i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Alta 156 cm, molto minuta ma sensuale, fisico minuto e asciutto, cosce e sedere sodo e un seno non abbondante ma dalla forma invitante.
Questa è Federica una ragazza simpatica socievole e deliziosa per educazione e gentilezza.
Conobbi Federica in un bar, era il mio bar di fiducia dove tutte le mattine io facevo colazione, la mia solita colazione, brioshe caffè e bicchiere di acqua prima di una sigaretta.
La conobbi fortuitamente, stavo facendo colazione e lei entro nel bar trafelata, era fine dell'estate e lei era vestita con una minigonna in jeans e una canottiera, delle scarpe con un tacco alto la rendevano molto interessante.
Entro nel bar velocemente, prese un cappuccino e sempre di fretta si avvicinò alla cassa per pagare. Qui entrò nel panico perché aveva dimenticato il portafogli, era in imbarazzo per non avere gli spiccioli per pagare la colazione. Frugava agitata la sua borsetta iniziando a spiegare al cassiere che aveva un colloquio di lavoro e nella fretta aveva dimenticato il portafogli. Era rossa in viso e lo sguardo indispettito del cassiere le alimentava l'imbarazzo.
Lui le disse di non preoccuparsi che li avrebbe portati ma lei continuava a frugare la borsa cercando qualche moneta per salvarsi dalla situazione di imbarazzo.
In quel momento mi alzai, volevo renderla preda delle mie perversioni e quella era un occasione ghiotta.
Pagai il mio conto e il suo. Lei inizialmente mi guardò stupita poi mi disse che non era il caso le risposi gentilmente
"Non si preoccupi, non diventerò povero per un caffè"
"La ringrazio ma ci tengo a restituirglieli, la ritrovo qui?"
"Per me non è un problema ma se la fa sentire più serena questo è il mio numero, mi chiami e le dirò dove sono. Intanto in bocca al lupo per il colloquio".
Andai via sicuro che mi avrebbe chiamato, avevo inquadrato il personaggio.
Infatti il pomeriggio mi chiamo per dirmi che voleva restituirmi i soldi. Vivevamo dalle parti opposte della città, le dissi se voleva di portarmeli a casa che stavo lavorando al computer. Le mandai un messaggio con la mia posizione.
Federica mi rispose che ero stato molto gentile ma che non le sembrava il caso di andare a casa di uno sconosciuto, il suo fidanzato si sarebbe indispettito.
Le risposi che per me poteva anche non venire e considerare il cappuccino un regalo oppure venire con il fidanzato, ma che sicuramente non sarei uscito per recuperare un euro dato che avevo del lavoro da fare.
Mi rispose che sarebbe venuta perché le ispiravo fiducia e che avere un debito anche se piccolo le metteva ansia.
Arrivo in tardo pomeriggio, mancava poco al tramonto e la feci accomodare invitandola nella mia terrazza.
Aprii una bottiglia di vino bianco e le offrii un drink.  Si accomodò anche se in evidente imbarazzo, sciolsi il ghiaccio chiedendole del colloquio.nel mentre le studiavo il fisico, aveva de leggins che mettevano in vista le forme delle gambe e del sedere e una canottiera che non nascondeva molto del suo seno.
"Guardi non ho idea, questo periodo mi sta andando tutto male. Era un colloquio in uno studio dove cercano una segretaria ma eravamo in 4, mi faranno sapere"
"Diamoci del tu però, mi chiamo Giorgio"
Le porsi la mano e mi avvicinai quasi sfiorandola con il corpo, lei era seduta e per guardarmi era in una posizione scomoda e imbarazzante, aveva il viso quasi all'altezza del mio pacco. Rimasi fermo qualche istante tenendole la mano e lei divenne rossa in viso.
Le versai dell'altro vino e le chiesi
"Parlami del tuo fidanzato"
Lei ancora in imbarazzo per il momento precedente era basita per l'imbarazzo della mia domanda
"In che senso?"
