i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Camilla lavora in uno studio fiscale come impiegata di fiducia. Non è l’unica donna, ce ne sono altre due e tutte sono carine con una personalità ben spiccata ed un look molto diverso fra di loro.
Un giorno si presenta al lavoro tirata e sexy, una mini che mette in mostra due gambe veramente ben fatte e mette in risalto un sederino veramente appetibile, una camicia bianca che lascia intravedere delle belle tette che da ignorante penserei possano essere accolte in un reggiseno di terza misura. Il suo look mi mostra una donna non avevo mai notato e neanche immaginato poiché indossava sempre vestiti sobri e mai eccessivamente vistosi. Forse ora la concorrenza con le colleghe l’ha stimolata.
La guardo con vero piacere per una decina di minuti, vedo che tutti le fanno i complimenti e penso che per strada gli uomini l’abbiano guardata con occhi indagatori ed espressioni vogliose. Quello che mi stupisce ulteriormente e nello stesso tempo mi fa piacere, è vedere che lei si compiace ed è convinta di questi corteggiamenti sia maschili che femminili. Quando la convoco in ufficio lei sta raccontando dell’incontro fatto al bar nel fare la prima colazione prima di iniziare il suo lavoro quotidiano.
Con una scusa banale la chiamo nella mia stanza e, invitandola a sedere, le dico che si è mi piace la sua trasformazione e che il suo nuovo look è veramente gradevole. mentre parlo con lei noto che accavalla le gambe e, non so se casualmente o volutamente, assume una posizione che mi consente di vedere una mutandina nera che la dice lunga sulla qualità di quel capo di abbigliamento.
Camilla non è giovanissima; ha 34 anni, è sposata e sono stato al suo matrimonio, ha un figlio, ha la carnagione olivastra, vestiva sempre con capi eleganti e sobri e non ha mai dato adito a pensieri sconci o erotici perché è stata sempre distaccata ma non eccessivamente.
Dopo aver parlato dell’organizzazione del lavoro della giornata le rinnovo i complimenti per il suo nuovo aspetto e con delicatezza le chiedo il motivo che l’ha convinta. Senza indugiare dice che ha scoperto suo marito con un’altra e che di conseguenza ha deciso di smettere di fare ‘la suora’ e di guardarsi attorno per vivere meglio e soprattutto in modo indipendente senza tenere conto del rapporto con il marito visto che lui l’ha tradita.
Per rompere i discorsi che stavano prendendo la via della serietà e del rancore, sfrutto l’occasione e con un ampio sorriso e voce suadente le dico “Posso mettermi anche io tra i fortunati che ti possono corteggiare?”
“Perché no” mi risponde e  di rimando la invito nella pausa pranzo in un ristorantino molto carino sul mare veramente delizioso dove di solito vanno gli amanti e che lei ben conosce. La scelta non è casuale; infatti , so che è civettuola e  che ci va spesso con le amiche di lavoro.
Mi aspettavo un diniego e per un attimo penso che dalla sua risposta dipende il successo della giornata. Inaspettatamente lei accetta l’invito con piacere dicendo che così potrà finalmente rilassarsi. Dentro di me già mi figuro che Camilla quel giorno tradirà suo marito e questo pensiero mi sveglia gli ormoni.
Io non sono molto più grande di lei; ho 38 anni, ho i capelli brizzolati e mossi, l’1.82 mi fa molto alto rispetto a lei ed ho un fisico normale ma con pochissima pancia.
Quando a lei sembrava che la chiacchierata fosse terminata si alza e va via dicendo che ci saremmo sentiti più tardi. Sculettando sui tacchi altissimi esce dal mio ufficio.
Mi ritrovo arrapato come un ragazzino. Non sono certo un santo e ho esperienza in fatto di donne, ma quel cambiamento così repentino di Camilla mi stimola molto e ho anche idea che quella donna sia tutta da scoprire a letto.
La sensazione abbia una voglia di sesso da liberare mi eccita molto e così aspetto l’ora pazientemente il momento della pausa pranzo.
Nell’andare per le scale ho la possibilità di osservare molto bene le sue cosce finire su quello slip nero e quella visione mi dà una nuova fitta ed un nuovo ingrossamento sotto i calzoni.
