i racconti di Milu
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Due settimane fa ho conosciuto un uomo in una chat. Il suo nikname aveva attirato immediatamente il mio interesse “peloso&maschio”
Solito scambio di convenevoli e di foto più o meno hot, ci lasciamo il numero di telefono per organizzare un incontro nei giorni successivi.
Ci accordiamo per il sabato tardo pomeriggio nella palestra in cui lavora come addetto alle pulizie e custode. Alle 20,00 sono nel parcheggio, scambio di messaggi ed entro. Mi viene in contro alla reception ormai vuota, chiude la porta alle nostre spalle e lo seguo mentre spegne le luci. E' un bell'uomo, moro, abbastanza alto, indossa una maglietta e dei calzoncini in maglina che mettono in mostra il fisico da ex calciatore: gambe forti, buona muscolatura ed un po' di pancia soda da cinquantenne .
I pantaloncini neri attillati mostravano la sua dotazione, la maglietta lasciva libere la braccia massicce e pelose.
Parlammo del caldo che si faceva ancora più intenso avvicinandoci alla zona spogliatoi ed alla piscina, non sapevo dove volesse portarmi esattamente. Arrivati in piscina mi viene una gran voglia di entrare in acqua e gli chiedo il permesso, anche per stemperare un poco ci tensione che avverto, lui mi aveva detto di non essere avvezzo agli incontri di sesso “mordi e fuggi” Mi spoglio completamente e comincio ad entrare in piscina. Gli shorts neri che aveva gli stavano proprio bene e facevano risaltare sia il suo pacco che il suo corpo compatto che privo della maglietta mostrava un ampio petto pieno di pelo nero con qualche filo bianco che fa un tutt'uno dalla barba al petto risalendo sulle spalle per poi formare un tappetino uniforme sulla pancia con al centro una riga ancora più folta fino ad entrare nei pantaloncini.
Il mio cazzo cominciava a pulsare ma ho fatto qualche bracciata attraversando la piscina da cima a fondo. Vedo che si è spogliato completamente e si è seduto sul bordo della piscina e mi dice "nuoti bene!"
"Dai entra, l'acqua è perfetta!" gli dissi.
"Ok, però rimango all'inizio perché non me la cavo molto bene...".
Gli dissi di provare a galleggiare facendo il morto che l'avrei aiutato a migliorare il suo stile.
Mi misi di fianco a lui tendogli la schiena con una mano, e l'altra sopra lo stomaco, e nel sentire il mio corpo a contatto con il suo mi sentii di nuovo pulsare il cazzo. "Stai tranquillo" gli dissi "rimani su con il bacino e tieni le gambe tese" e mentre il suo fianco mi sfiorava il torace, ho notato che la sua asta si stava ingrossando. Nella paura che io lo lasciassi andare nell'acqua dove non toccava, mi afferrò per il collo con una mano, ed ora il suo corpo era a stretto contatto con il mio, ed il mio uccello lievitò di colpo.
Tino mi sorrise e vidi che anche il suo cazzo stava per raggiungere il massimo dell'erezione: aveva un cazzo molto grosso, non eccessivamente lungo, ma veramente grosso con una cappella viola che sembrava dicesse prendimi... la mia mano passò con un unico movimento dalla pancia pelosa a tastare le sue palle gonfie e cariche, mentre Tino gemeva di piacere si mordeva le labbra.
Lo alzai e lo feci sedere sul bordo della piscina e cominciai a prenderglielo in bocca leccandogli la cappella a piccoli colpi.
Mi disse di andare piano perché era già sull'orlo di esplodere.
Tino mi afferrò per la nuca e senti il suo cazzo diventare durissimo.
Continuai a pompare ed intanto gli afferrai capezzoli, continuando con un ritmo frenetico a succhiare quel grosso arnese che sembrava dovesse esplodere da un minuto all'altro.
Ogni colpo della mia lingua sembrava una scarica elettrica che gli faceva contrarre le natiche e le sue ginocchia stringevano le mie ascelle.
Esplose. Mi riempì la bocca di uno sperma dolciastro. Abbondante fino all'incredibile. Lasciai che mi colasse agli angoli della bocca tentando di inghiottire l'inghiottibile.
Tino si abbandonò all'indietro lasciando che il suo cazzo semirigido si sfilasse dalla mia bocca.
Il mio cazzo aveva ormai raggiunto dei livelli altissimi.
"Non preoccuparti sono subito pronto per te" mi disse sorridendo "esci dall'acqua".
"Cosa vuoi fare?" gli chiesi "menandomi l'uccello".
"Voglio leccarti i capezzoli e voglio succhiare un cazzo come il tuo".
Afferrò il mio uccello facendolo svettare verso l'alto e mi passò la lingua su e giù sulle palle.
Prese a succhiarlo con gusto e sentivo che se avesse continuato così sarei venuto troppo presto.
"Aspetta!" un attimo gli dissi.
Lui capì al volo, mettendosi a cavalcioni sul mio addome, prese a baciarmi in bocca cercando il suo sperma con la lingua.
Ero pronto, eccitato fino allo svenimento.
Senza pensarci un minuto lo afferrai per i fianchi invitandolo a sedersi sul mio cazzo durissimo, e con un gesto quasi sorprendente si puntò la cappella all'ano e cominciò lentamente a scendere.
Non credevo ai miei occhi, ma soprattutto non credevo alla sensazione che stavo vivendo, il suo ingresso cedeva quasi senza sforzo e in breve l'intera cappella fu inghiottita. Mi bagnai due dita con la saliva e la posai sull'asta per facilitargli la discesa e feci un debole movimento verso l'alto per dargli una mano, ed ora il mio cazzo stava perforando un buco caldo e molto accogliente, e Tino aveva raggiunto un ritmo lentissimo come se volesse assaporare ogni movimento.
