i racconti di Milu
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Melo, diminutivo di Carmelo, arrivò come aiutante nella ditta in cui lavoro. Giovane, 22 anni appena compiuti, “trapiantato al Nord” dalla Calabria ospitato dai cugini di suo padre. Il cugino era il migliore amico di uno dei tre titolari della ditta in cui lavoravo e si era offerto di dare un'occupazione al giovane. Alto poco più di un metro e settanta, magro, carnagione scura, occhi nerissimi così come i capelli che portava tagliati cortissimi con un ciuffetto più lungo sulla sommità del capo, barba foltissima per un ragazzo così giovane che teneva molto corta e curata nel taglio, timido, serio, sguardo vigile, ma sempre gentile e ricambiava il saluto con un sorriso dolce; unico vezzo di gioventù: un piercing che gli trapassava il sopracciglio sinistro. Fu assegnato al mio ufficio per aiutarmi nel ruolo di verifica e controllo del magazzino anche se io gli facevo fare più il magazziniere del controllore.... Dopo poche settimane mi resi conto che era un gran lavoratore, sempre puntuale, gentile, cortese ma triste. Esatto: questo bel maschietto era troppo triste per il mio concetto di giovane lontano da casa libero di divertirsi e così volli indagare con discrezione assoluta. Lo feci restare più in ufficio verificando assieme gli interminabili tabulati delle stampe di controllo e spesso inventavo scuse per lavorare gomito a gomito anche perché i suoi gomiti, o meglio le sue braccia, mi eccitavano parecchio essendo nere di pelo così come le sue gambe che potei vedere ed apprezzare ad inizio estate quando la divisa da lavoro prevedeva la possibilità dei bermuda. Mi eccitavano quelle sue gambe sode e scattanti anch'esse, come le braccia, interamente ricoperte di pelo nero. Mi immaginavo la parte del suo corpo che restava nascosta dei vestiti...tra le gambe e le braccia ed il viso che ormai conoscevo... il ragazzo certamente aveva tutto il corpo ricoperto di un morbido stato di vello nero.... e questo mi faceva ribollire il sangue.
Mi immaginavo quante ragazzette si fosse scopato questo montone calabro e le invidiavo in modo indicibile. Tuttavia persisteva quella strana cupezza nel suo sguardo che mi intrigava almeno quanto il suo giovane corpo. Io quarantasette anni avrei potuto essere suo padre se non fossi totalmente ed assolutamente attratto dai maschi! Decisi che dovevo capire l'origine del suo sguardo spento dentro quegli occhi profondi. Alla fine del mese di giugno organizzai per alcuni colleghi e famiglie una grigliata nella casa di campagna che era dei mie nonni e gli imposi in modo scherzoso di non mancare, anzi, gli chiesi di venire in auto con me per aiutarmi a preparare. La giornata fu piacevole come al solito, già ne avevo organizzate molte e tutti i miei ospiti si sentivano liberi di girovagare per casa cercando quello che serviva all'occorrenza: un nuovo cavatappi, i tovaglioli o solo per usare il bagno... Come sempre in queste occasioni saltò fuori un pallone e tutti a giocare un po' a calcio, un po' a pallavolo fino a sera quando incominciando da che aveva figli piccoli tutti si apprestarono a ritornare. Per tutta la giornata tenni sott'occhio Melo e vidi con piacere che chiacchierava con tutti, giocava a calcio, mangiava e beveva in compagnia... forse era stata solo una mia impressione la sua tristezza, meglio così.... ma desideravo il suo corpo in modo quasi spasmodico ed ogni occasione era buona per avvicinarmi e riempirgli il bicchiere di vino rosso. Salutando man mano chi andava via dissi in modo che tutti sentissero che Melo era il “fortunato vincitore” dell'incarico di aiutarmi a rassettare congedando così le varie mogli che si offrivano a rimare oltre. Finalmente soli chiusi il cancello ed in cucina iniziai a riordinare mentre Melo accatastava le sedie sotto al portico. Quando ebbe finito entrò anche lui in cucina ed appoggiato alla parete mi chiese cosa potesse fare. Mi avvicinai a lui, appoggiai la mano contro lo stipite della porta poco sopra la sua testa e con lo sguardo fisso nei suoi occhi gli chiesi “non sei ancora stanco?” rispose con un cenno del capo “vuoi bere un po' di vino?” “no, per carità che oggi ne ho bevuto fin troppo” non tolsi lo sguardo dei suoi occhi e mi avvicinai al suo viso giocandomi il tutto per tutto e lo baciai. La sua reazione mi sorprese: aprì subito la bocca lasciando che la mia lingua scivolasse e giocare con la sua in un bacio famelico. La mia mano si spostò sulla sua nuca per spingere le bocche ad unirsi se possibile con ancora più forza. Mi staccai un momento e fu lui a cercarmi di nuovo. Scesi sull'orecchio, sul collo, gli tolsi in un attimo la maglietta e finalmente vidi che il suo petto era esattamente come immaginavo: tonico con un poco muscoli, capezzoli piccoli piccoli tutto ricoperto di tantissimo pelo nero sicuramente tagliato ed ordinato. Notai un piccolo anellino che gli trafiggeva il capezzolo destro. A quel punto non mi potei controllare e la mia bocca