i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Maria Luisa non aveva idea né sapeva diligentemente che cosa fare quella sera, dal momento che aprì la chat per impazienza, per insofferenza, per noia, quasi per disagio esistenziale pronta a richiuderla subito dopo per assenza, per distacco e per mancanza di cose da dimostrare e da divulgare finché “Idraulico” subito la bloccò chiedendole:

“Che cosa ne pensi di questa vita che talvolta ci offre proponendoci svariate opportunità e noi non ci facciamo nemmeno caso?”.

Affiatamento e intesa immediata, giacché quel rapporto avvenuto nella chat era stato vissuto molto vivamente. Lui le aveva dato subito quell’intensità e quella vivacità mentale che lei cercava e che inseguiva marcatamente da tempo tra chat, mail e poi SMS e telefonate. Sesso on line con commozione, con quell’intenerimento, quelle lacrime agli occhi, quel senso di dimestichezza e d’intimità sperimentata come se fosse stata una scopata vera. Per Maria Luisa in verità questa era la pura disubbidienza, la sua unica e nitida personale insurrezione, la sua individuale ribellione essendo lui sposato e parecchio lontano, essendo nel contempo lei sposata con dei figli, distante e divergente da lui, eppure così vicina, giacché impazziva e vaneggiava per quest’uomo.

Con certezza e con convinzione sapeva che sarebbe arrivata addirittura un’intimità fisica, lo sapeva e basta senz’indecisioni, lei che mai aveva messo le corna a suo marito e aveva scelto di vivere la sua personale e privata inosservanza. Aveva scelto lui per farlo, avevano deciso d’incontrarsi e di vedersi nella casa al mare, distante dall’appartamento di Maria Luisa, dato che “Idraulico” sarebbe arrivato in veste di giardiniere qualsiasi, poi però avrebbe chiuso la porta alle sue spalle e lei sarebbe diventata la sua amante concedendosi lì sul tappeto all’ingresso. Lei aveva la certezza che sarebbe stata così, perché quell’idea disubbidiente, provocatoria e ribelle stava anche in questo, invero nel premeditare e nel tramare tutto. Pensava a tutto questo, intanto che il treno percorreva mezza Italia per raggiungerlo, mentre sussultava tremando all’emozione di quell’incontro con un uomo tanto conosciuto mentalmente, però così assente ed estraneo fisicamente. Quale sapore e quale odore poteva avere la sua pelle? Che cosa avrebbe provato baciandolo, sfiorandolo e toccandolo? Com’era il suo cazzo? Che cosa avrebbe provato cercandolo con la mano, portandoselo alle labbra, succhiandolo, ingoiandolo e infilandoselo dentro?

L’assurda, stravagante e unica certezza era di farlo godere, d’arrivare all’epilogo di tante chat sull’orlo della masturbazione, conclusione d’un amore fasullo e potenziale, però mai consumato né vissuto, perché quel desiderio doveva conservarsi e durare intatto, enorme e pronto per scoppiare nella realtà. Questi pensieri la stuzzicavano già lì sul treno, irroravano la sua fica di secrezioni e lei si sentiva colare mentre si riempivano gli slip accelerandole il respiro. Maria Luisa indossava un paio di slip di velo nero totalmente trasparenti con i reggicalze e le calzemaglia nere, comprensibilmente scelte appositamente per lui, perché sentiva potente la voglia di scopare, per il fatto reclamava “Idraulico” e lo pretendeva comunque fosse. Lei se lo l’era trovato davanti senza pensarci, quest’uomo sorridente inesorabilmente apparso non molto alto con il capello un po’ lungo, con uno sguardo intenso e il fiato sospeso. Che strano, non avere segreti per una persona in realtà così nuova e sconosciuta, invero quest’ultima era stata la carica, l’influsso e la potenza della rete.

Il primo contatto fu nell’abbraccio immediato e istintivo, nella volontà di non staccarsi, nell’ardore di “Idraulico” nel decidere di cercare subito la sua bocca, nell’abbandono di Maria Luisa. Il bacio intenso che ne scaturì nell’esplorazione dell’altro, con i sensi concentrati e avvedutamente convogliati sul reciproco odore, per poi assaggiarlo con la lingua con gli occhi socchiusi, in bilico tra il lasciarsi andare all’eccitazione e il voler riempire subissando lo sguardo del viso altrui. Le mani di Maria Luisa si perdevano tra i capelli di “Idraulico”, mentre lui la cingeva a sé esplorandole la schiena con le carezze, i glutei e le cosce, durante il tempo in cui i respiri s’affannavano, il cazzo gli scoppiava, la fica le pulsava e diventava una necessità imperiosa.

