i racconti di Milu
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- Su vestiti che Cinzia arriverà a minuti –

- Tranquillo amore la conosco, c’è tutto il tempo –

Carlo è impaziente e sprona Michela, sua moglie, a fare in fretta.
Riceveranno la visita di Cinzia, una collega di lei, che da diverso tempo si è unita a loro in un rapporto molto particolare.

Carlo e Michela amano divertirsi, nel senso che da qualche anno, cresciuto il loro unico figlio Guido portandolo alla semi-autosufficienza, hanno iniziato a “lasciarsi andare” cercando nuove emozioni per ravvivare il loro ménage incanalato su “la famiglia prima di tutto”.
Hanno tenuto duro, loro che erano abituati, da giovani, a cogliere ogni occasione per divertirsi senza badare troppo alle convenzioni sociali. Castità, fedeltà, tutti concetti relativi a quei tempi.
Poi la nascita di Guido e la decisione di dedicarsi completamente a lui. Un periodo lungo 14 anni, facile all’inizio quando lui assorbiva ogni loro interesse nella sua fragilità di bimbo, ripagandoli abbondantemente col crescere sano, intelligente e forte. Un po’ meno nell’ultimo periodo, quando ancora non era autosufficiente ma abbastanza autonomo da dirottare i loro pensieri su altre cose.

Poi hanno ricominciato: locali “alternativi”, scambio di coppie, dogging, chat. Nulla era proibito se non il farsi notare per evitare che la loro reputazione cresciuta negli anni di persone integerrime, lui serio professionista, lei stimata dipendente comunale, fosse intaccata. Un cedere necessario all’ipocrisia bigotta del tempo, con necessità di vagliare bene le persone e recarsi quasi sempre fuori città.

Adesso che il figlio è maggiorenne, patentato e libero di rimanere a dormire fuori casa, hanno anche modo di non muoversi, come questa sera che arriverà Cinzia.

Cinzia: fu una sorpresa incontrarla col marito in un certo locale. Non erano mai state particolarmente amiche lei e Michela, e quindi non sapevano di condividere certi gusti, la stessa voglia di emozioni diverse, più forti. Superato l’imbarazzo comune, d’altronde erano tutti e quattro lì per lo stesso evidente motivo, si era creato un rapporto confidenziale e letto, divano, bosco, torrente, parcheggio e altro ancora avevano assistito alle evoluzioni delle due coppie assortite e intercambiabili.

- Peccato che Edoardo sia dovuto andare fuori per lavoro, non so se riuscirò a tenere testa a voi due insieme –

Carlo celia con la moglie, splendida nel suo abito da sera nero, lungo fino alle caviglie, con ampi spacchi inguinali che mostrano e nascondono le nude gambe tornite e non solo.

- Non era meglio qualcosa di meno impegnativo? Tanto restiamo a casa –

Lei ride della domanda solo parzialmente leggera del marito.

- Mio caro, dovresti sapere che noi donne ci vestiamo per le altre donne e non per voi maschietti. E poi…….. è comodissimo, adatto alla serata………… -

Nel dirlo Michela muove la gamba, sposta la stoffa leggera mostrandogli che non indossa intimo.
Carlo ha un sussulto e il desiderio comincia a impadronirsi di lui. Si avvicina alla moglie carezzandole le natiche tornite attraverso la stoffa, insinua la mano nell’apertura e……… viene interrotto dal campanello. Michela si affretta ad aprire a Cinzia che entra con un sorriso a 64 denti, energica e pimpante come la conoscono. Indossa, sotto il soprabito che si toglie subito, una minigonna quasi inguinale colore verde smeraldo, così come di quel colore è la maglia che le copre la parte superiore, scendendno in morbide pieghe sul davanti che non nascondono e anzi evidenziano la profonda scollatura da cui fanno capolino i seni.
Splendida anche lei, anche lei vestita come per una serata di gala.

Michela e Cinzia si abbracciano e baciano festose iniziando subito a complimentarsi a vicenda per la mise elegante e poi subito di un qualche argomento che Carlo non comprende, mentre si recano in salotto dove ha apparecchiato per tre.