percorse famelica tutta la sua pelle leggermente salata di sudore arrivando all'ombelico per poi risalire alla gola ed alla bocca. Gli feci alzare le braccia sopra la testa e la mia faccia si intrufolò sotto le ascelle che sapevano di deodorante e poi tornai alla bocca. Lui lasciava fare senza opporsi ed i suoi gemiti di piacere erano un segnale e non fermarmi. Di colpo mi staccai da lui che manteneva gli occhi fissi su di me in aspettativa.... lo strattonai nelle foga di slacciargli i pantaloni bramoso di ingoiare il suo bel cazzone scuro ma fu una grande sorpresa trovarmi dinnanzi ad un cazzetto da adolescente duro duro ma non più lungo di una decina di centimetri e sottile come due dita. Lesse il mio stupore sul mio viso e rosso di vergogna a bassa voce mi disse “Questo ho.... più di così ormai non mi cresce.... ma tu il culo mangiami... quello vedrai che ti piace” “Sei bellissimo Melo, sei un ragazzo bellissimo, fregatene delle dimensioni del cazzo” e lui di rimando “Provaci tu ad essere frocio in Calabria e pure con il cazzo piccolo... mi hanno deriso fin da ragazzino... ma di culo sono bravo... il mio culo se lo scopano volentieri...” e così dicendo sì voltò appoggiando le mani alla parete ed inarcando la schiena mi offrì il suo culo, gesto questo che pensai avesse fatto con frequenza. E qui la seconda sorpresa piacevolissima: un culetto piccolo e sodo anch'esso come il resto del corpo ricoperto di pelo nero fittissimo che risaliva sulla schiena formando un ciuffo più ricciolo all'altezza dei reni per poi diradarsi fin sulle spalle. Con le mani separai ancora un poco quelle chiappette da sogno e la mia lingua grufolò alla ricerca del buco attirata dal tipico piacevolissimo odore di culo maschio a fine giornata e più io spingevo la mia faccia tra le sue natiche più lui spingeva all'indietro per offrirmi il culo. E qui la terza sorpresa di questo fantastico giovane corpo: più leccavo e mangiavo il suo buchetto più questo di apriva mostrando il suo interno rosso acceso come una bocca pronta per essere baciata apparendo dopo pochi minuti non un buchetto ma un vero e proprio bucone dilatato. “wow sei strepitoso...hai un buco largo che è una meraviglia!” “sì, sono un rotto in culo, capo, inculami, inculami ti prego” Un dito, poi subito il secondo, poi uno sputo ed il terzo dito scavò con forza dentro a Melo che gemeva e di mordeva le labbra. Con le dita dentro che continuavano ad aprirlo mi rialzai avvicinando la mia bocca alla sua. Un nuovo bacio lungo e bagnato. “Sei bravo anche a succhiare con questa bocca fantastica o lo vuoi solo prendere in culo?” “Mi piace succhiare il cazzo, capo, mi piace tanto...” “Vieni andiamo in camera” pochi passi e fummo in camera e ci spogliammo completamente. “Quanto sei bello peloso anche tu, capo, e che cazzone!” Io in piedi accanto al letto e lui posizionato a pecorella che si ingozzava con il mio cazzo fino ad avere il naso contro al mio pube, lo sputava fuori e se lo ingoiava di nuovo. In tutto questo il suo il suo bacino aveva continuato ad agitarsi come se scodinzolasse. La mia mano sinistra sulla sua testa mentre la destra bagnata di saliva raggiunse il suo culetto e quando due dita entrarono un lungo sospiro di piacere gli fece sputare definitivamente il mio cazzo per appoggiare il viso al materasso. “In culo, capo, mettimelo in culo...in culo” feci il giro del letto ed entrai in lui. Lo scopai lentamente finché potei con lunghi affondi che facevano uscire il cazzo e poi tutto dentro di nuovo mentre lo tenevo saldamente per i fianchi. Un corpo agile e sottile, tutto nero di pelo ed un culo bello accogliente...un sogno di ragazzo. Poi la voglia di sborarre prese il sopravvento e lo montai con forza, senza riguardi inondandogli l'intestino in pochi minuti. Mi coricai sul letto tirandolo a me. Lo baciai con passione e non potetti trattenere la voglia di infilare ancora due dita nel suo buco caldo e bagnato. “Adesso stai sorridendo....sei bellissimo, sai?” “Dici davvero, capo? Non mi sono mai visto bello, è stato difficile vivere giù al paese essendo frocio e con sto cazzettino che non serve a nulla.... dovevo andare alla città vicina per incontrare degli uomini e devo ammettere che ho preso alcuni cazzi ma poi in paese hanno avuto il sospetto e così mi hanno spedito qui.... Ti prego, capo, non dirlo a nessuno o i cugini mi buttano fuori casa ed è la fine...” Ora mi spiegavo la sua tristezza. “Tranquillo resterà un segreto tra noi, se vorrai ti scoperò tutte le volte che sei libero e riesci ad uscire di casa, anzi... organizziamo in modo che tu possa andare a vivere per conto tuo, ormai sono mesi che lavori in ditta, farò in modo di farti avere un aumento” “Grazie, capo, sarebbe un sogno. Mi piace farmi fottere in culo, mi piace così tanto!! erano mesi che non lo prendevo più i cugini mi tengono il fiato sul collo ero esasperato!” “Povero ragazzo.... lo vuoi subito ancora il mio cazzo in culo?” “Sìììììììì” e con una risata ricominciammo a scopare..

