i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Nella mente hai ancora vivamente stampate le emozioni, calorosamente impresse le suggestioni e animatamente marcate le vibrazioni del piacere assieme agli orgasmi di quella notte, perché sulla pelle cogli ancora nettamente i baci, percepisci le carezze e il bollore dell’altra pelle calda contro la tua. E’ tardi, è vero, con tutto ciò devi correre al lavoro, per il fatto che la luce del mattino illumina il tuo corpo morbido, la pelle e le lenzuola azzurre frattanto che ti rivesti in fretta.

Tu hai raccolto dal parquet l’abbigliamento intimo che nello scompiglio della sera prima era finito per terra, quando la passione e lo slancio non vi avevano lasciato il tempo di mettere in ordine i vestiti né tantomeno i vostri pensieri, entrambi travolti e sconvolti dal desiderio e dal totale trasporto. Attualmente ripensi alla notte appena trascorsa, al sesso irresistibile e travolgente, al piacere che t’ha riempito, dal momento che ti senti ancora sussultare e vibrare come un diapason.

In questo preciso istante sei piegata sul letto con i piedi, le spalle sul materasso e il bacino sollevato, durante il tempo in cui combatti con i jeans aderenti che non vogliono saperne di farsi indossare, come se invece tu lo volessi. La voce al tuo fianco assonnata è la stessa che con ben altro tono ha accompagnato scatenando stanotte i tuoi e i suoi orgasmi:

“Lo sai che hai l’intimo disarmonico e scoordinato?”. Tu nel contempo sorridi annuendo.

“Nessun problema, coordinato ce l’hanno tutte le altre”.

T’abbottoni nel mentre i jeans, ti volti, ti posizioni in ginocchio cavalcioni di chi ti stava di fianco e rapida la tua mano s’insinua tra le sue gambe, che delizia. Ti chini, la baci dolcemente, assaggi le sue labbra ancora una volta, mentre le accarezzi il sesso liscio e caldo e indugi, poi affondi appena, giacché trovi ancora un po’ del suo piacere che ti bagna le dita.

“Sai una cosa? In questo modo gli slip conservano meglio un ricordo di te”.

La baci ancora, poi ti stacchi, sfiori le labbra con le dita umide, le assaggi a tua volta e salti giù mentre t’infili la camicia, guardi ancora la tua amante, semi addormentata e scomposta sul letto disfatto. Gli occhi sono semichiusi, la mano abbandonata tra le gambe dov’era la tua, però le dita sul suo clitoride s’agitano, il seno morbido che hai succhiato cupidamente si muove, il respiro è diventato più celere e disinvolto.

Alla fine raccogli la borsetta e la giacca mentre lei comincia a masturbarsi, esci dalla stanza da letto lasciandola nel rammentare in maniera isolata e solitaria il benessere, la gioia e il piacere che le hai concesso regalandoglielo in maniera lussuriosa.

Fintanto che sulla porta del suo appartamento avverti e senti i primi gemiti sfuggirle insieme al tuo nome, finché cerchi di memorizzare e di ricordarti come si chiama.

{Idraulico anno 1999}