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5. Capitolo quinto- quanti lo fanno?

Arrivata in ufficio, la mia socia avvocato volle parlarmi mi disse che le era capitata una causa che non poteva gestire, ovviamente e voleva passarla a qualcuno piu’ competente visto il tipo di argomento che era tutt’altro che commerciale e societario. Giorgia le spiego’ di una ricca signora per matrimonio, costretta a subire le attenzioni del genero, che la ricattava a causa di una sua debolezza accaduta una sera durante un evento. L’unica volta che aveva ceduto a delle attenzioni di un giovane artista che presentava i suoi soggetti durante questo evento il cui scopo era benefino. Il genero sorprendendola ora pretendeva prestazioni sessuali dalla Signora, e la usava per i suoi affari offrendola a vari clienti facendosi pagare.
La signora in sè non le dispiaceva di godere di queste attenzioni da parte di alcuni clienti che le avevano fatto conoscere il piacere incredibile di queste pratiche, ma essere usata come prostituta dal genero la infastidiva, anche perchè se un giorno la figlia lo scoprisse per lei sarebbe stato devastante.
Voleva trovare una soluzione per riavere il materiale che il suo caro genero teneva per ricattara. Ma come fare?
L- scusa Giorgia, ma Oriana le hai parlato?
G- no tesoro, siamo un po’ fuori dai casi divorzio, bisognerebbe conoscere qualcuno in altri campi magari penalisti abituati a trattare con cose e persone losche.
L- lasciami un paio di giorni e cerco di capire se una mia amica ci puo’ aiutare in questa situazione.
Laura penso’ che attraverso la sua nuova amica Catia o la signora Veronica potevano avere conoscenze in grado di aiutarle, erano in ambienti in cui forse avevano qualche soluzione da proporre.
Laura telefono’ a Catia chiedendole un appuntamento.
Catia l’accolse calorosamente quella sera stessa, a casa sua. Laura spiego’ il caso in questione.e Catia si alzo’ e fece una telefonata, poi le disse di passare a trovarla l’indomani, che avrebbe parlato con la sua compagna che era un commissario di polizia e lei avrebbe saputo certo aiutarla.
Incredibile a sentire che la compagna di Catia era un commissario di Polizia, le chiese come mai allora frequentava posti equivoci come quello di Veronica, Catia le disse che quello di Veronica era un posto dove le persone agivano come adulti consenzienti non vi era uno sfruttamento come con altri casi in giro. Ognuno guadagnava il suo in modo giusto e senza costrizioni.
Laura il giorno dopo si incontro’ con Olga la compagna di Catia, una donna molto interessante non bellissima, ma evidentemente di grande fascino, con un corpo piuttosto ben modellato, e tonico malgrado i suioi quasi 50 anni.
Le spiego’ il problema della signora e le chiese se sapeva come fare. Le disse che la Signora Veronica tra i suoi vari clienti aveva anche qualcuno di un’agenzia investigativa, e che un investigatore privato avrebbe potuto mettere in atto qualcosa per recuperare quanto interessava alla sua amica, mentre la polizia non poteva agire se non su denuncia.
Detto questo non restava a Laura che cercare di contattare Veronica.
Veronica al telefono era stata molto gradevole, e le disse che se poteva aiutarla sarebbe stata felicissima. Decisero di incontrarsi per prendere un thè.
Ricevette mentre era in ufficio una telefonata di Veronica che le chiedeva se al posto del Thè le sarebbe piaciuto andare a cena se non aveva problemi per lei sarebbe stato piu’ facile organizzare la sua giornata. Le disse che era ospite di un’amica e sarebbe stata lieta di averla come sua accompagnatrice.
Laura accetto’ senza pensarci troppo in fondo non aveva impegni di nessun tipo. E voleva saperne di piu’ su Veronica e anche sul suo lavoro sperava di avere occasione di capire qualcosa di piu’.
Veronica passo’ a prendere Laura a casa sua. Le disse: tesoro, ti porto e ti riaccompagno, stai tranquilla, siamo attesi in un posto che ti riserverà qualche sorpresa.
Arrivarono alle ore 20,30 e Laura rimase stupita quando si rese conto che erano nella stessa via dove abitava sua sorella. E infatti il cancello si apri’ ed entrarono nella corte della villa di sua sorela Elsa.