Il giorno successivo in ufficio Melo era abbastanza tranquillo ma avvicinandosi alla mia scrivania mi disse che era tornato a casa troppo tardi ed il cugino gli aveva fatto un sacco di domande ma forse era solo lui che si sentiva sotto osservazione.... La giornata passò tranquilla ed i miei occhi erano sempre distratti dalle sue gambe nude. Verso le 17,30 gli dissi di seguirmi in magazzino e portatolo dietro ad uno scaffale alto gli infilai subito la lingua in bocca per un bacio da togliere il respiro. “Voglio scoparti ancora, Melo, non sai quanto ti voglio!” “Mettimelo in culo adesso, capo, piantamelo in culo che nessuno ci vede” si girò abbassando i calzoni fino a metà coscia. Era caldo questo bel porcellino, davvero in calore ma aveva trovato pane per i suoi denti: anche io sono un bel porco quando voglio. Immediatamente la mia bocca era attaccata al suo buco e sputava saliva a più non posso per lubrificare il canale e poi in un solo colpo il mio cazzo è entrato tutto in lui. “Sìììì capo che bello, inculami, mettimelo in culo forte” Le mie mani sulle sue spalle per spingerlo verso il mio cazzo ed il suo buco che cedeva e si lasciava sfondare, forte, veloce, duro. Ho sborrato in pochi minuti, poi gli ho infilato due fazzolettini di carta per tappare il buco e rivestendoci in fretta siamo tornati in ufficio. Questi nostri incontri appassionati ma purtroppo veloci si ripeterono per tutta la settimana, ogni giorno poco prima di andare a casa gli davo la sua dose di cazzo ma entrambi avremmo voluto fare di più e con più calma. L'occasione fu un po' difficile da organizzare ma ci riuscii la domenica successiva programmando un'altra grigliata a casa mia e dissi a Melo di invitare i suoi cugini cosicché conoscendo i colleghi con mogli e figli magari gli avrebbero concesso più libertà di movimento. Melo restò teso per tutta la giornata, mangiò poco e si trattenne anche nel bere ma alla fine suo cugino acconsentì di buon grado a farlo fermare per darmi aiuto a sistemare. Finalmente di nuovo soli a casa mia.
Feci appena in tempo a chiudere a chiave il cancello che voltatomi per rientrare verso casa vidi Melo che si toglieva la maglietta restando a torso nudo ed entrando in cucina lo trovai già completamente nudo con il cazzetto in tiro. Lo baciai con trasporto mentre tenevo le mai fisse sulle sue natiche e le impastavo con vigore. Le sue braccia attorno al mio collo. Lo presi per mao e lo condussi subito in camera dove in un balzo fu sul letto a carponi con il viso che strusciava contro il mio pacco. Era caldo ed in calore, Melo, era eccitato e lo sapeva dimostrare bene. Mi calai i calzoni e le mutande e lui subito a succhiare il mio cazzo fino in fondo mentre finivo di spogliarmi. Era bello guardare quel corpo esile e sinuoso vellutato di pelo nerissimo e lucido che sembrava ancora più scuro sulle natiche la cui pelle era più chiara con l'evidente segno del costume. Le mie mani sulla testa gli diedero il ritmo della pompa ma non volevo sborrare in fretta. Mi eccitava guardare le sue guance barbute fare “il vuoto” mentre mi risucchiava il cazzo e le sue labbra le ciucciavano la cappella. Lo lasciai boccheggiante a carponi e sedutomi su uno sgabello gli feci avvicinare il culetto al bordo del letto ed infilai la lingua nel suo spacco gustando e mangiando quel portento di culo. Più lappavo e più lui gemeva, più lo mangiavo e più quel buco si apriva in un fiore rosso scuro. “In culo, capo, mettimelo in culo, per favore non resisto più” “Aspetta aspetta, oggi voglio farti godere con calma” le dita entrarono ed uscirono molte volte una da sola, puoi due e poi tre per poi tornare due e così via facendo godere e pulsare il buco bagnato e gocciolante. Aveva il respiro affannato e restava a bocconi mordendo il lenzuolo e stringendolo con le mani. A volte si metteva a quattro zampe ed inarcava la schiena offrendomi il culo perché continuassi a lavorarglielo. Con la mano sinistra gli segavo il pisellino e gli palpavo le piccole palle totalmente avvolte nella nuvola di pelo che le faceva sparire tanto era stretto e teso il piccolo scroto nerissimo. Lo accontentai ed il mio cazzo con tre spinte entrò fino alla radice. Lo montai con forza quasi brutale ma a lui così piaceva e me lo ripeteva in continuazione. Gli inondai l'intestino e rimasi dentro con movimenti lentissimi per dare e sentire ancora piacere, poi uscii da lui. Lo feci coricare sulla schiena ed in ginocchio mi avvicinai alla sua splendida bocca per farmi pulire il cazzo gocciolante che si stava ammosciando. Con la mano sinistra gli reggevo il capo mentre con la destra gli accarezzavo il petto. Bellissima visuale quella delle sue labbra avvolte attorno al mio cazzo, i suoi occhi neri fissi nei miei mentre succhiava con devozione, la fronte imperlata di sudore ed anche la barba umida di saliva che dalla bocca colava sul mento e sul collo. Era splendido sentire le mie dita scorrere tra i suoi peli dalla gola sino all'inguine per poi risalire. “Melo ma ti accorci i peli del petto?” “Sì capo li regolo un po' perché sennò sono lunghi e si arricciano un poco, mi accorcio anche quelli del cazzo e del culo” “Non te li tagliare più, d'accordo? Voglio vederti al naturale...sai che adoro il tuo corpo così peloso...” “Va bene, capo, come desideri” e mentre lui ricominciava a succhiarmi l'erezione completa iniziai a giocare con i suoi capezzoli