i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Che serata noiosa! Non riesco a capire perché Riccardo, mio marito, mi deve coinvolgere in queste assurde cene tra colleghi e mogli in cui la falsità ed l’esporre i gioielli di famiglia sono la parte fondamentale. Capisco le formalità ma con i suoi colleghi è veramente troppo e non li sopporto. Lui non tiene conto che dopo una giornata di lavoro l'unica cosa che desidero fare è accovacciarmi sotto la mia coperta da salotto con un libro e bella musica.
Invece no. Io non so perché lui prende questi impegni e mi trascina. So bene che sono una bella donna ma l’esposizione tante volte sembra eccessiva.
Questo è il pensiero di Laura nel prepararsi per una cena con colleghi di lavoro del marito.
Inutile dire che Laura ha dovuto mettersi in tiro con una pettinatura a dir poco impeccabile che è costata una cifra, vestito sottoveste nero, calze autoreggenti, scarpe con il tacco e gioielli alle orecchie, alle dita ed al collo. Riccardo avrebbe voluto anche una catenina alla caviglia ma lei non ha accettato perché sarebbe sembrata una volgarità per una cena di gala come quella dove sarebbero andati.
Riccardo vuol fare bella figura e comunque dare un’immagine adatta alla sua posizione che ha nella sua azienda e far sì che i colleghi se ne rendano conto che non è solo questione di politica aziendale ma anche potenzialità al di fuori dell’ambiente di lavoro.
A lui è sempre piaciuto esibirmi ed Laura l’ha assecondato nei primi anni del loro rapporto, poi si è stancata e trova di una noia mortale quegli incontri dove si sprecano i titoli di laurea e i ‘signor’ e’ signora’.
A lui piace mostrare la sua femmina decorativa perché pensa che gli dia chance di lavoro e rispetto.
Come responsabile di una importantissima agenzia vuole apparire sempre al massimo quindi sempre il top per ciò che riguarda la moglie, l’automobile, la casa, ecc.
E’ ovvio che la cena non può che tenersi nel ristorante più esclusivo della città con menù studiato appositamente in cui lo chef ha mostrato fin dalla prenotazione il meglio dei piatti.
Ora seduti intorno al tavolo ci i colleghi più importanti con le rispettivi consorti e naturalemnte nessuna amante.
I discorsi non sono certo vari e si parla degli stessi argomenti che tutti conoscono salvo le mogli che ne sono all’oscuro: clienti, lavoro, campagne pubblicitarie, prodotti, impiegati e loro rendimenti lavorativi.
Le mogli che non sono del settore essendo quasi tutte donne di casa si annoiano da morire. Loro non lavorano perché i rispettivi mariti hanno le possibilità economiche per farle vivere nel benessere. Tutto l’opposto del semplice impiegato.
Come era previsto anche Laura si sta annoiando a morte.
Ha, si, scambiato qualche frase con le vicine di tavolo ed in particolare di una donna seduta alla sua destra che non fa altro che raccontare con le meraviglie secondo lei uniche delle  vacanze esotiche, del fatto che sia andata alle Filippine per scegliere la sua camerieera e delle difficoltà di inserimento di questa povera donna. In Italia.
Laura non ha molto in comune con quel racconto; lei fa il medico e non le resta che parlare di influenze, gastriti, patologie cardiache ma senza entusiasmo perché le almeno le altre donne non erano gran che interessate alle sue parole. Ha avuto l’idea che anche le altre fossero annoiate a morte come lei.
Sul suo viso è chiara la noia ma nessuna delle altre prende l’iniziativa per interrompere quello stato e non c’è possibilità di inserirsi nel dialogo tra i mariti perché loro discutono su qualcosa che riguarda l’azienda e sono presi dai tecnicismi ed i loro significati ed evoluzioni.
Improvvisamente Laura sente un tocco sotto al tavolo. Un piede la sfiora, prima lentamente, quasi casualmente, poi il tocco pare essere più deciso.