Arrivati al ristorante mi faccio dare un tavolo appartato e sorridendo le dico che l’ho scelto per poterla conoscere meglio in atteggiamenti non formali quali quelli dell’ufficio e che avrei voluto conoscere i suoi interessi e pensieri al di fuori di quelli di lavoro.
Prima di sederci con un gesto di finta naturalezza le metto una mano sulle spalle e la guido alla sua sedia.
Quel gesto è stato il primo contatto fisico che ho trovato inebriante. Lei al sentire la mia mano non ha fatto una piega e si è lasciata avvolgere dal mio braccio e dalla mia mano. Prima di farla sedere le ho accarezzato i capelli in un modo esplicito; è un’usanza classica dei fidanzatini ma serviva a conoscere le sue reazioni.
Ordiniamo piatti leggeri, vino all’altezza e comincio a chiedere cosa fosse successo tra lei e il marito che conosco.
Le sue parole sono spigliate e mi racconta le sue disavventure guardandomi con occhi che lasciano intravedere rabbia.
Decido che è il momento di essere più intimi e per passare a questo stato prendo una sua mano e la incrocio con la mia. Non accade niente e lei stringe le dita per comunicarmi che il contatto ed il gesto sono di suo gradimento.
Aspetto qualche altro minuto e con una gamba accarezzo la sua coscia; sapevo già che mi sarei aspettato un suo scatto ed anche la sua ira e per ultimo l’abbandono sia del tavolo che del lavoro. Invece niente, anzi, lei non fa finta niente e reagisce con una ulteriore leggera pressione sulla mia mano stretta sulla mia.
Il giorno ero vestito sportivo ed indossavo dei mocassini quindi mi è stato facile togliere una scarpa e salire con il piede sulla sua coscia.
Al termine del pasto lei si gusta semifreddo come dessert. Mi accorgo che ha i brividi e percepisco l’apertura delle sue gambe che facilita la salita del mio piede tra le sue cosce fino all’inguine. Appoggio il mio piede sui suoi slip ed intuisco essere umidi.
La osservo in viso e vedo che le sue espressioni cambiano in continuazione fino a che vedo il cucchiaino che si ferma a metà sulle sue labbra. In quel momento mi lancia uno sguardo di passione e goduria irrefrenabile che la dice lunga su ciò che sta provando in quel momento, poi mi dice “Devo andare in bagno a mettermi a posto”
Nel sollevarsi distende verso il basso la sua minigonna che si è sollevata effettivamente un poco troppo e che lascia intravedere tutto; per chi la osserva è senz’altro uno spettacolo erotico non da poco.
La guardo avviarsi alla toilette e mi guardo attorno; ci sono poche persone rimaste nel ristorante e quasi tutti uomini.
D’istinto decido senza riflettere di andare anche io in bagno. Voglio rischiare ancora e penso che il rischio valga la candela, quindi lascio il tavolo e vado a cercarla nel bagno delle donne.
Appena entro chiudo la porta a chiave e la vedo davanti allo specchio che riordina i capelli. Non può fare a meno di vedermi nello specchio e subito si volta imbarazzata. La afferro sui fianchi e la volto verso di me, avvicino la mia bocca alla sua e la forzo con la lingua. Le sue labbra si aprono e la sua lingua cerca subito la mia freneticamente. Con le mie mani vado sui suoi capelli e lentamente le faccio scendere sulle spalle per poi arrivare alle tette con cui riempio i palmi. La sensibilità delle mie mani mi fa sentire quanto siano belli duri i suoi capezzoli
Le metto le mani sulle spalle invitandola a inginocchiarsi e lei capendo lo fa.
Mi slaccia i calzoni e subito dopo sento le sue labbra impossessarsi del mio membro e succhiarlo con una foga incredibile dandomi una cascata di sensazioni incredibili.
E’ veramente brava ed in breve tempo sento il mio orgasmo arrivare e la sborra salire. Per non spruzzare sul suo vestito o sul viso le tengo la testa mentre il mio sperma si riversa nella sua bocca. Lei riceve il mio seme e continua a spompinare fino a che tutto ciò che avevo non è andato nella sua bocca.