strizzandoli tra le dita e preso con indice e pollice l'anellino che gli trafiggeva quello destro iniziai a tirarlo con più forza facendolo contorcere e gemere di più. “Ti piace, Melo?” “Tanto, capo, mi piace tanto” I capezzoli erano piccoli piccoli ma con le dita feci irrigidire le puntine e ci giocai ben bene poi la mia mano scese sulla piccola asta per darle qualche colpo di sega, la superò strizzando i coglioncini e due dite frugarono il suo buchetto viscido. Lui portò le gambe al petto per agevolarmi l'intrusione. Tolsi il cazzo dalla sua bocca per non sborrare e continuai a rovistargli l'ano mentre tre dita nella sua bocca si lasciavano succhiare alternando carezze al petto. Sembrava fatto apposta per il sesso, Melo, mi eccitava da matti, lo averi scopato in continuazione. “Sai cosa ci vorrebbe, Melo'” “Cosa, capo?” “Ci vorrebbe che mentre mi succhi il cazzo un altro cazzo ti aprisse il culo...” “Maròò, capo, è il mio sogno impossibile, sarebbe bellissimo avere due cazzi tutti per me!! continua a fottermi il culo, capo, continua con le dita che mi piace assai” Ero di nuovo durissimo e lasciandolo così a gambe spalancate lo montai con tutto il mio peso con colpi sempre più violenti tenendomi in equilibrio sulle braccia rigide. A volte faceva smorfie di dolore quando la cappella andava a colpire qualche ansa dell'intestino ma aveva allungato le braccia dietro la testa e teneva gli occhi chiusi sbavando dal piacere. Venni accasciandomi su di lui, mi abbracciò con braccia e gambe mentre io gli infilavo la lingua dentro un orecchio. Il tempo di prendere fiato che lo volli ancora a pecora con le gambe aperte al massimo e tre dita ormai gli ravanavano duramente il buco. “Godi piccolo porcello, godi di culo dai, dimmi che ti piace prenderlo in culo, dimmelo...!” “Mi piace, capo, mi piace, inculami, rompimi in culo, spaccami in due, fammi godere, faccio tutto quello che vuoi ma non smettere ti prego...” Si irrigidì e la sua piccola asta sborrò poche gocce sul lenzuolo. Coricati uno accanto all'altro lo baciai a lungo.
Non sistemai nulla quella sera in casa e riaccompagnatolo prima che scendesse gli dissi “Ricorda la promessa, Melo, lascia crescere il pelo naturale, tutto al naturale mi raccomando” “Ok, capo, come vuoi, a domani”.


I giorni passavano quasi uguali tranne che per la mia attrazione per Melo che diventava sempre più forte, avrei dato qualsiasi cosa per averlo nel mio letto tutte le notti. Ogni pomeriggio lo portavo nel magazzino quando tutti gli addetti avevano finito il turno e tra baci e carezze gli abbassavo i pantaloni, lui si voltava e mi dava il culo. Era bello leccarglielo e poi sentire come il mio cazzo ogni giorno con più facilità arrivava subito in fondo, sentire i suoi gemiti e la sua voce che rotta dal piacere mi ripeteva “Inculami, capo, piantalo fino in fondo... ahhh che bravo che sei, capo, in culo... in culo così” Mi eccitava sentire che lo desiderava così tanto dentro, che quelle parole 'in culo' venivano ripetute costantemente. Ma più passavano i giorni più mi restava l'amaro in bocca per la fugacità dei nostri incontri. Baciarlo e leccare il suo viso barbuto ed ispido era una gioia così come vederlo arrendevole ed al contempo desideroso di essere posseduto ma volevo di più.
Un mattino mentre ero solo in ufficio e Melo in magazzino a lavorare non sentii entrare il collega Fabio perché ero assorto nei miei pensieri. “Disturbo??” “No, Fabio, scusa ero sovrapensiero... dimmi pure” “Ho notato che eri nel tuo mondo, ehhehe” “Già....Fà, chiudi la porta e siediti” “Che succede, tutto bene, mi devo preoccupare...?” Io e Fabio siamo colleghi da tanti anni, i primi tempi dopo esserci 'annusati' un po' abbiamo anche scopato qualche volta ma entrambi siamo prevalentemente attivi ed a nessuno piaceva più di tanto prenderlo; qualche pompa, tante seghe ma poi è finita lì; in un paio di occasioni ci siamo ritrovati con altri, ovviamente passivi, e lì è nata la nostra amicizia più profonda ed il nostro legame; abbiamo fatto qualche vacanza insieme dividendo tante risate e qualche culetto. A lui ho raccontato tutto di Melo e della mia ossessione per il suo corpo. “Sai che ci avevo fatto un pensierino anche io su quel ragazzetto? Ma non immaginavo che fosse così come di ci tu...heheheh mi fai venir voglia di assaggiarlo! Ma solo se posso...se non è una tua proprietà esclusiva, sia chiaro” Gli dissi che sarebbe stato un piacere dividerlo con lui se solo fosse stato possibile. A questo punto Fabio trovò la soluzione con una naturalezza che mi fece sobbalzare il cuore in petto. “Tu sai che io sono il super-mega-capo-direttore-assoluto di questa baracca, vero?” mi disse ridendo del suo ruolo che sulla carta risultava altisonante Responsabile Logistico – Supervisore Contabile “Certo che lo so che tutti dipendiamo da Lei super-direttore-indiscusso.... me che ti è venuto in mente????” “Solo io ho le chiavi del monolocale che era destinato al custode e che ora è un ammasso di cose inutili tanto che nessuno più si ricorda nemmeno della sua esistenza, dai bello mio muovi il culo che andiamo in esplorazione dell'alcova in cui scoparci il ragazzetto” E così con apparente tranquillità, passando dal suo ufficio arrivammo nel monolocale. Sporco e polveroso ma in ottimo stato, opprimente odore di chiuso ma gli impianti funzionavano, l'acqua arrivava in bagno ed era persino calda.