"Senti male? " gli chiesi. Ma lui mi fece segno di no e continuò intento nel suo lavoro mentre le mie palle pulsavano come non mai. Andava su e giù man mano con più vigore mentre le mie mani gli strizzavano il petto e la sua testa ripiegata all'indietro era segno evidentissimo del suo piacere.
Non lo sentivo più. Il mio cazzo era letteralmente esploso, mi pareva che non smettesse mai di sborrare.
Fu uno degli orgasmi più lunghi della mia vita.
Mi sentivo felicissimo e la tensione che avevo accumulato nella giornata era ormai cosa lontana.
Rimanemmo nudi per qualche minuto l'uno affianco all'altro.
"Mi piacerebbe che mi scopassi di nuovo, subito" mi disse Tino "Sai, ovviamente non è la prima volta che qualcuno mi ha fottuto, preferisco avere il ruolo solo passivo e tu mi piaci molto e vorrei sentirti godere dentro di me ancora, così come ho goduto io con quel tuo arnese" e così dicendo con la bocca era sul mio cazzo
Mi sono indurito di nuovo in due secondi.
Tino mi ha succhiato il cazzo come se volesse staccarmelo mentre io con due dita gli rovistavo il culo viscido del mio seme fino a quando rovesciò lo sguardo all'indietro ed il suo cazzo cominciò a pulsare paurosamente ed un getto potente ha imbrattato i nostri corpi. Un solo momento di sosta e la sua bocca sul mio cazzo ricominciò il suo lavoro. Il suo andirivieni più lento e meno cadenzato causa dell'orgasmo che aveva appena avuto mi provocava una specie di languore. Sentì la sborra montarmi dalle palle all'asta. Sentii il mio cazzo diventare enorme che agiva per conto proprio che era fuori da mio controllo. "Più veloce" gli implorai "più in fretta, Così! Così! Sì! SIIIIIIIIIIIII! COOOSSIIIIIIIIIII! DAI!DAAAIIIIIIIIII! ". Urlai sborrando. Lo tolse dalla bocca e lo spruzzo mi arrivò al mento poi si riversò sul petto e sulla pancia. Guidai la mano di Tino verso gli spruzzi di sperma sul torace e sulla pancia e lui era eccitato di spalmare la sborra tra i miei peli, si coricò sopra di me per sporcarsi anche lui mentre le bocche si unirono di nuovo.
Ero esausto, difficilmente sarei riuscito ad incularlo ma lui non si arrese e con la mano tenne duro il mio cazzo; con le dita raccolsi la sborra dal mio corpo e lui "Usalo per lubrificarmi il culo" mi disse.
Lo feci. Lo perforai col dito medio. Sentivo il muscolo contrarsi e cedere contemporaneamente. Sollevava le gambe portando le ginocchia al petto per facilitare l'operazione. Era bellissimo vedere quel maschio virile e villoso con lo sguardo languido di piacere desiderare di essere scopato ancora. Il suo buco si apriva con facilità.
"Adesso leccami il buco del culo" disse.
Lo feci. E al contatto della mia lingua il sua ano sembrava allargarsi sempre di più. Mi piaceva immensamente.
"Ora, ora è pronto!" Dissi, puntandoci il cazzo.
Diedi una spinta lievissima. La cappella si assestò quasi subito e tutta l'asta sparì nelle sua profondità.
Tino mi fermò, e mi sorrise chiedendomi di restare fermo così che voleva sentire la durezza del mio cazzo in lui.
Restai ancora un po' fermo ma aggiunsi il dito indice ed esplorai il suo interno massaggiandolo ma senza avanzare di un centimetro.
Gli alzai entrambe le gambe costringendolo a portarle sulle mie spalle e mi mossi con forza. Sbarrò gli occhi.
Sentivo il cazzo che insieme al mio dito lo penetrava aprendolo un po' di più.
La cappella di Tino sbatteva sulla sua pancia pelosa, bagnata di precum e gonfissima ma l'asta restava non completamente turgida.
Dopo molti minuti il mio cazzo cominciò a pulsare paurosamente mentre con le mani mi aveva afferrato le chiappe per tirami ad ogni colpo più dentro di lui.
"OHHHH!!!SIIIIII, ECCOMMMIIIIIII, ÈÈÈ MERAVIGLIOSOOOOOOOOOO!!! SENTI COME SBORRRROOOOOO!!!" cominciai ad urlare senza controllo.
Lo sfilavo per una buona metà del cazzo e riscivolavo dentro con un colpo secco. La sua asta umorosa faceva uno schiocco sul suo ventre. Ad ogni ondata di sborra pareva indurirsi ancora. E ancora. E ancora.
Ora ero io ad urlare in preda ad un fremito che mi faceva scattare in avanti, per entrare ancora di più in quel grosso culo peloso.
"Ancora! ANCORAAAA!!! " mi urlò.
Vidi la mano di Tino afferrare il suo cazzo con una presa allucinata e smanettandolo con violenza schizzò fino a quando le sue palle non ebbero stillato anche la più infinitesimale goccia di sborra.
Stanco e felice quasi allo spasimo uscii da lui e mi coricai al suo fianco. Anche lui spossato, con fatica, mi fece coricare sul suo corpo per essere totalmente a contatto respirando ognuno il respiro dell'altro fino a calmarci mentre i membri si ammosciavano completamente ed i peli del petto si impastavano delle due sborrate copiose. Gli leccai le guance, le labbra, la lingua. Riprendemmo fiato. Non più in piscina ma nelle docce ci sistemammo e l'acqua fredda diede nuovo vigore. Uscii dalla porta di servizio insieme a lui.
“Alla prossima!”
“A presto” e tornai a casa