i racconti di Milu
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Indice
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Note dell'autore:
CAPITOLO 1
I VICINI DI CASA
CAPITOLO 1.
Giorgio e Anna, due coniugi sposati da poco, 40 anni lui, 30 anni lei. Lunghissimo fidanzamento, lei proveniente da una famiglia rigida, istruita secondo un educazione cattolica, provinciale, data in findanzata a Giorgio tramite le famiglie. Lui Giorgio lavoratore ma con idee perverse, dopo quaclhe anno di matrimonio non era riuscito a fare molto con la moglie troppo tesa e lui non molto esperto, per questo aveva iniziato a navigare ed era diventato un assiduo visitatore di siti erotici e fantasticava spesso di vedere la giovane mogliettina disinibita che inanzitutto canbiasse modo di vestire con capi molto provocanti e intimo molto striminzito il contrario di come vestisse in quel momento. Si era eccitato molto nel vedere spose, piu’ o meno mature brave madri di famiglia molto pudibonde trasformate in troie e schiave del sesso. L’idea di trasformare la moglie in una schiava del sesso lo eccitava. Vederla umiliata e usata, ma lui da solo non ne aveva la forza, sapeva essere autoritario visto che lei era molto mite, ma al momento di prenderla con rudezza se lei supplicava e si ritraeva, non reggeva e gli si ammosciava. Doveva trovare una soluzione. Inizio’ a cercare qualcuno che l’aiutasse ma non sapeva dove. Anche le ricerche su internet erano deludenti, si molti volevano foto della moglie, ma poi abitavano lontanissimi, non era una cosa realizzabile. Come fare e la prima cosa era farle cambiare abbigliamento. Acquisto’ su internet un po’ di cose, un paio di vestitini sexi, calze a rete con reggicalze, ma come fare perchè la moglie non si accorgesse di tutti questi arrivi postali. E allora chiese aiuto al vicino. Elio un contadino vedovo sessantenne, con due figli adulti e scapoli di circa 40 anni. Uno 38 e l’altro 36,, erano persone un po’ rozze, ma con Giorgio Elio andava d’accordo, loro avevano i campi lavoravano la terra, una stalla con un po’ di animali mucche da latte, maiali. Ogni tanto il vecchio Elio gli regalava anche qualche salame, e qualche bottiglia di buon vino. Insomma era in buoni rapporti con il vecchio. Con i figli non si vedevano molto, loro andavano in paese stavano in osteria a giocare a carte e rientravano. Non avevano una gran vita sociale. Elio non usciva, da quando la moglie era deceduta non aveva gran voglia di fare granchè di vita sociale. Chiese anche a Giorgio se sua moglie sarebbe stata disposta ogni tanto a fare le pulizie da loro. E infatti a Elio chiese di far arrivare dei pacchi da lui. Per non insospettire la moglie. Elio seppe farsi dire di cosa si trattava e sorrise sapendo che si trattava di oggetti sexi. E disse: Ma Giorgio quella santarellina pensi di riuscire a farglieli indossare?
Giorgio era imbarazzato, ma siccome oramai erano un po’ complici disse: sai lei è docile per natura, penso che piano piano potrei riuscire ...
Mah rispose il vecchio ho dei dubbi su questo, ci vorrebbe uno shock un impatto da farle girare la testa... non credo ci riuscirai. Magari ti aiuto io se vuoi...

La moglie:
Anna, capelli neri, un viso carino, molto magra ma con un 3 misura abbondante di seno a pera,e una passera molto pronunciata con le labbra molto grandi e sporgenti anche quella coperta da mutande di cotone bianco alte in vita cosidette da nonna, che la coprivano conpletamente con tutto il cespuglio nero di peli un culetto non grosso ma sodo e con natiche belle tonde. Che non si vedeva perchè usava abiti sempre ampi e sformati.
Lui la voleva completamente trasformare.
Fantasticava spesso di vederla sotomessa dai suoi vicini. Ed ora ne aveva l’opportunità. Elio in pratica si offriva di aiutarlo, non osava credere di essere ad un passo dall’averarsi dei suoi desideri.

Il mio lavoro mi portava spesse volte ad essere lontano da casa per parecchi giorni,invece mia moglie accudiva la casa dato la mia buona posizione economica.
Elio mi disse andiamo, facciamo due passi. Facemmo una passeggiata per i campi iniziai ha parlare con lui di lavoro e che ero spesso assente, e mi era difficile gestire la situazione non essendo presente costantemente.
Ad un certo punto si scosto gli scappava da pisciare si volto per farlo ed io buttai l’ occhio quando apri la cerniera rimasi di stucco tiro fuori un cazzo che da moscio era molto grosso ma quello che mi stupi era la dimensione della capella che senbrava un mandarino.
Continuammo ha parlare e lui disse hai visto che sberla. Se mi lasci veramente fare a me te la addestro io la mogliettina. Facciamo cosi, tu mi inviti a cena, e io me la lavoro. E lo invitai a cena per la settimana successiva.
Al mio rientro a casa avvisai mia moglie ma lei non ne fu entusiasta perchè a lei disgustavano quelle persone ma essendo di carattere molto remissivo alla mia insistenza aconsentì. Le dissi che sarebbe gentile se si desse una sistemata, nei rapporti con il vicinato che devono essere buoni, sarebbe stato scortese non vestirsi adeguatamente. E l’indomani che era sabato la porto’ ad acquistare un vestito decoroso non molto esageratamente sexi per la prima volta ma comunque un vestito senza maniche con gonna sopra al ginocchio color nero, che la fasciava bene. Ovviamente la convinse dopo averlo indossato che non poteva mettere quei mutandoni, si sarebbe visto il segno e anche la commessa del negozio le disse che era antiestetico. Le procuro’ dei perizomi da mettere sotto molto meno visibili. Alla sera andammo a letto e facemmo l’amore ero molto eccitato all’idea del giorno della cena, che venni in breve tenpo. Poi dopo esserci ripuliti ci coricammo fianco a fianco, ed io iniziai a parlare della cena della settimana sucessiva cercando di raggirarla con le parole arrivando al punto che le dissi che la volevo vestita elegante e ben truccata lei cerco di accanpare scuse in base al fatto che non era abituata. La interruppi e le dissi che doveva iniziare a essere una brava moglie che asseconda un po’ il marito e che il vestito è bello ed elegante, e lei remissivamento disse mettero quello che vuoi se ti rende felice amore.
Il fatto che mi disse che avrebbe messo quello che volevo, mi elettrizzo’ a quel punto decisi che se arrivava il pacco l’avrrei fatta vestire con quelli anzichè con quello acquistato quel giorno. Ero ansioso di arrivare al sabato successivo.