Ovviamente nessuno avrebbe mai dovuto accorgersi di nulla, quindi ci demmo appuntamento alle 19,30 per sistemare. Dissi a Melo che ci sarebbe stata una sorpresa e che quel pomeriggio non potevamo scopare in magazzino ma di preparasi perché dal giorno successivo avremmo scopato molto ma molto di più. I suoi occhi brillarono felici. Alle 19,30 io e Fabio andammo nel monolocale, passando ovviamente non dall'ingresso principale ma da quello secondario che dava in un antro del corridoio vicino all'ufficio di Fabio nel quale nessuno mai passava essendo l'ultima parte della costruzione. Chiudemmo emerticamente i vetri con dei cartoni perché accendendo la luce dall'esterno nessuno potesse vedere e pulimmo con gli strumenti dell'impresa di pulizie che lasciavano nel ripostiglio. “Spero che ne valga la pena questo ragazzetto perché sappi che manco a casa mia faccio le pulizie ma viene la donna a lavare e stirare hehehehe” “Ti assicuro Fabio che è fantastico, tu sia quanto mi attirino i maschi passivi e pelosi...beh...lui è passivissimo passivissimo passivissimo e ricoperto di pelo da testa ai piedi” “Uhhhmmmm uno scimmiotto heheheheh, mi stai facendo venire voglia di scoparlo hehehehe” Sistemammo il letto, io misi le lenzuola e andammo via. Il mattino successivo Melo era agitato, io molto di più. Fianco a fianco alla scrivania gli raccontati per filo e per segno tutto quanto e gli dissi che anche Fabio lo avrebbe scopato, che era il solo modo per scopare con calma anche noi. “Va bene, capo, se il signor Fabio va bene a te va bene pure a me.” Adoravo quel ragazzo....
Il pomeriggio stesso feci telefonare dalla segreteria a casa di Melo per comunicare che c'era la necessità di fare due ore di straordinario che il ragazzo era fuori ditta per delle consegne.
Ore 18,00 puntuale come un orologio la segreteria chiude, spente le luci.
Ore 18,01 Fabio entra nel mio ufficio. Io e Melo siamo pronti. “Ciao Melo, spero che non ti dispiaccia ma il nostro amico mi ha detto cose bellissime su di te e vorrei tanto farti assaggiare anche il mio cazzo, sai...io e lui siamo amici da tanti anni ed ogni tanto dividiamo i culetti che incontriamo....” “Nessun problema, signor Fabio, per me va bene, anzi va benissimo!” “Coraggio ragazzi andiamo!” Il cuore mi batteva come ad un ragazzino alla prima esperienza. Accendemmo solo le due lampade sui comodini, il monolocale sembrava una reggia ai mie occhi. Melo si spogliò all'istante e noi lo seguimmo a ruota. Fabio lo guardò da testa ai piedi, facendolo ruotare su se stesso più volte apprezzando al alta voce ogni parte di quel giovane corpo; da vero signore qual'è non fece nessun accenno alla scarsa dotazione tra le gambe ma si avvicinò e le loro lingue si intrecciarono. Io mi appoggiai alla schiena di Melo ed il bacio divenne a tre con le lingue che si rincorrevano: ci leccammo la faccia, il collo, la bocca poi Melo in ginocchio si ingozzò letteralmente con i nostri cazzi e devo essere sincero dicendo che quello di Fabio è più spesso del mio soprattutto la cappella è larga e gli conferisce la forma di un fungo. Ci spostammo sul letto, melo coricato di schiena con la testa che pendeva giù dal materasso e Fabio che gli scopava la gola ed io che finalmente potevo leccare tutto quel corpicino snello. Constatai con estrema eccitazione che i suoi peli stavano ricrescendo e che aveva prestato fede alla promessa fattami di non accorciarli più; su petto in particolar modo iniziavano ad unirsi in ciuffi più fitti che bagnati dalla mia saliva risultavano ancora più evidenti. Gli leccai e baciai l'addome tesissimo, le gambe ed i piedi, gli feci piegare le gambe sul petto e mi tuffai nello spacco del suo culetto ed anche qui si stavano formando i ricciolini neri così invitanti. Lui succhiava senza quasi scomporsi, Fabio era davvero bravo ad arrivare nella sua gola dandogli la possibilità di mantenere regolare la respirazione. Il mio cazzo entrò in quel buco caldo come nel burro. Ecco che le mani di Melo stringono le lenzuola con molta forza ed il suo pisellino erutta poche gocce di sborra che gli imbrattano la pancia. Il suo sogno era realizzato: due cazzi tutti per lui ...ed eravamo solo all'inizio. “Fammi provare il culetto così riprende fiato” mi chiese Fabio ed io con riconoscenza per aver trovato la location gli cedetti il posto con piacere. Lo volle a pecorella ed il suo cazzo sparì fino in fondo in un solo affondo. La presa forte sui fianchi e la cavalcata che ben conoscevo iniziò a martoriare il culetto di Melo “sìììì signor Fabio inculami, inculami forte che mi piace, così forte forte nel mio culo rotto” Io gli accarezzai