i racconti di Milu
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La scorsa estate, finiti gli esami universitari, Marco decise, per perfezionare il tedesco, di andare a fare una vacanza studio/lavoro in Germania e precisamente, ad Amburgo.
Tramite una organizzazione studententesca trovò posto come cameriere in un ristorante turco del centro. La sistemazione era ottima, al mattino andava a lezione ed al pomeriggio si presentava al lavoro per il turno serale.
La cosa buona era che nel contratto erano previsti anche vitto ed alloggio, oltre ad un piccolo stipendio e questo gli consentiva di risparmiare qualche soldo per potersi fare le vacanze con gli amici e permettersi di uscire a prendere una birra in qualche bar con i compagni di studio.
I proprietari del ristorante erano due fratelli gemelli di circa cinquant'anni entrambi sposati e sia le due mogli sia uno dei figli più grandi lavoravano nel ristorante. Erano due uomini alti con capelli neri e grossi baffi spioventi e barba sempre di almeno due giorni, carnagione olivastra fisici massicci. Si chiamavano Omer e Bulo.
La sua sistemazione era in una stanza nel retro del ristorante, una camera con un armadio di ferro e un letto matrimoniale, nulla di particolare, ma pulita e grande ed abbastanza luminosa grazie alla grande finestra che si affacciava sul cortile ma a Marco in fondo serviva solo per dormire quindi questa sistemazione un po' spartana andava comunque bene. Era un sabato sera, aveva lavorato fino alle due, era stanco e decise di farsi una lunga doccia bollente prima di andare a letto. Nelle docce del personale non c'era nessuno, si lavò con cura e poi, con un po' di narcisismo rimase a rimirarsi nello specchio: un bel ragazzo, castano, occhi verdi, non molto alto, longilineo ma ben formato, con una bella pelle bianca e la giusta dose di peli chiari sul petto e sulle gambe. Aveva già avuto qualche breve esperienza con compagni, più che altro seghe reciproche ma per un certo periodo dell'inverno appena trascorso aveva frequentato un ragazzo che gli aveva insegnato i piaceri del sesso anale facendoglieli vivere da passivo e lui aveva appreso bene come far godere un maschio con il proprio culo che era diventato accogliente e dilatato.
Uscito dalle docce con addosso solo l'asciugamano legato in vita percorse il corridoio che portava alla sua camera quando, ad un tratto, vide Omer uscire da uno sgabuzzino alla sua destra, lo salutò con un sorriso che lui contraccambiò notando che indossava un abbigliamento un po' strano: pantaloni di pelle nera lucidi ed aderenti, scarponi tipo anfibi ed un gilet anch'esso di pelle nera che lasciava scoperto il suo torace pelosissimo. Marco si girò ad osservarlo bene lasciando che gli occhi del turco si soffermassero sul suo corpo seminudo, gli piaceva mostrarsi ed essere desiderato. Gli volse le spalle allontanandosi, ma si trovò davanti a Bulo, vestito esattamente come il fratello che gli sorrideva in maniera strana. Non fece in tempo a rendersi conto di quello che stava accadendo che si sentii afferrare da dietro, la mano destra di Omer gli serrò violentemente la bocca mentre con un braccio lo teneva fermo, con voce roca lo sentii sussurrare.
- Ci fai divertire adesso zuccherino? -
Non ci voleva molto a capire che razza di divertimento intendessero i due fratelli, soprattutto perché Bulo, avvicinatosi, gli aveva tolto l'asciugamano e lo stava palpeggiando dolcemente mentre commentava.
- Sei giovane e morbido sarà bellissimo -
Capì subito che non aveva molte possibilità, ribellarsi era impossibile, cercare di resistere pure, probabilmente lo avrebbero violentato se solo avesse tentato di opporsi. Decise quindi di lasciarsi andare rilassandosi cercando di far capire che ci stava mugolando sotto la mano premuta sulla bocca e strusciando il culetto contro i pantaloni di pelle di Omer.
