i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
Note:
Questo racconto è basato sulle fantasie di una mia lettrice (la stessa del racconto "Una lunga serata"
Quella volta io e Andrea, il mio ragazzo, per Capodanno ci eravamo trovati a casa di Franco, un nostro amico che abitava con la sua ragazza, Erica. La terza coppia invitata erano Giulia e Marco. Eravamo tre coppie molto affiatate e ci conoscevamo bene da molto tempo.
L’abbondante cena, innaffiata da molto vino, culminò a mezzanotte con numerosi brindisi. Lanciammo qualche petardo e poi rientrammo in casa visto che faceva molto freddo, preparandoci alla ancora lunga nottata, in quanto avremmo dormito tutti a casa di Franco.
Dopo un po’ i ragazzi tirarono fuori le carte ed iniziarono a giocare a poker, mentre noi tre ragazze ci mettemmo a parlare fra di noi, sedute sul divano.
La serata scorreva piacevole, ma ad un tratto a Giulia, la più esuberante di noi tre, venne un idea e ci disse: «Ragazze, adesso animiamo la serata!», non ci volle dire di più, se non: «Aspettatemi qui».
Si alzò ed andò verso i maschi ancheggiando, poi disse loro qualcosa che non arrivò fino a noi a causa della musica abbastanza alta. Poi tornò verso il divano e ci disse: «Venite che si gioca a poker!». Noi incuriosite la seguimmo verso il tavolo dove i tre uomini avevano già aggiunto le sedie.
Franco in qualità di padrone di casa ci spiegò le regole, io non avevo mai giocato a poker e le mie amiche non penso che siano state più esperte di me: «Bene ragazze ogni giocatore ha in mano cinque carte, ha la possibilità di cambiarne fino a quattro ogni mano. Chi ha il punteggio più alto vince. Vince su tutti la scala reale, dal 10 all’asso dello stesso seme, poi c’è la scala colore, cinque sarte in sequenza, poi il poker, quattro carte uguali, il full tre carte uguali e una coppia, il colore, cinque carte non in sequenza, ma dello stesso seme, segue la scala, cinque carte in sequenza, non dello stesso seme, poi il tris, non c’è bisogno di spiegarlo, la doppia coppia e infine la coppia», man mano che elencava le combinazioni le metteva sul tavolo per far capire meglio, poi continuò: «Ci sarebbe un complicato sistema di puntate, ma visto che non vogliamo litigare per i soldi, Giulia ha consigliato di mettere in palio i nostri vestiti, se siete d’accordo».
Difficile non trovarsi d’accordo con Franco con tutto quell’alcol in corpo, sarebbe stato un gioco innocente tra amici che si conoscevano da tanto.
Il padrone di casa disse che per facilitare il gioco solo chi avesse vinto la mano non si sarebbe spogliato, gli altri avrebbero dovuto togliersi un capo a loro scelta.
Franco che indossava la giacca sopra la camicia se la tolse per equilibrare il numero di vestiti.
Mischiò le carte, lui avrebbe fatto anche il banco, e le diede, tutti cambiarono qualche carta, poi le scoprimmo: io pensavo di vincere con un tris mi dovetti ricredere, Andrea vinse la mano con un full.
«Si comincia bene!», esclamò Marco, togliendosi la camicia, mettendo in mostra il suo petto abbastanza muscoloso.
Noi altri quattro ci togliemmo le scarpe: Franco un paio di scarpe eleganti nero lucido, Giulia degli stravaganti stivaletti rossi con un tacco vertiginoso, Erica delle decolté blu scuro molto carine ed io degli stivali neri con il tacco a spillo che arrivavano sotto il ginocchio, molto sexy.
La seconda mano la vinse Giulia con un tris di re, così Andrea e Marco si tolsero le scarpe, mentre Erica ed io ci togliemmo le calze a vicenda con un balletto molto provocante, io avevo dei collant neri e lei delle autoreggenti scure. Franco si tolse le calze.
La mano successiva fu stravinta da Marco con una scala, Giulia si tolse i collant chiari alzando volutamente le gambe e mostrando a tutti le mutandine che indossava, Erica rinunciò al suo tubino blu molto aderente, arrossendo lievemente perché portava un reggiseno praticamente trasparente sulle sue tette abbondanti, che suscitò mormorii di approvazione da parte dei maschi. Io mi feci sganciare da Franco, seduto a fianco a me, il reggiseno rosso e lo sfilai da sotto il vestito. Il mio Andrea si tolse la camicia mostrando il suo bel fisico atletico e Franco facendo uno spogliarello, più divertente che sexy, si tolse i jeans mettendo in mostra i suoi boxer rossi, poi disse: «Vado ad alzare un po’ il riscaldamento». Intanto noi riempiemmo i bicchieri di vino.