la testa mentre godeva senza freni e senza vergogna, le mie mai passarono sul suo petto alla ricerca dei capezzolini per torturarli con le dita. Una locomotiva gli stava entrando in culo e lui a quattro zampe se la prendeva con autentica passione. “Prendilo profondamente ragazzo mio, lasciati a aprire da Fabio che sa come farti godere” gli sussurravo mentre con le mani mi spostai lungo la schiena ed appoggiatele sulle sue chiappette gliele aprivo al massimo per far entrare Fabio ancora di più. Gli riempì il culo dopo almeno venti minuti di monta grugnendo come un porco mentre il ragazzo già mordeva il lenzuolo. Appena il tempo di uscire che il mio cazzo duro come un palo della luce prendeva il suo posto per la mia dose di piacere. Farcito come un bignè restò a bocconi con il culetto proteso all'insù mentre io a Fabio riprendevamo fiato. Fabio gli intimò di non muoversi ed inserì le dita per constatare la dilatazione che metteva in mostra il ben noto fiore rosso scuro. “Bravo Melo, sei stato molto bravo però mi hai detto una bugia...” Melo si girò di scatto “No che dice signor Fabio, che bugia, per carità...non ho detto bugie...” “Mi hai detto che hai il culo rotto mentre io vedo un buchetto che può ancora e soprattutto DEVE essere rotto per davvero ehehhehehehe” disse ridendo e stemperando l'attimo di tensione “Hai un corpo favoloso, sai, il nostro amico aveva ragione dicendo che sei strepitoso e mi hai fatto godere molto: succhi come una ventosa e ti lasci inculare senza protestare ma il tuo culetto non è rotto abbastanza hehehehee se ti fidi, e spero proprio che tu mi dica di sì, io poco per volta te lo rompo come piace a me fino a farti uscire il fiore completo” Melo lo abbracciò ed abbracciò me anche stringendoci forte assieme tutti e tre “Certamente signor Fabio!! rompetemi il culo tutti e due io non chiedo di meglio! Voglio essere un rotto in culo.... mi eccita solo l'idea! Io faccio tutto quello che volete, tutto quello che volete!”
Quella sera ci limitammo a montarlo ancora una volta ciascuno con tutta la

forza che avevamo e più spingevamo i cazzi dentro più lui spingeva all'indietro per farsi impalare gemendo e sbavando. Poi una doccia e di corsa a casa.


Il mese di luglio fu molto favorevole per far fare a Melo delle variazioni d'orario di lavoro senza far insospettire il cugino che lo ospitava poiché con la turnazione delle ferie il personale era ridotto e bisognava comunque coprire tutta la giornata lavorativa. Questo ci consentì di usare ed abusare del suo culetto per lunghe ore indisturbati.
Fabio mi aveva dato una chiave del monolocale per i nostri incontri, lui non sempre partecipava.
Coricato sul letto completamente nudo Melo si abbandonava totalmente lasciando che le mie mani, la mia bocca e lingua scorressero senza intoppi su tutto il suo corpo. Mi rendo conto che il pelo per me sia un feticcio per il quale non riesco a trattenermi ed il suo corpo era il mio desiderio più grosso. Non avendo più accorciato i peli questi erano diventati belli lunghi e si arricciavano in ciuffetti dannatamente sexy e piacevoli al tatto. Un giorno a metà pomeriggio eravamo già nella nostra alcova, lui disteso sulla schiena con le braccia buttate all'indietro e le gambe larghe era totalmente esposto, iniziai a leccare le sue mani succhiando le dita una ad una, poi il palmo, le braccia soffermandomi a lungo sulle ascelle facendolo ridere per il solletico e giù giù su tutto il corpo fino ai piedi per poi risalire. Ingoiai la sua piccola asta durissima suscitandogli un fremito fortissimo “Mai nessuno mi aveva succhiato il cazzo, capo, sei il primo...” “Mai nessuno??? dici davvero??” “A chi interessa questa minchietta che sembra di un bambino?! Tutti hanno sempre voluto solo la mia bocca ed il mio culo” Succhiai avidamente ed in tre minuti sborrò con un sospiro quasi di dolore. Con le mani premetti il suo inguine per far uscire bene nello scroto le piccole palle e succhiai anche quelle facendole entrare in bocca assieme. Le sue mani sulla mia testa in segno di gratitudine per l'emozione nuova. “Dammi il culo adesso che voglio gustare anche questa tua parte meravigliosa” Due cuscini sotto la pancia per tenere alto il culetto, le gambe molto aperte ed ecco che il centro dell'universo si mostrava a mia completa disposizione. Adoravo leccare quel corpo peloso, mi dava un'eccitazione incredibile. La lingua e le dita si alternarono poi quando la mia erezione diventava quasi dolosa entravo in lui per godere assieme. A volte più dolcemente, a volte con forza e duramente ma quel culetto dava sempre un grande piacere sia a me sia a lui.