L- si certo che è una sorpresa questa.
V- si cara è cosi sono stata invitata da tua nipote, entriamo.
All’ingresso aperta la porta vi era Elsa che indossava solo calze a rete, reggicalze, grembiulino da soubrette e crestina in testa la quale si inginocchio’ e bacio la mano di Veronica. Poi sempre in ginocchio appena Laura ebbe varcata la soglia si sporse per baciarle la mano, che Laura le lascio’ seppure sopresa.
Veronica le disse: Facci strada cara portaci dalla tua padrona.
Elsa alzatasi ci precedette ancheggiando sui tacchi da 12 cm che portava. In salone Alexia splendida in abito da sera e accanto a lei Melissa la figlia di Laura, vestita con una gonna di cuoio e stivaletti. Entrambe truccate e bellissime.
E- Padrona ecco le sue ospiti.
Laura, guardava sua nipote e sua figlia senza sapere cosa fare e sua sorella nella sua condizione di schiava sottomessa. Si sentiva rimescolare e forse questo senso di pesantezza al ventre era un qualcosa che la portava a eccitarsi, si sentiva che si stava bagnando.
Ma perchè? Per la vista di sua sorella sottomessa? Perchè avrebbe desiderato essere al suo posto? Oppure per la vista di quelle due adolescenti che parevano perfettamente a loro agio nel ruole di dominatrici. Inclusa sua figlia.
Si sedettero in salotto e attesero che Alexia dette ordine a sua madre, ora sua schiava di portare da bere alle ospiti. Poi Elsa torno’ e servi tutte inchinandosi senza piegare le ginocchia per servire le sue padrone e le sue ospiti.
Veronica disse che voleva parlare un momento con Laura, e si fece spiegare per filo e per segno di cosa si trattava, poi le diede un numero di telefono ed un nome di una sua amica che aveva un’agenzia investigativa e di fissare un colloquio con la stessa. Laura chiese se poteva dare il numero alla sua socia che se ne sarebbe occupata. Veronica assenti’.
Laura si scuso’ e si isolo’ nell’ufficio di casa di sua sorella dove telefono’ alla socia dandole le coordinate di questa agenzia investigativa per chiedere un colloquio e dire che veniva da parte della Signora Veronica.
Fatto questo torno’ in salotto dove Elsa in ginocchio attendeva, e appena anche Laura era tornata, si sedette in attesa degli eventi di cui non sapeva nulla.
V- schiava Elsa, alcuni giorno or sono sei venuta da me con tua sorella, ho portato qui i soldi che hai guadagnato alla tua padrona. E ora spetta a lei darti il suo pagamento come da accordi contrattuali.
E- grazie signora Veronica le sono grata di essere qui, e di aver consegnato il compenso alla mia Padrona.
Alexia guaradava sua madre in ginocchio poi conto’ i soldi e lesse quanto contenuto nel foglio,.
Padrona Alexia - Bene sei stata presa in ambo i buchi per tutta la sera, otto uomini si sono svuotati in te, nella passera nel culo e in bocca, non male hai raccolto circa 200 euro di offerte, di cui la metà a me. Ora passiamo al mio pagamento sei pronta per ricevere il tuo tributo?
E- Si padrona, sono pronta e vi ringrazio.
Padrona Alexia – appoggia il busto sui cuscini del divano, poi da un cofanetto prese un butt plug. Con un gioiello finto rosso che pareva un rubino lo diede da leccare alla schiava. La schiava lo lecco’ con molta cura, e poi Alexia le disse: apri bene il culo e presentami la rosetta.
Elsa non si fece pregare si allargo’ le natiche da sola, e Alexia le infilo’ con molta e studiata lentezza il plug nel culo offerto e accogliente di Elsa.
Poi le disse: Ringraziami cagna.
E- la ringrazio mia signora e padrona, di avermi farcito sono onorata della sua attenzione. Per quanto ia sia solo una schiava indegna della bontà della mia padrona.
Laura guardava sua sorella era incredibilmente eccitata nel vederla in quella condizione, e non sapeva dove guardare molto imbarazzata, aveva il viso caldo, e sicuramente era arrossita. Ma sentiva anche le sue mutandine fradicie.
