i racconti di Milu
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Note:

1 - "ricchione" non è un dispregiativo ma il termine napoletano, anche scherzoso e goliardico, per definire il maschio Gay.

2 - Questa storia mi è pervenuta da un Amicizia di facebook, conoscendo un po' la dolcezza del personaggio e il suo femmineo modo di porsi, personalmente non posso dubitare che si basi su una radice realmente vissuta.

Siamo sempre stata una coppia normale ma, da qualche tempo, non riuscivo più a soddisfare mia moglie. Cosi per ravvivare il nostro rapporto decidemmo di provare qualcosa tipo uno scambio di coppia. All’inizio, mia moglie Antonella provò a fare sesso con Miriam, davanti a me.

Lei era una nostra amica per la quale avevo sempre avuto una attrazione sessuale fortissima. Certo non potevo immaginare che fosse bi-sex e che mia moglie, invece, lo aveva capito benissimo. Grazie a questo, in una sola serata, riuscimmo a “concludere” qualcosa. Purtroppo, benché la cosa fosse eccitante da creparci, non riuscivo ad avere quelle forti erezioni che ottenevo fino a pochi mesi prima.

La cosa mi preoccupava, visto che i consigli del medico non avevano troppo successo; in realtà stavo bene, nonostante soffrissi di una leggera forma di stress, del tutto comprensibile al giorno d’oggi.

Poi in una serata organizzata dalla nostra amica, che ci aveva preso gusto, successe qualcosa che mi cambiò la vita…

Miriam ci invitò e ci portò a casa di due suoi amici.

Una serata piacevole, con tanto di buone bevutine e battute anche un po’ spinte: nell’eccitazione generale non ero troppo geloso, anzi, gli sguardi maliziosi che si scambiavano tra mia moglie, Miriam e i due giovani mi facevano uno strano effetto.

Come marito mi sentivo un po’ a disagio per quella complicità e anche per il modo discinto in cui mia moglie non si curava di mostrare il suo intimo, con tanta non curanza. D’altro canto, non so perchè, vedere che i ragazzi apprezzavano ed erano visibilmente su di giri, valutando e scherzando sulle belle forme delle due donne, mi accaldava, procurandomi una strana eccitazione.

A furia di sciocchezze e sistemi puerili, per spingersi oltre, iniziammo il gioco della bottiglia, ovviamente lo scopo era arrivare a qualcosa di più sostanzioso delle semplici battutine.
Era proprio quello che volevano le due femmine, mi sembrava chiaro, infatti non si opposero per niente. Io mi sentivo troppo strano per reagire, non sapevo bene cosa fare, ma pensai che dopotutto me l’ero cercata… era inutile tornare sui miei passi. Infine sarebbe stato da ipocrita: la cosa continuava a intrigarmi più che mai.

Mi misero a occuparmi di far girare la bottiglia, mentre la “posta” diventava sempre più impegnativa: iniziarono a scoccare i primi baci sulle labbra, ma poi uno dei due, quando gli toccò Antonella, la strinse a se senza pudore, la baciò in bocca, a lungo, con la lingua che si vedeva benissimo… penetrava nella bocca di mia moglie “sverginandole” le labbra, in un abbraccio liquido e carnoso.

Eccitazione e raccapriccio mi colpirono insieme, come un pugno nello stomaco… ma anche il mio cazzo ne risentì, agitandosi nelle mutande.

Dopo si toccarono, infilando le mani anche sotto le mutandine; poi i pochi vestiti e l’intimo sparì, perchè approfittando del gioco, iniziarono a spogliarsi del tutto. Mia moglie, che ormai sembrava non essere più sposata, aveva le tette da fuori e un sottilissimo perizoma che ne rendeva più eccitanti le natiche; allegramente e senza freni, abbassò i boxer al ragazzo vicino a lei, sorridendo, e scusando in modo puerile quel gesto veramente estremo.

Era curiosa di vedere il suo cazzo! Così si giustificò allegramente.
La sorpresa dolorosa e intrigante fu che il giovane aveva davvero un pene molto grosso, era già semirigido: lui si mise in piedi, per agevolare lo “spogliarello” e il cazzo svettò nella stanza, con la testa grossa come quella di un serpente. Quel pescione era il doppio del mio, sia in lunghezza che in spessore, dovevo ammetterlo. Mi diede i brividi: non avevo mai visto il cazzo di un uomo in erezione, dal vivo e, per giunta, con mia moglie inginocchiata a pochi centimetri da quella specie di capitone!

Lei incurante di me, ci rise sopra ma poi lo prese in mano, anzi, ci giocò con entrambe le mani, ma si vedeva che circondarlo con le dita le piaceva… non troppo dopo le carezze, mi lanciò uno sguardo come di scusa. Sembrava volermi dire: “Tesoro, perdonami, ma non posso fare a meno di assaggiarlo… rassegnati!” subito dopo ne ingoiò il glande, spalancando le labbra per farselo entrare.

 

 

Note finali:

Presto un nuovo capitolo.