i racconti di Milu
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Ciao Ragazzi, mi chiamo Andrea e volevo raccontarvi ciò che mi è successo con mia moglie Anna. Mia moglie ha 29 anni ed è una splendida donna con un corpo fantastico e sodo che mantiene in forma con sedute massacranti di palestra e un’alimentazione sana. Ventre piattissimo, cosce sode e un culetto che fa risaltare con leggings, jeans stretti e minigonne mozzafiato che ogni volta che siamo in giro fa girare tutti i maschietti. Abbiamo un’affinità, una complicità sessuale elevatissima che ci porta spesso ad inventarci le scenette più disparate per appagare il nostro grande appetito sessuale dove lei si diverte a far eccitare, con il suo grande fare da troia, soprattutto stalloni sulla 50ina che mai si immaginerebbero di essere provocati, stuzzicati e fatti eccitare da una femmina spettacolare come Anna. Abitiamo in provincia di Saronno e le nostre giornate sono piene del mio lavoro di programmatore e del suo insegnamento artistico in un liceo della città finquando un giorno non si stabilì nel piano sotto al nostro un insegnante di nome Angelo di 53 anni, un uomo ben piazzato brizzolato e soprattutto single. Facemmo conoscenza con lui nelle varie salite e discese delle scale; scoprimmo che insegnava latino in un’altra scuola della città, che adorava il calcio e io non potei non notare che le piaceva soprattutto la fisicità di mia moglie che nel salire le scale mostrava in leggings un magnifico culo solcato da un’eccitante perizoma. Un giorno a cena confidai a mia moglie questo particolare di Angelo e chiacchera dopo chiacchera scattò in noi il desiderio di farlo eccitare, morire di desiderio, soprattutto quando mia moglie venne a scoprire un particolare molto aprrezzato dalle donne…..un giorno mia moglie andò a fare la spesa in un grosso supermercato del centro con la collega di nome Francesca che le raccontò un aneddoto particolare su Angelo riferitogli dal marito anch’egli insegnante e collega del nostro vicino. I due si ritrovarono il venerdì nella consueta partitella di calcetto tra colleghi, un po’ per rilassarsi dalla dura settimana e un po’ per stare in forma; terminata la partitella si diressero negli spogliatoi del campetto rionale e il marito riferì a Francesca che Angelo tolta la divisa da calcetto mostrava un uccello di grosse dimensioni, massiccio, venoso con una cappella grossa e violacea e con due grossi testicoli penzolanti…un bellissimo esemplare di apparato genitale maschile completamente glabro. Francesca ne parlò entusiasta a mia moglie che al rientro dalla spesa notai molto eccitata e felice. Domandai durante la serata ad Anna il motivo di questa sua eccitazione e mi riferì il fatto che gli era stato raccontato da Francesca, che sarebbe stato eccitante stuzzicare uno stallone come lui, giocare, esibirsi e chissà magari se l’eccitazione e la situazione si scalda magari tirargli fuori il suo uccello e magari toccarlo. Un brivido di eccitazione scosse la mia schiena.. passai tutta la sera a pensare come agganciare Angelo, o per invitarlo a casa nostra, o per farci invitare da lui….l’idea che mi venne in mente era di fargli vedere alcuni libri che avevo in casa con la scusa di capirne meglio il loro significato; appena lo vidi rientrare mi precipitai sulle scale e con la scusa dei libri lo agganciai e mi invitò in casa sua facendomi accomodare nel suo elegante appartamento. Non mi trattenni molto poiché Angelo doveva rispondere ad alcune e-mail, ma mi invitò la sera per un aperitivo con mia moglie…era il via al nostro gioco…..salii le scale che separavano i due appartamenti completamente eccitato, entrai in casa e trovai mia moglie pronta a sapere che aveva detto….gli dissi che ci aspettava fra un’ora per un aperitivo….mi disse” vedrai amore mio come sarà eccitante stuzzicare Angelo….sono sicuro che gli piacerà vedere una femmina come me disposta a fargli gonfiare il suo grosso uccello…lo farò impazzire di godimento”..andò a farsi la doccia e prepararsi; uscì dopo un’ora dal bagno e rimasi frastornato dalla sua bellezza: capelli sciolti, leggero trucco e lucidalabbra da vera succhiatrice, orecchini, top corto senza maniche, una strepitosa minigonna che metteva