Carlo è fiero delle proprie capacità culinarie. E’ bravo e gli è sempre piaciuto trafficare con i fornelli, così lui e Michela si alternano, a volte fanno a gara. Questa sera hanno deciso che sarà lui al servizio delle due dame, da perfetto cavaliere.
Le fa accomodare una alla volta scostando loro la sedia, versa un vino frizzante bianco nei calici, si siede a sua volta e brindano alla serata appena iniziata.
Non mangiano molto, ma è tutto gustoso, così come la loro conversazione:

- Michela cara, lo sai che tuo marito ha il cazzo duro? –

- Davvero? E come lo sai? –

- Lo sento bene sotto il piede, chissà a che sta pensando il maiale –

Michela stende la mano verso il marito seduto di lato:

- E’ vero, ce l’ha duro……… non ancora come piace a me ma è sulla buona strada. E tu………? –

Spostandosi stende l’altra mano verso l’amica rimanendo sorpresa:

- Ma come, sei senza mutandine? –

- Oh accidenti, devo averle dimenticate per la fretta. Ecco perché il mio vicino di casa mi fissava a bocca aperta mentre salivo in auto –

Le due donne ridono, e ride anche Carlo con loro. La serata sta prendendo la piega giusta.

- Tu le hai messe? Oh…… anche tu di fretta? Mia cara, ti sento umida, ti stai per caso facendo la pipì addosso? –

Cinzia ha steso la mano a sua volta attraverso lo spacco dell’abito di Michela. Non trova l’ostacolo delle mutandine e si sofferma sulle labbra intime di lei, le carezza il bottoncino.
Michela sospira al tocco della mano dell’amica.
E’ quasi sempre così, iniziano con battute scherzose e presto gli occhi di tutti cominciano a brillare per l’eccitazione.

- No, non ne ho voglia. Però ho voglia di mangiare il dolce in maniera diversa. –

Michela si accosta all’amica, attraverso la scollatura fa fuoriuscire il seno nudo. Prende il cucchiaino con cui stavano mangiando, preleva della panna e la sparge sul capezzolo di Cinzia che subito si drizza.

- Aaaahhmmmm –

Fa un verso buffo Michela prendendo tra le labbra il capezzolo dell’amica che geme per il contrasto tra il freddo della panna e il caldo della bocca. Tira a sé la testa bionda di Michela mentre Carlo le osserva..
Guarda le due donne limonare senza ritegno, ogni finzione è caduta mentre le lingua si aggrovigliano, le labbra si incontrano in un bacio goloso che sa di panna e di eccitazione.
Le mani scorrono sui corpi, scivolano sotto la stoffa, un mugolio accomuna le due che non si staccano nemmeno quando Carlo si avvicina per carezzarle entrambe, per prenderle per i capelli e avvicinarsi col volto trasformando il bacio a due in un bacio a tre. Lingue si agitano impazzite, labbra vengono leccate e morsicchiate leggermente, il livello di foia sale in tutti e tre.

Senza una parola Michela si distacca e si dirige verso la camera da letto girandosi per invitarli con lo sguardo. Cinzia e Carlo non si fanno pregare e la seguono velocemente.
Michela dà una spinta lieve a Cinzia facendola cadere sul letto, tirandole su i pochi centimetri di stoffa della minigonna, esponendo alla luce delle abat-jour un ventre piatto e liscio che degrada verso il monte di venere quasi privo di peli pubici. Solo un cespuglietto corto, intagliato a forma di cuore, svetta sopra il taglio già lucente di umori.

- Questa è una novità –

Dice Michela guardando l’amica.

