i racconti di Milu
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Note:
Racconto a più capitoli. Leggete le note all'inizio e alla fine del racconto per maggiori dettagli, grazie e buona lettura. Per contattarmi latengiht@gmail.com
Note dell'autore:
Questa prima parte è un’introduzione ad una serie di racconti brevi che si svilupperanno in episodi. Il futuro del progetto non è ancora definito, per cui potrebbe continuare come unico racconto o come serie di storie a sé stanti, vedremo… Vi prego, a fine racconto, di leggere le poche righe che ho scritto. Buona lettura 😊
Scesi le scale che portavano al pian terreno con tutta fretta, era di certo una visita inaspettata, ma vedere Rachele in piedi sulla soglia di casa mia valeva la pena d’esser disturbati. Da tempo era diventata la protagonista principale di molte mie fantasie notturne, che spesso terminavano con focosi scambi amorosi in solitario. Non era una di quelle ragazze particolarmente belle, eppure l’insieme delle sue curve e di tanti piccoli particolari, davano vita ad uno scenario stupendo: quei capelli lunghi e scuri, raccolti in una treccia spessa, occhi verdi, verso il nocciola, incastonati in un viso leggermente spigoloso dalla forte abbronzatura; scendendo lungo il collo, con una dolce curvatura, si raggiungevano due abbondanti seni che competevano in sensualità con i fianchi abbondanti, ma non troppo larghi da rovinarne la figura; arrivando ai piani bassi lo spettacolo continuava presentando due lunghe gambe muscolose e un lato B che descriverlo sarebbe stato in ogni caso riduttivo.

R: “Hey Mic, penso proprio che l’uscita di oggi salti no?! Scusa se mi sono presentata qui all’improvviso, ma avevo già comprato una cassa di birre e ormai ero già in macchina. Ti va se salgo e facciamo due chiacchiere sul balcone? O per caso disturbo?”

M: “Ma tu disturbi sempre, dovresti saperlo! Dai muoviti che prendi freddo vestita così”

Indossava un vestito unico azzurro pastello, con tema floreale. Era smanicato con un’abbondante scollatura sulla schiena, che ogni tanto si spostava sul davanti, e terminava con una gonna non troppo corta, ovviamente indossato senza calze e abbastanza aderente da provocarmi qualche brivido a sud.

M: “Dai lo sai che il mercoledì i miei son sempre fuori per cene di lavoro, e per grazia divina mio fratello non è nei dintorni a domandarmi film, giochi e qualsiasi altra cosa in mio possesso. Se n’è andato da sua morosa”

Entrammo in casa: un ampio open space, con poche pareti a separare qualche stanza, arredato in un mix tra moderno e legno. Nel salotto un’ampia porta finestra si apriva su un balcone abbastanza grande da ospitare feste intime, con tanto di gazebo, e abbastanza nascosto da occhi esterni da concedere la giusta intimità agli invitati.

Misi in fresca la cassa di birra e ne portammo con noi in terrazzo una mezza dozzina.
Dopo averne bevute un paio e qualche ora di chiacchiere inutili, mi spostai verso argomenti più delicati.

M: ”Allora con Ale come è andata a finire?”

R: “Non fare il finto tonto, sai che l’ho mollato. Non mi andava, pensava già a progetti in grande, e io non cercavo una storia del genere, sono ancora giovane per certe cose…”

M: “Giovane?? Ma se a breve sarai in età da nipotini! Addirittura io fatico a credere tu abbia 24 anni ogni tanto”

R: “Vaffanculo! Tu piuttosto simpaticone, con quella tipa che era passata a lavoro poco tempo fa? Mi sembrava foste usciti un paio di sere”

M: “Bah, nulla di che, alla fine era più o meno come Ale: uscita da una storia difficile cercava un ragazzo dolce in cui annegare”

R: “Allora brindiamo all’essere single! Cin-cin. Almeno ha adocchiato qualche altra tipa che potrebbe soddisfare i suoi delicati gusti sir?”

Prima di procedere con la risposta, dovete sapere che io e Rachele lavoravamo assieme ormai da un anno in un locale piuttosto frequentato e, dopo i turni di chiusura, spesso uscivamo a berci qualcosa e fare due chiacchiere. Io pian piano ho iniziato ad essere attratto da lei, ma nulla di sentimentale, semplice istinto sessuale, d’altronde era difficile resistere a quel corpo, e aveva qualcosa nello sguardo e nei modi di fare che mi eccitava alla morte. Ormai eravamo alla terza birra, scura e doppio malto, per cui non eravamo proprio del tutto lucidi e decisi dunque di rischiarmela, vista l’occasione d’oro di questa serata.