Avevo appena finito di sborrare ed ero ancora dentro muovendomi lentamente mentre gli mangiavo un orecchio quando arrivò Fabio. “Ciao ragazzi, son riuscito a liberarmi e speravo di trovarvi qui, ho una gran voglia di vuotarmi i coglioni!” “Sei arrivato giusto in tempo, io ho appena finito heheeh” Melo si mise a sedere sul letto mentre Fabio si spogliava. Era ancora un gran bel maschio Fabio, i cinquant'anni lo avevano reso un bell'esemplare di orso. Castano chiaro, molto pelo ricciolino distribuito uniformemente su petto, braccia, collo e schiena mentre gambe e culo quasi completamente lisci. Si era fatto crescere una barbetta corta corta come i capelli, ormai non più tanti, che rendeva ancora più virile il suo bel viso. Il suo grosso cazzo già barzotto faceva bella mostra di sé. “Ho comprato un giocattolo per te Melo” “Un giocattolo?? per me?? cos'è??” disse Melo aprendo la scatola anonima che gli aveva posto. Un grosso plug verde acido ed un flacone di lubrificante attirarono il nostro interesse immediatamente “Maròòò signor Fabio questo affare è enorme, mica volete che me lo infilo in culo..” “Certo che sì piccolo mio, ti avevo detto che voglio che il tuo culo sia davvero rotto e quando questo giocattolino ti entrerà fino in fondo, solo allora potrai dire di essere un rotto in culo hahahaaahahah” “Maròòò e come faccio???” “Senza fretta, faremo con molta calma e vedrai che riuscirai a prenderlo tutto quanto....in fondo la prima volta che ti sei preso un cazzo in culo mica eri largo come sei adesso, no?? con il tempo il tuo culo si è aperto e dilatato ed adesso prendi i nostri cazzi con grande facilità e così sarà anche per questo, con calma, piano piano nel giro di qualche settimana vedrai che te lo prendi! e poi sarai tu stesso che lo vorrai...vedrai.... quando uno come te che gode di culo così tanto capisce cosa si prova con la grande dilatazione ne vorrai sempre di più hehehehe credimi! Tu sei un ragazzo volenteroso, giusto? Tu vuoi avere il culo rotto, giusto? Bene...ci pensiamo noi hahahah” Il discorso non faceva una piega in effetti... ed io ribadii il concetto a Melo che con calma si possono ottenere grandi risultati. Anche se devo ammettere che Fabio aveva comprato un dildo davvero molto grosso. Sembrava quasi un soprammobile di arte moderna formato da quella punta arrotondata con sotto tre semi palle dalla più piccola alla più grande che alla base aveva un diametro di 8 centimetri e, leggendo le istruzioni, vidi che dei complessivi 25 cm di lunghezza 20 erano la parte inseribile e gli altri 5 erano costituiti dalla ventosa di base e dal sostegno. L'erezione di Melo, però, tradiva il senso di timore che aveva sul viso. Fabio si fece succhiare bene il cazzone e Melo riusciva ogni volta a farlo entrare tutto fino in gola risucchiando con devozione. Posizionato di nuovo a pecorella le mie dita lo tenevano ben aperto mentre la bocca era impegnata. La sua schiena si muoveva sinuosa per succhiare meglio e perché le mie dita che rovistavano il buco gli davano sempre molto piacere. Era caldo dentro al monolocale, i nostri corpi erano lucidi di lieve sudore ed i peli della schiena di Melo erano ancora più evidenti. Io non riuscivo a staccare gli occhi da lui “Ora voglio entrati in culo, così iniziamo a dilatarlo bene hehehehe” Il cazzone entrò fino alla radice agevolato della mia sborra e dagli umori che produceva sempre in abbondanza. Diversi colpi ben assetati mentre la bocca era impegnata con il mio randello e poi Fabio si tolse. Mi disse di coricarmi ed a Melo di impalarsi sul mio cazzo, piegato in avanti io capii subito cosa stava per accadere. Fabio spalmò tutto il buchetto con il lubrificante, che essendo abbinato al dildo conteneva una dose di anestetico, e quando Melo ebbe dentro il mio cazzo lo feci coricare sul mio petto. Le mie mani gli tenevano il viso, un bacio lieve sulle labbra e gli sussurrai di rilassarsi e di godersi questa nuova esperienza senza timore. Un dito di Fabio entrò assieme al mio cazzo, poi un secondo e poi la sua grossa cappella lentamente si fece strada nel canale. Eravamo tesi ed eccitati per questo nuovo gioco, era molto tempo che il mio cazzo non era più stato a contatto con quello di Fabio e la cosa mi piacque molto. Melo era rosso in viso e sudava. Piano piano ci muovemmo in lui, Fabio tenendolo per i fianchi, io sulle spalle e lo baciavo dolcemente. “Rilassati e fatti allargare, goditi questo momento, respira e godi che sei sulla strada giusta.” Lui un po' annuiva con il capo, un po' respirava profondamente e si muoveva a sua volta. Iniziò di sua spontanea volontà a muovere il bacino con quel suo classico atteggiamento come se scodinzolasse ed i nostri cazzi ebbero più spazio per muoversi. Lui sorrise, mi fece l'occhiolino e disse “Dai ragazzi, scopatemi di più che adesso vi sento bene bene in culo” iniziammo a scoparlo con più forza, io a dire il vero mi muovevo appena per lasciare il massimo della libertà di movimento a Fabio che stava man mano prendendo il ritmo forte e veloce come se avesse infilato solo il suo cazzo e questo faceva sbavare Melo che strabuzzò