La risata dei due fu a metà fra il divertito e l'eccitato, Omer lo lasciò andare e Bulo lo afferrò al viso mettendogli la lingua in bocca. La sua lingua gli riempiva la bocca con violenza e le mani di entrambi lo tastavano come fosse una bestia da valutare, gli stavano così vicini che poteva sentire i loro membri attraverso la pelle dei pantaloni e si si augurò che fossero già al massimo dell'erezione.....sembravano, infatti, enormi.
Sempre toccandolo e dicendo sconcezze lo condussero verso la porta di ferro della sua camera. Senza troppi complimenti lo fecero sdraiare ormai completamente nudo sul suo letto e si misero ai suoi lati, ognuno di loro gli prese una mano e se la mise sull'inguine. Deglutendo sentì sotto le dita due bastoni duri e grossi che premevano contro la pelle liscia dei pantaloni. Cominciò a carezzarli mentre loro lo leccavano e gli pizzicavano le cosce con le mani umide e pelose. Omer ad un certo punto lo afferrò per la nuca e lo fece chinare attirando la sua testa verso la patta. Frettolosamente si calò la zip e gli fece sbattere in faccia il cazzo, era grossissimo, duro come il ferro, la pelle era quasi nera con una cappella rossa grossa e già umida.
- Succhia finocchio – mugolò.
Cercando di vincere la paura per l'enorme palo aprì la bocca e lo fece scivolare dentro il più possibile cominciando a sbocchinarlo con lenti e leggeri movimenti della lingua e delle labbra: nonostante fosse abituato agli uccelli dei compagni di università non gli sembrava possibile poter ingoiare quel bastone di carne selvaggio. Lo succhiava e leccava con gusto, avvolgendo la cappella con la lingua e muovendo la bocca avanti ed indietro. Da dietro sentiva Bulo ravanare il culo, infilare le dita nel buco, e poi la sua lingua caldissima farsi strada dentro al buchetto; sentiva che lo stava bagnando con la saliva per prepararlo alla inevitabile inculata mentre con le sue grosse mani gli teneva divaricate al massimo le natiche ché sembrava volesse strapparle a metà mentre la bocca gli mangiava e mordeva la tenera e sensibile mucosa dello sfintere. I baffoni e la barba ispida pungevano e stimolavano la sua giovane carne così sensibile e Marco fu ben contento che quel sabato sera avesse riservato questa inaspettata esperienza. Bulo era ammaliato da quel giovane buchetto circondato da deliziosi peli castani e non riusciva a staccare la bocca. Viste le dimensioni del cazzo di Omer che stava succhiando Marco immaginava che anche Bulo avesse un palo di simili dimensioni e sapeva bene che non sarebbe stata una passeggiata, ma oramai era in ballo e non poteva certo tirarsi indietro. Continuò a dedicarsi al pompino di Omer, il suo cazzo gli riempiva la bocca e lui lo leccava ben bene mentre con le mani gli carezzava le palle gonfie e sode grosse come uova. Ad un certo punto quella che era l'esplorazione del buchino da parte di Bulo si interruppe, pensando fosse arrivato il momento ed invece il turco si mise a parlare animatamente nella sua lingua madre col fratello. Non capiva ovviamente nulla e continuava a bearsi del cazzo di Omer che faceva entrare ed uscire dalla bocca, fino a quando anche lui lo fermò, gli tolse l'uccello di bocca e con voce impastata ed arrapata gli chiese
- sei abituato a prendere l'uccello in culo, vero? mio fratello dice che sei largo
- beh.... sì l'ho già preso ma i vostri sono così grossi...vi prego fate piano
- stanotte te lo allarghiamo ancora di più, sarai contento zuccherino
ed i fratelli risero sotto i baffoni....
