i racconti di Milu
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Stavo gironzolando qua e la su alcune chat sempre con il solito nickname quando mi apparve un messaggio da un certo “Astalunga” con scritto: “toh, chi si rivede”.
Avevo chattato in passato con lui e fu anche una delle poche volte in cui accettai di incontrare dal vivo il mio interlocutore. Avevamo chattato per circa un’ora parlando di come mi avrebbe fatto il culo, i suoi modi erano un po’ rudi ma mi piacevano, mi diede l’indirizzo di casa sua e ci andai, bussai alla porta, mi fece entrare, parlammo un po’ e quando mi inginocchiai davanti a lui per iniziare a succhiargli il cazzo mi fermò e mi disse: “no! Non è un pompino che voglio, voglio farti il culo, te l’ho detto anche in chat, quindi spogliati e mettiti a pecora, senza troppe storie!”.
Nessuno aveva mai rifiutato un mio pompino, ma l’idea di essere inculato direttamente senza troppe storie mi eccitava così mi abbassai i pantaloni e le mutande fino alle ginocchia, mi misi in ginocchio sul divano del salotto con le mani appoggiate allo schienale e gli offrii quello che voleva.
Lui si mise dietro di me, mi sputò sull’ano, si sputò su una mano e si bagnò il cazzo, poi me l’appoggiò.
Ero già pronto a trattenere il dolore dell’inizio di una penetrazione così rude quando sentimmo una chiave infilarsi nella toppa della porta d’ingresso, “il mio coinquilino!” urlò.
Lui si rimise il cazzo nei pantaloni, io mi tirai su i jeans e le mutande ed assumemmo subito un atteggiamento che non facesse intuire quello che stavamo per fare. Inventò una scusa per giustificare la mia presenza in casa, io stetti al gioco e dopo poco lo salutai e me ne andai.
“Sai” mi scrisse sulla chat, “sono rimasto con le palle gonfie quel giorno”.
“E io col culo asciutto” gli risposi.
“Beh, asciutto, avevi la mia saliva” disse lui.
“Sai che consolazione andare a casa col culo tutto sputacchiato senza neanche la possibilità di essermi asciugato?” gli risposi.
“Peccato che non ho casa libera adesso, altrimenti avremmo potuto riprendere la discussione” ribatté lui.
Riflettei per un attimo, poi gli scrissi: “io ho casa libera, vuoi venire tu da me?”.
Ovviamente rispose di si e che sarebbe partito subito. Da casa mia a casa sua c’erano circa 40 minuti di strada con l’autobus, quindi usai quel tempo per depilarmi, farmi un bel clistere, una bella doccia e profumarmi.
Suonò il citofono, alzai la cornetta e chiesi “chi è?”
“Il lupo cattivo, fatti trovare nudo che sto salendo col cazzo in mano” rispose lui.
In realtà ero già nudo e visto che avevo capito come voleva prendermi durante i preparativi mi ero infilato dentro una noce di burro, in modo che si sciogliesse col calore del mio corpo e mi tenesse lubrificato. E’ un trucchetto che uso da molto tempo, immaginate la soddisfazione di avere a disposizione un culo che sembra si lubrifichi da solo come una fica! Nel mio frigorifero il burro, infatti, non manca mai.
Aprii la porta nascondendomici dietro, per evitare che qualche vicino sul pianerottolo vedesse accidentalmente che avevo aperto nudo, lui entrò, sfoderò il cazzo già duro, mi prese per i fianchi e mi guidò sul divano, mi fece mettere nella posizione in cui avevamo interrotto il nostro gioco l’altra volta, mi sputò sul culo, si bagnò il cazzo, lo appoggiò e con un colpo deciso entrò dentro di me.
Io aprii la bocca come per urlare ma la voce non uscì nemmeno, “brava puttanella!” mi disse, “si vede che sei abituata a prendere cazzi!”.
Mi diede una sonora sculacciata poi iniziò a stantuffare avanti e indietro, mi afferrava per i fianchi e mi tirava a se come se volesse entrare anche con le palle, non diceva niente, mi scopava e basta, l’unica cosa che faceva ogni tanto era darmi una pacca sul culo, non gli interessava se mi piaceva o se mi faceva male, l’unica cosa che voleva era usarmi come svuotapalle e a me questa cosa piaceva molto.
Non andò avanti a lungo prima che sentissi il suo cazzo pulsare e schizzare dentro di me, emise qualche gemito poi lo estrasse e se lo menò per spargere le ultime gocce del suo sperma sulla mia schiena.
Mi diede un’altra pacca sul culo poi mi disse: “bravo! Scusa se ti ho fatto male ma hai un culo magnifico, sembra perfino che si bagni come una fica”.
Poi con mia grande sorpresa aggiunse: “adesso tocca a te godere”.
Di solito i maschi che si comportano in quella maniera non si preoccupano di far venire il proprio partner, anzi non vogliono nemmeno vederlo segarsi dopo essersi svuotati dentro di lui.
“Come intendi fare?” gli chiesi.
“Rimettiti a pecora” mi ordinò.
Gli obbedii curioso di sapere cosa intendeva farmi, lui si abbassò e cominciò a leccarmi l’ano.
“Non ti fa schifo?” gli chiesi.
“E perché mai dovrebbe farmi schifo? È meraviglioso, sembra una fica!” mi rispose.
Mi lasciai leccare volentieri, è una cosa che mi fa impazzire ma che pochi fanno, poi la sua lingua si allontanò dal mio culo in calore e due delle sue dita vi si infilarono.
Fece entrare le prime due falangi con il palmo della mano rivolto verso il basso, poi cominciò ad abbassare i polpastrelli e a massaggiare la mia prostata, ci sapeva fare!
“Te l’hanno mai fatto?”
“No” gli risposi, in realtà me l’ero fatto diverse volte da solo ed alcune altre mi era capitato che per via della posizione e della forma del cazzo del mio partner raggiungessi l’orgasmo mentre mi inculavano, ma un massaggio così non si era mai preso la briga di farmelo nessuno.
Mi massaggiò per qualche minuto e di colpo cominciai a sentire quella sensazione molto più intensa e duratura di quando si viene con una sega, iniziai a contorcermi dal piacere e temevo che lui rovinasse tutto prendendomi in mano il cazzo e menandomelo, invece no, non lo fece e quando capì che il mio orgasmo stava ormai per finire tolse le dita, estrasse nuovamente il suo cazzo che era già pronto per un altro round e me lo infilò di nuovo ricominciando a scoparmi per la seconda volta fino a venirmi dentro di nuovo.
Ci rivestimmo, gli offrii un caffè, ci scambiammo i numeri di telefono e se ne andò con la promessa che ci saremmo rivisti presto.
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti scrivimi a gabrihole@email.it