Finalmente vinsi una mano anche io così stetti a guardare soddisfatta Marco e Andrea che si toglievano i pantaloni rimanendo solo con i boxer e le calze, Franco levò la camicia.
Giulia si sfilò il vestitino di pizzo nero con un movimenti molto sensuali, rimanendo con un reggiseno di pizzo rosso ed un tanga minuscolo coordinato che incorniciava due chiappe perfette.
Erica buttò giù in un sorso il bicchiere di vino e si sganciò il reggiseno, lasciando per prima nude le tette. I maschi fischiarono contenti.
Per sua fortuna Erica vinse la quinta mano, ormai aveva solo la culotte, così io e Giulia la raggiungemmo come capi indossati, io togliendomi il vestito e lei il reggiseno. Marco e Andrea si tolsero le calze, ma Franco non aveva vinto neanche una volta, quindi aveva solo i boxer. Lanciò un’occhiata interrogativa ad Erica, la sua ragazza, che gli rispose ridendo: «Cosa fai? Hai perso e devi pagare!».
Franco, un po’ titubante, si tolse i boxer mettendo in mostra il cazzo che anche a riposo era di notevoli dimensioni, aveva il pube rasato.
Giulia gli disse: «Non hai niente di cui vergognarti!», lui gli fece una linguaccia divertita.
Vinse di nuovo Erica così rimanemmo tutti nudi tranne lei: io mi tolsi il mio perizoma rosso aperto sul davanti, Giulia si tolse il tanga e i due uomini i boxer. Il cazzo di Andrea che conoscevo bene, non depilava niente, era a riposo mentre quello di Marco, rasato, era mezzo in tiro, ma non molto grande.
«Non lasciatemi sola!», esclamò Erica, e si fece togliere la culotte da me, la lanciai via e le diedi un bacino sul basso ventre. Noi tre ragazze avevamo il pube accuratamente depilato.
Nonostante ci conoscessimo da molto tempo non penso che ci saremmo sentiti a nostro agio tutti completamente nudi, se non avessimo bevuto molto, ma in quell’occasione non ci dava nessun fastidio.
«Adesso lo strip poker non ha più senso, giochiamo al gioco della bottiglia!», propose Andrea, aggiungendo: «Ormai fa caldo non c’è più bisogno dei vestiti».
Noi non avevamo niente in contrario quindi ci sedemmo in cerchio sul tappeto, mischiando le coppie. Decidemmo che le persone dello stesso sesso avrebbero potuto scegliere tra il bacio o una stretta di mano. Franco fece girare la bottiglia di vodka che puntò verso Erica, lei la fece ripartire e si fermò verso Marco. I due si diedero un bacio a stampo. Poi ci baciammo io e Franco, che strinse, subito dopo, la mano a Marco. Nel lancio successivo, Andrea baciò Giulia.
Dopo qualche altro giro i baci a stampo furono sostituiti da intensi baci con la lingua: vedere Andrea che baciava Erica non mi diede per niente fastidio, mentre il lungo e sensuale bacio tra me e Giulia fece drizzare i tre cazzi. Quello di Franco era veramente grosso.
Marco dovette baciare Erica, ma disse: «Ti ho già baciata in bocca, fammi baciare le tette», la ragazza rispose: «Bella idea, da adesso facciamo tutti così!».
Marco si chinò a baciare i capezzoli grandi e chiari di Erica, che dopo poco iniziò a gemere piano. Io iniziavo a bagnarmi.
Andrea girò la bottiglia che puntò Giulia, lui mi fece l’occhiolino ed inizio a leccare le tette piccole della ragazza. Aveva una mano sul suo cazzo durissimo e si segava lentamente. La scena mi eccitò tantissimo e dovetti resistere alla tentazione di mettermi una mano fra le gambe.
Poi fu il turno di Franco che dovette baciare le mie tette. Inginocchiato davanti a me, che ero seduta a gambe incrociate, si chinò: sentii la sua calda ed umida lingua passare impertinente sul mio capezzolo duro dall’eccitazione, facendomi gemere. Il suo cazzo era appoggiato alla mia gamba e non riuscii a resistere alla voglia di toccarlo: lo presi in mano lo segai lentamente, lui sembrò gradire molto, mi diede un lieve morso al capezzolo.
Aprii gli occhi e vidi Andrea che ci guardava eccitato ed Erica si stava toccando la figa sicuramente bagnatissima.
Purtroppo Giulia disse, visibilmente eccitata anche lei: «Il gioco deve andare avanti!», ci staccammo e lui si risedette con il cazzo ritto come un palo.