gli occhi sborrando sulla mia pancia. Ma la locomotiva Fabio era partita e solo il suo orgasmo l'avrebbe fermata. E così fu. Prima che il suo seme lo inondasse io ero già venuto per la stimolazione di quel cazzone contro al mio eccitato anche dalla vista di Melo così bello nella sue espressione di dolore e piacere. Fabio di tolse, io scivolai da sotto. “Vieni qui a vedere che bel buco gli abbiamo fatto, adesso sì che si incomincia a ragionare!” mi disse mentre con le mani gli teneva divaricate al massimo le natiche... ed aveva ragione, vidi il buco gocciolante rosso scuro restare aperto come una bocca socchiusa incorniciato da quelle chiappette nere di pelo che, bagnato, erano ancora più sexy. “Ti abbiamo fatto male cucciolo?” “Solo un poco signor Fabio, solo un poco. Non ci posso credere che ho preso due cazzi assieme, non ci posso credere” “Credici piccolo, credici, il tuo culo non mente... adesso sì che si sta aprendo come si merita” “Posso provare il giocattolo signor Fabio?” “Ahhhh porcellino! Certo che puoi, dai vieni sul tavolo così ci fai vedere meglio” Fissammo la ventosa sul tavolo da pranzo. Io ci spalmai sopra una grande dose di lubrificante mentre Melo saliva in piedi sul tavolo. “Adesso accucciati sopra piano piano e fallo entrare” E lui lo fece. La prima parte entrò con facilità, lui spinse pian piano e scendeva sempre di più. “Non esagerare, Melo, non farti male, arriva solo dove puoi ma non troppo.” “Esatto, piccolo, non farti male, non è il caso, non c'è fretta, che se ti fai male non possiamo scoparti domani mentre tu ti meriti dei essere inculato tutti i giorni heheheheheh” Melo aveva le mani appoggiate sulle ginocchia e mi guardava con un sorriso beato ed un poco imbarazzato essendo lì sul tavolo a sfondarsi il culo mentre noi lo guardavamo. Arrivò a metà poi si fece rosso in viso. “Basta, ti ho detto di non esagerare. Fai così adesso se vuoi giocare ancora un po': fallo uscire completamente ed infilalo di nuovo, tutto fuori e tutto dentro, così ti piacerà, vedrai” e lui fece come gli dissi e quando arrivava al punto massimo il suo pisellino sussultava. Stava prendendo confidenza con l'oggetto e quando era seduto sul punto massimo iniziò a ruotare il bacino per sentire ancora di più, alzando le braccia ed incrociano le mani dietro alla nuca. Era bellissimo guardarlo così sfrontato, adesso, gambe larghe, braccia larghe, il sudore rendeva lucido il suo pelo...io stavo impazzendo ed il cazzo mi esplodeva, anche Fabio era duro come il ferro, l'eccitazione era massima. “Adesso basta” disse Fabio “mi stai facendo impazzire piccolo porcello, torna sul letto che ti scopo” Ci spostammo di nuovo sul letto e Fabio gli riempì la bocca. “Succhia, succhia come sai fare tu che ti do da bere un litro di sborra!!” e rivolgendosi a me, mentre con le mani teneva immobilizzata le testa di Melo per infilare il cazzone fino in gola, “Fottigli il culo con il dildo a questo scimmiotto, sparaglielo dentro, dai dai dai dai che lo apriamo in due nel giro di una settimana questo porco” era eccitatissimo e diventava volgare ed autoritario. Io fui felice di fare quello che mi aveva chiesto. Un'altra abbondante dose di lubrificante direttamente dentro al culo di Melo ed iniziai a scoparlo con il dildo arrivando al punto in cui da solo se lo era fatto entrare. “Di più, cazzo, di più... spingilo dentro di più, dai dai dai fottilo duro che lo voglio vedere rotto sto culo!!” ed io spingevo non quanto avrebbe voluto Fabio che preso dall'eccitazione era su di giri. Ma certamente lo feci entrare ancora almeno un paio di centimetri più profondamente ma lo penetravo con molta più forza e velocità di quanto avesse fatto lui poco prima sedendocisi sopra. Melo faticava a respirare con quel cazzone impazzito in bocca ma inarcava così tanto la schiena che il suo buco si apriva bene ed io potevo giocare liberamente. Finalmente Fabio sborrò inondandoli il viso, la bocca ed i capelli mentre lui poteva finalmente respirare. Era davvero in carenza di ossigeno e respirava rumorosamente tossendo. Anche io mi fermai e tolsi il dildo ma non potetti fare a meno di infilare il cazzo: quella situazione era stata troppo eccitante. Fu un orgasmo più di testa che di cazzo avendo già sborrato due volte ma anche se uscirono solo due gocce fu sufficiente per calmarmi.
Stravolti, sudati, arrossati ed eccitati. Ci buttammo sul letto. Melo non parlava. Fabio se lo tirò sul suo petto e lo baciò con estrema dolcezza leccandogli dal viso la propria sborra che aveva imbrattato la barba e la fronte. Io mi avvicinai ed il bacio divenne a tre come spesso accadeva. “Ti abbiamo fatto male? Scusa, ero così eccitato che non son stato capace di trattenermi” “Troppo cazzo in bocca, signor Fabio, troppo ...non respiravo ed ho avuto paura. Mi fa male il culo ma in culo mi piace, in culo non ci sta problema a farmi fottere” Ancora un bacio a tre e poi lo facemmo coricare al centro e mentre Fabio gli baciava il viso e lo limonava lentamente io scesi a leccare quel corpo sudato e salato che mi faceva impazzire ingoiando ancora il suo pisellino fino a farlo venire.