i racconti di Milu
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Note dell'autore:
Consiglio di iniziare con “diario segreto di un dirigente perbene” e proseguire con “Avventure di viaggio” prima di affrontare questa terza parte. Si comprende così l’intreccio di storie e di personaggi che ritornano.
Il lavoro andava ovviamente da schifo mentre passavo le mie ultime settimane in azienda. Con Alessia le cose sembravano invece procedere abbastanza bene. Ci vedevamo di frequente e spesso rimanevo a dormire da lei, anche perchè avevo diminuito drasticamente i miei viaggi. Non andavo nemmeno più in ufficio se non avevo incontri a cui partecipare, così lavoravo (se così si può dire) direttamente da casa sua, anche quando lei non c’era. Insomma, anche se pochi lo sapevano, eravamo di fatto una coppia.

Una sera la accompagnai in aeroporto a prendere sua sorella minore, che abitava a Madrid.
Stefania era molto diversa da Alessia, anche fisicamente. Più alta, un bel fisico con un seno piccolo. Decisamente carina. La trovai piuttosto riservata, un po’... burbera. Era una ricercatrice universitaria e aveva sposato un ricercatore spagnolo che lavorava nella sua stessa università.
Lei veniva però periodicamente a Milano e si faceva ospitare dalla sorella, visto che la casa era piuttosto grande e c’erano 3 camere da letto. Cenammo insieme a casa, ma non ci fu una grande conversazione a tavola. Avendo cenato tardi, andammo a letto praticamente subito.

Alessia iniziò a stuzzicarmi. Sapeva bene cosa mi piaceva e poco dopo eravamo nudi, intenti in un bel 69.
Io in realtà ero un po’ inibito perchè lei, tra una succhiata e un colpo di lingua, godeva molto rumorosamente. Di solito mi piace, ma Stefania era nella stanzetta accanto alla nostra...
Poi mi venne sopra, impalandosi sul mio cazzo e muovendosi furiosamente.
Era sempre stata abbastanza... come dire... una che esprimeva il proprio piacere, ma quella sera mi sembrava lo stesse facendo un po’ troppo.
- daiiii.... così.... bravo.... montami come una vaccaaaa..... dai, sborrami dentrooooo
Il letto cigolava mentre lei si muoveva sulla mia asta come una forsennata. Venni anche io, inondandole la figa con il mio seme e non riuscendo a trattenere un gemito.

La mattina dopo Alessia andò al lavoro presto e quando mi alzai trovai Stefania in cucina a fare colazione. Aveva indosso un vestito di tela bianca, di quelli che si portano in spiaggia e che sembrano una lunga ed enorme maglietta, con Snoopy che balla stampato sul davanti. Io ero in tuta, come sempre quando sono in casa.

Mi salutò quasi con difficoltà.
- Buongiorno, dormito bene?
- E come si fa a dormire bene con voi due che scopate come ricci nella stanza accanto!
- Scusa.... mi dispiace...
ero decisamente imbarazzato e colto di sorpresa da quella sparata.

- No, scusami tu... Sono ospite qui, non dovrei lamentarmi.... e comunque tu non centri nulla. E’ quella stronza di mia sorella!
Non sapevo cosa dire, la vedevo davvero incazzata.
- Lei deve sempre essere la prima! Lei è quella che ha successo nel lavoro, quella che viaggia, quella che ha i soldi, quella che ha preso una cazzo di laurea in legge dopo 9 anni di università e tutti a farle i complimenti mentre io con un PhD in 8 anni vengo presa a calci nel culo per una manciata di euro al mese ed un contratto che chissà se mi rinnovano l’anno prossimo.

Mi vomitava addosso una rabbia inaudita che non mi aspettavo.

- Si, lo so... ho altri amici ricercatori. Sono carriere e scelte diverse che...
-Non sono carriere! Quando vengo a Milano non ho nemmeno i soldi per l’hotel. Su una cosa sola mi era andata meglio che a lei. Io ho sempre avuto intorno ragazzi, mi sono sposata, mentre lei ha un carattere così di merda che gli uomini... beh, lo dovresti sapere! Lei è la più brava, lei è la più figa, e questo l’ha già fatto, e lì c’è già stata ma si è divertita più di te....Non so come tu faccia... Comunque ora io sono in crisi con mio marito e lei non perde occasione per farmi sapere come le cose le vadano bene con il suo nuovo uomo, di come scopi dal mattino alla sera e si sia sistemata meglio di me!