Padrona Alexia – Ora schiava chiedi di essere punita perchè se il gioiello che ti ho inserito nel culo ti piace, direi che meriti una punizione per la tua troiaggine.
E- Si Padrona la sua cagna schiava e troia le chiede di avere l’onore di essere punita come merita e di poter poi rendere omaggio alla padrona baciando le scarpe della mia punitrice.
Padrona Alexia- bene ti punirà la signorina Melissa, conterai i colpi e la ringrazierai ad ogni colpo al termine della punizione bacerai lo strumento con il quale ti avrà punita e le sue scarpe.
E- si padrona, grazie padrona.
Melissa si alzo’, teneva in mano una paletta di cuoio, si posiziono’ dietro alla schiava e le disse:
“pronta a contare schiava”
E- si signorina Melissa.
Un colpo che schiocco’ come una fucilata, Elsa sussulto’ la ragazza non aveva avuto la mano leggera. UNO grazie signorina Melissa, l’ho meritato.
DUE grazie signorina Melissa l’ho meritato... fino all’ottavo e ultimo colpo.
Veronica si alzo’ che carezzo’ il culo rosso della schiava ancora prona e singhiozzante, poi le infilo’ due dita nella fica, e la tiro’ fuori madida di umori.
La fece vedere a tutti, e poi la offri alla schiava per farsi leccare e pulire, cosa che Elsa fece subito e con molta enfasi.
Poi Veronica chiese di andare a rinfrescarsi prima di andare a Tavola. E chiese a Laura di accompagnarla. Laura era tutta assorta anzi scombussolata ed eccitata da quanto vedeva e segui docilmente Veronica in bagno Veronica la prese e la bacio’ sulla bocca.
Laura rispose al bacio. Languida Veronica le sollevo’ la gonna palpandola e sentendo le mutandine fradicie.
V- troietta ti sei eccitata, ti sarebbe piaciuto essere al posto di tua sorella vero?`
L- non so Signora, io ... io...
V- si sei troppo eccitata e non sei una dominante ma una sottomessa, mi piacerebbe tanto vederti con il culo all’aria sculacciata e sono sicuro che ne avresti un orgasmo.
Nel frattempo la masturbava e la porto’ a godere.
Poi le disse: Laura togliti le mutandine e dammele.
Laura obbediente e sconvolta dall’orgasmo consegno’ le sue mutandine alla Signora.
Si lavarono le mani e rientrarono in salotto accomodandosi a tavola.



Elsa serviva a tavola e poi si metteva faccia al muro mostrando le sue natiche rosse a causa della sua punizione, poi finito di cenare, Veronica disse che comunque lei lavorava ogni notte anche se aveva piena fiducia nella sua amica amante e socia nella gestione.
Disse a Laura, tesoro andiamo ti riaccompagno a casa e poi vado al mio club.
Laura si alzo’ come se avesse ricevuto un ordine e attese in piedi in silenzio, che Veronica si decidesse a partire per seguirla. Era ancora scioccata e non sapeva come comportarsi.
Elsa si avvio’ alla porta di ingresso, per attendere le ospiti che uscissero e salutarle come si conviene ad una schiava.
Nel frattempo Melissa disse:
Ah Veronica vengo anch’io a casa stasera. Se non ti scoccia accompagnarmi. Si sorrisero e Veronica le strizzo’ l’occhio come se fosse una cosa già intesa.
Laura non diceva nulla soggiogata dalla situazione.
Mellissa bacio’ a tutta bocca sua cugina Alexia poi si mise dietro sua madre che seguiva Veronica, arrivate alla porta, Elsa baciô’ la mano di Veronica, poi fece per baciare la mano di Laura, ma Melissa le disse che non era necessario, Allora Elsa: Scusi padroncina Melissa.
E si bacio’ a baciarle le scarpe prima che uscissero.
Erano fuori in auto, Melissa disse a sua madre di sedersi dietro, e lei Sali’ davanti accanto a Veronica, quando furono partite Veronica le disse: E’ tutta nel porta oggetti.
Melisse ne estrasse una busta formato ministeriale gialla. E la tenne in mano.
Arrivarono a casa, Si salutarono e baciarono sulle guance poi Melissa seguita da Laura entrarono nella loro villa.
