i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Io non ho per niente voglia di rincasare, dato che per me è ancora pomeriggio, in realtà è mezzanotte e tre quarti d’un sabato come tanti altri: la rituale cena con gli amici, il solito giro dei bar, nulla d’emozionante né d’esaltante, intanto m’accendo pigramente un sigaretta pensando alla nottata che m’attende. Questa volta ho voglia di non osservare, di oltrepassare e di travalicare pesantemente le mie prospettive, perché sono in cerca d’emozioni bizzarre, forti e robuste: il sangue è ormai salito al cervello e l’ormone anch’esso è alle stelle.

A dire il vero, con la massima onestà, con le sostanze allucinogene ho sospeso rigorosamente il consumo, troncandone di netto l’utilizzo pressappoco tre anni or sono, non accusando né manifestando per fortuna più dipendenza né vincolo alcuno. Alfio e Dino decidono sennonché bruscamente d’andarsene, entrambi vogliono rientrare verso casa, lasciandomi in tal modo da solo nel parcheggio accanto al locale del Live Music Café. Io ho il pene rigonfio e martellante di lussuria, in quanto ho bisogno d’una donna che gratifichi e che soddisfi ogni mio desiderio, per dirla tutta ho realmente urgenza d’una deliziosa fica. In quell’occasione salgo in macchina e percorro la statale che conduce verso Cremona, poiché è piena di lucciole che affittano i loro corpi per poche decine di euro. Nel frattempo mi fermo e contratto stabilendo il prezzo con una ragazza rumena, però quando le confesso ciò che vorrei farle, lei mi manda speditamente a quel paese, cosicché mi rimetto in marcia alla volta d’un nightclub della zona.

Dopo pochi chilometri, eccomi arrivato nel paradiso della perdizione e del vizio immorale, sono palesemente eccitato più che mai, parcheggio in fretta e furia precipitandomi successivamente dentro il locale: l’ambiente non è male, le luci sono soffuse, la musica regolata al giusto volume, e tantissime ragazze seminude concentrate e visibilmente impegnate nel divincolarsi sfregandosi accortamente attorno ai quei numerosi pali metallici. Io m’avvicino al palco attirato da una ragazza da mozzare realmente il fiato, le faccio l’occhiolino e l’invito ad avvicinarsi. Lei m’afferma che vuole cinquanta euro per quindici minuti, però da eseguire in privato, io ho il cazzo chiaramente in tiro, lei mi provoca invitandomi e stuzzicandomi a toccarle il seno. Ho tanta voglia di scopare, sto per cedere alle tentazioni di quel demone innato impulso, quando vedo una splendida creatura mora completamente svestita transitare alla mia destra e rimango di colpo folgorato:

“Scusa tesoro, hai un minuto?” - e l’invito nel frattempo a fermarsi per un istante.

Lei allusivamente mi sorride, mi parla, intuisce accuratamente e visivamente il mio palpabile stato d’eccitazione. A ben vedere è un’effettiva e verace professionista, mi dice di chiamarsi Licia proponendomi alla spiccia mezz’ora in privato con lei per la cifra di cento euro: è disposta e propensa a tutto, infine aggiunge affermando che se sarò cortese e di belle maniere con lei, m’assicurerà indubbiamente che farà più del dovuto. Il mio cazzo s’impenna, sbraita, sta lacrimando dall’emozione, avverto che mi farà sborrare soltanto al pensiero, come potrò resistere? In quel momento accetto accogliendo la proposta di Licia avviandomi con lei dentro i salottini privati, la ragazza chiude adagio la porta dietro di sé invitandomi ad accomodarmi sull’ampio divano di velluto di color lavanda, appresso mi spoglia comodamente guardandomi negli occhi, agguanta la mia mano leccandomi il dito medio fino a ingoiarlo completamente. Io sono al limite, giacché non resisto più, penso di non farcela, dopo l’imploro di sfilarmi i calzoni, Licia obbedisce prontamente togliendomi anche le mutande e afferra fra le sue mani il mio glutinoso e palpitante cazzo:

“Come sei eccitato, non credevo sai” - mi manifesta lei un poco meravigliata avvicinandosi al mio attributo con l’intero corpo, adagiandoselo fra i seni e strofinandoselo con dovizia sui capezzoli.

“Succhiamelo, su da brava” - la esorto io fremente infervorato più che mai.

Licia accondiscende ed esegue, le sue labbra si serrano aderendo intorno al mio cazzo come un collant, inizia a pomparlo con esperta avvertenza e con ferrata premura, facendomi provare una piacevole agiatezza e uno straordinario senso d’illimitato benessere, d’una spropositata distensione mai avuta finora, al presente mi pare di sfrecciare volando nel cielo, così mentre lei prosegue gradualmente in quell’atto sublime che fa tanto sragionare noi maschi, io poso le mie mani sulla sua testa accarezzandole i capelli, ma pochi istanti dopo l’avvenente ragazza con scaltrezza si rialza massaggiandosi entrambi i seni ed enunciandomi maliziosamente:

“Vuoi scoparmi?” – mi domanda con malizia e con studiata scaltrezza l’arguta e ironica signorina. Io annuisco senza dire una parola, rimanendo estasiato dalla bellezza di quel corpo gonfio e pieno di desiderio, a quel punto Licia estrae da sotto il cuscino del divano una scatola con dei profilattici di vario genere:

“No, ti voglio tutta al naturale” - le riferisco io esortandola, cercando d’evitare quell’azione.

“Sappi però, che dovrai sborsare altri cento euro, se vorrai prendermi senza condom” - mi risponde lei in modo ardito e schietto senza nessun cenno di replica.

