai che si risvegliasse da quello stato in cui si trovava, con un asciugamano umido le pulii le guance dallo sperma, quando la vidi riprendersi la portai in bagno per una doccia calda.
Dopo la doccia si sedette e iniziò a parlare
"Quell'uomo è un pazzo delinquente, siamo completamente rovinati. Non possiamo neanche denunciarlo. Mi ha raccontato che anche il capo della polizia ha paura di lui e che spadroneggia in tutto il paese con il terrore"
"Ma cosa ti ha fatto?"
"Che cazzo di domande fai? Non lo vedi cosa mi ha fatto? Dopo aver chiuso la porta mi ha tappato la bocca, con una mano mi ha sollevato e portato di peso nel letto. Poi mi ha minacciato, spaventato, terrorizzato e obbligato a fare quello che voleva lui"
La guardai nel viso, era stravolta ma anche in imbarazzo, io la guardavo e non sapevo cosa dire o fare, ero sconvolto. Le chiesi solo
"Ti è piaciuto?"
Lei abbassò lo sguardo, diventi rossa poi mi disse"neanche ti rispondo"
Note finali:
Per suggerimenti o consigli
giorgiodom74@libero.it