La situazione è eccitante e il luogo in cui siamo aiuta ad esserla. Vuoi perché sono un giovane maschio, vuoi per la location, vuoi per la magnifica donna che ho tra le mani, la mia resistenza è ben superiore a quel primo orgasmo ed il mio sesso anche dopo la sborrata è duro.
La sollevo mettendole le mani nelle ascelle, la bacio e così mi rendo conto che facendola alzare ha ingoiato tutto il mio sperma. E’ una gran troia ed ora lo sta dimostrando.
La appoggio al muro, le levo velocemente lo slip, lei mi abbraccia e mette una gamba a terra ed una dietro sulla mia schiena spingendomi verso di lei affinché il mio cazzo si appoggi sul suo pube e capisca bene quanto è pronto a entrare in lei.
Sposto il triangolino di stoffa nera leggerissima e mi spingo dentro di lei senza fatica. Baciandola attutisco i suoi sospiri ed i suoi ululati. Il suo bacino spinge verso il mio corpo offrendosi ad una completa penetrazione; in quel modo lei può sentire tutto il mio desiderio. Le mie palle sbattono contro il suo perineo infuocandomi ancora di più. Ansima sempre più velocemente ed arrivano anche i fremiti ed il cedimento della gamba poggiata a terra mentre le sue braccia si stringono a me ancora più forte. E’ il segno che l’orgasmo è prossimo. Quando sento le sue urla di piacere soffocate nella mia bocca capisco che sta venendo ed in quell’istante qualcuno bussa alla porta “Occupato” rispondo e mentre pronuncio la parola afferro i suoi glutei con decisione e la sbatto contro la parete. Vedo le sue tette ballare sotto i miei colpi e la sua testa ondeggiare.
Camilla è veramente una bella figa.
Ora posso dire che me l’aspettavo più stretta, invece è stata molto disponibile e mi ha accolto facilmente essendo ben lubrificata da cui deduco che gi piacessi e che era da tempo che non faceva sesso in modo consono.
Dopo il suo orgasmo lei si riprende in pochi secondi ed baci cui mi sottopone sono tantissimi.
Ciò che ho fatto con lei non mi basta e da come mi bacia capisco che la scopata non è stata sufficiente per calmarsi. Il mio pensiero va al suo culetto e sono incuriosito alla sua elasticità; se è morbido e lei arrendevole significa che lo ha fatto spesso e ciò mi facilità la scopata. Nella foga le metto un dito nel suo stretto foro e aspetto l sua reazione.
Un gemito e lo sguardo che cambia mi fanno capire che non è abituata ma ciò non mi scoraggia. La mia mente, che in quei momenti diventa perversa, mi dice che se non ha mai fatto oppure ha fatto poco sesso anale mi fa schizzare quel poco sperma che mi è rimasto e subito lei mi segue con un altro orgasmo in simultanea.
Sono appagato ma non soddisfatto. Voglio averla completamente. Mi dico che deve essere mia anche dietro prima di sera.
Chiamo in azienda e dico che noi due rimarremo fuori un paio di ore per lavoro. Lei è incantata e disarmata davanti alla successione dei fatti. I due orgasmi avuti l’hanno stordita e non sa prendere una decisione.
Ci riordiniamo ed usciamo passando a fianco ad una signora che ci guarda con aria contrariata.
Pago il ristorante ed andiamo alla mia automobile per avviarmi verso una zona appartata che conosco con una vista sul mare bellissima. Arrivati lì mi fermo, la bacio e di nuovo metto le mani sul suo corpo sotto i microscopici indumenti. Lei mi abbassa i calzoni e riprende il cazzo le sue calde labbra.
Quattro minuti di quel caldo massaggio e eccomi pronto a forzare il suo stretto culo, ben nascosto da quelle due natiche piene. Lei mi lascia fare. Mi dice che non lo ha mai fatto ma è un’esperienza che vuole fare.
Abbasso lo schienale del sedile e la faccio girare e inginocchiata, poi mi metto dietro di lei per passarle due dita nella figa bagnata. Aggiungo un po’ della mia saliva e poi veloce mi infilo nel suo stretto cunicolo.
