i racconti di Milu
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6- Capitolo sesto.
Inizio di addestramento di una schiava.
Laura si sveglia, aveva faticato a dormire, troppe emozioni, ma poi il sopravvento si è svegliata. Cerca di capire che ore sono, si alza non trova il telefono, va in bagno si fa la doccia. Va in cucina, vede l’orologio a muro, le 6,30. Perchè svegliarsi cosi’ presto, un’inquietudine che dire, poi vede una lettera, sul tavolo imbustata. Indirizzata alla schiava L;
Apre e legge:
Schiava L appena ti alzi, lavati e poi preparati troverai cosa indossare in una scatola nell’ingresso. Indossa solo quello che vi è dentro. Preparami la colazione e svegliami alle 07,15;
Laura si precipita in soggiorno, la doccia l’ha già fatta. Vede la scatola, apre un collare ad cane nero con borchie ed anelli, e null’altro da indossare.
Cosa fare non ha scelta, ha accettato di essere una schiava, la schiava di sua figlia.
Indossa il collare, e si precipita in cucina. Prepara la colazione e alle 07,15 si reca a portare a letto la colazione alla figlia.
Entra e si avvicina si siede sul bordo del letto dopo aver appoggiato il vassoio sul como’.
L- amore sono la mamma, svegliati ho portato la colazione sai sono le 07,15.
Melissa apre gli occhi, si stiracchia, e guarda sua madre, poi si fa servire la colazione,Laura sempre li ad attendere che finisca. Appena finito Melissa le dice porta tutto in cucina e lava tutto io mi vesto e ti raggiungo.
Quando Melissa arriva in cucina guarda sua madre, una donna molto bella, e incline alla sottomissione, già, sua zia Elsa pensava di riprenderla per se quando si è divorziata e ne fece parola con la sua Padrona volendola condividere, pero’ ho sentito la loro conversazione. E ho loro detto chiaramente che avevo ben piu’ diritto di loro di tenerla per me.
Mia zia Elsa vista la frustrazione accumulata aveva bisogno di qualcuno su cui sfogare il suo carattere dominante, e da quando è sottomessa ad Alexia ne ha ancora piu’ bisogno.
Alexia aveva gli occhi che le luccicavano all’idea di avere due schiave. La mamma e la zia, ma visto che da due anni ce la intendiamo lesbicando assieme non ha voluto contrariarmi. Ecco ora posseggo una schiava sono una padrona, certo mi sono fatta le ossa e ho imparato a dominare la zia, per questo ogni tanto prestero’ la mia schiava ad Alexa come lei ha fatto con la sua. Ma è mia!
La guardo e mi piace guardare la mia schiava è troppo bella.
Laura vede la figlia entrare in cucica la si sente osservata e anche ammirata, sente che si sta bagnando sente di piacere a sua figlia. Incredibile la sua bambina diventata una donna , una bella giovane donna, una dominatrice. Bene meglio lei di altri che possono essere peggiori.
L- amore ho lavato tutto. Come mi hai detto.
M- si ho visto. Ascolta non facciamo casini, in casa o in luoghi in cui come da Alexia, o dall’estetista, o da Veronica o altre che sono a conoscenza della tua condizione di schiava voglio che ti ricordi di chiamarmi Padrona.
L- ma tesoro...
M- non interrompermi, in pubblico ti rivolgerai a me chiamandomi signorina melissa, e mi darai comunque sempre del lei. Soprattutto davanti ad estranei. Alcune volte se siamo dalla nonna o in presenza dello zio mi potrai chiamare per nome o con i soliti vezzeggiativi ma meglio i vezzeggiativi amore o tesore che chiamarmi con il mio nome. Io ti chiamero’ sempre schiava o troia cagna ecc. A seconda del mio capriccio. In casa starai sempre nuda e con il collare. Per uscire ti vestirai sempre con eleganza ma totale diviedo di collant e di indumenti intimi, mi devi avvisare quando hai le tue cose in modo che provvedo con assorbenti e in quei casi forse ti faro’ indossare un piccolo indumento decideremo poi.
Da oggi io sono la Padrona e tu la schiava non scordarlo. Per ricevermi dovrai farti trovare in ginocchio e baciarmi i piedi o le scarpe. In mia presenza senza ordini sarai con le mani dietro la schiena mai davanti a coprirti anche adesso forza`! apri le gambe.
Melissa si avvicina alla madre che si è messa in posizione obbediente, e passa le sue dita tra le gambe.
