i racconti di Milu
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Al ritorno dalle vacanze la sorpresa.

Un padre, una madre, un figlio, una figlia. Questa è la famiglia cui tutti aspirano. Essi abitano in una vecchia casa colonica ristrutturata e resa confortevole. La casa è circondata da alberi di castagno; è dotata anche di una piscina circondata da un ampio prato. È molto lontana dal centro abitato. Il capofamiglia è un avvocato, ha 40 anni e sua moglie, anche lei avvocato, ne ha 38 mentre il figlio conta 18 anni; è fresco di diploma e la figlia ne ha 20 ed è al secondo anno di università. Fin qui niente di straordinario. Solamente che un giorno le cose cambiano e niente sarà più come prima.
Con mio marito abbiamo deciso di trascorrere una settimana di vacanza. I nostri figli li abbiamo lasciati a casa; sono adulti e non hanno bisogno di essere accuditi. Li abbiamo educati bene. Sanno badare a se stessi. La nostra vacanza è trascorsa veloce ma a noi è bastata per ritemprarci. Ci siamo comportati come fossimo due sposini in luna di miele. È sera tardi. Il taxi ci lascia all’ingresso del vialetto che conduce alla nostra casa, le luci delle camere che danno sul davanti sono spente. Mio marito tira fuori dalla tasca dei pantaloni le chiavi di casa ed apre la porta. Entriamo. È buio completo. Allungo la mano alla parete in cerca dell’interruttore, lo premo e la luce illumina l’ambiente. Ci troviamo nell’immenso salone che funge anche da luogo di accoglienza di eventuali visitatori. C’è silenzio. I ragazzi devono essere nelle loro stanze. Dal salone si diparte una scala che porta al piano superiore dove ci sono le camere da letto: la matrimoniale, quella di mio figlio e quella di mia figlia più altre tre riservate ad ospiti. Siamo nel corridoio. Ad eccezione di un sprazzo di luce che filtra dalla camera in fondo al corridoio che è quella matrimoniale il resto è nel buio assoluto. Ci avviciniamo e più lo facciamo e più ci giungono rumori e piccole grida.
“Sììì, così, dai, dacci dentro, non ti fermare. Sono quasi arrivata.”
Riconosco la voce. È di mia figlia. E so anche cosa sono quelle grida e quegli incitamenti. Mia figlia sta facendo sesso e sta usando il mio letto. Il fratello non deve essere in casa. mio marito mi prende il braccio e mi blocca.
“Torniamo di sotto. Non disturbiamola.”
Lo guardo.
“Ma è la nostra camera. Dove andremo a dormire?”
“Andiamo nel sottotetto. Li ci sono altri ambienti arredati con divani letto; useremo quelli.”
Mi lascio convincere anche se il pensiero che mia figlia si sta facendo fottere sul mio letto non mi tranquillizza. Ci giriamo e stiamo per ritornare sui nostri passi quando sentiamo la voce di un uomo giungere alle nostre orecchie. È quella di nostro figlio.
“Sai Emma cosa mi piacerebbe?”
Cosa sta succedendo in quella camera. Non abbiamo il tempo di raccapezzarci che la voce di nostra figlia ci giunge cristallina.
“Credo di saperlo. Dimmi se indovino. Vorresti che nostra madre e nostro padre fossero qui con noi due e partecipassero attivamente al nostro amplesso. Giorgio è una cosa che ho sempre desiderato. Ci pensi? Papà che mi sbatte e tu che ti fotti nostra madre. Dio come vorrei che in questo momento nostro padre entrasse da quella porta, salisse sul letto e mi sbattesse il suo cazzo nel culo mentre il tuo mi sta frullando nella figa.”
“Ed io vorrei che nostra madre mi cavalcasse poggiando il suo inguine sulla mia faccia in modo che io possa leccarle la figa fino a farla sbrodolare pisciandomi il suo piacere nella mia bocca.”
“Purtroppo è un sogno che rimarrà tale. Dai pensiamo a noi due. Dopo dobbiamo mettere tutto a posto. Hai dimenticato che i nostri genitori rientrano questa sera.”
Per tutto questo tempo io e mio marito siamo bloccati. Quello che abbiamo sentito ci ha scioccati. Non riusciamo a muoverci. Lui mi tiene stretto il braccio. Bisbigliando lo incito a muoversi. Scendiamo al piano di sotto.
“Niente sottotetto. Dai usciamo di casa.”
“E dove andiamo?”