M: “Beh vede milady, in realtà è un po’di tempo che tengo d’occhio una certa ragazza. Non è per niente male e da poco si è perfino lasciata col ragazzo, ma frequentiamo gli stessi posti non vorrei che…”.

Mi interruppe e cominciò a guardarmi con un sorrisetto furbo.

R: “Guarda che vedo come mi guardi a lavoro. Tu pensi di riuscire a farlo di nascosto, ma noi ragazze vediamo sempre tutto, è che facciamo finta di nulla caro il mio sir. Perfino come ti comporti e i tuoi modi ti ingannano…”

Rimasi stupito di questo colpo di scena, ero quasi preoccupato di aver rovinato tutto. In una certa misura mi ero mostrato interessato di proposito, giusto per tastare il terreno, ma non immaginavo avesse intuito tutto. Fui colto alla sprovvista, per cui pensai di ritirarmi sulla difensiva e provare a giocarmela per fare in modo di cambiare argomento.

M: “Pensavo di essere più bravo nel fare certe cose losche, mannaggia. Dai senti, mi dispiace, vado a prendere un altro paio di birre e poi cambiamo discorso, devo ancora raccontarti di quel mio viaggio a Bratislava e di cosa ho combinato”

Rientrai ed andai verso il frigo. Mentre armeggiavo con le birre la sentii avvicinarsi da dietro e, nel rialzarmi, lei mi posò le mani sopra gli occhi. Avvicinando le labbra al mio orecchio mi sussurrò sensualmente.

R: “Sei davvero poco furbo caro Mic, non hai proprio capito nulla…” intanto con le mani mi fece capire di tener chiusi gli occhi, mentre scendeva lungo la schiena portandomi le mani indietro: “Stasera non si cambia argomento, ora lo affronteremo assieme, anzi, per ora tu non farai proprio nulla, se non seguire la mia voce e quello che ti dice di fare”.

Mi ritrovai con le mani legate e ora mi stava perfino bendando e imbavagliando. Ero decisamente eccitato da tutta questa situazione.

R: “Ora spogliati!”

M: “No dai, non subito così, mi vergo…” Mi assestò una bella sberla sulla guancia.

R: “Ti ho forse detto che potevi parlare? A me sembra di aver chiaramente specificato che l’unica cosa che farai da ora sarà seguire quello che ti dico. Per cui forza, nudo!”

Ammetto che mi piaceva lo scenario, era uno dei miei desideri proibiti provare il mondo della dominazione, è che non avevo mai trovato qualcuna che me lo chiedesse esplicitamente e io non avevo mai avuto l’iniziativa per proporlo. Mi spogliai e mi sdraia a terra, a pancia in giù, come mi aveva ordinato subito dopo.

R: “Dimmi, hai delle corde, delle fascette da elettricista o dello scotch grosso?”

M: “Si, si, trovi tutto nell’ufficio di mio padre”

R: “Resta qui e non ti muovere, intanto piega le gambe e porta verso l’alto i piedi”

Così feci e mentre la sentivo armeggiare nella mia testa cominciarono a fluire mille immagini di ciò che stava per accadermi, così cominciò già ad indurirsi, nonostante la posizione non gli consentisse di raggiungere la piena erezione.

R: “Bravo, vedo che hai ubbidito. Sei proprio bellino visto da qui”

Cominciò a legarmi le braccia in modo da immobilizzarle ulteriormente, inoltre mi legò le gambe in modo che rimanessero divaricate, e successivamente le unì ai polsi, costringendomi in una classica posizione di bondage con le braccia che tiravano le gambe e viceversa.

R: “Ora mio caro, avrà inizio il divertimento, almeno per me, per te potrebbe essere appena cominciato il peggior giorno della tua vita”. Continua…
Note finali:
Salve a tutti, questo è stato il primo tentativo di racconto erotico, per cui mi auguro vi sia piaciuto. Se avete commenti, consigli, critiche e quant’altro vi prego di segnalarli in modo da potermi migliorare e fornirvi storie migliori. Il prossimo capitolo della storia verrà caricato nel giro di una settimana, o poco più. Nel prossimo episodio vi attende l’azione, e chissà che magari non vi sia un colpo di scena… Voi cosa vi aspettate dalla furba Rachele?