M- sei bagnata troia. Ti piace essere una schiava. Vedrai ti addestrero’ come si deve. Sarai una sottomessa pronta a obbedire in tempi da record... leccherai il pavimento dove cammina la tua padrona. La tua dea. Fammi avere una lista dei tuoi impegni lavorativi devo sempre sapere dove sei e perchè. Hai capito?
L- si teso... scusa scusa si padrona.
M- Ne riparliamo stasera.
Melissa se ne ando’ , lasciandola li da sola a pensare cosa fare stava quasi per avere un orgasmo mentre sua figlia la toccava nella sua intimità bagnata. Sperava finisse invece rimase con il desiderio.
Allora torno’ in bagno si lavo’ la passera con acqua fredda e poi, ando’ a vestirsi per andare in ufficio.
In ufficio la giornata inizialmente la trovai pesante pensavo a quanto avevo accettato di diventare, ma poi il dover verificare le varie pratiche con le mie subordinate alle quali stavo affidando la maggior parte del mio lavoro per concentrarmi su me stessa e su mia figlia avevo pensato all’inizio ovviamente in modo diverso ora per poter servire meglio la mia Padrona.
Tutto procedeva bene approvai il lavoro già svolto, e mi concentrai a preparare un calendario di massima dei miei impegni con l’ufficio. Senti bussare era Giogia:
G- ciao cara, come stai?
L- ciao Giorgia bene e tu?
G- ottimamente, senti sai quella agenzia investigativa sembra che stiano risolvendo le pratiche della Signora di cui ti avevo parlato e abbiano messo con le spalle al muro il genero ricattatore. Pare che la figlia stessa della Signora sia rimasta scioccata e abbia chiesto il divorzio dal suo tenero maritino che oramai non puo’ piu’ nuocere. A noi porta una buona pubblicità e pare che ci manderanno alcuni loro amici come clienti.
L- che meraviglia tutto procede bene. Direi.
G- si ho fatto amicizia con la titolare dell’agenzia investigativa e l’ho invitata a fare due chiacchiere e bere qualcosa qui in ufficio e saldare la fattura. La nostra cliente ci ha già pagati. Tutto è registrato.
L- pero’ che tempestività. Fossero tutti cosi gli affari.
G- se vieni di là ti presento la nostra investigatrice e credo che se avessimo altre necessità dovremmo appoggiarci a lei anche per le informazioni commerciali. Se sei d’accordo.
L- certo cara mi pare che se sono cosi efficienti per noi sia un buona cosa.
Si recarono nel salottino ufficio di Giorgia. In ufficio la titolare dell’agenzia investigativa si presento’ come la dottoressa Sandra G. Poi per una pratica Giorgia dovette uscire.
E allora la dottoressa, guardo’ Laura e le disse: S- beh vedo che non ti ricodi di me ci siamo viste al club da Veronica, Dio non ho mai visto una godere come te? E rise. Laura arrossi’ ma poi si riprese vedendo che l’altra non voleva nuocerle.
Le si avvicino’ e le diede un bacio sulle guance. Sei bellissima le disse.
L- grazie. Non seppe dire altro.
Ando’ a pranzo con Giorgia poi rientro’ in ufficio e consegno’ il suo calendario alla sua segretaria, da fare le copie e consegnare alle sue collaboratrici e socia, in modo sapessero quando era al lavoro e quando assente, si fece una copia per se stessa da portare a casa.
E al pomeriggio rientro’ erano le 17, sapeva che la padrona era arrivata arrivata a casa entro’ si precipito’ in camera sua si spoglio’ si mise il collare e poi ando’ a bussare alla camera di Melissa.
Si avanti, Laura apri’ la porta si inginocchio e chiese il permesso di entrare per salutarla.
Melissa le fece un cenno. Si avanzo’ e poi nuovamente in ginocchio le porse il foglio con il calendario dei suoi impegni.
L- ecco i miei impegni lavorativi padrona.
M- va bene aspettami in salotto che arrivo.
Laura si reco’ in salotto si inginocchio e mise le mani dietro la schiena in attesa come capito di dover fare.
Melissa era nuda quando entro’ in salotto si sedette sul divano, Laura osservava sua figlia, era bellissima, aveva fatto un capolavoro e ne era fiera. Melissa seduta osservava sua madre questa bellissima donna che molti avevano desiderato, che molti desideravano e che per anni non si era concessa che a suo padre dopo il matrimonio. Da sua zia aveva saputo tutto delle loro relazioni della sua sottomissione, e infine sapeva della sua esperienza al club. Per anni aveva negato la sua sessualità ora che l’aveva riscoperta chiunque avrebbe potuto farne cio’ che voleva visto che perdeva completamente il controllo di sè quando era eccitata.
