i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Indice
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La pioggia picchietta sulla ringhiera del balcone, producendo suoni metallici.
Ho appena finito di lavare i piatti, tu sei già stravaccato sul divano in questa domenica pigra. Stai smanettando col telecomando per decidere cosa vedere su Netflix. Mi avvicino e mi sdraio sul fianco, appoggiandomi al tuo corpo e adattandomi alla sua forma. Il tepore che emani mi rilassa. Mi attiri ancora più vicina, abbracciandomi. Decidiamo di vedere una serie horror. A circa metà episodio, sento il tuo respiro sul collo. Mi scosti i capelli e la tua lingua assaggia la mia pelle appena sotto la nuca. “Smettila, dai!”, ti dico ridendo. Per tutta risposta, ti rendi più dispettoso dandomi dei morsetti sul collo e la tua mano si sposta sul mio seno, accarezzandolo. Piano piano, mi percorri il fianco, scendendo fino all’anca, lasciando scivolare la mano sulla mia natica, stringendola. Ok, decido di dimostrarti quanto so essere dispettosa a mia volta.

La mia mano sinistra scivola nello spazio tra il mio sedere e le tue parti basse, cominciando ad accarezzarti da sopra i pantaloni della tuta. Sento la tua erezione premervi contro. La percorro con le dita, lentamente, su e giù. Il tuo respiro cambia e i tuoi baci sul mio collo si fanno più esigenti. Mi volto per guardarti in viso e la tua bocca si sposta sulla mia guancia e con piccoli baci raggiunge la mia. Accolgo la tua lingua avvolgendola con la mia, in un bacio lungo e profondo, mentre la mia mano continua a muoversi. La tua percorre l’elastico dei miei pantaloni, fino ad abbassarsi e arrivare fra le mie cosce, dando delle lente carezze. Mi fai girare sulla schiena e ti sistemi sopra di me. Mi sollevi la t-shirt fino a scoprirmi i seni, avventandoti sui miei capezzoli, succhiandoli e mordicchiandoli a turno. La tua bocca si sposta piano piano verso il basso, assaporando la mia pelle con la lingua. Quando arrivi al bordo dei pantaloni della tuta, mi fai divaricare le gambe e ti abbassi fino ad inspirarne il profumo e farmi sentire il calore del tuo respiro proprio lì in mezzo. Istintivamente, spingo il bacino verso di te. “Stai ferma”, mi dici.
Ti raddrizzi per toglierti la maglietta e mi aiuti a togliere la mia. Poi ti sistemi tra le mie gambe, muovendoti ritmicamente, facendomi sentire il tuo membro duro premere contro il mio sesso, che nel frattempo ha inumidito le mutandine. Questa dolce tortura prosegue, mentre torni a stimolare i miei capezzoli con la tua lingua. Comincio a gemere. Sentirti così duro attraverso quei due strati di cotone pesante mi fa solo desiderare di averti dentro di me.

Ti afferro la testa e ti bacio con passione, avvolgendo le mie gambe attorno alla tua vita, per sentirti ancora di più, come se fossimo due bolle che quando si toccano si fondono in una cosa sola. Capisci il mio bisogno e mi sfili in un solo colpo pantaloni e mutandine. Poi sento la tua lingua leccarmi attorno alle grandi labbra, facendomi fremere. Sento le tue dita aprirmi e la lingua insinuarsi nella mia fessura scivolosa, lentamente, assaporandola. La sento risalire fino al clitoride, strappandomi un gemito forte, liberatorio. Ti piace sentirmi gemere a causa tua, quindi continui finché non mi aggrappo ai cuscini del divano e il volume si alza, mentre il respiro si fa sempre più affannoso. Quando avverti che sono vicina all’orgasmo però, ti fermi. “Uff, sei cattivo!”, ti dico ridendo e il mio respiro torna alla normalità. Decido di vendicarmi.

Visto che sei inginocchiato sul divano, mi tiro su a sedere e ti abbasso i pantaloni della tuta fin sotto al sedere. Lecco la tua erezione attraverso i boxer, dal basso verso l’alto, bagnandoli e facendoti sentire quanto la mia bocca ti desideri. Libero il tuo cazzo e la mia lingua può finalmente danzare sulla cappella pulsante, mentre lo tengo saldamente in mano. Comincio a succhiare, stimolandoti le palle con l’altra mano, guardandoti in viso. Le tue labbra aperte, mentre con gli occhi chiusi getti la testa all’indietro, non fanno che aumentare la mia eccitazione. Le mie mani ti afferrano i fianchi e te lo prendo tutto in bocca, fino in gola, stando ferma. Emetti un lungo gemito e cerchi di scoparmi la bocca, ma continuo a tenerti fermi i fianchi. Poi mi stacco e lo ammiro, coperto della mia saliva. Ti afferro per i polsi e li porto dietro alla tua schiena, dedicandomi poi a tormentarti la cappella con leccate veloci. Ascolto il tuo fiato farsi sempre più corto, quindi lo riprendo tutto in bocca, fino a sentire la cappella sbattere contro la mia gola. Decido io il ritmo ora, avanti e indietro, lento e veloce, succhiando forte. Ormai sento l’asta del tuo cazzo pulsare, so che stai per venire e me lo confermi gemendo sempre più forte. Ma no, non verrai così facilmente. Mi stacco da te e te lo stringo alla base fra il mio pollice e indice. “Tu sì che sei davvero cattiva! Non si fa, meriti una punizione...”, mi dici con una luce maliziosa negli occhi.

Mi prendi per i fianchi e mi fai sdraiare a pancia in giù, con la mia fessura traboccante di umori che freme al pensiero di sentirti finalmente dentro di me. Mi penetri con un colpo energico, strappandomi un grido. Sento la mia vagina adattarsi perfettamente al tuo cazzo, mentre il tuo petto sudato si appoggia alla mia schiena. Muovi i fianchi per darmi colpi profondi e lenti, aumentando gradualmente la velocità. Mi mordi una spalla e mentre sento l’orgasmo accumularsi sotto i tuoi colpi, mi sussurri: “Voglio venirti dentro, fino all’ultima goccia...”. Questa tua richiesta mi dà il colpo di grazia e vengo gridando, dando libero sfogo alle sensazioni accumulate fino a quel momento. Mi segui poco dopo, gemendo forte a più riprese, svuotandoti dentro di me e lasciandomi una dolce sensazione di calore che mi pervade il ventre. Crolli sulla mia schiena, la tua guancia madida di sudore appoggiata alla mia, rossa di piacere.
“Non immaginavo che le tute potessero essere così erotiche...”