- Sì, volevo cambiare e un cuore mi pare il simbolo più adatto per un luogo d’amore mmmmmmmmmmhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh –

La frase termina con un gemito, dovuto alle labbra di Michela che si sono posate sul taglio, alla lingua che si insinua in mezzo cercando la grotta del piacere.
Non è la prima volta che Carlo vede questa scena, e sa benissimo cosa si aspetta la moglie da lui. Si avvicina a lei, inginocchiata sul letto, la testa persa tra le gambe spalancate di Cinzia, e le rovescia sulla schiena la parte posteriore dell’abito. Il culo di lei appare in tutto il suo splendore mostrando i segni tenui dell’abbronzatura dell’anno precedente. Carlo si inginocchia davanti a quelle due metà del mondo, del suo mondo, e insinua la lingua tra esse sentendo sulla punta il sapore intimo della moglie. La lecca per un lungo minuto aiutandosi con le dita, poi si solleva e finalmente dà sollievo alla sua erezione, oramai da troppi minuti costretta nei pantaloni, tirandola fuori e strofinandola sulle natiche di Michela.
Indugia qualche secondo a strofinarsi prima sull’una e poi sull’altra, quindi sul taglio raccogliendo gli umori che iniziano a stillare. Solo un attimo prima che la moglie protesti per il suo trattenersi cerca l’ingresso della vagina con la punta e spinge piano penetrandola fino in fondo senza esitazioni.
Michela solleva la testa e geme sentendosi violata, ma subito le mani dell’amica sono sulla sua testa risospingendola verso il basso, invitandola a non interrompere la carezza che sta facendo andare su di giri Cinzia.

Gemiti e mugolii si fanno più forti, più intensi. Tutti e tre si avvicinano a un primo orgasmo che sanno essere solo l’anticipo di quello che verrà, un accontentare l’urgenza dell’eccitazione che li ha presi. Ci sarà tempo poi per divertirsi, ora conta solo il rumore umido che lingua e cazzo fanno muovendosi su e dentro le fighe delle due donne, conta solo acquietare i sensi esasperati da giorni in cui hanno desiderato quel momento.

Gode prima Carlo riempiendo la vagina della moglie del suo seme bollente, e questo scatena Michela che non è più in grado di leccare coerentemente la figa di Cinzia. Geme e muove la lingua disordinatamente, spingendo il naso sul taglio aperto, sfiorando il clitoride rigido. E’ sufficiente per Cinzia che si inarca tirando forte a sé la testa dell’amica, imbavagliandone le piccole grida spontanee con le cosce strette intorno alla testa, bagnandole il volto con copiosi umori che Michela beve continuando a godere degli ultimi colpi che il marito le dà ancora dopo l’orgasmo.
Silenzio. Nella stanza si ode solo il rumore del respiro affannato dei tre.

Michela si risolleva dal letto, lasciata finalmente libera dalle cosce di Cinzia, e si dirige verso il bagno per lavarsi il viso impiastricciato. Non prima di aver baciato l’amica facendole sentire il suo stesso sapore, non prima di aver baciato languidamente anche il marito.

Quando torna si è tolta l’abito e completamente nuda vede Carlo sopra il letto che succhia i capezzoli di Cinzia, lei che con la mano scorre sull’asta non più perfettamente rigida per rianimarla. Si accosta ai due dall’altro lato, prende a sua volta un capezzolo in bocca stuzzicandolo con la lingua, mordicchiandolo dolcemente. Poi aiuta l’amica a togliersi i pochi abiti che ha addosso. E’ facile, la maglia scivola verso l’alto scoprendo il seno prosperoso, la minigonna scivola verso il basso lungo le cosce tese. Poi insieme spogliano l’uomo, baciando ogni centimetro di pelle che espongono: il collo, le spalle, le braccia, le cosce, spingendolo sul letto con addosso i soli slip, cooperando e lottando per toglierglieli aiutate dall’inarcarsi di lui.

Quando è nudo anch’egli avvicinano i volti al suo ventre, omaggiandolo di baci e leccate, prendendolo in bocca a turno per lasciare all’altra la borsa gonfia dei testicoli e parte dell’asta. Fino a quando ottengono ciò che vogliono. Ammirano sorridenti la loro opera, il palo di carne completamente eretto. E’ un copione che hanno già recitato.

