i racconti di Milu
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Le note soffuse provenienti dalla sveglia impostata sul mio iPhone raggiungono il mio orecchio e mi costringono ad allungare una mano per interromperle. Apro gli occhi e osservo i primi raggi di sole di questa splendida giornata autunnale fare capolino tra le fessure della tapparella. Mi volto piano sul fianco e il mio sguardo su posa sulla tua testa riccioluta, che sbuca dal piumone in cui sei buffamente avvolto. Ascolto il tuo respiro calmo e capisco che tu stia ancora dormendo. Mi sollevo e avvicino le labbra al tuo orecchio, sussurrandoti: “Sono le 7.30”. Con voce assonnata borbotti: “Mmmmm, ancora cinque minuti” e, girandoti sulla schiena, allunghi un braccio verso di me, per invitarmi ad appoggiare la testa nell’incavo della tua spalla. Mi avvicino e sentendomi in vena di coccole, inizio ad accarezzarti il viso, percorrendoti le guance con dita leggere. So che effetto ti fanno le mie mani, sei stato tu a confessarmelo. Poso qualche piccolo bacio sulla tua guancia, poi sul tuo collo, mentre la mia mano è scesa sul tuo petto e poi sul tuo fianco, per accarezzarlo piano. So che questo movimento ti provoca dei brividi. Con gli occhi ancora chiusi, ma sorridendo, posi la tua mano sulla mia e la porti verso il basso, guidandola sul bordo del tuo pigiama. Mi diverte il pensiero che tu abbia ancora voglia, nonostante ciò che abbiamo fatto solo poche ore prima.

La mia mano comincia a muoversi sul tuo membro ancora nascosto dai pantaloni del tuo pigiama. Lo sento risvegliarsi molto velocemente, il tuo respiro cambia: adoro come reagisci al mio tocco. Scendo con la mano sui tuoi testicoli, stringendoli piano e massaggiandoli. Per tutta risposta, ti scopri e, abbassandoti i pantaloni, mi chiedi: “Ti va di farmi ancora quel massaggio?”. Sorrido e rispondo: “Ok.”
Mi siedo fra le tue gambe, coi piedi ai lati della tua testa e le tue gambe che incrociano le mie da sopra. Mi verso un po’ di gel lubrificante sulle mani, le sfrego fra di loro per scaldarlo e poi lo spalmo lungo tutta l’asta e anche più giù, con movimenti dal basso verso l’alto. Lo afferro con due mani e inizio a muoverle lentamente su e giù. Intanto, ti vedo prendere il tuo iPhone e puntarlo verso di me: capisco che mi stai filmando e la cosa mi eccita. “Vuoi aggiungere anche la bocca?” e rispondo al tuo invito abbassandomi e leccandoti la cappella, per poi prenderla in bocca. Mi tiro su e decido di rendere il tutto ancora più scivoloso lasciando cadere un po’ della mia saliva sul tuo cazzo ormai duro, il tutto guardandoti negli occhi mentre continui a riprendermi e i tuoi gemiti aumentano di intensità. Poi appoggi il telefono sul letto, mi togli le calze e inizi a leccare e baciare i miei piedi. Per me è una sensazione nuova, strana, ma piacevole. Lasci che la mia bocca ti stuzzichi ancora un po’, poi ti alzi sulle ginocchia, facendomi mettere nella stessa posizione davanti a te. Mi sollevi il pigiama per scoprire i miei seni, accarezzandoli e poi stringendoli con le tue mani. Afferri il telefono, me lo porgi e mi dici: “Riprendimi tu ora.” Lo porto vicino al mio viso per riprenderti dal mio punto di vista, guardandoti attraverso di esso mentre la tua bocca si avventa sui miei capezzoli a turno, succhiandoli avidamente. Ti sollevi per guardarmi e dirmi: “Ora basta giocare.” Mi prendi il telefono dalle mani e lo appoggi sul comodino, facendomi poi sdraiare e sfilandomi le mutandine.

La tua mano percorre leggera le mie labbra già umide, per poi risalire a stuzzicare con piccoli movimenti il clitoride. Chiudo gli occhi e dopo poco già trattengo il respiro, ansimando. Sai dove e come toccarmi per farmi eccitare e questa cosa mi fa impazzire. Alterni tocchi veloci e leggeri a quelli più lenti e decisi. Quando senti che sono totalmente preda delle tue dita, mi fai sedere e ti posizioni dietro di me, continuando a stimolarmi e sussurrandomi all’orecchio: “Ti piace così, vero?”, ma io non riesco nemmeno a risponderti, perché sento che la tua mano mi sta portando sempre più vicina all’orgasmo. Infatti ora ti basta sfiorarmi per farmi venire con un lungo gemito, tremando contro il tuo petto. Ma tu non ti fermi subito, continui a stuzzicare il mio clitoride davvero troppo sensibile in questo momento, un sadico solletico che mi porta a sorridere, mentre mi baci la guancia e il collo. “Ho voglia di sentirti dentro di me”, ti sussurro. Un tuo gemito di assenso e la tua bocca sulla mia mi fanno capire che hai tutta l’intenzione di soddisfare il mio desiderio. Apri il cassetto del tuo comodino, afferri un preservativo e lo infili con l’urgenza dettata dall’eccitazione, mentre ti sei già posizionato fra le mie gambe.

Mi penetri con un colpo energico, per poi iniziare a muoverti con un ritmo lento e profondo. Afferri le mie caviglie per appoggiartele sulle spalle e mentre il mio respiro viene spezzato dai gemiti generati dai tuoi movimenti dentro di me, la tua bocca assaggia il mio piede, leccandolo e mordendolo. Ti abbassi verso le mie tette per baciarle e stringerle tra le mani, mentre ti avvolgo le gambe attorno alla vita. I nostri gemiti si mischiano, finché non si accordano all’unisono. Ti fermi il tempo di sistemarci entrambi sul fianco sinistro, mi sollevi la gamba destra e mi penetri, ancora e ancora. Ogni colpo è più profondo, capisco che la tua eccitazione sta per raggiungere l’apice. Con la mia mano destra ti afferro dietro la nuca e la mia bocca cerca la tua, esplorandola affamata, per poi accogliere un tuo gemito più forte, mentre sento il tuo corpo irrigidirsi ed esplodere in un intenso orgasmo. Ti abbandoni contro la mia schiena, assaporando quel momento. Con gli occhi chiusi, sorridendo, ci sussurriamo l’un l’altra: “Buongiorno…”