Lei fa finta di niente pensando che potrebbe essere una qualsiasi cosa, può essere una sensazione sbagliata, un errore, un tocco casuale.
Ma ai successivi tocchi si accorge che tutto ciò che aveva pensato era sbagliato: era una caviglia che la accarezzava lentamente. Quindi era un tocco reale, voluto e cercato.
Laura guarda con imbarazzo gli altri seduti a tavola cercando di capire in qualche modo chi la stia corteggiando di nascosto ed in modo così inconsueto.
L’indagine visiva non da risultati; non un segno, un ammiccamento e non capisce chi possa essere ma  nel frattempo la persona continua a toccarla leggermente con una carezza continua, leggera, molto sensuale
Lei sposta il piede, ma il corteggiatore non le da tregua ed Il tocco continua e si fa più ardito, infatti una calda sensazione le sale dalle caviglie, su per le gambe e la carezza arriva al ginocchio.
Laura imbarazzatissima ed immobile si gode quei tocchi che per la loro inusualità sono molto piacevoli. A lei quel tocco piace. Resta lì paralizzata a godersi le sensazioni che stanno nascendo e che le percorrono il corpo.
Guarda sempre con sguardo indagatore le persone intorno al tavolo ma non c’è nessun movimento diverso e tutti sembrano imperturbabili.
Cerca anche di capire da che parte venga quel tocco nella speranza di individuare l’autore. Lei pensa che sia un maschio, un amico collega del marito che le aveva fatto dei complimenti al vederla lì a cena prima di sedersi a tavola ma lui era distante e non la guardava. Laura sperava di vedere qualche occhiata furtiva di uno dei mariti presenti ma nessuno aveva un comportamento tale da far nascere un’attenzione.
A Laura viene la voglia di chinarsi e vedere così a chi appartiene il piede ma le splendide sensazioni che sta provando le tolgono il coraggio.
“Se poi qualcuno si accorge della manovra che figura faccio?” si chiede.
Di fronte c’era un uomo e pensa che possa essere lui ma la serietà unita all’età dell’uomo ed anche al suo carattere poco incline alle avventure ed alla noiosità le fan pensare che possa essere impossibile un’azione di quel genere.
Al suo fianco l’amico più caro del marito; giocano a tennis insieme ed effettivamente ha le gambe lunghe. Il pensiero è rivolto a lui ma poi si sposta e la carezza di quel piede continua. Laura ne deduce che non può essere lui.
La carezza continua e Laura non resiste più e, per interrompere l’azione che la stava facendo arrossire e mettere in difficoltà, si alza per andare in bagno nella speranza che la persona la segua.
Laura riesce a trovare il momento giusto per far scivolare la pochette a terra e così individuare che la toccava.
"Scusate..." mormora raccogliendo la pochette da sera ed inchinandosi ma non ha successo nell’individuazione dell’autore di quelle carezze.
Sollevatasi ed andata in bagno nota che nessuno al momento la segue.
Entrata nel bagno si lava le mani per ingannare l'attesa. Controlla il trucco, ripassa con il rossetto il contorno delle labbra ed ecco che si apre la porta. Era la donna che stava leggermente di fronte a lei sulla sinistra, la moglie del collega del marito, quel signore poco incline alle avventure e noioso.
Laura non pensa che chi le ha fatto le carezze sia una donna ed ha un moto di disappunto pensando che quel ‘Lui’ sicuramente non avrà il coraggio di venire proprio ora che anche un’altra moglie è nel bagno con lei.
fa "Buonasera" mormora Laura fingendo ancora di sistemarsi il trucco.
Rovistando tra le pochissime cose nella pochette va alla ricerca del mascara ma sollevando lo sguardo vede che la donna è dietro di lei.
Un lieve sorriso si disegna sulle sue labbra di Laura.
La donna non da tempo e le mormora vicino all’orecchio "Hai le gambe caldissime. Lo sentivo attraverso le calze"
Presa alla sprovvista in un modo del tutto inaspettato, anche perché si aspettava che fosse un maschio a corteggiarla "Come scusi?" balbetta confusa voltandosi verso di lei.