in risalto le sue cosce sode e ai piedi eleganti ed eccitanti sandali con tacco altissimo……una femmina da competizione pronta a stendere lo stallone di turno. Giunte le 19 scendemmo e suonammo, il nostro cuore batteva all’impazzata così come l’eccitazione aveva riempito i nostri respiri e le nostre menti, ci aprì e ci accolse sorridente e gentile, notai che rimase favorevolmente impressionato dalla fisicità di Anna e ci fece accomodare sul divano sedendosi di fronte a lei sicuramente per poterla avere a tiro ed osservarla meglio. Notai che nel sedersi la gonnellina le si era accorciata e sicuramente le si poteva vedere il perizoma, ma non fece nulla per celare ciò che Angelo avrebbe dovuto vedere. Dopo i convenevoli parlammo a lungo del libro, anche se a noi poco ci importava, infatti la femmina pensava più ad accavallare ora da una parte ora dall’altra le sue gambe lucide e nude dove di tanto in tanto si perdeva lo sguardo del professore. Terminata la noiosa parte inerente al libro, ci rilassammo ed Angelo andò a prepararci un caffè mentre Anna si alzò e si poggiò alla ringhiera della veranda, che essendo non molto alta la faceva poggiare un po’ in basso, distese le gambe e inarcò la schiena mettendosi praticamente a 90 gradi mostrando due cosce splendide e un culetto sodo cui faceva capolino il perizoma con l’eccitante rigonfiamento della sua figa…..io cercando una scusa dissi che mi sarei ritirato per una telefonata e mi spostai in una stanza, ma rimasi nel buio andito dietro ad un mobile ad osservare la scena. Angelo rientrò dalla cucina e rimase pietrificato dalla visione celestiale che gli si presentava, notai che dopo aver poggiato il vassoio portò la mano sulla patta dei pantaloni che sicuramente gli si erano gonfiati..mia moglie si girò e notò la situazione e da grande troia gli chiese che stesse facendo…lui intimidito e rosso in volto non seppe rispondergli allora lei tastandogli il grosso pacco gli disse:” sai, sarei la donna giusta per il tuo uccello, sai sono brava ad addomesticare i cavalli specialmente quelli rinchiusi da tanto tempo e saprei sicuramente come farlo sfogare”….ancora” fammi vedere se ciò che si dice in giro sul tuo uccello è vero”!..l’ego maschile di Angelo vinse sulla timidezza , sbottonò i pantaloni e gli abbassò insieme alle mutande. Mia moglie alla visione di quello splendido uccello non ancora completamente eretto ebbe un’esclamazione di stupore..”wow, complimenti, posso?”…e portò la sua bella mano affusolata e ben curata sull’asta ancora morbida mentre con l’altra prese il grosso scroto. A quel contatto lui tirò indietro il capo ed ebbe un’espressione di godimento, sicuramente era da tanto tempo che non aveva contatti con qualche donna, ed averlo con una cavalla come Anna aveva effetti estasianti, tantè che ormai l’esemplare aveva raggiunto le sue dimensioni..bellissimo uccello duro in completa erezione con una grossa cappella violacea, due grossi testicoli penzolanti e gonfi……..lei si inginocchiò e disse:”mmmm....che palle piene che hai..chissà quanto bel succo contengono, non vedo l'ora di berlo tutto!...ora facciamo sfogare questo cavallo”!!!...e delicatamente si mise in bocca la cappella grossa massaggiandogli le palle con l’altra, mentre lui accompagnava il gesto tenendogli la testa per i capelli…entrava con calma olimpica ed usciva provocando al professore un sublime godimento, fin che lei accorgendosi dell’imminenza della sborrata si fermò e gli disse” ora mi scarichi in gola tutto il tuo nettare”..riprese a succhiare fin quando lui non le esplose in gola tutta la sua sborra che lei da brava cagna inghiottì tutto..rimase lunghi secondi a scaricarle tutto il suo sperma in bocca…era una scena pazzesca vedere una splendida femmina come Anna provocare un godimento simile ad un uomo più grande e ad abbatterlo con la sua splendida bocca. Terminato di sborrare lei si portò con un dito alla bocca una goccia di sperma rimasta sul labbro e gli ripulì da brava troia la cappella e si ricomposero. Io allora uscì dalla stanza facendo finta di nulla e notai la sofferenza nel volto di lui che non sapeva che pesci pigliare. Discorremmo un’altra mezz’ora finchè non rientrammo a casa e scopammo come ricci per tutta la notte.