Uscirono Giulia ed Andrea, lei era rossa in viso e completamente persa nell’eccitazione e nell’alcol. Toccando Franco avevo tolto ogni barriera, così Giulia si mise davanti al mio ragazzo e prese il suo bel cazzo in bocca. Io ero seduta di fronte a loro quindi vedevo il culo perfetto della ragazza messa a gattoni, mostrava senza vergogna la figa bagnata e il buco del culo di un bel rosa scuro. La sua nuca che faceva su e giù. Andrea mi guardava maliziosamente. Ero esageratamente eccitata dalla scena, iniziai a toccarmi e quasi non mi accorsi che Franco si era messo vicino a me. Mi fece sdraiare ed iniziò a leccarmi, prima con dolcezza, aumentando l’intensità e facendomi gemere forte. Intanto che la sua lingua stimolava sapientemente il mio clitoride, mi penetrava agevolmente con due dita.
Alla nostra destra Marco era in piedi davanti ad Erica in ginocchio e le aveva messo il cazzo fra le tette. Le sue modeste dimensioni lo facevano quasi sparire fra quelle tette grandi e morbide.
Dopo un po’ Giulia smise succhiarlo ad Andrea e si rivolse a Franco: «Ho voglia di succhiare quel bel cazzone!». Lui smise di leccarmi e si alzò in piedi, Giulia si mise a lavorarlo con la bocca con molta foga.
Io mi avvicinai ad Erica e Marco e chiesi: «Mi concedi l’onore?», «Certamente!», mi rispose la ragazza, alzandosi e andando verso Andrea. Lo fece coricare e si mise a cavalcioni della sua faccia. Lui iniziò a leccarla con gusto, segandosi lentamente.
Anche Marco si stese ed io ci salii sopra mettendoci a 69, mentre lui mi leccava in modo non eccellente, ma comunque piacevole, io succhiavo il suo cazzo, riuscendo a metterlo tutto in bocca senza difficoltà.
Giulia si alzò ed esclamò contrariata: «Non puoi farti una sega! È uno spreco!», rivolgendosi ad Andrea. Si avvicinò e si mise sopra di lui, guidando il cazzo duro nella sua figa bagnatissima, iniziando a muoversi e baciando Erica seduta ancora sulla faccia di Andrea.
Franco, rimasto solo, disse ridendo a Marco: «Spostati se non vuoi le mie palle in faccia», quando si fu spostato, si mise dietro di me, messa ancora a pecorina, e mi penetrò, facendomi subito godere tantissimo grazie alle sue dimensioni. Marco si mise davanti a me ed io ritornai a succhiarlo. Io non riuscivo, sotto i colpi di Franco, a non gemere forte.
Marco ad un certo punto si alzò, fece stendere Erica ed iniziò a penetrarla.
Mi guardai intorno: nessuno stava facendo sesso con il proprio partner, ma la cosa non ci dava nessun fastidio, anzi ci faceva eccitare ancora di più. La musica ormai era sovrastata dai gemiti, dagli urletti di piacere e dal rumore delle palle di Franco che sbattevano forte contro di me. I corpi lievemente sudati emanavano un inebriante profumo di sesso.
Non so quante volte venni, come anche le mie amiche, e avrei voluto che la serata non finisse mai, ma ad un certo punto Andrea esclamò: «Sborriamo in faccia a queste tre!», gli altri due furono subito d’accordo. Anche a noi ragazze non dispiacque l’idea, degna conclusione di una scena da film porno.
Ci inginocchiammo l’una a fianco all’altra, io al centro, Erica alla mia destra e Giulia alla mia sinistra. Gli uomini si misero in piedi davanti a noi e iniziarono a segarsi velocemente.
Andrea venne per primo, con tre o quattro schizzi sul bel viso di Giulia, la sborra le colò sul petto e sulle gambe, poi venne Franco su di me, con una sborrata modesta, sulla guancia e sulle labbra, per ultimo Marco coprì letteralmente la faccia di Erica, non la finiva più e la ragazza si lasciò sfuggire un: «Wow! Quanta ne hai!». Aveva le guance, il naso, gli occhi e la fronte coperti del seme caldo, più quello che le era caduto sul corpo.
Noi ragazze andammo in bagno a darci una pulita e a scambiarci le impressioni sulla serata: eravamo tutte e tre completamente soddisfatte.
Tornammo nella stanza dove ci attendevano i nostri uomini ancora nudi. Dormimmo ognuno col suo partner sul tappeto, senza vestirci.
Note finali:
Per commenti, critiche, suggerimenti e richieste antom93@libero.it