"Non hai capito che ero io?" ride leggermente la donna accarezzandole una guancia e prosegue "Sei splendida. Sono mesi che mi chiedevo quando sarei riuscita a parlarti. Ti ho vista ad un'altra festa e non ho avuto l’occasione che ho ora"
Laura resta senza parole, resta lì inebetita. Le dita della donna sono leggere sulla sua guancia.
“Non ho mai pensato di attirare l'attenzione di una donna” replica Laura
“Qualche volta mi sono soffermata a pensare come sarebbe se … ma non ho mai avuto incontri con te, occasioni per scoprirlo” continua la donna “Una qualche fantasia mi è passata in la mente facendo l'amore con mio marito, come ad esempio succhiare un capezzolo, affondare il viso tra gambe morbide. Chissà quali sensazioni si provano tra le tue? Stasera sei sexy da impazzire. Ti ho desiderata da quando ci siamo seduti a tavola" sussurra avvicinando il suo viso a quello di Laura.
Laura la guarda negli occhi ed osservandoli da vicino li trova grandi e verdi, truccati sapientemente, leggendo un desiderio profondo ed impellente.
Presa da un istinto fino a quel momento sconosciuto Laura avvicina le sua labbra a quelle dell’altra spinta da una curiosità irrefrenabile.
“Com'è la bocca di una donna?” chiede.
La risposta è “E' morbida, soffice e profumata come un fiore. E’ miele”
Le lingue delle due femmine si intrecciano in bocca ora di una e poi dell’altra e le mani fanno un gioco di eccitanti carezze.
“Non hai mai baciato una donna?”
“No”
“Allora sei una novizia. Ti devo istruire!”
"Vieni!" sussurra l’altra donna guidandola verso uno dei bagni chiusi. Chiude la porta dietro di noi, mi spinge contro il muro. Mi prende il viso tra le mani, incolla con prepotenza la bocca alla mia, la sua lingua è morbida, guizzante.
I baci sono profondi. La lingua entra ed esce dalla bocca di Laura. L’altra donna le lecca le labbra ed il palato.
Un gemito leggero sfugge tra le labbra della novizia.
Laura riflette per una istante e trova quel bacio il più eccitante che abbia mai ricevuto in vita sua; forse la situazione così nuova, trasgressiva che le fa provare queste sensazioni
Laura con le sue mani percorre il corpo dell’altra da sopra il vestito di tessuto leggerissimo scoprendo che sotto non indossa niente e con sorpresa trovando un corpo morbido dalle forme profondamente femminili.
Anche le altre mani la accarezzano e si vede subito che sono più esperte e più imperiose.
Laura non si accorge di niente e si lascia trasportare dalle sensazioni che le annebbiano la mente e dalla lussuria di quei momenti. Non sa come sia successo ma la sua amica ha abbassato le spalline dell’abito esponendo al suo sguardo le tette delle quali Laura è sempre stata orgogliosa, tette così sode da permettermi, anche lei, da non usare reggiseno.
"Sapevo saresti stata meravigliosa" mormora l’amica sfiorandola con una carezza e ricominciando a baciarla e con le mani che tracciano cerchi intorno ai miei seni, sfiorando la pelle, evitando di toccare i capezzoli.
Dentro di se Laura ha una sensazione di eccitazione enorme, faticando a credere di essere così piena di desiderio solo per un bacio sulla bocca e solo per delle delicate carezze. Eppure è così.
L’altra donna con la lingua inizia a tracciare delicatamente un sentiero, scendendo sul collo si avvicina al capezzolo e lo sfiora leggermente.
Ne nasce un brivido, una leggera scossa ed infine prende il capezzolo tra le labbra.
Per eccitare la novizia l’altra donna usa tutto per stimolarla: la lingua, le labbra, i denti.