“Chiamiamo un taxi e ci facciamo portare in città andremo a stare in un albergo.”
“E lasciamo i nostri figli a continuare nel loro assurdo amplesso.”
“Che vuoi fare? Una scenata? Ritieni che intervenire in questo momento risolva il problema. Se ho capito bene il fatto non è nato questa sera. Chissà da quando dura. Eppoi dobbiamo anche capire se quello che hanno detto di noi è vero o è fantasia.”
“Tu hai dei dubbi? Io non ne ho. Li hai sentiti con quanto ardore hanno espresso il desiderio di averci insieme a loro.? Quei due sono due perversi. Non sono essere umani. Sono animali. A loro non importa che siamo i loro genitori.”
“Scusa, se ci pensi per loro è normale desiderare di trascinarci nei loro giochi. Loro ci vogliono bene e volersi trastullare con noi è dimostrare il loro sincero amore verso noi due. È arrivato il taxi. Continueremo il discorso in albergo.”
Raggiungiamo l’albergo. Appena entrata nella camera assegnatoci mi spoglio liberandomi di tutti i vestiti. Resto completamente nuda. Ho solo il reggicalze agganciato alle calze di colore nero e le scarpe. Mi distendo sul letto.
“Dai spogliati e raggiungimi. Quello che ho sentito mi ha eccitata. Ho bisogno di te. Prima di continuare a parlare dei nostri figli devo calmarmi. Su, vienimi sopra e dammelo.”
Mio marito si libera dei vestiti e prima di stendere il suo corpo sul mio riesco a vedere il suo cazzo che è ritto come un palo. Il porco è pure lui eccitato.
“Sei come loro. Un pervertito. Di la verità; ti piacerebbe realizzare il desiderio di tua figlia? Ti piacerebbe metterglielo nel culo mentre il fratello se la chiava?”
Lo vedo arrossire ed un debole sì gli esce dalla bocca. Poi con un timbro di voce più sostenuto mi chiede:
“Anche tu sei una bestia. Anche a te piacerebbe sollazzarti con nostro figlio.”
Essendo più spregiudicata gli rispondo a voce alta.
“Sì. È da quando ha cominciato a frequentare il liceo che sogno di farmi cavalcare da nostro figlio e credo che per lui sia lo stesso. Come pure penso che tu sei sempre stato nei pensieri di tua figlia. Dimmi se sbaglio.”
Questa volta non ha timore di rispondermi.
“Hai ragione. Emma è il mio sogno proibito.”
“Perché dici proibito. Ora sappiamo che se entriamo nel loro letto e li possediamo non li traumatizzeremo. Al contrario soddisfaremmo i loro desideri facendo diventare realtà i loro sogni. Dai vieni a prendermi che non ce la faccio più. Sono troppo eccitata. Quando avremo finito li chiameremo e gli diremo che saremo a casa; daremo loro il tempo di sistemare la nostra camera da letto; quando saremo a casa io andrò a salutare nostro figlio e tu andrai a salutare nostra figlia. Quello che succederà dipenderà da noi.”
Mio marito ci diede dentro alla grande. Era talmente eccitato che mi mena nella vulva violenti fendenti col suo cazzo. Di tanto in tanto mi chiama con il nome di nostra figlia. Chiava me ma è come stesse chiavando nostra figlia.
“Sei un porco. Cerca di calmarti; riserva per tua figlia il tuo ardore altrimenti quando sarai con lei farai cilecca,”
“Non darti pensiero. Ho tanti di arretrati da dargli che la sfiancherò.”
È notte quando compongo il numero di casa; tre squilli ed è la voce di mio figlio quella che sento.
“Amore. Vi ho chiamato per dirvi che siamo arrivati. Tra circa un’ora saremo a casa. Avvisa tua sorella.”
Prima di riattaccare sento la voce di mia figlia che dice al fratello:
“Ed ora che facciamo. Io non voglio lasciarti. Ho bisogno di te. Sono innamorata. Dobbiamo trovare una soluzione per continuare a frequentarci. Io non rinuncio a fornicare con mio fratello”
Sento il clic del telefono. Hanno riagganciato. Sorrido. Il mio pensiero corre a loro due.
"Non stare a preoccuparti piccola troietta. Mammina ti ha fatto un bel regalo. Ha convinto il tuo paparino a realizzare il tuo sogno. Questa notte il tuo culetto ospiterà il batacchio di tuo padre e il mio sarà trivellato dal cazzo di tuo fratello."
Così accade ed il futuro cambia le nostre vite.