Laura in ginocchio attendeva mantenendo la posizione.
Infine Melissa dolcemente le disse:
M- Rilassati, vieni a sederti qui accanto a me e parliamo un po’!
L- grazie padrona.
Melissa appena Laura fu sul divano accanto a lei se la strinse e coccolandola, dolcemente inizio’ a spiegarle cosa si aspettava da lei.
M- allora Elle, tu sei una schiava, ti ho voluta perchè non mi va che altri ti abbiano, sei bella e sei mia madre e io ho sempre avuto tendenze verso le donne, tu sei sempre stata il mio primo pensiero erotico, che dirti, ho iniziato a lesbicare con Alexia, io e lei eravamo molto legate e in complicità. Il tuo lavoro non ti concedeva molto tempo per me. Eri sempre troppo impegnata anche come madre.
L- si è vero, perdonami.
M- sst, non ho rancore per te, di questo da piccola si ma oggi mi rendo conto che non era facile fare delle scelte professionali e decidere cosa fare nella gestione famigliare. Oggi pero’ dopo la tua performance al club e per quello che tua sorella si aspettava da te di prenderti come seconda schiava, ho deciso di fare io qualcosa. Tu perdi la testa quando sei eccitata, per questo hai bisogno di essere controllata. Una sottomissione totale di qualcuno che ti gestisca. Dimmi di questo te ne rendi conto?
L- in un sussurro ...si!
M- ecco, pero’ ora voglio che sia chiaro che anche se sono tua figlia tu mi hai generato, come tua Padrona non saro’ tenera, saro’ severa, pretendo totale dedizione e sottomissione da parte tua. Nessuna esitazione nell’eseguire i miei ordini. Non ammettero’ nessuna mancanza e ti puniro’ a volte non perché hai fatto qualcosa ma solo per ricordarti chi sei e i nostri ruoli rispettivi. E anche per il mio piacere.
L- si padrona.
M- ora voglio che tu collabori alla tua sottomissione ed al tuo addestramento. Una delle cose che io credo importanti è un segno di appartenenza. E desidero che tu pensi a quale segno di appartenenza sia giusto che una schiava abbia. Mi aspetto che sia tu a proporlo. Un piercing? Un tatuaggio? Una catenina alla cavigliia? Un collare ? pensaci...
L- si Padrona.
M- starai sempre nuda ti vestirai solo su mia autorizzazione, e solo con quello che io ti consentiro’ di indossare.
E mentre le diceva questo la accarezzava e le dava dei bacini sulla guancia, e Laura si lasciava coccolare come una bimba, i ruoli erano praticamente invertiti, un modo di attenuare l’impatto una consolazione che Melissa le dava le voleva comunque bene. Sua figlia la sua Padrona l’avrebbe protetta e stare li a farsi coccolare la faceva sentire protetta.
L-si Padrona, saro’ obbediente e sottomessa.
M- ti controllero’, ogni due settimane appuntamento dall’estetista, e cercheremo di rendere almeno sulle labbra del tuo sesso la depilazione permanente ... cerca di pensare al segno di appartenenza, me lo dirai domani. Io mi installero’ nella tua stanza, tu dormirai con me cosi ti terro’ d’occhio ora, vai a preparare qualcosa da mangiare. Poi ceniamo.
Laura preparo’ una cena, poi si presento’ in salotto e annuncio’ alla sua Padrona che tutto era pronto, arrivata in cucina, Melissa si sedette, Laura attese e venne invitata a cenare con lei.
M- tranquilla ceniamo assieme, cominceremo il tuo addestramento presto adesso facciamo un po’ conoscenza, non voglio essere brusca, certo se avremo invitati e capiterà ti metterai vicino a me in posizione di attesa. Ora ceniamo insieme .
Laura era felicissima di poter cenare con sua figlia e la sua Padrona era per lei come un premio.
Poi Melissa si mise a guardare la Tv con Laura accanto a lei come fosse la sua cagnetta, che si lasciava coccolare con carezze ai suoi capelli. Poi andarono andarono a coricarsi, Melissa si impossessava della camera che era stata di sua madre. La fece coricare accanto a se tenendola stretta tra le braccia fino a che si addormentarono.