La vista delle sue labbra è meravigliosa. E’ bello vederle torturare dolcemente il capezzolo e la lingua delicata che lo lecca.
Con le mani ha sollevato il vestito di Laura accarezzandole le gambe. E’ l’atto di una resa e l’inizio di una nuova esperienza sessuale.
Ora che laura ha provato l'eccitazione dei baci di una donna sulla bocca, sul seno, vuole sentirla là, vuole sentirla bere i suoi umori così come hanno fatto i suoi amanti.
L’altra donna delicatamente e con gran maestria le sfila le mutandine di pizzo nero delicate e le annusa "Hai un profumo meraviglioso!" e si inginocchia davanti a lei. Restando incantata per un lungo istante in cui la osserva, segue con lo sguardo il monte di Venere, i peli non lunghi e ben curati che si arricciano leggermente, la fessura che si intravede già umida.
Laura stando in piedi dritta, la guarda e si lascia sedurre desiderando da impazzire la sua lingua, le sue labbra, la sua bocca.
Le accarezza i capelli spingendo la testa di quella donna leggermente verso il suo pube desiderando una sua carezza.
La lingua sfiora il clitoride con un tocco leggero che trasmette una scossa eccitante.
A Laura sfugge un gemito gutturale. Con sapienti movimenti della lingua guizzante l’altra donna la sta tormentando mentre le mani salgono a stuzzicare i capezzoli; mai avrebbe pensato ad un tocco così, capace di accendere un fuoco così intenso dentro di lei.
Era in balia della moglie del collega antipatico del marito.
"Scopami, ti prego! Scopami!" chiese mormorando, desiderandola sempre di più.
A quella donna le sfugge una risata soffocata e nel contempo la penetra con un dito, aggiungendone poi un altro, un altro ancora, spingendo sempre più in fondo nella sua femminilità mentre la lingua continua ad accarezzarla, a leccarla, pronta a strapparle un godimento mai provato.
Inaspettatamente sentono un movimento fuori dalla porta. La sensazione è che sia entrato qualcuno enon è conveniente che si facciano trovare a lesbicare due donne la cui serietà è comprovata.
Ciò non spaventa Laura, anzi, accresce in lei il senso del proibito e della trasgressione.
L’amica, che era a terra a lavorare sulla figa, allunga la mano verso il viso, le dita penetrano in bocca e altre dell’altra mano sono dentro Laura a giocare tra gli umori sessuali che scendono e la profumano di femmina.
Laura ormai vinta dalla libidine ed abbandonata alla sua amica che le fa scuola, succhia le dita, godendo in silenzio, mentre un tremito intenso la scuote.
Un urlo soffocato e silenzioso le fa aprire la bocca sulla quale l’altra donna si getta avida, coprendola, facendomi assaggiare il mio sapore che si era depositato sulle labbra. Laura si piega tremante e vibrante in avanti con le gambe piegate dal piacere del primo orgasmo lesbico. Si regge malamente sui tacchi alti e si vorrebbe vedere in uno specchio per rendersi conto di come sia il suo aspetto in quei momenti.
Le due donne si baciano avidamente, mentre le mani di Laura, avendo imparato in quei pochi istanti la lezione, si fanno strada sotto la gonna per cercare la sua fessura. Le scosta le mutandine e la penetra con violenza per strapparle un orgasmo come quello che ho avuto e desidera avere le sue dita intrise dei suoi dolci umori.
L’amica si aggrappa alle spalle mentre Laura con la bocca scende a morderle un capezzolo che ha scoperto per farlo assaggiare.
Fuori nell'antibagno si sentono voci di altre donne, intente a ritoccarsi il trucco ed a chiacchierare spiritosamente.
La sensazione di quel sesso intorno alle sue dita intorno è molto particolare. Laura non ha mai toccato prima di quel momento la figa di un’altra femmina.
Sente la sua amica contrarsi ad ogni suo movimento e deve fare leggermente forza per penetrarla a fondo per farle mormorare il suo orgasmo all’orecchio poi baciarla ansimando e mordendole leggermente la pelle nuda.