" Da quanto state insieme, se ti rende felice e se è all'altezza della tua passionalità che palesemente hai"
"Scusa ma che domande sono?"
"Tu rispondi"
Rimase interdetta poi diede una risposta veloce
"È un ragazzo adorabile, io lo amo tantissimo"
"Ok. Adesso devo lavorare. Puoi andare"
Lei rimase ancora più interdetta, divenne rossissima e si alzò.
"Torna domani alla stessa ora"
"Ti ho restituito i soldi, perché dovrei tornare"
"Perché ti sto invitando e voglio ancora sapere molte cose di te, ora vai"
" Non credo che tornerò".
La accompagnai alla porta e la chiusi dietro di lei facendole un cenno di saluto.
Federica uscii sconvolta da quell'appartamento così anomalo. Quando arrivo in strada si accorse che non le aveva restituito l'euro.
Non aveva il coraggio e la forza di risalire. Salii nel pulman e gli mando un messaggio.
"Ho dimenticato di restituirti l'euro. Scusami"
"Portalo domani, vieni con un vestitino"
"Non ti faccio decidere cosa mettermi, non so neanche se verrò"
"A domani"
Il giorno dopo dopo aver fatto colazione andai in giro a fare shopping, pranzo frugale e poi a casa a prepararmi per l'appuntamento.
Federica suonò alle 17 in punto, io la accordi con il mio piglio cordiale ma deciso. Le miao un braccio intorno al corpo accarezzandole la schiena e la sorpresi dandole due baci nella guancia.
"Brava. Hai messo un vestitino che mi piace"
"L'ho messo perché mi andava non perché me l'hai detto tu"
Aveva un vestito carino, bianco con la gonna larga e le bretelle fini. Il suo corpo sensuale si intravedeva completamente.
"Dammi l'euro non voglio che tu domani venga per questo motivo da me"
"Domani? Non verrò domani. Poi ho anche un impegno"
"Verrai e alla stessa ora di oggi. Domani metti dei jeans aderenti e una canottiera e stivali"
"Tu sei pazzo"
"Seguimi in terrazza"
Andammo in terrazza e mi sedetti guardandola, anche lei si stava sedendo ma la bloccai
"Non sederti ancora. Vai in frigo e prendi una bottiglia di vino bianco. Versa due bicchieri e portali"
Federica fece quanto gli dissi, era quasi un mio potere. Era turbata, combattuta ma molto intrigata. E il rossore delle sue guance lo manifestava apertamente.
Portò i due bicchieri e fece per sedersi quando la bloccai ancora.
"Non sederti ancora, voglio guardarti. Sei piccolina ma molto sensuale"
Federica rimase in piedi ma abbassò lo sguardo intimidita.
"Allora. Dimmi del tuo ragazzo. Sa che sei qui?"
"Non gli ho detto nulla, sarebbe geloso, anche se io non lo tradirei mai e lui lo sa"
"E sa anche che però vai a casa di uno sconosciuto e ti vesti come lui ti dice?"
Non rispose, era sempre più in imbarazzo. Bevette velocemente il vino per superare il momento
"Versate e ancora e poi torna qui, sempre in piedi ma più vicino a me".
Federica fece quanto le dissi. Quando fu davanti a me mi avvicinai e le misi una mano nel polpaccio accarezzandola. Lei divenne ancora più rossa e rimase immobile al mio accarezzarla.
"Finisci il vino e vai via. Domani vieni alle 20. Ceniamo insieme e ricordati di vestirti come ti ho detto"
Non rispose, rimase ferma e quando mi alzai si allontanò verso la porta. Prima di uscire mi si accostò per darmi ancora i due baci nella guancia ma mi scostai. Le posai la mano sulla schiena, la guardavo negli occhi poi con la mano scesi accarezzandole il sedere ma molto leggermente. Lei a quel contatto si girò spaventata e andò via.
Note finali:
Per commenti o suggerimenti giorgiodom74@libero.it