In quel determinato frangente non bado a spese, poiché non ragiono più, lasciandomi trascinare innegabilmente dal dissoluto e lussurioso istinto del mio attributo, che peraltro scalpita in modo forsennato pur d’avere la sua razione.

“Mettiti in ginocchio e voltati, sì, lì sul divano, perché voglio scoparti così” - le ordino io in maniera categorica comandandola.

La bruna ragazza si sottomette alla mia volontà, anche se rimango consapevole del fatto che lei compie saggiamente e sapientemente tutto ciò per denaro, cosicché strofino il mio cazzo sulle sue natiche e per l’intero didietro. Licia inarca maggiormente la schiena come se volesse agevolarmi semplificandomi la penetrazione alla pecorina, io impugno saldamente il mio cazzo puntando il glande fra le focose labbra di quella splendida e pelosa fica gocciolante di desiderio. Anche lei è molto eccitata, perché lo percepisco spiccatamente dalla considerevole quantità di secrezione biancastra rilasciata dalla sua vagina. Io affondo il cazzo nel corpo della ragazza ansimando dal piacere, che nel frattempo attanaglia il mio intero corpo abbrancandolo di netto e inghiottendolo. Il mio cazzo è al presente stabilmente conficcato nel corpo di Licia, quando sento la sua erotica e lussuriosa voce che mi provoca riferendomi:

“Sì, bene, dai scopami così, sono la tua meretrice, sì, sfondami, avanti, fammi tutto quello che ti pare”.

Sentendo quelle dissolute e scostumate, tra l’altro insperate definizioni, io comincio a trafiggerle il corpo affondando profondamente il mio cazzo in quell’accogliente e vellutato nido, fino a raggiungere la cervice. Licia s’agita scuotendosi come un’indemoniata nello scopo di procurarmi agevolmente l’orgasmo, poiché bastano unicamente pochi istanti, in quanto estraggo con irruenza il cazzo dal corpo della ragazza, giacché una pioggia di denso e temperato candido sperma imbratta sia la schiena che le natiche di quella stupenda ragazza:

“Licia sei davvero fantastica, sei un autentico fenomeno” - le sussurro io frastornato, sragionando dal piacere appena sperimentato per quel gaudio ricevuto.

La ragazza sfrega la schiena contro il mio petto, io le afferro nel contempo i seni pizzicandole i duri capezzoli. La mano di Licia cerca al momento il mio cazzo per reintrodurselo nella fica, poiché anch’essa accusa impaziente la necessità d’un orgasmo, in tal modo riprendiamo a scopare in quell’eccitante e stuzzicante posizione, io sotto, lei di sopra. Licia volta la faccia nella mia direzione ricercando affannosamente la mia bocca, le nostre lingue si sfiorano, mentre i nostri corpi intimamente uniti danzano alla ricerca d’un piacere gigantesco, capace di placare il perverso e selvaggio desiderio d’entrambi. Io colloco il mio dito medio sul clitoride di Licia, lei geme dimenandosi insistentemente dal piacere, io incalzo il ritmo dell’amplesso aumentando di conseguenza anche quello della masturbazione. Licia viene poco dopo strillando, con un lungo, eccitante e procace gemito emesso dalla sua bocca, poiché quella scena così stravagante m’eccita stimolandomi ulteriormente in modo spropositato. Io ho voglia di leccargliela, poi colloco la ragazza sul divano divaricandole con dolcezza entrambi gli arti inferiori. La sua pelosa e profumata fica sussulta al momento d’un incontenibile e prorompente desiderio, come se implorasse famelica d’essere nuovamente soddisfatta. Io piego la testa in mezzo alle sue cosce, affondando la lingua di carne nel bel mezzo di quel appassionato e tenero bocciolo, in mezzo a quel proibito cespuglio leccandolo, succhiandolo, amandolo ancora una volta, forse l’ultima. Licia m’accarezza mentre le lecco la fica con passione e con un insolito trasporto, mentre pochi istanti dopo due secchi colpi risuonano all’uscio della nostra transitoria camera nuziale:

“Licia, mi senti, su dai, che è ora” - grida una voce maschile invitandoci a concludere, guastando e sfracellando in un certo senso quell’incantesimo che si era creato tra di noi.

Sfortunatamente il tempo a mia disposizione è scaduto, dato che io avrei voluto trascorrere ben volentieri tutta la serata con quell’adorabile e deliziosa creatura, però mio malgrado non ho abbastanza soldi. In seguito mi rivesto, pago la ragazza lasciandole una cospicua mancia, lei mi ringrazia e mi saluta teneramente:

“Ti lascio il mio numero di cellulare” - m’annuncia lei in maniera inattesa, consegnandomi il proprio biglietto da visita, io la bacio per l’ultima volta uscendo:

“Ciao tesoro”.

Entrambi usciamo dalla camera, io ricomposto a dovere, lei interamente nuda, mentre un buttafuori alto quasi due metri dal modo d’osservare guardingo e malfidato, misura squadrando l’intera mia figura:

“Tutto ok baby?” - le domanda lui sorridendo.

La ragazza gli risponde con un cenno della testa, dopodiché ritorna al lavoro mettendosi in mostra sul palco alla ricerca di nuovi clienti. Io la osservo per bene ammirandola per l’ennesima volta: ciao strabiliante creatura, è stata una scopata fantastica penso nel silenzio della mia mente. Esco dal locale dirigendomi verso l’automobile, salgo a bordo e metto in moto.

“Adesso è il momento di rientrare verso casa” - esclamando alquanto contento e soddisfatto di me stesso.

{Idraulico anno 1999}