Maria Luisa attualmente sentiva l’onda dei suoi fluidi, percepiva il sesso di “Idraulico” gonfio d’eccitazione e spasimava nel sentirlo rapidamente dentro di sé. Lei ambiva la penetrazione, auspicava che lui la prendesse su due piedi, sennonché lui infilò le mani brucianti sotto la maglietta, le sollevò il reggiseno allontanandola di poco da lui per guardarla, perché sembrava si riempisse del suo sguardo. Lui le aveva baciato e pizzicato i capezzoli tanto intensamente da farla gemere, mentre lei lo guardava inginocchiarsi, gli accarezzava i capelli e lui assaggiava con dei lievi colpi di lingua i suoi seni. Facciamo l’amore - le aveva detto sollevandole la gonna, scoprendole il reggicalze e quello slip velato e trasparente che le mostrava la sua fica depilata per l’occasione. Lui le aveva confessato che era una sua fantasia quella della depilazione, in nessun caso realizzata con nessuna donna e lei gliela serviva per l’occasione giustappunto su d’un piatto d’argento come lui desiderava.

Lui si era tuffato sulla sua fica liscia, inizialmente leccando quel liquido attraverso lo slip, raccogliendolo dalle sue dita quel miele che colava lungo le cosce e di cui lui si saziava. Sfilarle quello slip era come aprire le porte del paradiso, mentre lei cercava di sbottonargli i pantaloni e ambiva con il fiato sospeso quel cazzo che tanto in quel momento voleva dentro di sé. Quel cazzo dalla punta già bagnata che Maria Luisa si era chinata per assaggiare infilandosi la punta in bocca e assaporandolo a lungo, mentre “Idraulico” scoppiava d’eccitazione nel guardarla china e piena di lui, in quanto stava per godere, ma non voleva farlo così, per il fatto che desiderava averla sua nel coinvolgimento dei sessi.

All’improvviso lui la fotografò collocandole davanti agli occhi la foto del suo viso con la punta del cazzo in bocca, facendola aizzare ed eccitare ancora di più. La ghermì in braccio facendola sedere sul tavolo della cucina, versandole del latte direttamente dal cartone sulla bocca di Maria Luisa, osservando il latte che colava sul mento e tra i seni fino alla fica, bagnandola ancora di più. In seguito “Idraulico” pigliò il suo cazzo e restando in piedi iniziò a strofinarne la punta sul clitoride facendola gemere di piacere, poi puntando dritto nel penetrarla moderatamente, però in modo implacabile riempiendola con il suo cazzo e guardandola sussultare. Erano stati parecchio tempo in tal modo immobili, non lo sapevano, lei piena di lui, lui sentendola sua. In conclusione avevano iniziato a muoversi l’uno verso l’altro imprimendo il ritmo alle spinte, lei inarcandosi agevolmente per avvertire i testicoli sentendosi sennonché più piena, lui affondando in maniera irriducibile il suo cazzo per portarla a godere, sempre più forte, sempre più in fondo, sempre di più gemendo. Non avevano mai provato un simile stordimento e lui desiderava riempirla del suo seme, perché voleva sentirla strepitare dal piacere, dato che lei sussurrava che voleva sentire la fica piena del suo nettare. Maria Luisa al culmine degli stimoli, sull’orlo dell’orgasmo, si era sentita repentinamente inondare da quel liquido denso, mentre lui sborrava al suo interno e lei a sua volta non tratteneva più le scosse involontarie della sua fica, assieme agli urli e ai gemiti di piacere che la travolgevano.

Più tardi Maria Luisa si era ritrovata sulle sue ginocchia con il viso nascosto sul suo collo in mezzo ai baci reciproci dopo l’amore e con i loro sessi pulsanti, eppure pronti per ricominciare. “Idraulico” istintivamente la conosceva bene, perché aveva ben chiaro e sapeva che voleva molto.

Lui in verità non aspettava altro, di dissetare, di sfamare e di soddisfare in ultimo la sua donna “virtuale-reale”.

{Idraulico anno 1999}