E’ il turno di Cinzia che freme al pensiero che presto lo avrà dentro di sé. Sente la figa palpitare dalla voglia, liquido colarle lungo le cosce. Si stende sopra l’amica e affonda la faccia tra le sue cosce passando la lingua tuta intorno alle labbra gonfie, stuzzicando appena il clitoride sporgente. Solo quando sente le labbra dell’amica su di sé appoggia la bocca al taglio e affonda la lingua nella figa aperta.
Carlo vede le natiche di Cinzia davanti a sé, diverse da quelle di Michela eppure ugualmente eccitanti. Scivola col cazzo lungo lo spazio tra le cosce ricevendo il benvenuto della lingua di Michela che lecca l’asta per la sua lunghezza, prende in bocca brevemente un testicolo succhiando delicatamente e poi si sposta più in là, sul clitoride, lasciando campo libero al marito che scivola tra le labbra intime di Cinzia e la penetra a fondo così come aveva fatto con la moglie, senza violenza ma senza delicatezza, senza problemi a scivolarle dentro fino in fondo facendosi avvolgere dal calore infernale.

- OH SI……… NON SMETTERE…….. NON SMETTERE –

Cinzia sente una corrente elettrica percorrerle la spina dorsale, partendo dalla figa in cui scorre veloce il cazzo di Carlo per arrivarle al cervello e lì esplodere come fuochi d’artificio.
Si inarca smettendo di leccare l’amica, urla il proprio piacere al mondo incurante di tutto ciò che la circonda, conscia solo dello strofinare veloce della carne dura in lei, della lingua morbida e dura insieme che le titilla il clitoride.
Dopo un tempo non misurabile riemerge dal torpore sensitivo e riprende a leccare l’amica, insistendo sul clitoride, spaziando sulle labbra fradice, introducendo le dita nella figa pronta ad esplodere.

Invece è Carlo che gode per primo, spingendo con le forze residue negli ultimi colpi, uscendo improvviso dalla figa aperta per rifugiarsi tra le labbra altrettanto aperte di Michela che non si fa pregare. Accoglie il palo vibrante tra le labbra, si prodiga con la lingua, non si sottrae quando sente gli schizzi caldi del seme di lui che le si riversano in gola, sulla lingua. Succhia con forza aspirando sino all’ultima goccia e solo allora, la bocca ancora riempita dall’asta che sta perdendo il suo vigore, gode sobbalzando sotto i colpi di lingua di Cinzia, impedita ad urlare ma con un mugolio unico e prolungato.
Ancor intorpiditi dalle sensazioni provate si stringono l’un l’altro e si addormentano sorridenti. E sorridenti si risvegliano il mattino dopo quasi contemporaneamente, stirandosi e scambiandosi baci di buongiorno.

Michela va in bagno e poi si ricorda dei suoi doveri di madre. In accappatoio va a controllare che il figlio sia rientrato. Silenziosamente apre la porta e lo trova di traverso sul letto, ancora vestito. Temendo un malore si avvicina annusando per percepire un possibile odore di alcool.
Guido non sta dormendo, a occhi sbarrati digrigna i denti e stringe forte le coperte tra le mani, lo sguardo perso nel vuoto, il viso che esprime una rabbia a malapena controllata.

- Guido, tesoro, che succede –

Il ragazzo si riscuote udendo la voce della madre. In fretta si rialza sedendo sul letto e tirando le gambe a sé.

- Niente Mà, è solo che mi va tutto male. –

- Amore……. Hai qualche problema? Vuoi parlarmene, forse riesco a aiutarti. –

- No Mà…… non voglio parlarne. Stai tranquilla e lasciami solo –

La rabbia del ragazzo traspare anche dalla voce oltre che dal viso contratto. Michela si preoccupa, si siede di fianco a lui, allunga una mano a carezzargli il volto e rimane sorpresa dall’allontanarsi repentino di lui.