Non sapevo davvero cosa dire. E lei era infuriata, davvero infuriata. Rimasi a guardarla in silenzio.
- Davvero... come fai a sopportarla? Cosa ti piace di lei? E’ perchè è una gran troia, vero?
Farfugliai qialcosa, ma a lei sembrava non interessare quello che volevo dirle. Si alzò invece in piedi e venne decisa verso di me.
- Allora vediamo chi è più troia. Scommetto che ti piacerebbe scoparti sua sorella, vero?
- No, ferma! Che cazzo dici...
La situazione stava diventando incontrollabile e prendeva una brutta piega.

Non ebbe la benchè minima esitazione. Mi guardò con aria di sfida e si sfilò il vestito, scoprendo il corpo coperto solo da uno slip di pizzo trasparente.
Rimase davanti a me, praticamente nuda.
- Ho passato la sera a masturbarmi pensando a voi due che scopavate nella camera di fianco. Fammi godere come hai fatto con lei. Te lo da il culo? Io voglio che me lo sfondi
Lo disse guardandomi dritto negli occhi, parlando decisa, con un tono autoritario che non le avevo ancora sentito usare, mentre avanzava verso di me.

Io ero indietreggiato fino alla cassettiera ed ero quasi impietrito.
Arrivò vicino e mi mise subito una mano sul pacco
- Vedi che ti piaccio? Abbozzai ancora una debole resistenza ma quella situazione mi aveva ormai catturato. Sono bravissimo, io, a cacciarmi nei guai.
Mi abbassò leggermente i pantaloni e i boxer, giusto per falo uscire, e poi lo prese in mano, muovendola avanti e indietro per alcuni secondi prima di tirarmi dall’altra parte della cucina. Si sputò abbondantemente su una mano e iniziò a farmi una sega mentre mi guardava negli occhi con aria di sfida.

- Hai voglia di scoparmi, vero? Dai, dillo che hai voglia
La mia erezione non poteva mentire
Mi insalivò bene l’asta, poi, sempre tenendolo in mano si voltò e si sdraiò sul tavolo. Allargò bene le gambe e puntò la mia cappella dritta sul suo sfintere, spostando di lato le mutandine.
- Dai, inculami... cosa aspetti...
Forzai l’entrata con un dito. Era molto stretto e lei era tesa.
- Il cazzo voglio, brutto stronzo!
Tolsi il dito e tentai di penetrarla. Era troppo tesa. Provai ad usare l’olio che era sul tavolo. Ci volle un po’ ma poi spingendo ritmicamente riuscivo a guadagnare centimetri dentro di lei.

Gemeva mentre glielo infilavo sempre più dentro. Le stavo facendo male. Secondo me non l’aveva mai fatto, o comunque era molto che nessuno la prendeva così.
Poi cedette ed entrai fino in fondo.
La sentivo respirare affannosamente.
Iniziai a muovermi, e lei di nuovo ad emettere dei suoni: dolore misto a piacere.

Mi chinai su di lei, iniziai a stringerle i seni, poi le misi due dita anche nella figa ormai bagnatissima.
La presi per i fianchi ed iniziai a pomparla velocemente.
Le braccia completamente aperte a croce, teneva il tavolo con le mani e piangeva.
- Fottimi!! Prendimi come fai con quella troia di mia sorella!!!! Era rabbia pura.
Le presi i capelli e la tirai verso di me, continuando a pomparla
- sei tu la mia troia adesso, e ora ti riempio proprio come volevi!
Le venni dentro, con un orgasmo rumoroso ed intenso.
Le presi i seni con violenza, stringendoli mentre il mio sperma le riempiva le viscere.
Crollò in avanti, e io sopra di lei, rimanendole dentro finchè non uscì da solo.

Feci un passo indietro e vidi le mutande bagnate d’olio, lo sperma colarle sulla gamba destra.

Si girò e vidi i suoi occhi ancora segnati dalle lacrime.
Mi guardò dritto nei miei.
- Ti sbagli. Tu, sei la mia troia da oggi. Se sarai bravo ti permetterò di scoparmi ancora. Ora divertiti un po’ con mia sorella, tanto so che mentre te la farai penserai a me.

Raccolse il vestito e si infilò in bagno. Rimase sotto la doccia per non so quanto e cercò di evitarmi per i due giorni seguenti, finchè non ripartì per Madrid.
Note finali:
m.amorini@email.it