E così il primo grosso palo gli entrò in culo. Era larghissimo e lungo ma Bulo ci sapeva davvero fare, il dolore fu minino, e quando i peli pubici gli pizzicarono l'ano si sentì meravigliosamente pieno. Certamente erano avvezzi a scopare tra maschi, ovviamente di nascosto dalle mogli e dagli altri membri della famiglia ma la loro capacità di scopare e leccare un culetto faceva ben capire che erano esperti. Bulo si muoveva lentamente dondolando il bacino e per Marco era come se un serpente enorme gli entrasse sempre più a fondo. Dopo molti minuti Bulo aumentò la forza delle spinte che diventarono una vera propria monta. I due fratelli si dettero il cambio diverse volte tenendolo fermo per i fianchi o per le spalle. A volte uno dei due con le sue grosse mani gli teneva aperte al massimo le natiche per consentire all'altro uccellone di sfondarlo ancora di più. Chi non lo inculava si posizionava davanti e lo baciava con passione o gli dava i grosso cazzo da succhiare. Avevano una resistenza fenomenale certamente prolungata dalle continue interruzioni per darsi il cambio. Ogni volta che lasciavano libero il suo culetto sentiva l'aria fredda entrare ed era lo stesso Marco a chiedere di essere subito riempito. Il primo a sborrare fu Omer e le sue grosse palle furono all'altezza delle aspettative scaricando un clistere di sborra nell'intestino di Marco. Pochi minuti dopo la cosa si ripeté uguale con il cazzone di Bulo.
Marco sperava che la serata fosse finita ma i due fratelli lo portarono di peso nelle docce insieme a loro. Dopo essersi lavati e sciacquati svitarono il telefono dal tubo della doccia e lo costrinsero ad un clistere di pulizia profondissimo. Marco si sentiva umiliato ed al contempo eccitato: i due fratelli si muovevano con estrema naturalezza e lui decise che avrebbe assecondato ogni cosa. Lo riempiroro d'acqua molte volte facendo uscire tutta la sborra ed anche le feci restando imperturbati, altro segno evidente che era una pratica cui erano avvezzi. Marco restava con le mani appoggiate sul petto di Bulo mentre Omer lo riempiva d'acqua e poi con una mano sulla pancia premeva per agevolarne l'uscita. Era eccitato da quella sensazione di essere usato e nel contempo di sentire sotto le mani la folta pelliccia del petto di Bulo. Quando l'acqua uscì completamente pulita Omer gli infilò due delle sue grosse dita nell'ano e le mosse con vigore sia avanti ed in dietro e sia di lato tenendole dentro in un goduriosissimo ditalino che stimolandolo fece uscire completamente l'acqua.
Asciutti tornarono in camera, loro indossarono nuovamente la tenuta in pelle da master ed a lui fecero indossare un jockstrap in pelle nera.
- metti la tua che stasera vieni con noi
Marco era un poco spaventato ma molto eccitato, con quei due marcantoni come guardie del corpo di cosa avrebbe mai potuto temere?
Uscirono dal cortile su una vecchia auto e dopo più di mezz'ora di strada furono in un locale che all'esterno era apparentemente anonimo ma nascondeva al suo interno una perfetta enorme dark room. Marco era basito non immaginando cosa gli sarebbe accaduto da quel momento in poi. I due fratelli erano sempre molto a proprio agio. Lo fecero spogliare rimanendo solo con il jockstrap ed ai suoi lati come due vere guardie del corpo lo scortarono tra due stanzoni ed un corridoio tra gli sguardi e le carezze furtive dei maschi presenti. Arrivarono un una stanza abbastanza ampia ma più riservata, la luce era debole e rossa. Al centro un letto rotondo.
Omer finalmente gli parlò
- adesso tu prendi nel culo il cazzo dei nostri amici e loro ci pagano.
Marco venne fatto mettere a quattro zampe al centro del grosso materasso mentre i fratelli ai due lati davano il permesso a chi voleva scoparlo solo dopo aver pagato.
La notte fu davvero faticosa per il suo buchetto che venne usato e martoriato in mille modi, dilatato e sfondato come mai era successo ma quella notte fu per Marco una fortissima esperienza che volle ripetere più volte.