- Guido……… non farmi preoccupare, cos’hai? Che ti è successo? –

Il ragazzo non riesce più a trattenersi, vorrebbe solo restare da solo ma l’intromissione della madre gli fa perdere ogni controllo anche se la rabbia è rivolta soprattutto verso se stesso.

- E’ che sono un imbecille, un imbranato, un deficiente. Mi sono fatto prendere per il culo da uno stupido preservativo. Ci puoi credere? A 18 anni non sono riuscito a infilarmelo e lei rideva, rideva……… -

Come un fiume in piena Guido confessa l’episodio. L’impaccio del tirar fuori il profilattico e provare a indossarlo, lui che non l’ha mai fatto. Lo scorno di essere riuscito a convincere la fidanzatina a farlo, e per lui sarebbe stata la prima volta, per poi essere così nervoso da non riuscire a controllare le mani. Del fallimento iniziale, della troppa foga con cui ha rotto ben due volte il preservativo dopo che era riuscito quantomeno a infilarlo sulla punta. Soprattutto l’ilarità dei lei, ben più esperta ma non al punto da comprendere le sue difficoltà e aiutarlo. Anzi, lo ha mortificato con una risata senza riuscire a smettere.
Guido racconta, inframmezzando di imprecazioni, la sua rabbia e la vergogna provata che gli ha fatto concludere la serata col timore, tra l’altro, di non avere più una ragazza.

- Poi, dopo che la serata è andata a puttane, torno a casa e trovo voi che dormite belli beati dopo averlo fatto……… mentre io sono andato in bianco. Cazzo che rabbia. –

Michela sussulta. Ripensa che in effetti la porta della camera non era chiusa completamente. Vede nella mente il figlio che rientra e, passando davanti, sbircia nel poco spazio.

- Guido, non devi pensare a male……… -

- Su Mamma, lo so da tempo che tu e papà lo fate insieme a Edoardo e Cinzia. Non penso per niente a male, siete ancora giovani e fate bene. Casomai vi invidio. –

Nella foga Guido ha rivelato di sapere degli incontri dei genitori. L’ha scoperto per caso e non ne ha fatto parola con alcuno. Un po’ perché non li considera affari propri, un po’ perché avrebbe poi dovuto confessare di averli guardati eccitato. Soprattutto da Cinzia per cui ha una piccola cotta. La “zia acquisita” che è tanto gentile e dolce con lui e che popola i suoi sogni bagnati.
Oramai calmo dopo lo sfogo Guido fissa la mamma ancora attonita.

- Dai, oramai non sono più un bambino anche se……. Ancora non l’ho fatto…….. maledizione ai preservativi. Voi potete fare come volete per me e io…….. io imparerò e la prossima volta…….. –

Michela recupera il controllo e imposta il discorso in maniera materna:

- Perché non l’hai chiesto a tuo padre? Questi sono discorsi tra uomini e……. –

- Lascia perdere Mà, scusami se ti ho fatto preoccupare. Ora sto bene. Mi faccio una doccia e vado a letto. –

Michela bacia il figlio sulla fronte e lo vede andare in bagno. Torna nella sua camera decisa a parlare col marito, a indurlo da fare da insegnante al figlio. Rientrando trova Cinzia e Carlo appiccicati, le mani di entrambi che vagano sui loro corpi.

- Finalmente, ti aspettavamo. Io e Carlo pensavamo a un secondo round, che ne dici? –

Cinzia è allegra, si è svegliata contenta della notte appena trascorsa e, vedendo il corpo nudo di Carlo, mentre erano da soli, si è accorta di avere ancora una certa voglia. Pensarlo e allungare le mani è stato tutt’uno, con Carlo ben felice di ricambiare le attenzioni. Limonando si sono accordati per attendere Michela prima di passare al sodo, ma la Michela che è rientrata ha altro in mente:

- Aspettate, di là c’è Guido. Proprio di questo voglio parlarti Carlo, con Cinzia non c’è problema se ascolta. –

In poche parole spiega l’accaduto e Carlo si fa subito serio. Vuole bene al figlio e se non ha mai affrontato certi discorsi è stato in parte perché distratto dalla propria vita sessuale promiscua, in parte perché Guido non gli ha mai chiesto nulla e a lui pareva imbarazzante introdurre il discorso se non richiesto.

