i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Quante parole e quanti dialoghi per la mia spasimante? Quante discorsi rubati a ogni giorno normale? Quante definizioni e conclusioni ispirate e suggerite da te, incanto e sogno d’una vita diversa. In realtà numerose, perché sono diventate carne, sguardi, respiri frenetici, giochi di lingue attorcigliate, mani sulla tua pelle e sulla mia, io inevitabilmente dentro di te.

Tu sei un’immensa abbondanza che ha vestito l’angoscia, la disperazione, il dolore, l’eccitazione, l’euforia, la gioia, la sofferenza e la tristezza, poiché hanno raccontato e rivelato la voglia d’azzardare e di rischiare per te, solamente per te. Hanno esposto, presentato e in ultimo riferito alla mia anima del tuo sguardo che effettivamente non conoscevo, in quanto è sceso in me così pienamente e profondamente, dove non immaginavo nemmeno potesse, dove invero avanzerà, soggiornerà restando per sempre.

Sono dimensioni eccezionali che hanno bruciato intaccando magistralmente i margini del mio cuore, ogni volta che sono state solamente immaginate e che oggi sono agganciate e sospese nell’aria. Sono diventate messaggi inviati sul tuo telefono e t’hanno accarezzato in ambienti che non ho mai conosciuto, di fronte a panorami che sono soltanto i tuoi, vicino peraltro a persone che neppure mi conoscono. Tutti questi, sono un insieme di comportamenti e di maniere che s’affliggono disperandosi dentro me alla ricerca di te, della tua risata profonda, del tuo corpo elegante, della tua camminata sciolta, del tuo sguardo che fulmina come i fari nella notte. Io non vedo l’ora che quei cenni m’illuminino come succede per gli animali del bosco, dal momento che starei fermo per farmi investire e poi travolgere. Sono in realtà parole complicate, macchinose e tortuose, che delineano descrivendo abilmente alle mie mani quanto calde siano state le tue, e come sembrava perfino impossibile e irrealizzabile poterle lasciare andare.

Impensabili e inaspettate percezioni, accidentali e irrealistici sentori, tenuto conto che s’ingrossano rafforzandosi come una tempesta e ricordano ai miei sensi l’odore della tua pelle, la sensazione del tuo sudore fra le mie dita, lo sbigottimento delle tue costole sotto il palmo della mano, infine il dolcissimo e penetrante sapore del fiore fra le tue gambe, la tua mano che accompagna il membro nell’orgasmo, tu che mi sussurri per sempre all’orecchio assieme alle mie lacrime da anni nascoste nell’anima e nell’essere.

Sono solamente parole, che fuoriescono inevitabilmente come una sofferenza sulla carne viva e scoperta della mia anima, ricordando in modo opportuno ogni cosa di te, perché sono definizioni e nitidezze che ancora adesso zampillano senza limite dalla fonte del mio amore per te. Ebbene sì, parole e ragionamenti che ridotti al basilare e all’essenziale dicono ed esprimono:

“Ti amo, mia amabile, dolce e unica compagna”.

In conclusione, sono assennatezze, considerazioni e riflessioni che m’imprigionano e che m’incatenano ancora oggi, in verità di continuo.

{Idraulico anno 1999}