Melissa si ando’ a sedere sul divano. La madre la guardo’ e Melissa la fisso’ negli occhi, Laura abbasso’ lo sguardo. Allora Melissa parlo’: Ascoltami, ora mi porti da bere poi vieni qui che parliamo un po’.
L- cosa vuoi bere tesoro?
M- portami una coca con gin,
Laura fece come le aveva detto sua figlia e le porto’ un bicchiere poi timorosa non sapendo cosa fare e cosa aspettarsi continuando a guardare la busta gialla che in qualche modo la riguardava ne era certa, attese in piedi non sapendo cosa fare.
Melissa apri’ la busta. E le tese una serie di foto di lei al club di Veronica durante le sua scopate folli di quella notte.
M- non male per la mammina che pareva una santarellina.
Il tono era derisorio.
Laura non sapeva guardare pose le foto sul tavolino del salotto e attese di sapere cosa voleva sua figlia.
M- ascolta voglio che ti spogli.
L- tesoro per favore...
M- Bene ascoltami, voglio che ti spoglio non vedro’ nulla di piu’ di quello che c’è in queste foto ma voglio vederti da vicino. Su dai.
Laura imbrarazzata ma comunque sentiva un senso di vertigine ed eccitazione si denudo’ restando nuda davanti a sua figlia coprendosi il pube depilato, e il seno.
Melissa rise.
M – ma dai su togli le mani mettile lungo il corpo, non ti mangio.
Laura obbedi’^.
M- sei proprio obbediente cosi mi piace. Forse andremo d’accordo. Ora ti consegno questi fogli, ti metti in ginocchio e li leggi attentamente.
Laura si mise in ginocchio la figlia le tese i fogli e inzio’ a leggere.
L- ma tesoro è ... è...
M- il tuo contratto di schiavitu’. Che mi aspetto firmi, e poi diventerai una mia proprietà. Avanti leggilo ad alta voce. Su.
L¬ – io sottoscritta Laura S. Nata a ________________il____________________ residente in ____________________________________________________________________________ nel pieno della mie facoltà mentali, agendo liberamente e senza alcuna costrizione, chiedo a Melissa S. Che accetti di prendersi carico della mia educazione, e che mi accolsa come sottomessa alla sua autorirté che mi guidi e che sotto di lei io possa migliorare e crescere in fiducia e rispetto nei suoi confronti. Desidero essere attenta ai suoi bisogni e soddisfarli pienamente. Ogni suo ordine sarà per me un dovere ed un piacere eseguirlo. Gli offro il mio tempo, il mio corpo, e ogni mia capacità perchè ne faccia uso come meglio ritiene sia giusto secondo il suo buon volere. Il quanto mia padrona essa avrà la decisione sulla mia persona per farne quello che essa riterrà opportuno mi rendo disponibile a portare un segno di appartenenza e le offro umilmente da subito la mia totale disponibilità ad essere usata in pubblico o in privato da chiunque la mia padrona voglia offrirmi a seconda di quello che la mia padrona riterrà sia piu’ giusto per il mio percorso di schiava sottomessa.
Puo’ usarmi sessualmente con o senza la sua presenza e seguendo le sue indicazioni che mi verranno comunicate.
Mi rendo disponibile alle seguenti pratiche:
sottomissione;
umiliazioni ;
Esibizioni:
servitu’;
masochismo;
schiava sessuale;
sfruttamento sessuale.

Visto e letto e sottoscritto in data________________a________________________________
Lo avevo letto, nuda in ginocchio davanti a mia figlia che voleva diventare la mia padrona e fare di me una schiava.
Melissa si alzo’ e mi venne vicina.
M- su dai firma è quello che desideri e tua sorella oramai non puo’ piu’ dominarti la sua padrona non glielo permetterà mai.
L- tesoro non posso.
M- si che puoi lo desideri, sei bagnata fradicia di eccitazione.
Le mise una mano in mezzo alle gambe Laura stava per godere non poteva nascondere la sua eccitazione il suo turbamento. Melissa le appoggio’ una mano sulla spalla e le disse firma su...
Laura si inchino’ sul tavolino del salotto vi era una penna già pronta mise la data e firmo’ poi chiuse gli occhi. Melissa la masturbava e la porto’ all’orgasmo che la fece vacillare del tutto cadendo ai piedi della figlia la sua padrona.