- Hai ragione, penso che sia il caso di fare un discorso tra padre e figlio. Aspetterò che si svegli, meglio se ora riposa. –

La storia ha invece un effetto diverso su Cinzia che vede sfumare il secondo round che si aspettava. Guido è un bel ragazzo, nulla di eclatante ma ben messo fisicamente, e Cinzia si è accorta degli sguardi che lui le lancia ogni volta che la vede. Civettuola ha spesso sporto il petto in fuori o accentuato l’ancheggiare, sorridendo del rossore che vedeva apparire sul suo viso.

- Un momento…….. mi dici che Guido ha appena fallito la sua prima volta? Povero caro, chissà come sta depresso. Ci vuole qualcosa che lo tiri su…….. in tutti i sensi. Che ne dite se invece di un insegnante ha……..una docente? –

Lo dice ammiccando, quasi fosse una battuta, e attende le reazioni dei due genitori.
Michela è stupefatta dalla proposta dell’amica. Non sa fino a che punto sia uno scherzo, conosce l’amica e sa che sarebbe capace anche di questo. Una punta di gelosia le si insinua nel cervello: “questa troia si vuole scopare mio figlio?”. Pensa e subito dopo deve ammettere che è la soluzione migliore. Se Guido avesse dei problemi Cinzia non riderebbe certo di lui ferendo il suo ego come ha fatto quella stronzetta della sua ragazza. Più ci pensa più si convince che la cosa è giusta e fattibile.
Carlo è immediatamente più possibilista. Avesse avuto lui a suo tempo una nave-scuola. Sa che si può fidare di Cinzia e la sua unica perplessità è il riflesso che la cosa potrebbe avere sul loro rapporto a quattro.

- Ed Edoardo? –

- Oh, glielo dirò certamente, ma lui mi concede ogni tanto qualche capriccio. Allora? Siete d’accordo? –

- Non vedi l’ora di farti il ragazzino, eh troia? –

Michela lo dice con tono affettuoso. Conosce l’amica, il suo conoscere pochi limiti quando è eccitata. Le sorride sempre più convinta che per Guido sia il modo migliore di esordire.
Cinzia comprende lo stato d’animo della madre di Guido, si trovano spesso in sintonia. Sorride a sua volta simulando imbarazzo.

- Beh, è una situazione che mi intriga. E poi quando mai avrò più modo di ……. cogliere una primizia? Allora vado? Dove sono i preservativi? –

Carlo gli tende una scatolina tirata fuori dal comodino, dove a malapena si ricordava di averla messa tempo addietro, e la guarda ancheggiare fuori dalla stanza dopo essersi coperta con un accappatoio. Lui e sua moglie si scambiano uno sguardo divertito.

- E’ permesso Guido? Posso entrare? –

Cinzia apre la porta e trova Guido che si sta asciugando i capelli dopo la doccia, coperto anche lui da un corto accappatoio.
Lui salta in aria sentendola e vedendola entrare.

- Cinzia….. ahem……. Che c’è? Come mai………. –

- Spegni quell’affare e vieni qui per favore –

Cinzia si è seduta sulla sponda del letto, batte la mano sulla coperta per indicare al ragazzo dove sedere. Lui si avvicina imbarazzato, non gli sfuggono le lunghe gambe accavallate he sporgono dall’accappatoio aperto sul davanti fin quasi all’inguine, e nemmeno il solco dei seni nella parte superiore.
Si siede di fianco alla donna e attende sentendo del calore concentrarsi sull’inguine.

- Dunque, tua madre mi ha detto che hai un piccolo problema. –

- Quale problema? Che ti ha detto? –

Guido non immagina di cosa stia parlando Cinzia ma si sente a disagio, si muove pur restando seduto, guardando fisso in volto la donna.