Rimangono entrambe esauste, abbracciate per un momento, incapaci di parlare.
Laura ha avuto da ragazza delle fantasie ma, anche se la sua mente si era sforzata ad immaginare situazioni lesbiche, non aveva mai immaginato che sarebbe stato così bello ed intenso fare l'amore con una donna.
Si danno un ultimo bacio, leggero, ma nonostante tutto ancora eccitante, si sistema il vestito, cerca le mutandine ma le sue orecchie sentono un sussurro "Me le lasci? Così per tutta la cena saprò di averle io nella borsa e di averti accanto, nuda e profumata" mentre le mani della sua partner la accarezzano in viso.
"Si...si!" sussurra Laura rocamente, sentendosi tutta bagnata tra le cosce.
Qualche istante dopo la sua amica apre leggermente la porta del bagno e si accerta che fuori non sia più nessuno.
“La situazione è tranquilla, si può uscire”
Un po' di trucco e sono pronte per tornare dai loro commensali. Laura da uno sguardo all'orologio per valutare il tempo passato a fare sesso ed anche per paura che si siano accorti della prolungata assenza a cui dovrà dare spiegazione al marito "Vado prima io" dice l’amica avviandosi ed aspettando un attimo prima di entrare nella sala.
Dopo qualche secondo si avvia anche lei "Tesoro, tutto bene?" chiede sollecito il marito andandole incontro.
"Come?" balbettò confusa.
"Diceva Antonella che in bagno hai avuto un leggero giramento di testa per questo ci avete messo tanto. Stai meglio?" dice accompagnandola verso la sedia.
"Si, si. Mi sono rimessa e adesso sto benissimo. Antonella si è occupata di me in modo gentilissimo"
In quel momento aveva scoperto il nome di colei che l’aveva sedotta.
Appena seduta avverte una leggera carezza sotto il tavolo: era la gamba di Antonella che la stava sfiorando.
Laura avvicinandosi ad Antonella le dice sottovoce “Spero che nessun altro senta il mio profumo”
“Stai tranquilla mia cara, qui ci sono altri profumi ed il tuo lo sento solo io nella mia borsa. Spero solo che stando seduta non lasci una macchia sulla seduta della sedia. Cerca di darti un contegno!”
La discussione molto formale e frivola tra le signore va avanti come se niente fosse successo. Nessuna da attenzione alle parole di Riccardo, marito di Laura, ed a lei viene un pensiero: se le altre non si sono curate del mio stato di salute chiaramente indicato da Riccardo, potrebbe voler dire che sanno di ciò che ha fatto Antonella?
E’ un dubbio ma per ora non ha soluzione.
Alla fine della serata che si è rivelata molto piacevole Laura non sa come fare con Antonella ma quest’ultima prende l’iniziativa “Mia cara, mi piacerebbe vederti domani sera a casa mia nel primo pomeriggio per un caffè. La sera è così lunga che potremmo conoscerci meglio. Ci conto sulla tua presenza. Sei come sempre incantevole e domani vorrei vedere ancora la tua magnifica eleganza”
“Grazie Antonella per l’invito. Non so ora se verrò. Ho degli impegni ma stai sicura che te lo farò sapere”
Laura passa la notte agitata ed il marito dorme senza accorgersi dello stato agitato della moglie che è in preda ad una euforia sessuale scatenata da Antonella nel bagno del ristorante.
La mattina Laura riflette sull’invito ad alla fine decide di accettare.
Alle 15.30 è casa di Antonella che la riceve da sola e dopo non molti minuti hanno bevuto il caffè ed ora sono a bere dalle rispettive fighe.
Il desiderio erotico che Laura ebbe da ragazza si è avverato e ne è felice. Non avrebbe mai sospettato che avere rapporti lesbici fosse così bello ed appagante.
Le scopate con il marito sono altrettanto appaganti ma in un altro modo: lasciano un altro piacere.