Con le mani lei apre al massimo i suoi glutei esponendo ai miei occhi ed anche ai miei desideri il suo sfintere da aprire dicendomi di fare piano perché teme il dolore e che non è abituata.
Appoggio la mia cappella sul suo piccolo foro e, mettendo le mani sulle sue spalle, forzo il suo ano.
L’introduzione del mio sesso nel suo ano la fa urlare di dolore. Ai suoi lamenti e smorfie di dolore mi fermo ed aspetto che si  tranquillizzi. Le dico parole dolci per farla rilassare ma sento che lei resta tesa.
Non so che fare: vorrei entrare e forzare quel muscolo oppure abbandonare l’azione allontanandomi da lei.
Decido per l’introduzione. Sono troppo arrapato per abbandonare la monta e anche quella bella femmina.
Penso che cosa ciò comporterà ed anche l’eventuale suo rifiuto. Per facilitare gli avvenimenti che verranno le bacio il collo e poi lo mordo proprio mentre col mio cazzo forza con decisione il suo sedere.
Entro dentro per metà e lei è tutto un tremore. La vedo tesa ad aspettare un eventuale dolore acuto. Il suo volto è imperlato di sudore e preso dalla voglia spingo il resto del mio cazzo nel suo intestino. Lancia un grido di dolore ma non indietreggio. L’idea di averla sverginata mi rende più arrapato che mai. Mi va di montarla ed ora che sono dentro non ho nessuna voglia di desistere.
Per abituarla a quella intrusione la tengo ferma. Lei mi chiede di uscire dicendo che le fa troppo, invece io le metto una mano sulla figa e comincio a sgrillettarla per attenuare, con il piacere che deriva, il suo dolore. Non appena la vedo godere avverto che lo sfintere si rilassa spingendolo verso l’esterno; è il segnale che mi vuole dentro e che il dolore è passato. Dopo qualche secondo comincio a scoparle il culo.
Le sue pareti anali mi avvolgono e le sensazioni che arrivano al mio cazzo sono sublimi. Lei continua a sgrillettarsi ed allora le mie mani lasciano tutto e vanno sui suoi glutei e aprendoli dandomi una visuale e un piacere unico.
Il suo piccolo sfintere ora è allargato e guardare il mio cazzo che entra e esce, mi fa godere quanto quello di sentirla intorno a me.
I suoi gemiti sono intensi, fa anche delle grida che mi fanno venire voglia di riempirle l’intestino con quel poco di sborra che mi è rimasta. Per non perdere l’atmosfera di lussuria e libidine aumento il mio ritmo e dopo poco riverso in lei tutto il mio sperma, poi stanchissimo mi accascio sulla sua schiena.
Il muscolo del suo piccolo foro mi stringe il cazzo mentre si sgonfia e anche questa è una splendida sensazione.
La accarezzo e la bacio, lei si lascia fare e non parla, la faccio voltare e le chiedo se fosse andato tutto bene, lei mi risponde “Non credevo si potesse godere così tanto in uno stesso giorno. Sono riuscita a venire anche mentre mi prendevi dietro. Sono diventata proprio una troia!”
“Ottimo!” rispondo.
“Mi piace molto farlo in tutti i modi e, da quello che abbiamo discusso e fatto oggi, credo che noi due potremmo dirci ancora molte cose. Per le cose piacevoli, beh! non c’è dubbio che concordiamo, non credi?” e dandole uno sculaccione affettuoso sui glutei la aiuto a risistemarsi quel mini abito che vestiva e lei mi ha aiutato amorevolmente a rimettermi il mio abito andato a stropicciarsi.
Ci rivestiamo per tornare al nostro lavoro chiedendoci se i nostri colleghi si sarebbero accorti delle nostre battaglie.
Ci eravamo dimenticati che avevamo preso delle ore di permesso ed allora non ci restò che andare a casa mia dove vivevo da single per continuare l’incontro che ad oggi prosegue felicemente per tutti e due con grandi dosi di sesso.
Lei ha chiesto la separazione dal marito ed io aspetto il divorzio per sposarla.
Il marito non sa che ora sono l’amante della moglie.