- Mi ha detto che hai problemi ad usare……… questo –

Nel dirlo Cinzia tira fuori platealmente un profilattico ancora racchiuso nella bustina argentata, e Guido diventa paonazzo. Distoglie gli occhi, balbetta:

- Che …che ti ha……..ti ha detto…….. tu…… tutto? –

Cinzia è deliziata dal candore del ragazzo. Stende una mano carezzandogli i capelli ancora umidi, soffermandosi su una guancia rovente.

- Oh tesoro, non vergognarti con me. Può succedere sai? E tu hai bisogno di qualcuno che ti faccia vedere bene come si fa…………. Ti va se sono io? –

Se possibile Guido diventa ancora più rosso guardandola sbalordito. Possibile che intenda……… che voglia………… Il suo fisico reagisce automaticamente e si ritrova con il pene che gonfia ben visibile la stoffa dell’accappatoio. Ciò non sfugge a Cinzia:

- Sì tesoro…….. intendo proprio quello. Ti va se ti insegno come si usa? –

Senza indugio la donna spinge giù il ragazzo fino a farlo distendere sul letto; il pene sfugge alla stoffa e svetta impettito sotto gli occhi maliziosi di lei che si affretta a sciogliere il nodo della cintura e denudarlo totalmente. Si lecca le labbra vedendo un pene sui 18 centimetri. La sorprende il diametro, superiore alla media, e non sa trattenere un’espressione gioiosa:

- Accidenti amore mio……. Sei messo bene sai? Sarai la delizia delle tue fidanzatine. Ma ora ti faccio vedere come si mette. La prima cosa è che deve essere bello duro…. Permetti? –

Senza attendere la risposta allunga la mano e lo stringe spingendo in basso per scoprire completamente la punta. Muove piano la mano su e giù.

- Ecco, questo è un modo per farlo diventare duro, ma ce ne è un altro ancora più piacevole……… -

- AAAAAAAHHHHHHHHHHH –

Carlo e Michela sobbalzano sentendo il grido e istintivamente corrono entrambi, lei davanti e lui dietro, verso la stanza del figlio. Si bloccano sull’uscio parzialmente aperto davanti alla scena di Cinzia china sul ventre del ragazzo, sentono le sue parole:

- ….. ti piace se ti faccio così Guido? ………. La tua fidanzatina te lo fa?............. –

Cinzia lecca la punta del cazzo ora completamente turgido e con voce roca stuzzica il ragazzo. Si riempie la bocca della carne dura e poi lo lecca ancora alternando parole e leccate.
Guido è in estasi. Non è riuscito a trattenere un urlo di sorpresa e godimento quando la donna gli ha, all’improvviso, preso la punta in bocca succhiandola forte.

- No….. si……… non così……. Non usa la lingua cos… aaaaaahhhhhhhhhh…….. continua Cinzia, ti prego……… è bellissimo……….. –

La donna si prodiga, le piace succhiare quel giovane cazzo che caldo tra le labbra. Comincia a toccarsi la figa trovandola già inumidita. Quando sente l’uccello pulsarle in bocca si tira indietro di colpo. Le piacerebbe farlo godere così, assaporare il suo seme, ma è ancora troppo presto. Il ragazzo emette un gemito di disappunto e alza la testa guardando la donna.

- Aspetta tesoro, non è ancora il momento di godere. Ora guarda. –

Prende la bustina del profilattico e la intacca con i denti facendo attenzione a non lacerare il contenuto. Lo fa con lentezza per dare il tempo a lui di raffreddarsi, sa che in quel momento anche un solo tocco lo farebbe venire.

- Ecco……… innanzitutto devi scoprire qual è il verso. E’ facile. Poi devi stringere il serbatoio, è questo, tra due dita per far uscire l’aria. A questo punto lo appoggi sulla punta e piano piano lo srotoli giù. –

- MMMMMHHHHHHHH –

Il solo tocco delle dita che fanno scendere il profilattico lungo l’asta è quasi sufficiente a Guido per venire. E’ teso, eccitato al massimo. Non ha capito nulla della spiegazione di Cinzia, a malapena l’ha udita troppo preso dalle sensazioni che prova. Per un istante gli passa nella mente il timore che ora, una volta spiegato l’uso, lei lo lasci stare con l’erezione prorompente e la voglia immensa di godere. Solo per un istante, perché vede la donna spostarsi, salirgli sopra, togliersi l’accappatoio per scoprire un seno pieno e sodo con i capezzoli sporgenti. E’ un sogno che si avvera per lui che infinite volte si è masturbato sulla visione fugace di una scollatura, di un pezzo di coscia, del sedere tornito fasciato da pantaloni o gonne aderenti di Cinzia.
Gli occhi annebbiati dal piacere la vede sollevarsi su una gamba, impugnargli il cazzo e portarselo all’ingresso della figa.

- Guido, tesoro………… è la prima volta per te vero? –

Il “sì” strozzato di lui è una frustata per i sensi di lei. Sta per sverginare il figlio dell’amica, se lo ripete dentro di se come un mantra mentre scende piano fino a sentirlo tutto dentro. Impalata, si ferma per assaporare la sensazione di essere riempita che ha ogni volta.
Dietro l’uscio Carlo e Michela hanno assistito alla scena trattenendo il respiro. La sensualità dell’amica li coinvolge, li eccita e Carlo, da dietro, spinge il pene duro sulla schiena di lei, con la mano le cerca la figa che tormenta con dita nervose. A Michela sembra di assistere a un film porno, ma è tutto troppo reale: i gemiti del figlio, gli occhi brillanti di piacere di entrambi. Quando sente il cazzo del marito premerle dietro gli si fa incontro, accetta le dita di lui con gioia, si apre l’accappatoio per carezzarsi i seni, i capezzoli induriti.
Quando la voglia di sentirselo dentro è troppa, si appoggia allo stipite della porta senza staccare gli occhi dai due sul letto, si china in avanti. E’ un invito che Carlo coglie subito, spostando la stoffa e penetrandola nella vagina già bagnata.

Cinzia e Guido non si accorgono di nulla, troppo presi l’uno dall’altra. Il cazzo duro che l’apre, le spinte del ragazzo verso l’alto, le mani di lui sui capezzoli, fanno di Cinzia un groviglio di nervi. Mugola mentre si muove sopra di lui, sempre più forte sentendosi riempire dal piacere, come un’onda di marea che la coglie e la solleva trasportandola in alto fino a farle girare la testa. Gode nell’istante in cui sente il cazzo di lui tendersi, vibrare. Le pare di sentire, se pur trattenuti dal profilattico, gli schizzi di lui che la riempiono. Inarca la testa indietro e grida forte, sovrastando le urla di lui che rigido si inarca conficcandosi profondamente in lei mentre viene.

Carlo e Michela mugolano anch’essi, inuditi dai due, non che interessi loro che sono preda della passione, lei che si protende indietro per andare incontro ai colpi di lui, sentendosi malferma sulle gambe, appoggiandosi con forza allo stipite per non cadere. Lo sente riempirla col suo seme e la basta il singolo tocco di un dito, portato in fretta al ventre, sopra il clitoride, per godere in un gemito strozzato, la vista che si annebbia.
Si riprende sentendosi sorretta da lui, le gambe molli e piegate. Senza un briciolo di forza si fa riaccompagnare in camera e mettere sul letto. Incredula fissa il marito, incapace di dire quello che pensa, non riuscendo a razionalizzare la cosa.

Così li trova Cinzia che torna felice, senza nemmeno essersi data la pena di riavvolgersi nell’accappatoio.

- Guido è un vero torello. Pensate che gli stava già tornando duro ma mi pareva il caso di dargli un’altra lezione sull’uso del preservativo…….. e poi ho bisogno di riposo. –

Guarda i due coniugi con un sorriso soddisfatto sulla faccia stanca, quindi sale sul letto gattoni, si mette tra di loro baciandoli sulle guance prima di chiudere gli occhi ed assopirsi ancora sorridente.